Marvel's Spider-Man per PS4: provate le prime due ore del gioco Insomniac!

Abbiamo passato due ore in compagnia dell'Uomo-Ragno targato Insomniac: vi raccontiamo com'è andata la nostra intensa mattinata insieme a Peter Parker.

Marvel's Spider-Man (4K)
Anteprima: PlayStation 4 Pro
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Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Bryan Intihar, il Creative Director di Marvel's Spider-Man, è un ragazzone col fisico da giocatore di football americano, lo sguardo vispo e una sorta di malcelato sorrisetto perenne. E non potrebbe essere in effetti altrimenti, per un professionista che sembra genuinamente entusiasta del suo lavoro. Intihar, laureato in psicologia, è uno che, come si suol dire, ce l'ha fatta: gli inizi come commesso in una catena di videogiochi, qualche esperienza nell'ambito delle PR, una carriera come giornalista per EGM e 1UP. Quindi, nel 2008, la svolta, l'occasione di compiere il cosiddetto salto della barricata, diventando Community Manager per Insomniac Games. Un percorso che, un decennio più tardi e all'età di quarantuno anni, conduce al qui e ora, ovvero a un'occasione che il giovane Bryan poteva forse solo e soltanto sognare: il ruolo di Creative Director in un progetto gigantesco com'è appunto Marvel's Spider-Man, ghiotta esclusiva in arrivo su PlayStation 4 il prossimo 7 settembre.

    E il dondolar m'è dolce in questa Mela

    Intihar, alla prima tappa del tour europeo di presentazione della sua creatura in quel di Milano, fatica visibilmente a contenere l'entusiasmo: non riesce a rimanere fermo durante il breve discorso di apertura, passeggia sul posto, sprizza l'energia di chi vorrebbe un po' spaccare il mondo. Parte descrivendo Marvel's Spider-Man come "un'opportunità incredibile per uno studio come Insomniac Games", ma soprattutto come "il sogno di una vita" per lui, che è da tempo immemore un gigantesco fan Marvel e in particolare un profondo amante del personaggio dell'Uomo-Ragno. E basta davvero osservarlo, fissarlo negli occhi mentre parla o stare ad ascoltare uno dei suoi numerosi aneddoti - tipo quello a proposito della primissima riunione preliminare sul gioco, con addirittura undici pagine di appunti scribacchiati furiosamente durante una telefonata di un'ora con gli uffici Marvel all'altro capo del telefono - per capire che non si tratta delle solite parole di circostanza o di un'iperbole buttata lì giusto per fare colore.
    Come il Creative Director rimarca esplicitamente, l'aspetto fondamentale di Marvel's Spider-Man è che questo videogioco non si basa su uno specifico film o su un fumetto: al contrario, si tratta di un'opera rigorosamente a sé stante, che rivendica con orgoglio una totale autonomia tanto nella forma quanto nei contenuti. L'idea è quella di rispettare con massima riverenza le radici di un personaggio così iconico e universalmente riconosciuto, proponendo comunque qualcosa di nuovo, di fresco e di strettamente personale: uno Spider-Man che non sia di nessun altro se non quello di Insomniac Games, insomma. Un'idea di unicità che si sviluppa già a partire dall'inconfondibile costume, naturalmente declinato a partire dalle classiche tonalità di rosso e di blu, con tuttavia un enorme ragno bianco sul petto e sulla schiena che lo fa istantaneamente diventare il marchio di fabbrica dello Spider-Man degli autori di Ratchet & Clank e Sunset Overdrive.

    In perfetto stile Spider-Man, durante i combattimenti il protagonista si lascia andare a fulminanti battutine e continue gag (peraltro con un ottimo doppiaggio in italiano).

    Attenzione però, perché, a dispetto del titolo, Marvel's Spider-Man non è né vuole essere esclusivamente un gioco di supereroi... anzi. "Le migliori storie di Spider-Man sono quelle in cui il mondo di Spider-Man e quello di Peter Parker si incontrano e si scontrano", spiega Intihar. Un vero e proprio mantra tenuto bene a mente durante lo sviluppo, facendo anche tesoro della lezione appresa dal trionfo dei cinecomic Marvel (di cui il Creative Director non può che essere un grande appassionato). Perché, secondo Intihar, dietro al successo dei vari Avengers, Guardians of the Galaxy e Black Panther ci sono sempre e comunque storie che funzionano a meraviglia dal punto di vista umano, racconti che grazie ai superpoteri e agli elementi fantastici assumono una spettacolarità ulteriore, senza però mai prescindere da una dimensione personale e in un certo senso riconducibile alla vita reale.
    In quest'ottica, non deve affatto stupire l'attenzione riservata alla storia nell'economia di un titolo come Marvel's Spider-Man: l'obiettivo di Insomniac Games è quello di raccontare un'avventura memorabile, che sia in grado di coinvolgere e intrattenere al di là dell'impostazione da action open-world piuttosto ordinario. A differenza del canone classico, il Peter Parker dei creatori di Spyro non è un teenager, ma un ben più maturo ragazzo di ventitré anni. Un giovane appena diplomato che, proprio come Intihar all'epoca, è alla ricerca di un mentore, di una guida che lo aiuti e lo indirizzi nell'ambizione di salvare il mondo anche senza necessariamente vestire i panni del suo alter ego mascherato - Parker si occupa di neuroscienze, ed è una brillante promessa nel campo. Attraverso l'amicizia (romantica) con Mary Jane, qui giornalista d'inchiesta del Daily Bugle nonché personaggio addirittura giocabile a un certo punto della vicenda, Peter imparerà che non è una debolezza chiedere aiuto agli altri, neppure se si ha l'hobby di essere un supereroe. Insomma, in perfetto accordo con gli ultimi grandi blockbuster Sony, aspettatevi anche a questo giro cutscene di ottimo livello, un'evidente cura per i dialoghi e tanta enfasi sul fattore cinematografico, per un progetto palesemente ad ampio se non ampissimo respiro.

    Insomniac Games, studio celebre per l'uso di armi fuori di testa, ha mantenuto fede alle aspettative con i gadget in dotazione a Spidey: preziosi alleati durante i combattimenti uno contro tutti.

    Ma, al di là di tutto, com'è Marvel's Spider-Man DualShock 4 alla mano? La risposta in breve potrebbe essere "semplicemente uno spasso", però vale la pena di elaborare meglio la questione. In generale, il Creative Director ha sottolineato che, nei panni dell'Uomo-Ragno, si dovesse avvertire con forza la sensazione di essere a tutti gli effetti un supereroe. In maniera inequivocabile e istantanea, come se quel costume permettesse quasi per magia di compiere chissà quali acrobatiche meraviglie. Le due ore passate in compagnia del gioco - con un salvataggio dall'inizio dell'avventura - mi hanno permesso di confermare senza timore di smentita la cosa. Insomniac Games ha fatto assolutamente centro da questo punto di vista: grazie alla teatralità delle animazioni e allo sfacciato dinamismo dell'azione, l'impressione è davvero quella di essere in tutto e per tutto l'Uomo-Ragno. L'aspetto più sbalorditivo riguarda senza ombra di dubbio il sistema di movimento, davvero pressoché perfetto: volteggiare fra i grattacieli della Grande Mela si dimostra una goduria totale, cambiando direzione a mezz'aria, usando le ragnatele per prendere velocità con un galvanizzante effetto elastico o lasciandosi vertiginosamente cadere nel vuoto per accumulare l'inerzia giusta. Senza esagerare, anche solo muoversi da un punto A a un punto B è già letteralmente parte del divertimento in Marvel's Spider-Man (e non poteva essere altrimenti dopo quanto mostrato nell'ottimo e colpevolmente sottovalutato Sunset Overdrive, esclusiva Xbox che avrebbe meritato ben altra sorte...).
    Se le eccellenti dinamiche di attraversamento della mappa finiscono per risultare l'elemento più caratteristico e riuscito - un po' perché effettivamente originali e innovative, un po' perché particolarmente a tono con il personaggio principale - anche il sistema di combattimento dà comunque prova di essere tutto sommato godibile e all'altezza. La base, inutile nasconderlo, parte dall'impostazione della serie Batman Arkham di Rocksteady: una formula diventata ormai un vero e proprio standard, riproposta dal team di Burbank in modo piuttosto ordinario fra schivate e combo da inanellare in sequenza. A dare qualche guizzo di personalità, oltre alle innate abilità da acrobata di Spider-Man (ben diverse dalla forza bruta impiegata dall'Uomo Pipistrello per avere la meglio sui nemici) intervengono i gadget, l'interazione ambientale con alcuni oggetti e un profondo sistema di customizzazione del protagonista, con numerosi costumi da sbloccare e tre rami di abilità suddivisi in innovatore / difensore e lancia-tele. Nonostante qualche capriccio della telecamera, non sempre impeccabile nel gestire i nemici al di fuori dell'inquadratura, il feeling delle scazzottate si dimostra soddisfacente, aperto com'è a soluzioni diverse (con anche qualche concessione allo stealth, ma di nuovo nulla che non si sia già visto nella saga Warner Bros).
    Tutto oro quel che luccica, allora? La tentazione sarebbe di rispondere istintivamente con un bel "quasi", anche se devo ammettere di nutrire qualche perplessità riguardo ad alcuni elementi per così dire di contorno - anche se spesso sono proprio i dettagli a fare la differenza e a distinguere i grandissimi giochi. In particolare, le missioni secondarie mi sono parse l'elemento palesemente più debole dell'offerta: una componente ovviamente da valutare sul medio/lungo periodo, che ad ogni modo già durante il mio hands-on ha denotato molta meno ispirazione rispetto alla trama principale (che al contrario mi è parsa quantomai ricca, interessante e promettente sul piano narrativo). Rivedibili anche alcuni puzzle all'interno del laboratorio in cui lavora Peter Parker, che consentono di studiare varie tecnologie al fine di accumulare risorse da investire nella crescita del personaggio: passaggi dal ritmo compassato che mi hanno ricordato certi enigmi così così visti in BioShock e Dead Space Ignition.

    Marvel's Spider-Man presenterà tre livelli di difficoltà: amichevole, incredibile e spettacolare (con la prima impostazione che predilige la narrativa e la terza più adatta a chi cerca sussulti dai combattimenti).

    Al netto di questi dubbi, come detto Marvel's Spider-Man è e rimane un titolo dal potenziale notevolissimo: basti dire che io, notoriamente né un fan accanito dell'Uomo-Ragno né un amante dei giochi di stampo open-world, aspetto con malcelata ansia il prossimo 7 settembre. Non vedo infatti l'ora di dondolarmi tra un grattacielo e l'altro, di ammirare il tramonto che si riflette sulla skyline di New York e di scatenare i miei sensi di ragno in una lotta serrata contro il malvagio Kingpin.

    Marvel's Spider-Man Insomniac Games pare essere davvero sulla strada giusta, e gli ingredienti per il videogioco definitivo a tema Uomo-Ragno sembrano proprio esserci dalla A alla Z. In Marvel's Spider-Man c'è tutto il respiro della Grande Mela, riprodotta con accuratezza nei suoi slanci verticali mozzafiato e con un colpo d'occhio da grande produzione. In Marvel's Spider-Man c'è il dinamismo di un supereroe scattante e linguacciuto, che mette KO gli avversari col sorriso sulle labbra. In Marvel's Spider-Man c'è un sistema di movimento sorprendente e strepitoso, fluidissimo nei controlli e a dir poco delizioso nella sensazione di velocità con cui si ondeggia al di sopra delle trafficate strade di New York. In Marvel's Spider-Man c'è una storia che promette di distinguersi con coraggio e originalità dal Marvel Cinematic Universe, rendendo omaggio alla tradizione dei comics della Casa delle Idee. Insomma, Marvel's Spider-Man rischia di essere l'ennesima grande esclusiva a marchio PlayStation, per un blockbuster annunciato che potrebbe spingere i creatori di Ratchet & Clank verso vette mai toccate prima d'ora.

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