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Need for Speed Payback: gare clandestine e scorribande in stile Fast & Furious

Need for Speed Payback sfreccia alla Gamescom con una nuova demo giocabile che permette di provare una corsa a bordo di un velocissimo bolide.

Need for Speed Payback
Anteprima: PlayStation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Dopo le battaglie spaziali di Star Wars Battlefront, EA ha deciso di calare l'ennesi asso da una mano abbastanza ricca. Nel corso del suo show, infatti, la multinazionale statunitense ha deciso di mostrare anche qualcosa di più di Payback, nuovo capitolo dell'eterno franchise - per la verità da un po' di tempo appannato - che risponde al nome di Need for Speed.
    Come di consueto, per il suo cavallo "da corsa" EA ha optato per una presentazione esplosiva (che, fortunatamente, ne ha alzato anche un po' il ritmo) grazie a uno spettacolare trailer in live action pregno di esplosioni e inseguimenti (tanto da sembrare un film di Michael Bay) che si è concluso con la scenografica uscita della BMW M5 - auto presente nel video - improvvisamente divenuta reale tra un tripudio di scintille e fumi di scarico. Insomma: potente, diretto e con una buona dose di cafonaggine. Need for Speed è anche questo e sembra volercelo ribadire ad ogni appuntamento.
    L'uscita è ormai imminente e anche a Colonia, oltre al trailer EA non ha lesinato sulle postazioni di gioco permettendoci di metter mano a una build preliminare che, oltre alla spettacolare missione estrapolata dallo Story Mode (peraltro già vista in occasione dello scorso E3) è stata ulteriormente arricchita per l'occasione da una gara che punta a esaltare la palpitante vena arcade tipica della serie.

    La vendetta può aspettare. Ora si corre.

    Tralasciando la demo relativa alla storyline principale, riproposta sostanzialmente immutata dalla fiera losangelina (se non l'avete fatto, vi rimandiamo alla nostra anteprima), nei pochi chilometri percorsi all'interno dell'open world targato Ghost Games grazie a questa gara clandestina c'è tutto quello che potremmo desiderare da un Need for Speed.

    Ritmo indiavolato; bolidi rombanti che mordono l'asfalto senza disdegnare qualche digressione fuori dall'intrico di strade che si snodano in un paesaggio dall'aspetto alieno. Una sorta di selvaggio West reinterpretato in chiave moderna che, non appena la velocità si fa sostenuta, diviene quasi liquido, impalpabile e sfumato. L'ambiente riarso dal sole, nonostante possa apparire spoglio e inanimato, è in realtà vivo e dinamico. È possibile prendere scorciatoie, cambiare strada e perdersi all'interno dei canyon senza soluzione di continuità. Si incrociano poche auto che procedono placide lungo la strada, quello è vero, ma la ricchezza di elementi a schermo molto presto colpisce l'occhio del giocatore con forza e quest'ultimo ne può godere appieno. Il vento, che sferza e leviga incessantemente i rilievi color ocra, trascina sull'asfalto polvere e terriccio insidiosi che sporcano la traiettoria e fanno perdere aderenza all'auto che "scoda" scomposta come un cavallo imbizzarrito. I thumbleweed, i cespugli rotolanti tipici di tali ecosistemi (e visti in migliaia di film ambientati nella Frontiera americana), ci attraversano la strada senza ritegno, mentre cerchiamo di recuperare una posizione dopo l'altra. Il NOS, è il nostro unico alleato; un alleato da dosare con la massima cautela e grande parsimonia.
    Una volta esaurito, infatti, il turbo si ricarica molto lentamente e ogni metro guadagnato rischia sempre di esser l'ultimo. Gli avversari si sono presentati alla corsa più agguerriti che mai e si devono attaccare, come da tradizione, a suon di sportellate e tamponamenti. Giocando sporco quando serve, magari chiudendo la traiettoria in curva e costringendo l'avversario a una gita fuori pista non programmata; toccando leggermente il posteriore dell'auto che ci precede per farla sbandare oppure, ancora più semplicemente, speronando in maniera brutale il povero malcapitato. In alcuni casi tali attività non convenzionali si limitano a creare un'esplosione pirotecnica di scintille e un tripudio di elementi ambientali scaraventati in aria nel caso di contatti con la segnaletica stradale, staccionate e paletti spartitraffico.

    Molto più spesso, però, la frizione tra lamiere sfocia negli immancabili "takedown" al rallentatore che enfatizzano in modo sublime gli spaventosi incidenti da cui in pochi riuscirebbero ad uscire illesi. Questi sono tutti elementi che contribuiscono a soddisfare appieno il nostro desiderio di adrenalina e spettacolo ed esaltano ancora di più un comparto tecnico che, anche nel corso di questa nuova prova, ha risposto all'appello in modo sontuoso. La build provata è sicuramente più stabile, con pochissimi cali di framerate percepibili, mentre anche l'effetto pop up pare esser diretto verso un deciso miglioramento.

    Insomma, la scelta di "imporre" uno standard a tutti gli studi di sviluppo, sembra stia iniziando a dare i suoi frutti e il Frostbite pare godere davvero di uno stato di grazia più unico che raro. Non aspettatevi nulla di diverso: con Payback il team di sviluppo punta sostanzialmente a confermare la formula che ha fatto grande la serie nel corso degli anni. L'essenza di Need for Speed si risolve in un tripudio di gare frenetiche a velocità folli, bolidi accartocciati, auto in fiamme e carrozzerie ridotte ad un colabrodo. Tutto questo e non può essere cambiato senza prima snaturarne in maniera profonda la sua anima al contempo così leggera e così dannatamente efficace. Ovvio, resta ancora molto che non possiamo ancora conoscere come, ad esempio, la tenuta della storyline principale, con i suoi tre protagonisti e la rapida alternanza tra scene in CGI e con l'engine di gioco; nonché l'effettiva ricchezza contenutistica della struttura open world. Payback, però, potrebbe proprio onorare il nome che porta. Non ci resta che attendere il prossimo dieci novembre per scoprirlo.

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