Medal of Honor Above and Beyond: la seconda guerra mondiale in VR

Dopo anni di assenza dalle scene, Medal of Honor torna con un capitolo in realtà virtuale immersivo e coinvolgente: lo abbiamo provato per 3 ore!

Medal of Honor Above and Beyond: la seconda guerra mondiale in VR
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  • La serie Medal of Honor manca oramai da molto tempo dai campi di battaglia videoludici, ed è stata congedata qualche anno fa, per demerito di capitoli non sempre all'altezza della fama del brand (se volete approfondire, vi suggeriamo di leggere la nostra recensione di Medal of Honor Warfighter). Con l'obiettivo di ridare onore alla saga pluridecorata, è intervenuto il game director Peter Hirschmann, lo stesso che nel 1999 ha prodotto il primissimo capitolo: grazie al supporto dei veterani di Respawn Entertainment, che di sparatutto se ne intendono, l'autore si è armato nuovamente di vena creativa e si è avventurato nei territori inesplorati della realtà virtuale. Medal of Honor Above and Beyond è dunque concepito per rappresentare una sorta di ripartenza della serie, che sceglie di utilizzare la VR per massimizzare l'immersione all'interno di un setting abbastanza sfruttato come quello della Seconda Guerra Mondiale.

    Dopo aver provato per circa 3 ore la campagna principale ed essere sbarcati nei lidi del comparto multiplayer, possiamo confermare di trovarci dinanzi a uno shooter vecchio stampo che trova nella potenza trascinante della realtà virtuale la sua ragion d'essere. Con indosso il visore di Oculus (qui potere trovare la nostra recensione dell'Oculus Rift S), la guerra virtuale acquisisce del resto tutta un'altra dimensione: si fa più impattante, più vasta e più coinvolgente.

    La guerra sbarca in VR

    L'incipit di Above and Beyond ci porta fugacemente in Tunisia, dove l'anonimo protagonista, di cui conosciamo solo il grado di Tenente, è miracolosamente sopravvissuto a un assalto nemico. Tornato alla base, dopo un breve periodo di riabilitazione che funge anche da tutorial sull'apprendimento delle meccaniche del gameplay, arriva il momento di dare il via a un contrattacco ai Nazisti, unendosi alla Resistenza. Le prime due missioni della campagna principale ci hanno presentato una parte dei personaggi che ci accompagneranno nell'avventura.

    A tal proposito, la prima sorpresa si riscontra nei toni che caratterizzano l'esperienza: contrariamente alle aspettative iniziali, Above and Beyond, per quando non si trattenga dal mostrare sequenze crude ed epiche, sceglie di alleggerire l'andamento del racconto con una sceneggiatura abbastanza pungente, che non lesina in puntuali note ironiche. Senza mai sminuire la portata drammatica di alcune situazioni, il nuovo Medal of Honor sceglie di narrare la sua storia con una certa vivacità, merito soprattutto delle varie personalità del cast, che tendono a commentare le vicende con interventi smargiassi al punto giusto. Non sappiamo quanto questa vena energica, che rifiuta saggiamente il dramma integrale, possa reggere per tutta l'avventura, né quali risvolti ci attendono lungo la progressione, ma l'inizio di Above and Beyond ha saputo stimolarci quanto basta per incuriosirci a dovere.

    Al momento preferiamo non rivelarvi il numero esatto di missioni, e non possiamo darvi dettagli esaustivi sulla durata complessiva, ma l'impressione è che il gioco saprà intrattenerci per un buon numero di ore. In base ai primi capitoli del singleplayer, durante i quali abbiamo solo scalfito la superficie della campagna, abbiamo notato anche una discreta varietà di situazioni: si passa dalle sparatorie tradizionali a quelle a bordo di veicoli, senza contare infiltrazioni e imboscate all'esercito tedesco.

    La peculiarità di Above and Beyond consiste nel fatto che ogni missione è strutturata in mini-capitoli dalla durata abbastanza ridotta, che va dai 5 ai 15 minuti: sono piccoli segmenti ludici ideati con intelligenza per adeguarsi ai ritmi della realtà virtuale, e non costringere i giocatori a sequenze di gioco troppo estese.

    In questa maniera, l'utente più sensibile e meno avvezzo alla VR può procedere gradualmente, e approcciarsi all'esperienza a piccole dosi. Una scelta che a nostro avviso funziona pienamente, anche se in determinati frangenti la presenza di battaglie più estese avrebbe donato ai conflitti a fuoco una scala un po' più epica. Non sappiamo, in ogni caso, se nelle missioni più avanzate la longevità dei segmenti narrativi finirà per ampliarsi, e chiaramente otterremo la risposta a questa domanda solo in fase di recensione.

    Grafica e gameplay

    La spettacolarità della campagna è valorizzata da un comparto tecnico che, nella ricostruzione dei paesaggi e dei momenti più scriptati, restituisce un colpo d'occhio di tutto rispetto. C'è però una disparità abbastanza evidente tra la resa delle ambientazioni, davvero ben realizzate e dense di particolari, e quella dei modelli poligonali dei personaggi, meno realistici di quello che avremmo sperato.

    Al netto della buona qualità grafica, siamo comunque ben lontani dai traguardi colossali raggiunti da Asgard's Wrath e da Half-Life: Alyx (per scoprire quello che è al momento il miglior gioco mai sviluppato per la realtà virtuale, vi invitiamo a leggere la nostra recensione di Half-Life Alyx). Peccato soltanto che la build di prova fosse aggravata da molti bug di diverso tipo, alcuni dei quali anche abbastanza fastidiosi, come stuttering e freeze dello schermo, che impedivano la corretta leggibilità dell'azione: ci auguriamo, in tal senso, che prima dell'edizione definitiva Respawn possa porre rimedio a mancanze che, altrimenti, rischierebbero di risultare invalidanti. Buona invece la riproduzione delle bocche da fuoco, studiate con notevole attenzione per i particolari.

    A proposito di strumenti di morte, una volta imbracciate le armi, Medal of Honor mette in mostra un gameplay da sparatutto vecchio stile, che va dritto al punto e propone soluzioni ludiche abbastanza tradizionali. Ovviamente, in realtà virtuale l'interattività segue regole differenti, e anche una base da shooter old school, in cui riecheggia apertamente lo stile del primo capitolo della serie, assume una profondità tutta nuova. Ecco che per sparare con le armi più pesanti dovremo imbracciarle con due mani, e puntare attentamente l'occhio nel mirino per centrare il bersaglio con precisione.

    La testimonianza dei veteraniL'accuratezza storica riposta nello sviluppo di Above and Beyond si nota soprattutto nella sezione Galleria, dove è presente una produzione documentaristica molto approfondita, all'interno della quale il team ha intervistato diversi Veterani del secondo conflitto mondiale, raccontandone le storie umane, prima di quelle militari. Sono piccoli segmenti di testimonianze che narrano la guerra da una prospettiva diversa, lontana dalla spettacolarizzazione, e che rappresenta di certo uno degli aspetti più intensi del gioco.

    Sempre in nome del realismo, ci toccherà estrarre il caricatore e inserire a mano i proiettili, simulando i gesti con i nostri Oculus Touch; ogni fucile o pistola avrà poi uno specifico alloggiamento sul nostro corpo virtuale, sulla fondina ai fianchi o sulle nostre spalle, e lo stesso vale per le granate, che potremo innescare anche portandocele vicino alla bocca, per mimare l'estrazione dell'anello di sicurezza con i denti. Anche la salute potrà essere rigenerata a patto di scovare i medikit lungo l'ambientazione, al cui interno troveremo apposite siringhe da piantarci direttamente nel petto. Sono gesti abbastanza simili a quelli di tanti altri shooter in VR, ma che hanno saputo dimostrarsi precisi, efficaci e ottimamente implementati. Ne consegue che le sparatorie, al netto di un'intelligenza artificiale buona ma non esaltante, ci hanno posto dinanzi a sequenze piuttosto coinvolgenti, ricche di dinamismo e adrenalina. Lo stesso connubio che ci auguriamo venga mantenuto costante per tutta la durata della campagna.

    Conflitto in Multiplayer

    Nel corso della nostra prova, ci siamo allontanati momentaneamente dai campi di battaglia del single player per cimentarci in quelli del multigiocatore: due ore di test con le modalità online ci hanno restituito il profilo di un prodotto abbastanza semplice nelle meccaniche ludiche e nel sistema di progressione, ma al contempo anche parecchio divertente. I requisiti del giocoSe volete gettarvi a capofitto nel secondo conflitto mondiale in realtà virtuale, preparatevi ad armarvi con un PC piuttosto potente. Per giocare a Medal of Honor Above and Beyond, oltre a un visore Rift/S e a un Oculus Quest con cavo Oculus Link, vi occorrerà un hardware con le seguenti caratteristiche:

    CPU: Intel i7 9700K (or comparable AMD)
    RAM: 16GB DDR4
    Graphics Card: NVIDIA RTX 2080 or higher
    Storage: 340+ GB of space to unpack/install; 170GB one installed; SSD or NVMe recommended

    Il nostro avatar sarà impersonato da uno dei personaggi che incontreremo nella campagna: di conseguenza, avanzare nelle missioni in singolo offrirà maggiori opzioni di personalizzazione nel multiplayer. Una volta selezionato il nostro alter ego potremo scegliere tra quattro modalità di gioco, dai classici Domination e Team Deathmatch fino alle novità Mad Bomber e Blast Radius. Nella prima, ogni utente avrà in dotazione un ordigno da piazzare sull'arena dello scontro, allestendo un'imboscata ai nemici: se l'esplosione investirà uno o più bersagli, i punti guadagnati saranno moltiplicati; ugualmente, però, per ogni bomba disinnescata, il giocatore che ha compiuto l'impresa otterrà un punteggio extra. Blast Radius è invece una variante del tradizionale "tutti contro tutti", ma con una peculiarità: a intervalli regolari, sulla mappa comparirà un cerchio giallo volto a delineare la zona della battaglia, all'interno della quale ogni uccisione messa a segno verrà conteggiata con punti extra.

    Per questo, quando l'area si attiva, i partecipanti saranno spronati a convergere tutti verso il medesimo punto, generando un caos pari al divertimento che ne scaturisce. Ereditando la stessa intuitività e il medesimo dinamismo delle sparatorie in singleplayer, anche il multigiocatore sa offrire momenti di alta immedesimazione.

    Dopo sole due ore di gioco online preferiamo non sbilanciarci sulla qualità della conformazione delle mappe, e ci riserviamo un giudizio più approfondito quando avremo la possibilità di analizzarle maggiormente nel dettaglio: al momento, quello che risulta evidente è che, al pari di quanto avviene per le aree della campagna, anche online il team ha optato per arene dalle dimensioni contenute, pensate per incrementare la velocità dell'azione riducendo al minimo i tempi morti.

    Medal of Honor Above and Beyond Medal of Honor Above and Beyond non si prefigge l’obiettivo di incarnare la nuova frontiera degli sparatutto in realtà virtuale. Ciononostante, dalla nostra prova emerge un prodotto solido in quasi ogni sua componente, consapevole delle potenzialità della VR e delle caratteristiche ludiche che la contraddistinguono. Uno shooter classico e trascinante, visivamente di buon livello, che tenta di restituire lo stesso feeling dei primi episodi della saga all’interno di un contesto assai più immersivo. Se alcuni problemi tecnici saranno risolti in tempo, e se la campagna in singolo manterrà per tutta la sua lunga durata la stessa varietà saggiata nelle prime tre ore, allora l’opera di Respawn Entertainment potrebbe davvero rivelarsi proprio il nuovo inizio di cui la serie aveva bisogno.

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