Martha is Dead provato per 3 ore: incubi italiani nella nuova demo

Dopo The Town of Light, LKA torna sulle scene con un thriller/horror decisamente più ambizioso. Abbiamo provato una nuova demo di Martha is Dead.

Martha is Dead
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Xbox Series X
  • La carne viene divelta dal viso, con lentezza, ma con decisione. Il sangue gocciola a singhiozzi, e di quel volto non restano che scarni lineamenti da cui emergono solo i bulbi oculari, cornici di iridi ormai spente. Nonostante la violenza subita, il corpo non emette nessun gemito. È già morta. Martha è già morta. Se l'è presa il lago. O forse qualcos'altro. Chissà, magari è la stessa creatura che le sta strappando quella ripugnante maschera di pelle. Gli interrogativi si mescolano ai turbamenti, gli incubi alle ansie. Martha is Dead è questo: un turbinio di inquietudine che delinea il profilo di un thriller/horror dalle forti venature psicologiche, dove l'atmosfera e la storia rappresentano gli elementi fondanti.

    Il team italiano LKA, dopo l'esordio con The Town of Light, prova a fare un passo in avanti lungo i tortuosi sentieri dell'ambizione e - quantomeno dalla demo che abbiamo potuto testare - sembra aver imboccato la strada giusta (la recensione di The Town of Light è a portata di click). Ci è stato dato modo di immergerci in circa metà dell'esperienza, scoprendo un'avventura molto più elaborata e rifinita del viaggio vissuto tra le mura dell'ex manicomio di Volterra in The Town of Light. Martha is Dead è ancora una volta un gioco che fa leva sul groviglio della trama, sullo scavo nella psiche e nell'emotività della sua protagonista, ma è anche un racconto ludicamente più strutturato, che di paura si nutre. E di paura ci sazia.

    We don't talk about Martha

    È preferibile non addentrarsi troppo nel canovaccio narrativo di Martha is Dead. Meno saprete, e più intenso sarà il coinvolgimento, più vibrante la sorpresa. L'opera di LKA, team fondato da Luca Dalcò, racconta di una perdita: un lutto profondamente destabilizzante, a cui la protagonista Giulia sembra reagire in maniera alquanto anomala. È il dolore a generare la pazzia, o è la brutale realtà a essere più terrificante della follia?

    Martha is Dead ci fa compiere un viaggio indietro nel tempo, al 1944, durante gli ultimi scampoli della Seconda Guerra Mondiale, lì nelle campagne toscane, dove il sole pennella i raccolti e il sangue dei cadaveri concima il terreno. Che siano ribelli o soldati dell'esercito tedesco, poco importa: la morte non guarda in faccia a nessuno. C'è un duplice orrore, in Martha is Dead. C'è l'agghiacciante tremore delle foglie al passaggio degli uomini in fuga, nell'ingenua speranza di non incontrare i fucili nemici, e c'è la paura di presenze intangibili che popolano i boschi, e i laghi, e i sogni. Meglio non parlare di Martha. Meglio tacere ciò che accade di notte, quando il lume di una candela rischiara un po' di foschia. Meglio non dire oltre, non raccontare di quelle creature che s'aggirano nella mente di chi prova legittimo terrore, o tra i sentieri nascosti delle campagne. Meglio non nominare quegli spiriti che ci prendono per mano e ci conducono all'oblio della ragione. Martha is Dead è la digitalizzazione del folklore italiano e, sulle basi di un thriller/horror in cui Giulia è chiamata a far luce sulla morte della fanciulla, innesca una sequela di eventi dove suggestione e realtà finiscono per amalgamarsi e confondersi. Il guizzo creativo è indubbiamente superiore a quello di The Town of Light, e proprio come il suo predecessore il gioco non lesina in violenza, sia fisica che psicologica. Lugubri marionette, tarocchi, presagi di sventura, entità ectoplasmatiche, ma anche telegrammi, quotidiani, bollettini di guerra, sabotaggi, messaggi segreti: Martha is Dead ci pone dinanzi a due tipi di orrore. E ci chiede di affrontarli entrambi.

    Linearità e libertà

    Per quanto il focus principale resti la narrazione, l'avventura di LKA possiede un impianto ludico decisamente più strutturato di quello proposto in The Town of Light. Se è vero che le prime battute dell'esperienza seguono un andamento molto guidato, pensato per introdurci in maniera graduale al contesto del racconto e alle meccaniche di gioco, progressivamente l'opera si fa più aperta e libera.

    Oltre agli obiettivi principali, troveremo infatti anche quest collaterali (ma in apparenza comunque funzionali alla piena comprensione della storia) che ci porteranno a esplorare i dintorni delle campagne toscane, in una mappa ampia quanto basta da non risultare dispersiva. La dimora della protagonista, composta da diversi piani con stanze che si renderanno visitabili man mano che la storia proseguirà, rappresenta una sorta di hub da cui ogni giorno Giulia può partire per ricomporre i tasselli della sua indagine, interagendo con gli oggetti, recuperando informazioni, ascoltando i programmi radiofonici e ottenendo oggetti chiave.

    Dopodiché, una volta riempito l'inventario, la ragazza può incamminarsi nei boschi fino al lago o visitare le campagne circostanti, sfruttando ora una bicicletta ora una piccola barca. Non sappiamo quanto vasto sarà l'ambiente percorribile di Martha is Dead, perché la demo si interrompeva proprio quando i primi nodi della vicenda iniziavano ad aprirsi verso sentieri più ariosi, ma l'assaggio di libertà che ci è stato concesso ha esorcizzato il timore di trovarci dinanzi a un prodotto eccessivamente vincolato da binari specifici.

    Sia chiaro che LKA possiede sempre il timone della trama, ed è il team a dettare il ritmo del percorso principale; eppure nelle tre ore in compagnia di Giulia abbiamo avuto l'impressione che il giocatore possegga una discreta libertà d'azione, che speriamo possa essere sia confermata, sia addirittura rafforzata nella seconda metà dell'avventura.

    Foto di morte e corse a perdifiato

    Occorre, in ogni caso, tenere in considerazione che Martha is Dead propone un gameplay abbastanza basilare, in cui l'analisi degli elementi dell'ambiente (evidenziabili alla pressione di un tasto) è del tutto legata all'approfondimento della storia, che avanza costantemente con le sue regole.

    Per rendere più "cinematografici" alcuni momenti di maggior adrenalina, il team ha inserito sporadiche sequenze in cui Giulia è costretta a correre a perdifiato lungo un sentiero ben delineato, scappando da chissà quale mostruosità. In questi casi l'utente deve solo imboccare il percorso giusto, oppure premere a tempo i tasti a schermo per superare gli ostacoli, mentre la ragazza si muove in autonomia: si tratta di fasi purtroppo poco funzionali, in cui l'inquietudine lascia il passo alla grossolanità, e lo spettro del game over è davvero poco minaccioso. Martha is Dead funziona meglio quando il giocatore ha il totale controllo della protagonista, accompagnato da sagge scelte di game design che pongono alcuni limiti all'esplorazione senza però far sentire l'utente forzatamente intrappolato dall'ambientazione. Vedremo se nella restante parte dell'avventura questo equilibrio verrà mantenuto, o se la maggiora apertura degli spazi esplorabili metterà più in luce i vincoli del level design.

    Al netto di un gameplay concettualmente piuttosto semplice, c'è un aspetto su cui LKA ha scelto di concentrarsi con notevole attenzione. Ci riferiamo alla possibilità di utilizzare una macchina fotografica (modello anni '40) a nostro piacimento: tramite le fotografie (che secondo alcune antiche credenze popolari potevano anche catturare l'anima dei defunti), Giulia può ottenere indizi che, con la sola esplorazione, sarebbero stati preclusi. La peculiarità risiede nel fatto che la digitalizzazione della fotocamera è realizzata fin nel minimo dettaglio: dopo aver scelto il soggetto, occorrerà infatti regolare l'altezza, la rotazione e l'inclinazione, poi l'esposizione, il diaframma e la messa a fuoco.

    Non preoccupatevi: le indicazioni a schermo sono molto intuitive e, con pochi passaggi riuscirete a ottenere l'effetto desiderato. Inoltre ci saranno persino accessori aggiuntivi, come cavalletti, flash, pellicola ISO 100 e filtri di vario colore utili a scattare foto a infrarossi o in specifiche condizioni di luce. Potremo sì immortalare tutti i soggetti che vorremo, ma alcune icone a schermo ci indicheranno quali punti inquadrare al fine di portare avanti la storia o rinvenire indizi opzionali. Dato che si tratta di macchine degli anni '40, per ottenere gli scatti da aggiungere all'album dovremo recarci nella camera oscura della villa di Giulia, immergere la carta, seguire apposite azioni e poi ammirare le nostre foto. Una bella trovata, non c'è che dire, mai troppo elaborata da essere noiosa, né troppo elementare da apparire banale.

    Grafica e regia

    Allo scopo di imbastire un'atmosfera dotata di forte personalità, c'è bisogno sia di un comparto stilistico all'altezza, sia di una discreta componente tecnica. Se sul piano sonoro Martha is Dead compie un ottimo lavoro, grazie a splendide musiche dell'epoca e a un buon doppiaggio in italiano (con solo qualche inciampo in alcuni frangenti più emotivamente d'impatto), dal punto di vista grafico il gioco vive di luci e ombre.

    Mentre gli interni e gli oggetti sono realizzati con dovizia di particolari, i modelli poligonali mostrano tutti i limiti della produzione. Intelligentemente, la regia delle cinematiche non si concentra quasi mai sui volti dei personaggi, ma anzi predilige un linguaggio simbolico, mettendo i protagonisti fuori campo e focalizzandosi sui dettagli, su quadri e suppellettili, su innocenti passerotti e corvi peccatori. Tutti, a loro modo, pronti a raccontare una storia.

    Martha is Dead Martha is Dead inquieta, mescolando realtà e folklore. Meno lineare del previsto, l’opera di Luca Dalcò e del suo team punta alla costruzione di un’atmosfera carica di mistero e orrore, non certo parca di violenza, sangue e follia. Lo fa con una resa audiovisiva efficace, e con scelte ludiche che, pur nella loro limitatezza, sembrano ben implementate. Le prime ore intrigano al punto giusto, ma solo la chiusura del sipario, e quindi dell’ordito narrativo, potrà rivelare quanto l’incubo di Martha is Dead meriti di essere vissuto.

    Che voto dai a: Martha is Dead

    Media Voto Utenti
    Voti: 27
    7.7
    nd