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My Hero One's Justice: provato il gioco basato sul manga di Kohei Horikoshi

My Hero One's Justice è il primo videogioco basato su My Hero Academia, celebre serie manga/anime molto popolare anche in Italia.

My Hero One's Justice
Anteprima: Nintendo Switch
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sin dal suo esordio nel 2014, sulle pagine di Weekly Shonen Jump, My Hero Academia ha scalato a tambur battente le classifiche di vendita di tutto il mondo e l'indice di gradimento del pubblico. Non è passato troppo prima che i ragazzi dello studio d'animazione BONES trasponessero il manga di Kohei Horikoshi in una serie televisiva, che ha riscosso un successo notevole tanto in patria quanto in occidente; ed era questione di tempo, infine, prima che la popolarità dell'anime ispirasse gli sviluppatori di Byking, sotto l'egida di Bandai Namco, nella realizzazione di un videogioco dedicato alle gesta di Midoriya Izuku e dei suoi amici: il titolo, che porta il nome di My Hero Academia: One's Justice in Giappone, verrà pubblicato in Europa e Nord America come My Hero One's Justice. Curiosando tra le postazioni demo presso lo stand di Bandai Namco, durante la Gamescom 2018, abbiamo potuto finalmente provare con mano il gioco in versione Nintendo Switch, cimentandoci in una serie di scontri all'ultimo Quirk 1 vs 1.

    Plus Ultra!!!

    My Hero One's Justice è un picchiaduro tridimensionale la cui offerta contenutistica dovrebbe dividersi tra una Modalità Storia e le più classiche varianti del parco di feature proposte da un titolo di questo genere, tra il single player e il multigiocatore online o locale. La campagna sarà giocabile da due diverse prospettive: quella degli eroi, i protagonisti dell'opera di Horikoshi, e quella dei villain, composti in larga parte dall'organizzazione guidata dal perfido Shigaraki Tomura e che mira al rovesciamento della società degli Heroes.

    La build messa a disposizione da Bandai Namco durante la Gamescom 2018, in ogni caso, non ci ha permesso di saggiare la storia né i meccanismi di scrittura e adattamento rispetto all'epopea dei ragazzi della classe 1-A: è stato però possibile provare una modalità Duello, giocabile sia in solitaria contro la CPU che in multiplayer uno contro uno. È stato in questa occasione che abbiamo potuto volgere un primo sguardo al roster di personaggi selezionabili e al lavoro di trasposizione operato dai ragazzi di Byking rispetto al materiale di riferimento, oltre che al comparto tecnico della produzione. I combattenti giocabili in My Hero One's Justice saranno in tutto 20. La demo disponibile alla Gamescom ci ha dato l'opportunità di lottare nei panni di circa la metà di essi, equamente divisi tra eroi e supercriminali: al seguito del tenero Deku, infatti, erano presenti Ochaco Uraraka, Tensei Iida, Katsuki Bakugo, Shoto Todoroki, All Might, Shota Aizawa e i villain Shigaraki Tomura, Himiko Toga, Dabi, Stain e Muscular Man. Ammonta a quindici, invece, il numero totale di stage in cui si potrà dar scena alle battaglie tra i protagonisti di My Hero One's Justice, tra i quali figurano ambientazioni piuttosto iconiche nell'immaginario imbastito da Koehi Horikoshi nel suo shonen manga come, ad esempio, l'esterno del liceo Yuei, l'appartamento di Gran Torino o i boschi in cui si svolge il ritiro estivo che dà vita all'arco narrativo dedicato al salvataggio di Bakugo.

    Smash!

    È indubbio come produzioni del calibro di My Hero One's Justice siano votate a una certa quantità di fan service piuttosto che a una particolare attenzione sul fronte del comparto tecnico o del bilanciamento degli attori in gioco: il titolo di Bandai Namco è un picchiaduro 3D che basa il cuore pulsante del proprio gameplay sull'azione caotica e sulle battaglie spettacolari, senza calcare la mano sui tatticismi o sulla sfera competitiva.

    Ma è anche vero che gran parte dei tie-in nipponici votati al combattimento, soprattutto negli ultimi anni, abbiano vissuto all'ombra di esponenti di un certo peso, in grado di fare scuola sulla capacità di trasporre un intero immaginario in linguaggio ludico. Il metro di paragone è un titolo che a suo modo ha lasciato il segno, tracciando una pesante eredità nei suoi successori: la serie Ultimate Ninja Storm, che i ragazzi di CyberConnect2 hanno dedicato a Naruto, il manga di Masashi Kishimoto che (a sua volta) ha seminato una serie di stilemi tematici e narrativi che proprio My Hero Academia ha raccolto, omaggiandoli e plasmandoli ulteriormente nei suoi crismi da battle shonen.

    Una strada percorsa anche dal recente adattamento videoludico di The Seven Deadly Sins, che purtroppo si è mantenuto su standard ben lontani da quelli imposti dal gioco ispirato al ninja biondo. Dalla nostra prova pad alla mano è emerso che My Hero One's Justice sembra porsi esattamente a metà tra le due produzioni sopra citate: è in grado, cioè, di regalare del buon intrattenimento senza troppe pretese, ma tende anche a prestare il fianco a qualche perplessità. Il combat system ci permette di utilizzare uno schema di comandi divisi tra normali combo, attacchi speciali e prese (il tutto condito dagli attacchi di supporto di due compagni) che non lasciano spazio a combinazioni eccessivamente lunghe o roboanti, soprattutto perché il bilanciamento delle statistiche e delle peculiarità di ciascun personaggio non sembra brillare particolarmente: è capitato in diverse occasioni, ad esempio, che un colpo in apparenza poco incisivo sottraesse una quantità di salute piuttosto ingente al nostro avversario, o che una tecnica suprema non andasse a segno dopo essere andata incontro a una semplice parata. Ciascun personaggio (o perlomeno quelli sottoposti alla nostra attenzione durante la demo) risulta tuttavia ben caratterizzato, in grado di riprodurre con una non poca dose di spettacolarità alcune delle esecuzioni e delle sequenze più iconiche che ammiriamo - da alcuni anni a questa parte - nell'adattamento animato di My Hero Academia. I poteri del One for All di Deku e All Might, la capacità di levitazione concessa dal Quirk di Uraraka o il controllo del fuoco e del ghiaccio di Todoroki sono stati ricreati con dovizia di particolari e ben si adattano alle abilità e alle meccaniche ludiche di ciascun combattente.

    Gli Heroes di Bandai Namco

    I modelli dei personaggi, e le animazioni che li contraddistinguono, evidenziano dunque un buon lavoro svolto in fase di adattamento nei confronti dell'opera originale, seppur la natura da picchiaduro tridimensionale non lasci troppo spazio a un gameplay particolarmente tecnico o bilanciato. Ad appesantire ciò sopraggiunge anche un level design non eccelso: gli ambienti sono altamente distruttibili in ogni particolare, dagli oggetti o gli edifici presenti sulla scena passando per alcune zone del suolo stesso. I modelli architettonici e le texture non raggiungono la stessa qualità dei protagonisti, creando un divario piuttosto significativo tra la resa visiva dei personaggi e il design strutturale.

    In generale l'impatto grafico può definirsi soddisfacente, sfoggiando un cel shading piacevole e condito da roboanti scritte onomatopeiche in pieno stile manga, ma che tuttavia non raggiunge un livello di dettaglio degno delle migliori produzioni tie-in di questo genere. C'è da aggiungere che la versione da noi testata, quella per Nintendo Switch, potrebbe non rappresentare il vertice tecnico raggiunto dalla produzione in formato PS4, Xbox One e PC: per scoprirlo, non ci resta che aspettare il mese di ottobre, finestra in cui Izuku giungerà a salvarci con un sorriso.

    My Hero One's Justice La nostra prova del videogioco tratto dal manga di Kohei Horikoshi ci ha lasciato sensazioni piacevoli, seppur ci sia ancora tanto da lavorare per eguagliare i risultati raggiunti dai migliori esponenti del genere. My Hero One’s Justice è un picchiaduro tridimensionale senza eccessive pretese, che vuole essere un inno alla serie animata tratta dall'opera di Kohei Horikoshi omaggiandone i protagonisti con un gameplay caotico e spettacolare. Buono, infine, il lavoro di trasposizione dei personaggi e delle loro movenze più iconiche. Allo stesso modo, il character design e i modelli dei protagonisti ci hanno lasciati piuttosto soddisfatti, pur a fronte di un level design promettente per la sua alta distruttibilità, ma che di fatto risulta piuttosto carente sotto il profilo della composizione strutturale, senza dubbio al di sotto del livello di dettaglio raggiunto dalle fattezze dei combattenti.

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