Mario Tennis Aces: Grande Slam nel Regno dei Funghi

Finalmente toccata con mano l'attesa modalità avventura del prossimo spin-off sportivo a tema mariesco: ed è subito festa (a colpi di racchetta).

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  • Switch
  • Che Mario Tennis Aces non volesse essere solo e soltanto l'ennesimo spin-off mariesco a tema sportivo s'era capito già a partire dal primissimo annuncio, avvenuto durante il Nintendo Direct dello scorso 11 gennaio: l'enfasi con cui la Grande N ha dato spazio al prodotto ha infatti sottolineato quanto si desiderasse prendere un po' le distanze dagli ultimi episodi - diciamocelo, capitoli abbastanza oggettivamente sottotono, realizzati con evidente pigrizia e senza particolare estro creativo - nel doppio tentativo di dare spessore al catalogo delle uscite Switch e di riportare la serie ai gloriosi fasti di un tempo.

    Alla ricerca dell'ace

    Al di là delle solide impressioni generali, destinate ad essere verosimilmente confermate sin dal prossimo weekend (con un torneo online aperto a chiunque che scatterà alle ore 16:00 di venerdì 1 giugno, per poi chiudersi alle 00:59 di lunedì 4 giugno), c'è comunque un aspetto di Mario Tennis Aces che in particolare ha subito stimolato e incuriosito i più: no, mi mi riferisco alla possibilità di selezionare il mitico Categnaccio come personaggio giocabile - opzione comunque dal fascino innegabile, ma continuate a leggere per saperne di più... - bensì alla modalità avventura in single player, con uno story mode che per la prima volta fa la sua ricomparsa dal lontano 2005, ovvero da Mario Tennis Power Tour per Game Boy Advance.
    Una modalità che non solo permetterà di incrementare si spera sensibilmente il fattore longevità del titolo, ma che promette, per lo meno sulla carta, di risolvere quello che è l'ormai cronico tallone d'Achille degli sportivi marieschi: la consueta mancanza di contenuti. Nell'attesa di poterci dedicare durante le prossime settimane alla campagna vera e propria, Nintendo Italia ci ha gentilmente invitato presso la sua sede milanese per permetterci di compiere i primi passi in compagnia del baffuto idraulico superstar, concedendoci un piccolo ma gustoso assaggio di ciò che dovremo attenderci dal 22 giugno in poi, con l'arrivo sugli scaffali (e sull'eShop) di Mario Tennis Aces.

    La modalità storia si gioca nei panni di Super Mario e prevede una limitata componente RPG, con le statistiche del personaggio che miglioreranno mano a mano.

    La demo si è aperta con un rapido ma efficace tutorial in compagnia di Tartosso: in una missione denominata "le Rovine di Solarius" la scheletrica creatura ci ha per prima cosa insegnato a servire, per poi spiegarci sul campo la differenza tra colpo piatto, top spin, slice e pallonetto - azioni associate ai quattro pulsanti frontali A, B, X e Y. Così, tanto per rompere il ghiaccio e fare pratica con un sistema di controllo che si dimostra sin da subito reattivo, soddisfacente e gustosamente arcade. Perché bastano letteralmente due o tre scambi per accorgersi di quanto Mario Tennis Aces abbia davvero il tiro giusto, con un'immediatezza che ti conquista nel giro di appena trenta secondi: dagli effetti di luce che sottolineano l'impatto dei colpi alle esasperate animazioni cartoon, passando per la fisica della pallina e le sue interazioni con superfici di diverso tipo (vedasi ad esempio la sabbia, che riduce al minimo i rimbalzi), l'impressione è quella di un'esperienza adatta a chiunque ma anche evidentemente profonda, che non può non richiamare alla memoria il mai troppo lodato Virtua Tennis di SEGA.
    Attenzione però, perché come ho avuto modo di sperimentare durante i due livelli successivi, ovvero la Foresta delle Piante Piranha e l'Habitat delle Piante Piranha, a rendere davvero unico Mario Tennis Aces non può che essere quell'adorabile impronta di pura follia marcatamente Nintendo. Tanto per capirci, nel primo testa a testa (con Donkey Kong come rivale) la rete che separava il campo era composta dalle iconiche tubature verdi, con tre piante piranha pronte a divorare al volo qualunque pallina si trovassero a portata di bocca. Una scocciatura non da poco, considerando che i dispettosi vegetali si divertivano a risputare al mittente la pallina a tutta velocità, magari pure con una traiettoria imprevista.
    La seconda missione era invece un vero e proprio minigioco pensato per impratichirsi con il cosiddetto Colpo Intenso, ovvero una mossa speciale che in cambio di una porzione di energia consente di mirare tramite giroscopio a una particolare zona della metà avversaria (per poi sparare esattamente in quel punto la palla a tutta velocità, con una bordata che se viene intercettata si dimostra in grado di distruggere la racchetta del rivale). L'idea era quella di colpire trenta piante piranha entro un certo limite di tempo, prendendo a racchettate un vero e proprio muro di mostriciattoli pronti a bersagliarci con palle di fuoco: di nuovo, un concept certamente non ortodosso, che partiva dalle meccaniche base del tennis per proporre una digressione sui generis utile a imparare una dinamica destinata a diventare imprescindibile nei match successivi.

    Con un colpo di analogico destro è possibile lanciare il personaggio in un disperato recupero: attenzione però, perché l'energia non è illimitata...

    All fine, la sfida contro Pipino Piranha nelle vesti di vero e proprio boss è stata l'occasione per mettere in pratica quanto appreso nei livelli precedenti, in uno scontro senza rete con venature quasi da picchiaduro: indispensabile infatti ridurre a zero la stamina del corpulento avversario - pronto a rispondere con palle via via più potenti e angolate - prima di metterlo KO per tre volte con il Colpo Tecnico, un attacco devastante che risulta quasi impossibile da contrastare e che rappresenta di fatto la versione potenziata del Colpo Intenso.
    Tutt'altro che sazio di quanto sperimentato nella modalità avventura, prima di abbandonare la postazione mi è stato concesso un breve scampolo di una partita standard, sfidando il computer a difficoltà intermedia. Ho deciso di lasciare attive tutte le stranezze che rendono così caratteristico Mario Tennis Aces (anche se volendo è possibile disattivare tutto nelle opzioni, in modo da avere a che fare con un'esperienza tennistica decisamente più tradizionale) e a quel punto non ho ovviamente potuto fare a meno di provare il mitico Categnaccio: già vedere come l'assurda sfera di piombo "impugna" la racchetta o come effettua una battuta basta a stamparti in viso il più classico dei sorrisi ebeti, e sono certo che in moltissimi decideranno di approfondire un personaggio contraddistinto da una ridotta mobilità e da una forza mostruosa. Per tutti gli altri, ce ne saranno ben quattordici entro cui scegliere, con tanto di supporto al multiplayer locale e online.

    Mario Tennis Aces Controller classic alla mano - anche se nella versione finale sarà possibile divertirsi anche a colpi di motion control, sia impugnando un solo Joy-Con (lasciando dunque il controllo dei movimenti del personaggio alla CPU, in stile Wii Sports) sia impugnandone due e gestendo tutto senza aiuti particolari - Mario Tennis Aces mi ha assolutamente convinto, andando ben oltre le mie già notevoli aspettative. La realizzazione tecnica, pur senza valori produttivi straordinari, fa comunque bene il suo lavoro, ma è nella ricchezza e nella profondità del gameplay che si intravedono possibilità degne di nota: Nintendo sembra essere pronta a ridare finalmente alla saga il lustro che merita, con un ace da maestro degno del miglior Categnaccio. Insomma, ancora qualche settimana per scoprire se Mario tornerà a dettare legge anche sulla terra battuta e non solo.

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