MotoGP 17 Provato

Milestone si appresta a lanciare MotoGP 17, nuovo gioco con licenza ufficiale della massima serie motoristica su due ruote.

provato MotoGP 17
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Le serie su licenze sono una bestia strana: da un lato si ha il vantaggio di poter puntare a un target specifico e sopratutto già propenso all'acquisto, dall'altro si ha lo svantaggio di puntare a un target specifico e già propenso all'acquisto: tanto possono infatti essere benevoli e lasciar correre i primi quanto puntigliosi e ben poco propensi a perdonare i secondi. Qualunque sia la predisposizione con la quale intenderete approcciarvi a Moto GP 2017 però una cosa accomuna tutte queste serie, ruotino esse intorno al calcio o ai motori, e cioè il desiderio di rendere quanto più possibile dolce la transizione tra l'evento televisivo e quello ludico.
    Nelle intenzioni di Milestone infatti, che sviluppa il gioco su licenza Dorna da ormai parecchi anni, il passaggio dall'essere sdraiati sul divano e tifare all'accendere la console e impersonare il Valentino Rossi, Lorenzo o Vinales di turno deve essere quasi un passaggio automatico, che faccia notare il meno possibile il fatto che questa volta l'evento lo si stia vivendo in maniera attiva e non passiva.
    Per rafforzare questa sensazione sono stati seguiti diversi input dei fan, tra cui ad esempio il potenziamento delle fasi introduttive nella quale la gara viene presentata all'interno del box del pilota, già agghindato di tutto punto e pronto a salire in moto.
    Un altro tasto dolente delle precedenti produzioni, era il comparto audio, non sempre all'altezza delle aspettative. Per cercare di migliorare su questo fronte Milestone si è affidata a un nuovo middleware che integra un sistema di audio granulare in grado di rendere molto più realistico il rombo del motore. In sostanza si usa la registrazione del motore reale (fatta ovviamente a tutti i regimi) per scomporla in tante componenti separate, che assemblate e ricampionate in tempo reale in base alla situazione (e a quanto aperto avete il gas) creano un effetto molto più omogeneo e credibile. Cuffie alle orecchie in effetti il miglioramento è sensibile.

    Anche l'intelligenza artificiale dei piloti è stata rivista, con diverse modifiche che non potranno che far felici tutti gli appassionati. La più importante è ovviamente quella riguardante i singoli piloti, che ora hanno caratteristiche distintive più marcate e corrispondenti alla controparte reale. Il modo in cui stanno in sella cerca di rispecchiare il più possibile quello che vi aspettereste da loro, quindi se sapete che chi vi segue ha l'infilata in curva aggressiva allora dovrete agire di conseguenza, esattamente come dovrete essere più aggressivi voi se chi vi sta davanti fatica a chiudere la traiettoria nel giusto modo. Avere davanti Rossi, Marquez o Dovizioso dovrebbe spingervi a modificare la vostra gara di conseguenza, esattamente come succederebbe in un circuito vero. Passo avanti anche delle collisioni tra piloti, più credibili grazie a una fisica migliorata e a nuove animazioni di raccordo, e sopratutto sensibile avanzamento del comportamento in gruppo dei piloti, molto più aggressivi rispetto che in passato e assai più pronti al sorpasso di quanto non facessero prima.

    Complice anche lo stesso motore grafico dei precedenti titoli (nonostante il passaggio ad Unreal Engine sia inevitabile e già pianificato), il feeling pad alla mano è lo stesso di sempre, per cui se avete imparato a memoria i punti nei quali staccare su Valentino Rossi: The Game qua non faticherete per nulla a tornare padroni del mezzo nel giro di un paio di gare. Il sistema di piega è stato migliorato ed è più credibile, così come quello di apertura del gas, ora molto più preciso e in grado di lasciare più margine alla destrezza del giocatore. I 60 frame per secondo raggiunti dal motore proprietario poi aiutano non poco la guida del mezzo, anche se l'impatto grafico non è esattamente di quelli memorabili, portandosi dietro diverse lacune delle precedenti versioni che solo il cambio di engine potrà verosimilmente colmare. Ciò nondimeno il comportamento in pista delle moto è efficace e capace di restituire ottime sensazioni, sopratutto se si diminuiscono gli aiuti e si passa al controllo quasi completo del mezzo, che ancora non è millimetricamente preciso come forse dovrebbe essere ma che regala in ogni caso belle soddisfazioni. C'è una cosa su cui però Milestone non ha mai lesinato e che ancora una volta è probabilmente destinata a fare la differenza: la quantità di contenuti del gioco. Oltre alla Red Bull Rookies Cup che in questa edizione è presente sin da subito (e a 76 piloti storici da fine anni 90 di tutte le categorie), Moto GP 2017 avrà anche una nuova e fiammante modalità carriera che permetterà non solo di correre ogni Gran Premio, ma di gestire tutti gli aspetti manageriali della propria scuderia. Una volta creato infatti il proprio team non basterà più essere dei fenomeni con il casco in testa, ma toccherà armarsi di pazienza e impostare una strategia come si deve per far fiorire la propria scuderia e portarla al successo dalle categorie inferiori sino alla Moto GP. Partiamo dal recruiting: ovviamente vanno trovati dei giovani talenti ai quali far guidare il proprio mezzo, e questi oltre che scovati vanno pure fatti crescere nel modo più opportuno. A definire ogni pilota ci sono infatti diverse caratteristiche strettamente legate alle sue capacità in sella (come la posizione sulla moto, la bravura nell'effettuare stacchi al limite o la capacità di maneggiare ogni tipo di moto), ma anche talenti non necessariamente legati alla guida che possono comunque aiutare il team, come ad esempio il carisma, con conseguente capacità di gestire bene media e fan, o il margine di crescita delle abilità. In base a come lo si farà allenare, o a che attività pubbliche gli si faranno seguire, le sue caratteristiche miglioreranno, dandovi la possibilità di crescere in buona sostanza il tipo di pilota che più preferirete.
    La gestione degli sponsor poi ricopre un ruolo centrale per lo sviluppo della scuderia, visto che verosimilmente saranno la vostra principale fonte di guadagno. Già a partire dal lancio, e qui si sente il supporto di Dorna, saranno disponibili tutti gli sponsor presenti nelle diverse categorie, che vanno a creare delle livree originali ma comunque perfettamente credibili. Il margine per modificarle un po' ovviamente c'è, ma trattandosi di marchi ufficiali lo spazio di manovra non è esagerato.

    Non sono però solo gli sponsor ad essere presenti da subito e in gran numero, ma anche le moto, che possono ovviamente essere scelte e sviluppate secondo i modi e i tempi reali. Se quindi la vostra aerodinamica ha qualche problema dovrete investire tempo e denaro nell'assumere ingegneri ed esperti in grado di poter sviluppare componenti migliori: i dipartimenti del vostro team sono infatti quattordici, e richiamano quelli delle vere scuderie, con tanto di medici, marketing e pubbliche relazioni, oltre ovviamente a tutti i reparti tecnici. L'idea forte alla base della modalità infatti è quella che la vittoria del mondiale avviene grazie al duro lavoro dell'intero team, e non solo del pilota, quindi tutto deve essere portato avanti di concerto. 
    L'impianto manageriale, per quanto profondo, sarà comunque semplificato per renderlo di facile comprensione, visto che in fondo il titolo Milestone rimane un gioco di guida. Attenzione quindi alle sessioni di autografi per aumentare il carisma e ai contratti vantaggiosi con gli sponsor, ma pure casco ben allacciato e luci accese anche di giorno.

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