Monster Hunter Stories

Abbiamo provato la versione demo di Monster Hunter Stories, l'hunting game targato Capcom in arrivo l'8 settembre.

provato Monster Hunter Stories
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  • 3DS
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

Il placido periodo agostano dovrebbe essere un momento di puro relax. Invece, pare che anche l'ottavo mese di questo intenso 2017 non voglia proprio lasciarci tranquilli. Un po' per le pazze condizioni meteo, con assurdi disastri al nord e la canicola che morde in tutto il resto d'Italia, un po' per l'inarrestabile sequela di uscite videoludiche. Tra queste, spicca la versione di prova di un titolo che ci ha fatto immediatamente venire l'acquolina in bocca. Inutile dire che ci stiamo riferendo a Monster Hunter Stories, peculiare spin off della celebre saga Capcom di cui vi abbiamo parlato qualche giorno fa. Finalmente Nintendo ha consentito a tutti i giocatori di toccare con mano questa particolare costola ruolistica della serie mettendo a disposizione una versione di prova che si è rivelata inaspettatamente corposa e davvero divertente da giocare, seppur con qualche riserva. Questo ci ha permesso di farci un'idea più precisa di ciò che ci attenderà il prossimo 8 settembre (dunque, a quasi un anno di distanza dalla release nipponica), quando i terreni di caccia, finalmente, riapriranno anche per il pubblico occidentale.

Un legame è per sempre

Monster Hunter Stories, ormai lo sapete, non cambia solo veste grafica (ora estremamente leggera, e in pieno stile anime con una palette cromatica vivida e intensa) ma muta anche registro narrativo, prendendo inoltre le distanze da (quasi) tutto ciò che ha reso l'hunting game targato Capcom un fenomeno planetario. Un rischio? Assolutamente no. I fan di lungo corso saranno già sul piede di guerra chiedendo a gran voce un capitolo "serio" per Nintendo Switch, oppure benedicendo Sony per aver riportato il franchise su PlayStation. Ciò che abbiamo visto nel corso delle ore passate in compagnia della demo, invece, ci è sembrato un modo geniale per avvicinare tutti coloro che hanno sempre avuto paura di approcciare il fortunato franchise; vuoi per la particolare formula di gioco, vuoi per la totale assenza di un sostrato narrativo profondo ed edificante. Mancanza, quest'ultima, che può comprensibilmente gettare molti nel panico. In effetti, la caccia in Monster Hunter non è mai stata funzionale ad una narrazione di stampo classico che ci accompagna da un prologo sino ai titoli di coda. Non è nemmeno fine a se stessa, perché è lo stesso giocatore a crearsi una propria storia: non convenzionale e basata, sostanzialmente, sui propri ricordi.
In Stories accade esattamente il contrario. È il giocatore, in questo caso, a essere asservito a un destino che pare già scritto. Ciò, però, non deve esser visto necessariamente come una piaga in grado di ammazzare un intero franchise. A maggior ragione se parliamo di uno spin off. Stories si presenta come un J-RPG di stampo tradizionale, sostenuto da un'avventura principale tutto sommato canonica che andrà a costituire la spina dorsale dell'intera produzione e giustificherà il peculiare legame che unisce i cacciatori (qui chiamati Rider) con le mostruose creature ampiamente conosciute dagli appassionati. In questo senso, la versione di prova ce ne dà un piccolo assaggio, mettendoci nei panni di un giovane impegnato proprio nel superare il rito iniziatico necessario per diventare un Rider provetto, nonché investigare su strani avvenimenti che stanno mettendo in pericolo la pacifica vita della comunità.

Già sotto il profilo dell'epopea narrativa, insomma, c'è molta carne al fuoco: una minaccia sconosciuta; la nascita di profondi legami d'amicizia e di un nuovo modo di vedere quei mostri a cui per anni abbiamo dato la caccia e, non ultimo, la figura dell'eroe predestinato in grado di unire dinanzi alla tragedia. La profondità e la tenuta sulla lunga distanza, ovviamente, rimangono ancora tutte da verificare e non vediamo l'ora di mettere le mani sulla build definitiva per scoprire come si comporterà il titolo.

In bilico tra vecchio e nuovo

Attorno a quest'ossatura che ci è parsa robusta per gli standard del genere, il team di sviluppo sembra aver costruito un mondo, al contempo, vecchio e nuovo. Vecchio, perché è pur sempre Monster Hunter. C'è più o meno tutto quello che conosciamo e, per chi ha avuto modo di giocare almeno a un capitolo della saga, sarà un po' come tornare a casa: stessi riti; stesse dinamiche; stessi oggetti, armi e risorse. E, ovviamente, le già citate bestie. Per non parlare, poi, delle missioni secondarie di caccia, uccisione o raccolta. Insomma, all'apparenza non v'è nulla di diverso dal solito. Eppure tutto appare come una novità. Gli abitanti del villaggio vivono in simbiosi con bestie di ogni foggia e specie: ci sono Velociprey e Yian Kut-Ku che scorrazzano liberi e un Congala che se ne sta placido a fianco di un paesano. Tutto merito dell'attività dei Rider, che si avventurano nelle terre selvagge alla ricerca delle tane dei mostri da cui "estrarre" (leggete pure rubare) le uova. Una volta portate al villaggio, grazie ad una Pietra del Legame si possono far schiudere e domando il nascituro, quest'ultimo va ad arricchire il gruppo di creature al nostro servizio. Recuperando uova sempre più rare, si potranno allevare mostri ancora più potenti da portare in battaglia. Sì, anche a noi sono subito venuti in mente i mostriciattoli creati da Satoshi Tajiri. Ed effettivamente il paragone non è poi così peregrino. Ad ogni modo, la simbiosi che si crea con le creature rappresenta la chiave di volta dell'intera produzione. I mostri, che possono essere cavalcati, sono utili prima di tutto per esplorare il vasto ambiente di gioco, grazie alle loro peculiari caratteristiche. Un po' come accadeva anche nel recente Ever Oasis, per capirci, ogni Monstie sotto il nostro comando ha la propria utilità: chi per saltare in luoghi altrimenti inaccessibili, chi per arrampicarsi e così via. Le creature, inoltre, guadagnano esperienza e, salendo di livello, imparano nuove tecniche d'attacco e abilità. Il momento in cui il titolo decide di prendere le distanze rispetto alla serie principale è proprio la fase di combattimento. Non era semplice studiare un combat system tutto nuovo e il team di sviluppo ha optato per la rivisitazione di un sistema turn based che permettesse di sfruttare tanto il personaggio quanto il vasto parco mostri a disposizione del giocatore.

Dimenticatevi, però, la profondità dei tattici vecchio stile: Stories presenta un sistema eccessivamente semplificato che non ci ha impressionato positivamente. In buona sostanza, lo scontro (che vede schierati sia il personaggio che il mostro "attivo", scambiabile in ogni momento) si risolve in una morra cinese di moderna concezione. All'inizio di ogni turno dobbiamo scegliere tra uno dei tre attacchi a disposizione: Potenza, Tecnica e Velocità. Il primo batte il secondo; quest'ultimo ha la meglio sul terzo e così via. Basta prevedere gli attacchi avversari per avere la meglio e causare danni maggiori. Infliggendo ferite al nemico si guadagnano punti Legame che vanno ad accumularsi nell'apposito ciondolo. Questo ci permette di salire in groppa del nostro sodale ferino e lanciare attacchi speciali. La battaglia prevede anche attacchi combinati e rapidi testa a testa che danno avvio a una fulminea sessione di button mashing. Nulla di più. Confessiamo che un po' di timore per questa eccessiva ripetitività e semplificazione ci è venuto, ma la speranza è che, nel corso dell'avventura, le cose possano migliorare.

Monster Hunter Stories Monster Hunter Stories sembra avere le carte in regola per essere un titolo ruolistico fresco, divertente e, soprattutto, accessibile. Perfetto per tutti coloro che si sono sempre fatti frenare dalla peculiare formula dell'hunting game targato Capcom. Non solo: anche i fan di lungo corso ritroveranno in questo spin off la maggior parte degli elementi caratteristici del franchise. La corposa versione di prova (che permette di mantenere i salvataggi) ci ha fornito finalmente qualcosa su cui riflettere. Il titolo si presenta davvero pregno di contenuti e cose da fare, che riusciranno a tenerci impegnati per molte ore anche dopo la conclusione della quest principale: una pletora di missioni secondarie; la collezione e l'allevamento dei mostriciattoli (ovvero la feature più importante); sfide con giocatori di tutto il mondo in multiplayer sono solo una minima parte di ciò che Stories sembra offrire. Il piatto, quindi, appare ricco e non vediamo l'ora di metterci le mani. Ciò che ancora non ci permette di dormire sonni tranquilli è il combat system, che ci è sembrato troppo ripetitivo e privo di grande profondità. Speriamo di essere smentiti quanto prima.

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