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New World: alla scoperta del nuovo MMO Fantasy di Amazon

Amazon presenta New World, MMORPG di stampo fantasy, un prodotto sicuramente interessante, che abbiamo avuto modo di provare alla Gamescom.

provato New World: alla scoperta del nuovo MMO Fantasy di Amazon
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  • No, non è il nuovo mondo di Terrence Malick: non c'è Colin Farrell, né Christian Bale, e nemmeno Pocahontas. Però la mela non è rotolata troppo lontano dall'albero, perché New World parla comunque di colonialismo, ed è l'ultimo grande progetto della divisione Gaming del colosso di Jeff Bezos. Amazon Game Studios sta infatti realizzando, oramai da quasi tre anni, un MMO di proporzioni gigantesche (parliamo di migliaia e centinaia di giocatori per server), ambientato in una realtà alternativa, sullo sfondo della scoperta delle Americhe, ma con l'aggiunta dell'elemento magico. Immaginate di arrivare via mare in una terra selvaggia, assieme ad una compagnia di avventurieri, di doverla conquistare, e poi, una volta recintato il vostro prezioso fazzoletto di terra, dovrete anche governarla.
    Ovviamente non bisogna solo farsi la guerra e pagare le tasse; Il plot prevede anche un sistema di gilde/social complesso e profondo, housing e crafting a cascata, e anche una buona dose di elemento survival. Peraltro tutte queste idee sono state impacchettate con il Lumberyard Engine che, lasciatecelo dire, riesce a fare la sua egregia figura, regalandoci una natura rigogliosa e un field of view invidiabile, e già in questo stadio sembra cavarsela piuttosto bene sul fronte delle prestazioni. Buone le premesse, dunque, ma domanda è: c'è spazio per un altro MMO nel 2019? E assumendo che la risposta sia sì, cos'ha The New World in più della concorrenza? Non molto in realtà, perché oltre a prendere un po' di Ultima Online e un po' di Conan Exiles (e mettiamoci pure qualcosa di Guid Wars), il titolo non sembra voler proporre alcuna particolare innovazione. Nessuna meccanica realmente inedita, dunque, ed anche un'atmosfera che sembra fin troppo "impersonale"; senza il carisma necessario, si potrebbe dire.
    Amazon Game Studio può senza dubbio far sfoggio di una buona struttura sandbox e di una mappa dalle proporzioni mai viste, sperando che il caso generi uno di quei "fenomeni coinvolgenti" che fanno la fortuna del genere, ma ci chiediamo anche se questo può bastare al pubblico esigente di oggi. Ovviamente è ancora presto per parlarne, dal momento che il gioco ancora non ha una finestra di lancio, e a dirla tutta il nostro hands on alla scorsa Gamescom non è andato troppo male...

    Terra, Terra, Terra!

    La nostra colonizzazione del nuovo mondo non è durata moltissimo, e a dirla tutta era anche abbastanza teleguidata, ma il tempo è stato sufficiente per comprendere le meccaniche base come il combat system e il sistema di progressione, ma anche per scoprire di che pasta è fatto il mondo di gioco. Abbiamo cominciato con un personaggio casuale, perciò ci siamo persi interamente la parte dedicata all'editor, che ci è stato assicurato vedremo nelle prossime prove. Ci siamo ritrovati insieme ad altri giocatori reali all'interno di un fortino modesto, fatto di palizzate in legno e qualche casupola sparsa qua e là. Siamo vestiti soltanto con qualche straccio, e infilata nella nostra cintura c'è una piccola spada tutt'altro che rassicurante, di certo poco utile contro la natura selvaggia che svetta fuori dal campo base.

    Ci viene detto subito che il nostro obiettivo è attaccare una postazione nemica, perciò apriamo la mappa, ci facciamo strada fra l'interfaccia grafica (buona ma ancora da raffinare) e proviamo a tracciare una via nei boschi: inutile dire che le dimensioni sembrano immense, roba da perdere l'orientamento, e anche se effettivamente non sappiamo quanto bene sia stato caratterizzato il mondo di gioco, per ora va più che bene. Del resto, se lo scopo è costruire una scala di proporzioni realistica, all'interno di un universo vivo e persistente, New World rappresenta sicuramente un unicum; pensate che la superficie definitiva dovrebbe superare le 800 miglia quadrate, e ogni server Amazon può contenere tranquillamente più di 1000 giocatori contemporaneamente (l'obiettivo è raggiungere i 10.000).
    Ma torniamo a noi, dal momento che non si può assaltare il nemico soltanto con pietre e buoni propositi, prima bisogna equipaggiarci, e questo significa che è arrivato il momento del crafting e della caccia. Per prima cosa apprendiamo la dinamica del falò: ogni giocatore può, una volta nell'outback, costruire liberamente un suo campo base, che funziona da respawn point e anche come "punto di ristoro". Facciamo quattro passi fuori nella fittissima foresta, senza allontanarci troppo dalla civiltà ovviamente, e da lì cominciamo a raccogliere materie prime come rocce e legna in puro stile MMORPG. Tutto come da programma, quattro colpi ben assestati e il tronco diventa il classico "stick tascabile"; c'è un menu a lista e già così potremmo costruirci un coltello di fattura superiore, ma per proseguire ci servono le pelli animali. Guarda caso, poco più in là c'è una coppia di lupi che fa al caso nostro, e cogliamo l'occasione anche per testare anche un po' di combat system. Il modello è quello più spostato verso l'action, basato su attacchi liberi RT e semplici meccaniche di targeting, e a parte qualche hitbox ancora impreciso e delle animazioni ancora un po' goffe, è esattamente la velocità necessaria per questo tipo di gioco.

    Ci restiamo quasi secchi, ma alla fine torniamo al forte con le nostre pelli dove, una volta aperta l'armeria, ci viene mostrato per la prima volta il sistema di progressione. Rinuncia totale alle classi in favore del sistema libero basato sull'equipaggiamento: ognuno può portare con sé due armi principali e scegliere i vestiti che vuole, modificando di riflesso tutte le solite statistiche come la classe armatura e il danno, finché non avremo definito il nostro profilo di guerriero. Nel nostro caso abbiamo optato per una corazza leggera in pelle e cappello tricorno, abbinando l'outfit da ranger alla spada e all'archibugio da lunga distanza. Accanto a noi c'era anche chi ha optato per la via del tank, con corazze pesanti in metallo e asce bipenni, ma per il momento non c'era molto altro da provare.

    Ad ogni modo, zaino in spalla e siamo pronti a partire. Ci mettiamo circa una decina di minuti ad arrivare sul posto, e lungo il tragitto facciamo in tempo a scorgere un orso e qualche cervo (ma nessuna traccia della magia), e infine, a notte fonda, arriva il momento di preparare l'attacco al forte nemico. Ovviamente sono soltanto npc, ma hanno le fortificazioni, e sono in maggioranza numerica. Cerchiamo di sfruttare l'oscurità della macchia, per guadagnare un vantaggio a mo' di difesa naturale, e con i cecchini sincronizzati sull'altura diamo inizio alla festa. Tre "ondate" ed è tutto finito, ma non senza qualche grossa perdita, e alla fine vinciamo per poco (e per il respawn ravvicinato).

    Le movenze dei personaggi sono veloci, perciò la sensazione è quella di trovarsi in un assalto lampo, ma il coefficiente dei danni ridotto in stile RPG crea qualche attrito, e di sicuro ci sarà bisogno di un ulteriore bilanciamento. Il PvE massive, invece, ha sempre il suo fascino: si ha l'impressione di essere parte di un'operazione più grande, dove possiamo svolgere soltanto una piccola parte, e dove la cooperazione ricopre un ruolo fondamentale.
    Il posizionamento è d'obbligo, ma alla fine i ranghi si sciolgono e diventa una guerriglia, e in questo fragile equilibrio bisognerebbe capire quanto conta effettivamente la componente strategica. Finito il combattimento, poi, come in ogni avventura che si rispetti, si passa alla razzia; l'oggetto raccolto è chiaramente alla base di tutto, poiché da quello dipendono le nostre statistiche, ma gli accumulatori seriali dovranno vedersela con la meccanica a doppio taglio del "full-loot", che aggiunge un elemento di rischio notevole ad ogni scampagnata. La dimostrazione finisce di lì a poco: insieme ai nostri amici ce ne torniamo al forte, sotto la luce lunare, e già sulla via del ritorno nel gruppo serpeggiava l'idea di una secessione...

    New World Amazon Game Studios sta cercando di realizzare uno degli MMO più grandi di sempre, caratterizzato da spazi giganteschi e un numero di giocatori in simultanea mai visto prima. Il PvP è chiaramente il fulcro dell’opera, e gli sviluppatori ci hanno assicurato che la componente social/gestionale sarà fondamentale. L’obiettivo è quello di lasciare che i giocatori si coalizzino in grandi fazioni, che stipulino delle alleanze, per poi finire in uno status di guerra totale, senza però tralasciare le mire espansionistiche personali e la tradizionale esplorazione avventurosa. Se così fosse, per come sembra strutturato il mondo di gioco, il concept potrebbe anche riuscire, e metteteci che il banditismo e la componente survival potrebbero giocare un ruolo fondamentale, contribuendo a rendere stimolante e pericolosa ogni spedizione. Ci sono però ancora molti interrogativi sul banco: l’housing, per esempio, in questa fase risulta ancora non pervenuto, non abbiamo ancora traccia delle microtransazioni, e perdipiù la caratterizzazione del mondo di gioco non sembra particolarmente affascinante. Il Lumberyard si comporta bene, mettendo sul campo una densità poligonale invidiabile per un MMO, ed anche una buona stabilità, ma in quanto a caratterizzazione vera è propria il nuovo mondo sembra un po’ troppo spoglio. Sarà perché non c’è alcuna traccia di narrazione (diretta o indiretta che sia), e magari quando finalmente verremo in contatto con famoso “elemento magico” cambieremo idea, ma per ora la situazione non è granché rassicurante. Non fraintendeteci: il progetto sembra solido se contestualizzato, e di sicuro non farà la fine di Breakaway (che comunque abbiamo apprezzato all’epoca), si tratta piuttosto di un dubbio sull’effettiva saturazione del segmento MMO. Terremo d’occhio il progetto, confidando che Amazon dedicherà il giusto tempo allo sviluppo di tutte le sue componenti, e speriamo che The New World si presenti alla sua open beta più in forma (e più raffinato) di quanto sia oggi, magari arricchito con qualche meccanica inedita...

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