Narita Boy: un Metroidvania in Pixel Art pieno di citazioni agli anni '80

Abbiamo provato la demo di Narita Boy pubblicata come parte dello Steam Game Festival: eccovi la nostre impressioni preliminari.

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  • Pc
  • In una notta imprecisata degli anni ‘80, Il Creatore, genio del software e dello sviluppo videoludico, si addormenta improvvisamente a causa di una fortissima amnesia. In quegli anni, era appena stata lanciata una console da lui ideata, la Narita One, che vendette milioni di copie grazie alla straordinaria killer app partorita dal geniale Creatore: Narita Boy. Il gioco divenne un fenomeno globale, l'IP più venduta di sempre, e la critica ne esaltò la straordinaria commistione tra fantasy, influenze cibernetiche e gameplay sopraffino. Nel mentre, però, qualcosa di strano accadeva all'interno del Digital Kingdom, il regno immaginato dal Creatore come luogo delle avventure di Narita Boy. Il codice binario che componeva l'opera varcò i confini del mondo di gioco, creando un collegamento tra l'immaginario e il reale: fu così che il non meglio precisato Lui, a capo dei rossi Stallions che spadroneggiavano sul Regno Digitale, riuscì a disconnettersi dal virtuale, e sprofondare il Creatore nell'amnesia.

    Avvertito il pericolo, la Motherboard, il santo programma supervisore del creatore digitale, decide di avviare il protocollo Narita Boy: sarà così che noi, inizialmente poco più dell'eco digitale di un eroe mitologico, entreremo nel Digital Kingdom, per impedire la venuta degli Stallions e la vittoria di Lui.

    Anni '80 ma senza dar fastidio

    Le mode spesso nascono per ritrovare originalità in mercati asfissiati dall'eccessivo sfruttamento dei medesimi concept: è avvenuto con i sandbox, poi con gli zombie, oggi spesso con i battle royale.

    Anche il ritorno degli ‘80 è stato un concetto prima ben accolto, poi sostenuto, e infine oggi palesemente abusato: difficile contare il numero di produzioni di piccolo, medio e grande calibro che si ispirano in un modo o nell'altro a certe estetiche o riferimenti. Il miracolo di Narita Boy, almeno a giudicare dalla prima corposa mezz'ora/ora di gioco (a seconda di quanto, come e dove esplorate), è che non infastidisce minimamente, e anzi riesce a rendere evidenti tutte le sue influenze senza però palesarle in modo eccessivo. Solo nei primi minuti della demo si citano, visivamente ed esteticamente, Star Wars, Ready Player One, He-Man, Castlevania, Zelda, Tron e persino Another World, ma come strumenti necessari per creare un contesto e dei punti di riferimento narrativi, e non come puro ammiccamento. Se gli anni ‘80 sono la fonte d'ispirazione per l'estetica e i temi di Narita Boy, è il genere metroidvania a determinare la struttura ludica dell'intera esperienza. Anche in tal senso l'opera del catalano Studio Koba (7 persone in tutto) sa essere tradizionale senza scadere nel solo citazionismo e riesce a mostrare, anche solo nei pochi minuti concessi dalla demo, molte delle potenzialità dello sviluppo.

    Sia l'influenza degli ‘80 che quella dei metroidvania riescono però a liberarsi dalle gabbie della tradizione grazie a due fattori principali: una qualità tecnica invidiabile e un sapiente utilizzo di temi fantasy e introspettivi per ribaltarne le caratteristiche, ma si dovrà attendere la versione completa del gioco per poterne cogliere l'effettivo valore finale.

    Detto questo, la resa quasi mitologica del Digital Kingdom, con la Motherboard come una sorta di profetessa suprema e i codici algoritmici come essenza, spirito alla base dell'agire degli NPC, restituiscono una sensazione molto diversa da quella che ci si aspetterebbe da un gioco ispirato agli anni ‘80.

    Pulizia da grande classico

    È sorprendente la pulizia complessiva del gioco in termini di reattività dei comandi, qualità delle animazioni, leggibilità esplorativa e varietà dell'offerta squisitamente ludica.

    Come sempre, bisogna premettere che una demo potrebbe facilmente influenzare in positivo l'esperienza, ma i primi minuti di gioco mostrano un sistema di combattimento molto fluido e ricco, pieno di abilità da usare a seconda del tipo di nemici presenti, e con un sistema di potenziamento divertente (bisogna trovare dei floppy disk) e ampio.

    Tramite la mitologica Techno-Sword, potremo dunque combattere all'arma bianca, sparare dalla breve distanza, fare schivate aeree o attivare raggi potentissimi in grado di annientare tutti i nemici di fronte a noi. Per farlo, ovviamente, serviranno abilità specifiche, dotate di tempi di ricarica che potranno essere ridotti accumulando potere con le eliminazioni.

    Le sessioni platform non offrono ovviamente chissà che complessità, data la natura metroidvania del gioco, mentre gli enigmi ambientali riescono a solleticare l'ingegno senza però trasformarsi in barriere esplorative particolarmente ostiche: il cuore pulsante del gioco rimangono i combattimenti, come dimostra la boss fight alla fine della demo.

    A colpire è poi il fatto che animazioni e asset siano tutti disegnati a mano e, data l'incredibile pulizia e fluidità dei movimenti e degli scenari, deve esserci dietro un lavoro certosino: non è un caso che, al di là delle ovvie problematiche dovute al covid, il gioco sia in sviluppo dal 2016. Tra luci psichedeliche e visioni mistico-oniriche a base di pixel, tra l'esplosione di un laser e i raggi luminosi di un'evocazione cybernetica, è sorprendente vedere così tanti colori e così tanto movimento senza alcun tipo d'inciampo visivo.

    È ovviamente troppo presto per poter trarre qualsiasi tipo di conclusione sul valore di Narita Boy: mezz'ora può bastare per intuire suggestioni e carpire la struttura ludica di base, ma per verificare l'efficacia della storia e capire se possa essere coerente con le meccaniche proposte bisognerà avere sottomano l'opera completa.

    Detto ciò, al momento Narita Boy pare convincere sotto ogni punto di vista: il folklore del mondo di gioco straripa di spunti e opportunità, mentre il gameplay promette fuoco e fiamme sia in termini di varietà che di complessità. Insomma, le opportunità per creare qualcosa di memorabile ci sono tutte. Al lancio, previsto per fine anno per tutte le piattaforme di vecchia generazione, PC e Mac, sapremo se le promesse saranno state mantenute. Nel frattempo potete scaricare la demo di Narita Boy da Steam.

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