Nightingale: un survival in Unreal Engine 5 potenzialmente vastissimo

Abbiamo trascorso qualche ora nei portali di questo nuovo gioco fantasy vittoriano, in arrivo in accesso anticipato. Ci ha convinto questa nuova prova?

Nightingale: un survival in Unreal Engine 5 potenzialmente vastissimo
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  • Questo 2024 è partito davvero col botto per gli appassionati di survival game, che dopo un periodo di magra possono fare una scorpacciata di prodotti assai validi. Dopo Palworld con i suoi record da urlo e l'ottimo Enshrouded (la prova di Enshrouded è a portata di click), abbiamo avuto l'opportunità di trascorrere qualche giorno in compagnia di Nightingale, altro esponente del genere che approderà sugli scaffali di Steam in Accesso Anticipato tra qualche giorno. Scopriamo come si pone questo interessante titolo in Unreal Engine 5 la cui impostazione ricorda molto da vicino quella di Portal Knights.

    Alla ricerca di Nightingale

    Uno dei motivi per cui Nightingale ha catturato l'attenzione dei giocatori sin dal suo annuncio, risalente alla notte dei Game Awards del 2022, è dovuto all'ambientazione che mescola il fantasy all'epoca vittoriana. Nel gioco vestiamo i panni di un esploratore che si ritrova nel magico regno dei Fae e deve intraprendere un lungo viaggio con l'obiettivo di raggiungere Nightingale, la città che dà il nome al titolo e che rappresenta l'ultimo baluardo dell'umanità.

    Dopo aver creato il nostro personaggio con un editor non troppo complesso (ma che verrà arricchito con i futuri aggiornamenti), abbiamo immediatamente affrontato una lunga fase di tutorial che ci ha permesso di comprendere le dinamiche alla base di questo survival esclusivamente PvE, e giocabile sia in prima che in terza persona.

    Il titolo firmato Inflexion Games non punta a stravolgere quelli che sono gli stilemi del genere d'appartenenza ed è quindi un prodotto molto classico, ma con un livello di complessità sicuramente più elevato rispetto alle produzioni arrivate negli ultimi mesi.

    Questo perché l'accumulo di risorse e la loro lavorazione funziona in modo pressoché identico a quello di altri giochi, e vi sono anche tante meccaniche che acquisiscono importanza solo nelle fasi più avanzate e che spingono il giocatore a riflettere con attenzione, anche quando si tratta di posizionare un banale tavolo per il crafting. L'efficacia delle postazioni varia in base a numerosi fattori e, ad esempio, un banco da lavoro allestito al chiuso può garantire appositi bonus e persino consentire la fabbricazione di oggetti altrimenti impossibili da realizzare. Purtroppo, al momento Nightingale manca di un sistema di gathering soddisfacente, soprattutto quando si tratta di tagliare la legna: a causa di alcune problematiche tecniche, i tronchi tendono ad incastrarsi e cadono con grande lentezza al suolo. Per quel che riguarda invece la componente survival, troviamo anche in questo caso il solo indicatore della fame, che si consuma con una certa rapidità e obbliga il protagonista ad alimentarsi costantemente, onde evitare la morte.

    Da un portale all'altro

    La vera peculiarità di Nightingale, però, risiede nella struttura di gioco modulare, che di fatto prende quanto fatto da Portal Knights e lo eleva all'ennesima potenza. Nel titolo Inflexion Games non abbiamo un unico mondo di gioco, ma un enorme numero di mappe collegate fra loro da portali e generate proceduralmente.

    Oltre ad un regno che funge da casa, in cui è possibile stabilirsi in pianta stabile e costruire una base, vi è anche un sistema attraverso il quale utilizzare speciali carte per creare un portale verso un nuovo mondo, decidendone così il bioma ed altre caratteristiche: attraversato questo passaggio, ci ritroveremo in un nuovo mondo da esplorare e saccheggiare, per poi fare ritorno alla base operativa col malloppo.

    Attraversare un portale è un vero piacere, perché si visitano luoghi mai visti prima con flora, fauna e strutture differenti. In ogni area si possono infatti incontrare nemici, piccoli enigmi da risolvere, NPC con cui interagire, bot che possono diventare vostri alleati e persino dungeon con tanto di boss.

    A dar una spinta ulteriore a Nightingale è anche e soprattutto la modalità cooperativa per sei giocatori. Non volete esplorare una mappa già completata in parte dai vostri amici? Niente paura, si crea un nuovo portale e si parte alla volta di un mondo completamente nuovo per tutti. Vi è anche la possibilità di fornire a un utente l'accesso alla vostra base, così che possa visitarla e migliorarla mentre voi siete offline.

    Progressione in stile looter shooter

    Se il sistema basato sulle carte di Nightingale garantisce una certa varietà e apre la strada a future espansioni tramite aggiornamenti post-lancio, vi sono anche sfide da completare per attivare modificatori speciali durante le fasi di esplorazione. Nel nostro caso ci è capitato più volte di azionare la gravità zero, ottima per raggiungere aree sopraelevate senza ricorrere alle piccozze, ma è possibile anche influenzare il meteo.

    A tal proposito, Nightingale non propone solo il classico ciclo giorno/notte con qualche momento di pioggia, ma ha saputo sorprenderci anche con effetti atmosferici aggiuntivi come la grandine, che costringe a mettersi al riparo o a tirare fuori uno speciale ombrello che il protagonista può usare anche come deltaplano per evitare di morire con una caduta.

    L'ombrello è solo uno dei tanti pezzi d'equipaggiamento, ciascuno dei quali è dotato di un punteggio che contribuisce a rendere più forte il personaggio come in un looter shooter.

    Questo implica che per affrontare i regni più complessi bisogna procurarsi abiti e armi adeguatamente forti. Nel nostro caso non abbiamo potuto esplorare l'endgame o provare le armi da fuoco, ma già nelle prime ore dell'avventura abbiamo avuto accesso a un discreto numero di armi ed armature che lascia ben sperare per quello che sarà l'arsenale disponibile al lancio. Lo stesso discorso vale per la varietà di nemici e dungeon, ma quel poco che abbiamo visto ha instillato in noi una gran curiosità di scoprire cosa ci riserverà il gioco nelle fasi più avanzate. Basti pensare che durante le nostre scorribande ci siamo imbattuti in una sorta di enorme cervo spettrale che non poteva essere colpito in alcun modo e che si aggirava per la foresta distruggendo qualsiasi cosa gli ostacolasse il cammino.

    Grafica e ottimizzazione

    A differenza di molte altre produzioni che fanno uso dell'Unreal Engine 5, Nightingale riesce nell'intento di proporre un comparto grafico pregevole senza però rinunciare all'ottimizzazione. Fatta eccezione per i momenti di transizione dal giorno alla notte e viceversa, la nostra esperienza è stata priva di particolari problemi e abbiamo apprezzato sia la qualità visiva che la direzione artistica, dato che creature e ambientazioni hanno un certo fascino.

    A non averci convinto è invece la gestione della fisica, che comporta problemi sia nel gathering, sia nella caccia, visto che le creature e gli animali tendono a muoversi in modo bizzarro sulle superfici non perfettamente piane. Avremmo gradito anche una maggiore cura nell'interfaccia, che risulta al momento non troppo intuitiva. Per tirare le somme, questo primo contatto con Nightingale ci ha convinto ma non senza qualche riserva. Si tratta di un survival dall'enorme potenziale che necessita però di ulteriore lavoro da parte del team di sviluppo per limare i tanti difetti che lo rendono meno accessibile ed immediato rispetto a produzioni come Enshrouded.

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