GamesWeek

Provato Mario Party 10

Nintendo è ancora alla ricerca del suo "most epic party ever"

provato Mario Party 10
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Wii U
Luca Chiappini Luca Chiappini è un divoratore del web, studioso e appassionato di cinema e serie tv, di tecnologia e in generale di tutto ciò che è nerd. Ama viaggiare il mondo attraverso i festival: è stato in giuria della sezione Classici al festival di Venezia nel 2013 e, fra gli altri, è stato ai festival di Tokyo, Berlino e Cannes. E’ anche videomaker e programmatore di siti web, a tempo perso. Cercatelo su Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn.

La festa è finita? Nintendo sembra provare a rianimare i party di Mario e compagnia bella, che dopo gli “aurei” fasti su N64 e NGC si sono gradualmente spenti. Con la caparbietà del padrone di casa che non cede alla noia, Nintendo non è ancora disposta ad abbassare la musica e spegnere le luci. La serie dei Mario Party ha compiuto 16 anni, però, e negli ultimi tempi non ha ricordato affatto le sue brillanti origini. Il prossimo titolo dei festini firmati Super Mario sarà il tredicesimo della saga, nonché il terzo firmato da Nd Cube (i primi dieci sono di Hudson Soft). Con l’amaro in bocca e la nostalgia di chi desidera fortemente il divertimento inesauribile dei primi capitoli, siamo andati speranzosi a provare il nuovo Mario Party 10 alla Games Week di Milano. L’idea che ci siamo potuti fare è stata limitata (si potevano provare alcuni minigiochi, ma nessun tabellone), per certi versi interessante ma non del tutto positiva.

E' QUI LA FESTA?

Un breve ripasso per chi ignorasse le origini della saga: Mario Party nasce nel ’98 per Nintendo 64, sviluppato da Hudson Soft, e subito conquista il cuore dei fan Nintendo. Le chiavi del successo della grande N sono tutte rispettate: un mondo divertente, colorato, fatto di inesauribile multiplayer e che raduna la banda di personaggi di Super Mario. In pratica, da quel Natale il gioco dell’oca fa un passo indietro, Mario & co fanno un passo avanti: nei panni di Mario, Bowser, Yoshi o chi preferiamo, muoviamo il nostro personaggio su un tabellone lanciando dadi e con l’obiettivo di conquistare stelle. Al termine di ogni turno i giocatori partecipano a un minigioco con cui vincere premi in denaro. Con l’andare degli anni, Hudson Soft ha arricchito ulteriormente le dinamiche: tabelloni più ricchi e articolati, con passaggi segreti e vicoli ciechi; svariati tipi di dadi, nuove armi segrete, bonus e power-up; ma soprattutto sono tre i fattori che hanno permesso alla serie di toccare punte di successo e di qualità: i minigiochi, l’imprevedibilità e le modalità alternative. Questi tre ingredienti sono capaci di generare un divertimento pressoché inesauribile, quando vengono mescolati con cura.

Per chi scrive, i party migliori sono senz’altro Mario Party 4 e 5 per GameCube, dove i minigiochi erano freschi e divertenti, raramente ripetitivi, e non necessariamente il giocatore che aveva più stelle vinceva la partita (quanti colpi di scena!). Tra le modalità accessorie, c’era da rovinare il dischetto per il tempo trascorso a giocare a beachvolley. Dai capitoli successivi è cominciato il declino: Mario Party 8, il primo della serie per la Wii, doveva promettere una qualità maggiore e un gioco più innovativo sfruttando i controller Wii, ma al contrario si è rivelato lento, ingessato e poco divertente. Il passaggio di testimone allo sviluppatore Nd Cube ha contribuito a mescolare le carte in tavola, con alcune novità non proprio positive: Mario Party 9 vanta uno sviluppo tecnico più curato rispetto al predecessore, ma segna l'abbandono della formula classica. Qui tutti i giocatori si muovono insieme, all’interno di un veicolo, annullando l'elemento fortuito dei titoli precedenti, in cui ogni personaggio lanciava il dado e imboccava percorsi differenti, a volte graziato dalla fortuna, altre volte punzecchiato dalla sventura.
Se associamo questa nuova meccanica a tabelloni meno ricchi del solito, già notiamo un gameplay incrinato, vivacizzato solo dai minigiochi, che tornano a crescere rispetto all’ottavo episodio. In sostanza, l’ultimo "Party" aveva consentito ai possessori di Wii di giocare con piacere a un gioco senza infamia né lode, che però basava la propria forza unicamente sui minigiochi. Con l’arrivo di Wii U e il nuovo ciclo dei vari brand Nintendo, Nd Cube sta per portare su home console il nuovo episodio, e le nostre speranze sono riposte su un vero rinnovamento.

PARTY HARD

A marzo 2015, insomma, tornano i festini dell’idraulico baffuto con Mario Party 10, sviluppato da Nd Cube. Alla Games Week di Milano abbiamo potuto provare solo alcuni minigiochi, facendoci un’idea limitata ma promettente. La modalità Mario Party, classica e tradizionale, prevede minigiochi semplici ma divertenti in pieno stile Nintendo (lancio di bombe a Pipino Piranha in un gioco di riflessi e velocità, per esempio), da giocarsi in 4vs4 (una gara coppia contro coppia) o nella più apprezzabile 3vs1. La vera novità è il Bowser Party, in cui un quinto giocatore può unirsi al party rivestendo i panni di Bowser e sfruttando le potenzialità del gamepad Wii U in maniere divertenti e intriganti. Troviamo quindi minigiochi "Bowser contro Tutti", in cui il giroscopio la fa da padrona: per esempio, dobbiamo muovere il pad per inclinare su schermo i lati di una piattaforma, lasciando scivolare i giocatori verso spire di fuoco, oppure far roteare all’impazzata una piattaforma gigante usando il touchscreen, su cui i quattro malcapitati avversari dovranno evitare varie le fiammate. Si tratta di una trovata interessante che porta un tocco di novità: chi scrive però ha rivestito i panni di Bowser e ha sempre vinto, complici sono i minigiochi molto difficili per i personaggi che devono combattere contro il grande villain. La Bowser Party resta comunque una modalità del nuovo Party, che va ad arricchire l’offerta più tradizionale, con minigame meno originali ma comunque efficaci. Purtroppo le demo giocabili erano talmente limitate che è impossibile farsi una vera idea del gioco: poche sfide non possono dare una misura della qualità dei nuovi round. Se i match saranno ripetitivi o entusiasmanti è ancora tutto da vedere, così come è da valutare il gameplay su tabellone.


IL GIOCO DEL... KOOPA!

Non avendo potuto provare i tabelloni non siamo in grado di valutare appieno le potenzialità del titolo. E' certo però che i giocatori non torneranno ad essere indipendenti, muovendosi invece su un solo veicolo: caratteristica che avremmo volentieri rinnegato.
Se il nuovo party funzionerà sarà insomma soprattutto grazie a minigame, che devono rendere divertenti le partite, alternando ritmi differenti e mai ripetitivi, preferibilmente giocando anche sulle potenzialità del gamepad. Anche la ricchezza dei tabelloni è importante: questi devono tornare alla loro ricchezza originaria, con rocamboleschi colpi di scena sia durante il gioco sia alla premiazione finale.
Buio anche sulle modalità complementari: stando a qualche voce, oltre alla tradizionale modalità minigioco singolo, potremo giocare la modalità storia (una sorta di single player utile soprattutto a sbloccare contenuti), e alcune indiscrezioni parlando di builder mode (consentirà di costruire tabelloni personalizzati) e online mode. Ancora non sono state confermate ma sicuramente sarebbero una manna dal cielo per un titolo che vive (quasi) solo di multiplayer. Mentre un altro grande titolo di Nintendo qual è Mario Kart 8 costruisce la propria fortuna sulla community online, è ora che pure i Mario Party riguadagnino il terreno perduto (inspiegabile la mancanza di modalità online sui due capitoli per Wii) e ci permettano di giocare su tabelloni con utenti di tutto il mondo, preferibilmente con modalità di chatting (o qualche trovata "nintendara" per comunicare).
Anche l’indiscrezione della builder’s mode potrebbe essere una graditissima sorpresa: immaginate la possibilità di costruire tabelloni articolati e inediti, e di invitare giocatori online a provarli! In questo modo il titolo diventerebbe pressoché inesauribile. Sappiamo poi che Mario Party 10 sarà uno fra i primi titoli a supportare gli Amiibo e attendiamo di saperne di più. In attesa di scoprire maggiori dettagli del gioco, possiamo comunque goderci un comparto grafico di qualità inedita per la serie: alta definizione e particolari curatissimi.

Mario Party 10 Nonostante varie indiscrezioni sparse per i forum della rete, quasi tutte relative alla presenza della modalità online, farsi un’idea precisa di Mario Party 10 è di fatto impossibile. I minigiochi provati nella build erano interessanti ma troppo pochi per saggiarne la portata, mentre non abbiamo potuto provare il gameplay su tabellone. Dal conto nostro speriamo vivamente che Nintendo si decida a ri-animare i suoi festini, spesso ammosciati negli ultimi anni, magari con una una coraggiosa modalità di costruzione, che potrebbe essere la svolta per un titolo troppo spesso ripetitivo e non più brillante come un tempo. L’opportunità di “calare” un Amiibo nel gioco è un’altra possibilità che ci stuzzica. Vedremo.

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