Miitopia per Nintendo 3DS Provato

I Mii di Nintendo si preparano a tornare su 3DS in un'avventura dalle tinte GDR interamente dedicata al loro coloratissimo universo.

provato Miitopia per Nintendo 3DS
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  • 3DS
  • Se ancora ce ne fosse bisogno, Miitopia ribadisce a chiare lettere quanta fiducia Nintendo continui a riporre nei suoi ambasciatori sociali umanoidi dalla faccia buffa. In tempi relativamente recenti Tomodachi Life le ha dato ragione, mentre Miitomo, a conti fatti, gliene ha data sicuramente molto meno. Sta di fatto che, dati di vendita e di download a parte, il discreto grado di personalizzazione dei Mii è un fattore che li rende incredibilmente adatti alle più svariate forme d'intrattenimento videoludico, almeno sul piano potenziale.
    E Miitopia, appunto, sembra esserne la più fulgida dimostrazione. A pochi giorni dall'inizio di agosto, in contemporanea con il lancio del New 2DS XL, l'utenza potrà infatti immergersi in un'avventura incentrata proprio sull'iconografia di questi simpatici personaggi, per la prima volta protagonisti di uno stravagante gioco di ruolo dalle meccaniche in salsa leggera. Un titolo difficile da apprezzare appieno senza avere a disposizione i Mii da noi scrupolosamente plasmati nel corso degli anni, come ahinoi è successo durante l'evento di anteprima del gioco in quel di Milano. Malgrado il dispiacere di doverci calare nei panni di alcuni Mii "preassemblati", siamo comunque riusciti a farci un'idea piuttosto chiara del terzo titolo che, assieme a Hey! Pikmin e Brain Training Infernale, potremo portarci sotto l'ombrellone durante il prossimo periodo estivo.

    Alla ricerca dei volti perduti

    Questa volta, insomma, i Mii saranno chiamati a interpretare il gioco delle parti seguendo un canovaccio fantasy abbastanza ordinario. In sostanza, un oscuro duca maligno ha rubato il viso agli abitanti di Miitopia e toccherà a noi, attraverso il nostro avatar, partire per un viaggio che ci porterà ad incontrare nuovi alleati e infine a spezzare il sortilegio che affligge i cittadini di questo regno pacifico. Da una mappa suddivisa in stage, oltre ad accedere alla piazza centrale del reame, abbiamo potuto selezionare la prima delle missioni sbloccate, così da scoprire le principali meccaniche del gameplay di Miitopia. Meccaniche prevedibilmente molto semplici, che attingono alle regole del GdR per inscenare una serie di combattimenti a turni contro gli strambi nemici che si palesano lungo un avanzamento che avviene in maniera completamente automatizzata.
    Terminato ogni scontro - bisogna vincerne tre o quattro per passare allo step successivo - il personaggio trae giovamento da un aumento di tutte le sue stat, fino eventualmente a salire di livello, come da tradizione di genere. Tra una battaglia e l'altra ci è capitato poi di assistere a dei siparietti dove il nostro Mii ha fatto la conoscenza di altri personaggi che subito si sono uniti al party. Quando eventi simili si manifestano, il software chiede al giocatore di definirne alcuni parametri essenziali quali il nome, il carattere e soprattutto la classe di appartenenza. In totale sono sei, quattro delle quali canoniche - guerriero, mago, sacerdote e ladro - laddove le restanti, il cantante e il cuoco, sono certamente più stravaganti e in linea con lo stile scanzonato degli spassosi rappresentanti di casa Nintendo.
    Sta di fatto che la progressione, prima di passare al setting successivo, porta il gruppo a stazionare per una notte presso una locanda. In quest'occasione è possibile rimpinguare la salute degli eroi facendoli cenare con le cibarie raccattate dai nemici sconfitti, oppure equipaggiarli con il loot recuperato lungo la via, o ancora intrattenerli con un paio di minigame o, soprattutto, decidere in quali camere sistemarli per dormire. Collocare due personaggi nella stessa stanza fa sì che i due si scambino dei doni e, cosa più importante, permette di aumentare il loro legame affettivo.
    La parzialità della nostra prova non ci ha consentito di approfondire granché di questo aspetto, ma è verosimile che la meccanica interesserà soprattutto le fasi di battaglia, permettendo ai character di eseguire degli attacchi combinati. L'altra ovvietà su cui sentiamo di poterci sbilanciare riguardo Miitopia sta nel fatto che molto del suo possibile appeal sarà ancora una volta delegato alle molteplici possibilità di customizzazione dei propri paladini.

    Oltre a poterli creare da zero si potrà infatti importarli dai propri save file di Tomodachi Life e Miitomo, così come utilizzare quelli registrati nel proprio account Nintendo o sfruttare la compatibilità con gli amiibo per ottenere un sacco di outfit e item a tema. Potrebbe essere anche spassoso "sottrarre" i Mii dei propri amici, così da averli nel proprio roster e vederli in azione nel corso dell'avventura.
    Non abbiamo invece notizie in merito alla possibilità di vivere l'esperienza in più videogiocatori, magari via wireless come in molti titoli più o meno recenti per 3DS. Sarebbe sicuramente un bell'assist per la spinta "social" che da sempre contraddistingue i giochi di questo universo, e che anche qui sembra emergere in maniera piuttosto netta, seppur declinata in meccanismi vagamente più giocosi del consueto. Pur non avendo avvertito un'originalità generale sconvolgente, siamo comunque curiosi di vedere cosa i momenti di gioco più avanzati sapranno riservare a chi deciderà di spendere tempo e denaro in questo piccolo prodotto. Di certo, gli estimatori degli omini digitali in questione farebbero bene a seguirne gli sviluppi. Con Miitopia, l'appuntamento è fissato per il prossimo 28 luglio.

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