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My Friend Pedro: uccidere con stile nel nuovo shooter di Devolver Digital

Alla Gamescom di Colonia abbiamo messo le mani su una demo giocabile di questo esaltante sparatutto in uscita il prossimo anno su PC e Nintendo Switch.

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  • Pc
  • Switch
  • My Friend Pedro è un'amorevole, violenta e adrenalinica dedica in 2D al mondo dell'action, del pulp e del punk. Una nuova perla nella line-up di Devolver Digital, un publisher sempre alla ricerca della più vivace libertà espressiva (suo, ad esempio, il promettente Gris), capace di creare prodotti che si fanno espressione del puro divertimento in formato pixel.
    Originariamente pensato come piccolo esperimento da browser game, questo esaltante shooter a scorrimento orizzontale è stato poi espanso e ripensato fino a giungere alla sua versione definitiva, sulla quale ci siamo fiondati durante la GamesCom di Colonia. Nella build di prova messa a disposizione per gli addetti ai lavori abbiamo testato il tutorial, alcuni livelli di gioco ed anche una boss fight. Ci è stata data poi l'opportunità di assistere ad una straordinaria sequenza giocata in diretta dall'unico ideatore e sviluppatore e dell'opera (eccezion fatta per le musiche), ossia Victor Agren: una porzione di gioco selezionata appositamente per mettere in mostra tutta la carica esplosiva e stilistica di My Friend Pedro. E vi assicuriamo che l'obiettivo è stato centrato in pieno.

    John Wick non sei nessuno!

    Da ex sviluppatore di Media Molecule, Victor ha deciso di puntare non tanto su un'esperienza particolarmente difficile e ostica, ma su una varietà potenzialmente infinita di combinazioni, interazioni e modifiche ai livelli: un ventaglio di possibilità che permette alla fantasia del giocatore di galoppare a briglia sciolta, catturata com'è dall'incredibile quantità di azioni disponibili.

    Tra il corpo a corpo dinamico, il lancio degli oggetti e le interazioni ambientali, potremo prodigarci in azioni spettacolari: in una sequenza ad alto tasso di virtuosismo, d'altronde, l'autore si è lanciato con lo skateboard da una finestra, ha colpito al volo un avversario con un calcio (sparando altrove con la mitragliatrice), e ricadendo ha eseguito una piroetta per evitare i proiettili nemici, il tutto mentre riprendeva a correre sulla tavola, che era stata lanciata al contempo contro un altro di quegli energumeni che popolano i livelli, mettendolo sonoramente KO. Inoltre, Agren ha creato intorno a queste meccaniche un intero ecosistema di situazioni ispirate apertamente al mondo degli action movie, tra inseguimenti in moto e violente colluttazioni in ascensore. Ricalcando ed esasperando questi stilemi, My Friend Pedro sembra garantire una freschezza immensa all'esperienza, dove le varie sequenze che affronteremo saranno sempre collegate ad un unico elemento in comune: sparare (e uccidere) con stile. La finalità dell'intero progetto è dunque una sola: mettere in scena le situazioni più assurde possibili, con tanto di replay finale (una sorta di "play of the game" di Overwatch) a suggellare una carrellata registica dove l'attore è il giocatore stesso.

    Una banana per amico

    Risvegliatosi tra le macerie di un casolare abbandonato e sfruttato dalla mafia per losche operazioni, il nostro avatar inizia a parlare con Pedro, il suo amico immaginario a forma di banana. Dopo aver chiesto, perplessi, qualche informazione in più all'autore sulle motivazioni legate alla stramba scelta narrativa, Agren ci ha confessato: "non ne ho idea, non ho prestato molta attenzione alla storia". Nell'incoscienza e nella banalità di questa risposta risiede probabilmente il cuore della produzione: My Friend Pedro incarna la follia del puro divertissement di stampo nonsense, esasperato e grottesco.

    Nelle intenzioni del suo creatore, questo shooter non è rivolto ad un pubblico universale: figlio di una totale libertà creativa, il gioco non prova a vendersi come un prodotto in grado di appassionare chiunque, ma rimarca a chiare lettere le sue origini di puro intrattenimento scacciapensieri. Proprio in virtù di simili premesse, non abbiamo ottenuto alcuna indicazione aggiuntiva relativa all'assurdità dell'universo narrativo di My Friend Pedro, o sulla follia del nostro avatar, che instaura un silente dialogo con questa psicopatica banana parlante. Una volta presa dunque la pistola, ci lanciamo a testa bassa nell'azione, senza alcun orpello a limitarci: si gioca solo per il gusto dell'eccesso e del divertimento fine a se stesso.

    Le regole dello stile

    Delle regole, però, esistono, in My Friend Pedro, e riguardano chiaramente le logiche del gameplay da sparatutto che sorregge l'avventura. Si tratta di meccaniche piuttosto tradizionali che, tuttavia, impongono all'utente di leggere con oculatezza le diverse situazioni, in modo tale da sfruttare a dovere le abilità in dotazione senza sprecarle in un impeto di adrenalina. La barra della vita è scomposta in tre parti, ognuna delle quali si ricaricherà autonomamente dopo aver subito alcuni colpi subiti, a meno che non si venga danneggiati così tanto da cancellarla del tutto.

    Il che, quindi, vi suggerisce di non tuffarvi sempre a capofitto in ogni scontro senza prima tirare il fiato per qualche secondo. Inoltre, un altro indicatore, quello del "focus", rallenta il tempo e i movimenti degli avversari e degli oggetti, permettendoci di mettere in scena azioni ancora più spettacolari e complesse. Converrà però riflettere attentamente riguardo al suo utilizzo, altrimenti correremo il rischio di rimanerne a corto in un momento particolarmente pericoloso e complesso da gestire, finendo col venire travolti da una bolgia di proiettili.

    My Friend Pedro My Friend Pedro potrebbe essere il nuovo, ennesimo centro di Devolver Digital, che oramai sembra avere una sorta di radar super preciso per intercettare le produzioni più particolari e interessanti del panorama indipendente. In questo caso, l'opera di Victor Agren promette ore e ore di sparatorie piene di stile e virtuosismo, tra un'irruzione aerea e un tuffo al rallentatore in mezzo alle mitragliatrici nemiche. Aspettando di poter confermare nella versione finale la qualità dei livelli e della varietà di missioni e boss che incontreremo, appendiamo per ora la nostra pistola al chiodo, allontanandoci per un po’ da questo apparentemente splendido action game, nella speranza di poter presto tornare a riempire il caricatore di pallottole.

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