E3 2019

Monster Hunter World Iceborne: a caccia di mostri con la neve

Iceborne, la prima grande espansione di Monster Hunter World, arriverà a settembre: l'abbiamo provata con mano all'E3.

Monster Hunter World: Iceborne
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • La prima, grande espansione di Monster Hunter World, ci trascina tra le lande innevate di Hoarfrost Reach, glaciale teatro di una nuova storia di caccia. Considerando i precedenti del titolo, chiaramente non ci aspettiamo una sceneggiatura particolarmente articolata (non che la saga ne abbia mai avuto bisogno), ma piuttosto una buona cornice per le nostre future imprese venatorie. Una cornice in piena espansione, visto che, procedendo lungo le diverse tappe della storyline, sbloccheremo nuove aree che progressivamente trasformeranno Hoarfrost Reach nella più grande mappa di Monster Hunter World.

    Un processo cui non vediamo l'ora di assistere, specialmente per capire quanta diversità faunistica e ambientale ospiterà il nuovo bioma costruito da Capcom, forte di un caratterizzazione tematica che, per quanto suggestiva, non lascia spazio a grandi variazioni sul tema. Resta il fatto che, durante il nostro breve viaggio verso gli orizzonti gelidi della nuova ambientazione, siamo rimasti letteralmente incantati dai pregi di una direzione artistica come sempre magistrale: tra grotte dai riflessi cristallini, foreste ammantate e zanne di ghiaccio protese verso il cielo, lo scenario si conferma affascinante e ben progettato, carico di verticalismi e opportunità strategiche. Per resistere al freddo pungente del nord dovrete munirvi, come nei precedenti capitoli della serie, di una bevanda calda (distillabile a partire da una nuova pianta), l'unico modo per evitare che la vostra resistenza cali fino a raggiungere dimensioni incompatibili con la sopravvivenza. Si tratta, almeno apparentemente, dell'unico pericolo esclusivamente ambientale della nuova area, e bere un sorso di bevanda prima di affondare gli stivali nel soffice pavimento nevoso di Hoarfrost Reach, una mappa tanto piacevole quanto funzionale.Un apprezzamento, quest'ultimo, che ribadisce il peso del level design nel bilancio ludico di un titolo nel quale l'ambiente può essere tanto un valido alleato, quanto un crudele avversario.

    Nevi rosso sangue

    Quel batuffolo di cattiveria del Banbaro, ad esempio, ha l'infame abitudine di incornare tronchi e macigni per poi utilizzarli come rostri durante la successiva carica .Proprio questa creatura caprina, modellata dal team di sviluppo in maniera encomiabile, è stato il primo obiettivo della demo testata in quel di Los Angeles. Bellicoso e brutale, il Banbaro si è rivelato un osso più duro del previsto, complici pattern d'attacco ben progettati e coerenti con la fisicità prominente della creatura.

    A dirla tutta, però, il vero problema è stata l'improvvisa comparsa del serpentino Beotodus, cugino nordico del Jyuratodus e proverbiale spina nel fianco. Dopo essersi intromesso nel combattimento, il wyvern ha cominciato ad avvolgere vorticosamente il Banbaro per poi rivolgere verso di noi le sue mortifere attenzioni. Questo genere di interazione tra i mostri e dinamismo ambientale è parte integrante dell'esperienza base di Monster Hunter World, ed è piacevole notare come anche Iceborne mantenga alto il vessillo dell'imprevisto elevato a regola di caccia. Nel tentativo di liberarci il prima possibile del nostro bersaglio primario, abbiamo cercato di sfruttare fino in fondo una meccanica nuova di pacca, che altera in maniera significativa il "meta strategico" del gioco. Con il Clutch Claw, una sorta di rampino artigliato attaccato alla fionda, è infatti possibile ancorarsi a diverse zone anatomiche dei wyvern per poi colpirli con l'arma o, alternativamente, sfruttare di nuovo il gadget per costringere il mostro a impattare rovinosamente alberi o superfici rocciose. Si tratta di una dinamica che inspessisce ulteriormente lo spessore tattico del sistema di combattimento, il tutto senza alterare in maniera significativa il livello di sfida. Anche perché parliamo di uno strumento la cui reale efficacia dipende quasi integralmente dalla scelta del giusto momento per lanciare il rampino, a meno che non si voglia finire sballottati qua e là come un insetto fastidioso.

    Approfittando dell'inserimento di questo nuovo tassello ludico, gli sviluppatori hanno anche alterato il funzionamento della fionda, che ora può essere utilizzata anche con l'arma sguainata. In tutta onestà, avremmo voluto che questa modifica facesse capolino fin dal day one, e non vediamo l'ora di capire quali conseguenze avrà sul nostro modo di affrontare ogni battuta di caccia.

    Dopo aver intombato il Banbaro, ci siamo diretti rapidamente verso la seconda tappa di questa gita tra i ghiacci, dritti tra le grinfie di uno dei wyvern più temuti dell'intera saga di Monster Hunter: l'ignobile Tigrex. Bello come non mai e perfino più aggressivo di quanto non ricordassimo, questo ammasso di furia e artigli ci ha offerto un primo assaggio delle sfide offerte dal Master Rank, il modo in cui Iceborne ha ribattezzato lo storico G Rank. Le missioni di questo grado sono chiaramente pensate per i cacciatori più abili e navigati, come ampiamente dimostrato dalla virulenza poligonale del Tigrex visto nel booth di Capcom.

    I pattern d'attacco del mostro sono per la gran parte quelli classici, sebbene lo studio abbia provveduto a rielaborare il suo profilo comportamentale per renderlo più credibile e per ampliare la gamma delle interazioni contestuali con l'ambiente circostante. Tanto per farvi un esempio, durante lo scontro è successo che, in coda a l'ennesima carica furente, il wyvern rischiasse di precipitare oltre i bordi di un ponte roccioso, salvo poi risalire usando gli artigli piccozze da scalatore. Nessun reale rischio per la bestia, ovviamente, ma l'animazione ha comunque raggiunto il suo obiettivo: rendere ancor più immersivo un titolo che fa della palpitazione selvaggia un elemento chiave dell'appagamento ludico.

    Dopo questo interessante siparietto, abbiamo scagliato contro il nostro vecchio amico la gamma completa delle nostre dotazioni battagliere, comprese i nuovi attacchi disponibili per le 14 categorie di armi di Monster Hunter World. Impugnando il nostro fidato spadone, ad esempio, abbiamo messo a segno un paio di Slinger Burst, fendenti speciali in grado di stordire per breve tempo l'avversario del momento.

    Una strategia salvifica, che ci ha permesso di portare a casa - dopo venti minuti di pura frenesia - tanto la nostra pellaccia quanto quella del Tigrex. A tal proposito, possiamo confermarvi che i nuovi set di armature sono belli proprio come sembrano, per quanto ci sia capitato di notare qualche inconsistenza nell'assegnazione delle abilità di set (forse inadatte al livello avanzato delle sfide), ma potrebbe benissimo trattarsi di statistiche "placeholder" che saranno modificate prima del lancio.

    Sia come sia, la nostra prima battuta di caccia in Iceborne si è conclusa col fiato mozzo e un senso di soddisfazione diffuso, manifestazione fisiologica delle qualità di un'espansione che punta a offrire al pubblico nuovi motivi per tornare a immolare il proprio tempo libero al grido di "un'altra missione e poi stacco". Resta da capire se la varietà e la ricchezza contenutistica del pacchetto sarà in grado di appagare appieno i desideri degli appassionati ma, dopo 40 minuti di pura esaltazione, ci sentiamo di dire che gli auspici sono già piuttosto buoni.

    Monster Hunter World Iceborne Utilizzando come guida la volontà di offrire al pubblico maggiori contenuti senza stravolgere in alcun modo i canoni ludici dell'esperienza, Capcom ha composto un'espansione che punta a offrire al pubblico contenuti inediti in linea con gli standard qualitativi di Monster Hunter World. D'altronde tutto quello di cui gli appassionati avevano bisogno erano nuove sfida con cui mettersi alla prova, nuovi ranghi da sbloccare e nuove colossi zannuti con cui misurarsi in punta di lama. L'aggiunta delle nuove meccaniche legate al Clutch Claw inspessisce ancora di più il profilo strategico di un combat system più esaltante che mai, ulteriormente rinvigorito da una manciata di nuovi attacchi tutti da sperimentare. Iceborne si conferma quindi come un contenuto che vale la pena di attendere con una certa trepidazione, scossi da quel brivido di estasi che precede l'inizio di una battuta di caccia da ricordare.

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