E3 2019

Man of Medan: perduti in mezzo al mare con la The Dark Pictures Anthology

Abbiamo provato una demo della nuova opera horror di Supermassive Games, già autore di Until Dawn: preparatevi a tremare!

provato Man of Medan: perduti in mezzo al mare con la The Dark Pictures Anthology
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • E se una delle sorprese di questa estate videoludica fosse il nuovo horror di Supermassive Games? Man of Medan arriverà sul mercato sotto la supervisione di un altro publisher, ma la formula di gioco è esattamente quella di Until Dawn, che al tempo dell'uscita riscosse gli unanimi consensi degli appassionati proponendo un'avventura accessibile, ben studiata e di grande impatto.
    Consapevole del potenziale di simili esperienze, il team di Guilford ne recupera tutte le caratteristiche: anche in Man of Medan, così come in Until Dawn, l'attenzione è interamente rivolta al comparto narrativo, sostenuto da una sceneggiatura ramificata che cambia con le scelte del giocatore. Pure in questo nuovo prodotto, inoltre, ci sono volti noti recuperati dal mondo delle serie televisive, e ovviamente la tensione si mantiene ai massimi livelli, grazie ad una malcelata passione per i jumpscare.
    In attesa di rimettere piede sulla nave maledetta che farà da cornice alle disavventure dei protagonisti, facciamo brevemente il punto della situazione sul progetto di Supermassive e Bandai-Namco, grazie anche ad una breve prova effettuata durante lo scorso E3.

    In mezzo ad un mare di orrore

    Partiamo dalle basi. Se vi foste persi l'annuncio del progetto avvenuto durante l'ultima Gamescom, sappiate che Man of Medan è il primo titolo di una serie antologica che risponde al nome di The Dark Pictures Anthology. Non si tratta di una pubblicazione ad episodi, perché ogni videogioco sarà autonomo, indipendente e auto-conclusivo. Parliamo invece di una collana, una raccolta di storie dell'orrore che verranno pubblicate a cadenza regolare, ogni sei mesi.

    Ciascuno dei titoli appartenenti a questa spaventosa antologia si rifarà ad uno degli archetipi dell'horror cinematografico, in un viaggio di riscoperta e celebrazione del genere.
    Guardando alla produzione del team viene quasi da pensare che questo percorso sia stato già iniziato proprio con Until Dawn, che proponendo un racconto sostanzialmente bipartito andava ad esplorare i temi e le modalità narrative prima del genere "cabin in the wood" e poi degli slasher più brutali. Forse quella di creare una serie antologica è sempre stata l'intenzione principale di Supermassive, e in questo senso siamo veramente felici che Bandai-Namco abbia dato al tem l'opportunità di concretizzare la propria visione. Ci aspettiamo anche qualche sorpresa per quanto riguarda il secondo episodio della raccolta, che speriamo possa distinguersi a livello di setting e tematiche.

    Non che Man of Medan parta da premesse narrative meno originali, a dirla tutta, scegliendo un setting non molto frequentato dagli horror moderni e ancora meno presente nelle produzioni videoludiche (ci viene in mente, sul momento, il mitologico Colf Fear). Gli sventurati protagonisti della vicenda si troveranno infatti a bordo di una nave misteriosa, nel cui ventre metallico incontreranno orrori indicibili. Come il titolo lascia intendere il racconto si ispira alla storia della Ourang Medan, un mercantile olandese scomparso in circostanze sconosciute e diventato, proprio per la sua storia nebulosa, protagonista di alcune leggende metropolitane che corrono lungo la superficie crespa dell'oceano.

    Nel corso della nostra seconda prova, a dire il vero, non abbiamo messo piede sulla nave fantasma che farà da sfondo alla storia di Man of Medan, ed abbiamo giocato invece l'incipit dell'avventura. Ci siamo ritrovati quindi a bordo di una piccola imbarcazione privata, osservando quattro amici che hanno deciso di passare una notte d'estate ancorati al largo.
    La situazione precipita rapidamente quando il gruppo viene attaccato da un manipolo di pirati, intenzionati forse a chiedere un riscatto per i quattro ragazzi.

    Le sequenze di gioco ribadiscono in maniera esplicita la vicinanza con il canone di Until Dawn, o comunque delle avventure grafiche moderne sul modello di quelle realizzate da Quantic Dreams e Telltale. I momenti in cui si controllano direttamente i vari personaggi sono ridotti al minimo, e sebbene nelle fasi avanzate dell'avventura siano sicuramente destinati ad aumentare, le interazioni del giocatore resteranno principalmente narrative.

    In pratica l'utente deve decidere come comportarsi, interpretando a suo modo i quattro protagonisti della storia. Saranno proprio queste scelte a polarizzare l'andamento del racconto, e a giudicare da quello che abbiamo visto le diramazioni della storia sono molto nette e decise. Vi basti sapere che in queste fasi preliminari era possibile, ad esempio, restare calmi ed accettare i soprusi dei pirati, oppure tentare la fuga con uno dei personaggi, interpretato da Shawn Ashmore. In quest'ultimo caso le cose non si sono messe molto bene, ed il nostro intrepido eroe è finito crivellato da una salva di colpi alla schiena, mentre tentava di allontanarsi a bordo della barca che i pirati avevano usato per l'abbordaggio.

    Giocando due volte la stessa porzione della demo, insomma, abbiamo visto due esiti enormemente diversi delle vicende, con situazioni che senza ombra di dubbio avranno importanti conseguenze sugli eventi successivi. È forse la prima volta che, fin dalle prime battute dell'avventura, una sceneggiatura dinamica prevede variazioni tanto significative, facendo percepire all'utente il peso delle proprie decisioni.

    La demo ci ha permesso di dare un'occhiata anche all'interfaccia, efficace e ben realizzata, nonché di affrontare una nuova tipologia di quick time event, che mette alla prova i nervi e i riflessi del giocatore. In alcune situazioni di tensione, infatti, dovremo fare in modo che i protagonisti mantengano la calma, superando una sorta di minigioco pensato come un rhythm game. Al giocatore è richiesto di premere i comandi accordandosi ai battiti cardiaci del personaggio che si trova nella situazione ansiogena. Trattandosi delle prime fasi di gioco è stato facile superare la prova senza troppi patemi, ma siamo convinti che avanzando nell'esperienza troveremo sfide ben più complesse, che potrebbero per altro mettere a repentaglio la vita di qualche protagonista.
    Non vediamo l'ora, insomma, di dare uno sguardo ravvicinato alle fasi più avanzate di Man of Medan, in cui emergerà di prepotenza anche la componente horror.

    Molto presto avremo modo di giocare con più calma il titolo targato Supermassive Games, così da raccontarvi quanto disturbanti e destabilizzanti siano le situazioni imbastite dal team di sviluppo. Dalla qualità della sceneggiatura, dei dialoghi e della messinscena dipenderà del resto il buon esito della produzione. Siamo convinti, in ogni caso, che la formula ludica sia davvero perfetta per appassionare giocatori di lungo corso e persino utenti occasionali, attirati dalla prospettiva di un racconto interattivo pieno di spaventi e di mistero.

    Resta vero che a livello di recitazione digitale e impatto visivo Man of Medan pare leggermente inferiore ai risultati di Until Dawn, ma anche su questo aspetto ci riserviamo di tornare dopo aver posato lo sguardo su una porzione più sostanziosa del prodotto.
    In generale, crediamo che tutta l'iniziativa della Dark Pictures Anthology sia decisamente interessante: il pezzo a cui sono proposti i titoli appartenenti alla raccolta ci sembra proporzionato alla durata di questi capitoli autonomi, e tutti gli ingredienti sono al posto giusto. A partire dal 30 agosto, Supermassive e Bandai-Namco potrebbe scrivere una bella pagina dell'horror videoludico.

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