Nintendo Labo per Switch: giocattoli e creatività al potere

Nintendo Labo: più che un videogioco, un'idea. Più che un kit di montaggio fino a se stesso, un vero e proprio labo... ratorio!

provato Nintendo Labo per Switch: giocattoli e creatività al potere
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  • Partiamo dalle basi: cos'è Nintendo Labo? Labo è un kit per costruire giocattoli in cartone da utilizzare poi con dei videogiochi pensati appositamente. Al momento esiste in due diverse versioni: il Variety Kit (o Kit Assortito) che comprende cinque diversi giochi, e il Robot Kit, che ne include uno solo ma più grande e complesso. In entrambi i casi insieme ai pezzi necessari, per lo più in cartone, all'interno della confezione sarà presente una cartuccia. Al suo interno è installato il software che servirà dapprima per trasformare Switch in un manuale di istruzioni interattivo, che passo dopo passo aiuterà l'utente a costruire i diversi strumenti, e poi per rendere tutti i set interattivi, ma non prima di aver incastrato al loro interno uno o due joycon e la console stessa.

    Perchè non va sottovalutato

    Non è affatto semplice essere semplici, e Nintendo Labo ne è un perfetto esempio. Dietro l'apparente essenzialità di quest'ultima stravaganza Nintendo si nasconde infatti una complessa sequenza di idee, eventi e ingegnerizzazione che non va sottovalutata. Piaccia o meno, Labo è un piccolo grande capolavoro, il tipico guizzo creativo e al tempo stesso estremamente coraggioso che solo Nintendo è in grado di concretizzare così bene.
    Ma le qualità di questi peculiare kit di montaggio non finiscono qui: Labo è un prodotto straordinariamente trasversale, in grado di catturare l'attenzione dei soliti noti come degli insospettabili. L'immancabile pizzico di magia, marchio inconfondibile di Nintendo e anche qui ben presente, ha il merito di trasformare il contenuto della confezione di Labo in base a chi la aprirà la prima volta.

    Esattamente come il cartone di cui è composto, Labo è infatti in grado di trasformarsi per assecondare le aspettative di ciascuno di noi, diventando a seconda dei casi irripetibile punto di contatto tra padre e figlio, feticcio per hipster, giocattolo per inventori, hobby per creativi alle prime armi, sfoggio per youtuber col pallino del fai da te. Potremmo continuare ancora per molto: del resto l'esperienza proposta da Labo cambia e si evolve anche nel corso della costruzione dei vari kit inclusi. Il montaggio in sé è solo un punto di partenza, che porta poi a diversi approdi: al videogioco puro e semplice, ad una customizzazione artistica del singolo oggetto in stile DIY (Do it Yourself), o persino possibile ad un lavoro di "reverse engineering", possibile grazie ai manuali e ai software "di sviluppo" messi a disposizione da Nintendo. Proprio per questa sua particolare stratificazione di intenti e difficoltà, cercheremo nei prossimi giorni di tornare sull'argomento Labo più volte, in modo da coprire un po' tutti i punti di vista e garantirvi così un'informazione il più possibile precisa ed approfondita.

    Qualità e prezzo

    "Solo Nintendo può farti pagare un po' di fogli di cartone come un gioco normale". Quante volte avete letto una frase simile dopo che il prezzo dei due kit Labo è stato finalmente rivelato? Come battuta a dir la verità può anche starci, strappare persino un sorriso perché in fondo c'è anche del vero, ma nella fascia di prodotti in cui Labo vuole inserirsi il prezzo di questa manciata di fogli di cartone non è poi così strano. Nintendo Labo rientra a tutti gli effetti nella categoria dei giocattoli intelligenti, e chiunque abbia dato un'occhiata a un kit di costruzione in legno che segue le linee guida Montessori sa benissimo che la qualità costruttiva, unita a quella pedagogica, si paga.
    Nintendo Labo offre entrambe le cose, e lo si nota non solo dalla qualità delle istruzioni fornite da Switch, ma anche da quella del materiale utilizzato, nel modo in cui il cartone è tratteggiato per essere strappato dalle cornici anche da chi non ha ancora una grande manualità. Il processo di montaggio, dicevamo, è illustrato sullo schermo della Switch: La possibilità, attraverso il touchscreen, di ruotare l'immagine di ogni singolo passaggio, oltre che mandare avanti e indietro le diverse animazioni che indicano dove e quando piegare il cartone e in che modo incastrarlo, riduce praticamente a zero dubbi costruttivi ed eventuali sbagli, anche quando le cose si faranno un po' più complesse. Il manuale di istruzioni nel quali si trasforma la console durante le fasi di assemblaggio è costruito anche per rispettare una "gamification" in questo caso obbligata, con nuovi approfondimenti e nuove opzioni di customizzazione che si sbloccheranno lentamente e in base dell'utilizzo che verrà fatto di Labo.

    Anche quando è costretto ad essere più intransigente e serioso, Labo non dimentica mai la sua natura ludica e questo è importantissimo per tenere alta l'attenzione di chi, anche solo per la giovanissima età, tende verso una naturale iperattività. C'è poi il Toy-Con Garage, sezione segreta dove è possibile trasformare i diversi Kit in nuovi giochi, reinventando e riprogrammando attraverso un linguaggio di programmazione visivo di inaspettata profondità. Ideato il software, sarà poi necessario costruire da zero un nuovo kit utilizzando oggetti comuni, o scaricando prestampati che i diversi appassionati hanno già iniziato a scambiarsi su Internet. Se volessimo utilizzare termini videoludici classici, il Toy-Con Garage sarebbe una sorta di modalità ultra-hard di Labo, accessibile solo dopo aver provato a fondo ciò che il kit ha da offrire in superficie. La modalità Garage, nonostante l'incredibile profondità, rimane comunque perfettamente alla portata di un ragazzo delle medie, per esempio, che potrà proprio grazie a Labo muovere i suoi primi passi nella programmazione e non solo.
    Riassumendo, dopo la costruzione e la scoperta dei giochi allegati, i più curiosi potranno apprendere nel dettaglio il funzionamento di ogni kit per poi riprogrammarlo, trasformando per esempio la moto in un nuovo strumento musicale, e infine addirittura ideare set totalmente nuovi da tenere per sé o distribuire liberamente in Rete. Si è totalmente liberi quindi di trasformare la scatola della nuova TV nella plancia comandi di un'astronave, o quella del nuovo microonde in una chitarra, per un pseudo Guitar Hero fatto in casa. In poche ore Labo può trasformarsi da giocattolo per bambini in passatempo per tutte le età, da semplice raccolta di minigiochi in un vero e proprio laboratorio per imparare divertendosi. Pensare che i 69 Euro richiesti per il Kit Assortito siano tanti in base al contenuto della scatola, posto che c'è anche una cartuccia che comprende manuali, giochi e un linguaggio di programmazione, è un po' come lamentarsi del prezzo degli ultimi Super Mario e Zelda solo perché la scatola pesa poco.

    Da giocattolo laboratorio a periferica

    Conosciamo tutti Nintendo e la sua passione per le periferiche usa e getta che decretò parte del successo del Wii, e ora conosciamo bene anche la duttilità di questo nuovo progetto che sembra fatto apposta per vivere anche in futuri giochi Switch. Non devono essere giochi pensati strettamente per Labo, non è quello che abbiamo in mente anche se l'arrivo di nuovi kit ufficiali è praticamente scontato, ma giochi che ne sono in qualche modo compatibili proprio come avviene oggi con gli Amiibo. I kit originali potrebbero essere riutilizzati facilmente in tanti classici: in Animal Crossing la canna da pesca troverebbe facile spazio, mentre la piccola tastiera programmabile anch'essa inclusa nel Kit Assortito potrebbe essere utilizzata per comporre eventuali jingle musicali, come avviene già in modo semplificato in quasi tutti i capitoli della serie.

    Da questo punto di vista, Labo ha tutte le carte in regola per trasformarsi in un nuovo "overarching business" che si autosostiene attraverso una normalissima line-up, che è esattamente il ruolo svolto egregiamente dagli stessi Amiibo che oggi vivono una chiara fase discendente. Nonostante i primi dati di vendita siano timidamente incoraggianti, la mania per il cartone pressato non è ancora iniziata e potrebbe non farlo mai. Switch, del resto, è ancora troppo costoso per una buona parte di quel pubblico che potrebbe innamorarsi di Labo. Tuttavia, come molti dei prodotti Nintendo, Labo potrebbe vivere a lungo, acquistando forza man mano che la sua console di riferimento diventerà più popolare. Eppure cercare di intuire oggi fino a dove potrà spingersi Labo, e fino a dove il pubblico deciderà di seguirlo, è un esercizio totalmente inutile: quel che importa davvero è che Labo semplicemente esista.

    Il Kit Assortito in breve

    Non abbiamo ancora ricevuto il Kit Robot, anche se come saprete attraverso gli articoli già pubblicati abbiamo avuto modo di provarlo in più occasioni. Per questo motivo, la nostra prima settimana con Nintendo Labo l'abbiamo dedicata totalmente al Kit Assortito, di cui abbiamo costruito e testato tutti e cinque i moduli presenti e relativi giochi. Ecco come è andata!

    Macchinina RC
    È il modulo più semplice da montare, ma anche quello in grado di dare fin da subito grandi soddisfazioni. In pochi minuti ci si ritrova in possesso di un piccolo robot dotato di telecamera a infrarossi con il quale affrontare percorsi illuminati al buio, sia comandandolo manualmente che in modalità pilota automatico (ma in questo caso bisogna contrassegnare eventuali ostacoli con speciali adesivi).

    Il meglio la Macchinina RC lo dà in compagnia, con la possibilità di battagliare in una sorta di sumo contro quelle dei vostri amici, o semplicemente gareggiando in velocità. Non c'è nemmeno bisogno di avere a portata di mano un altro software Labo perché oltre ad essere inclusa una seconda scocca per trasformare due Joycon in una nuova Macchinina RC, è prevista una modalità due giocatori che permette di controllarli entrambi utilizzando un solo Nintendo Switch.

    Canna da pesca
    Da assemblare è tra le più divertenti perché necessita anche di un'altra manciata di pezzi oltre il normale cartone per funzionare, come il filo che poi andrà ad interagire con la console, e le ghiere che ne faciliteranno lo scorrimento. Inoltre, scoprire l'ingegnosità del funzionamento di una parte mobile e complessa come il mulinello è decisamente intrigante, come lo è poi la complessa interazione con il gioco annesso.

    La canna poi è retrattile, e grazie all'HD Rumble dei joycon e un semplice quanto piccolo perno di cartone, è in grado di fornire un feedback tattile all'altezza di periferiche simili, come quelle che Sega dedicò ai suoi popolari giochi di pesca. La canna da pesca e il suo gioco, pensati per essere utilizzati da seduti, è tra i più divertenti tra quelli inclusi nel Kit Assortito, e sembra fatto apposta per delle rilassanti sedute al bagno. Un modulo decisamente all'altezza delle aspettative, in grado di sostenere giochi molto più complessi di quello offerto.

    Casa
    La casa è un modulo molto furbo perché anche se non è facilissima da montare, strizza chiaramente l'occhio al pubblico più giovane. Ci abbiamo messo due sessioni da un'ora per ultimarla, e il dover applicare dei piccoli adesivi per renderla funzionante è stato anche leggermente stressante. Fortunatamente, grazie a una colla che permette anche dei piccoli aggiustamenti prima di attaccarsi definitivamente al cartone, non è stato difficile rimediare a un paio di piccoli errori.

    Da vedere è bellissima, e i bambini (sì, anche tu bambino quarantenne che stai leggendo questo articolo) si divertiranno un mondo a decorarla come una casa di marzapane o come la Shadow Moses di Metal Gear Solid. Il software allegato però non permette divagazioni sul tema, e si rivolge senza dubbio al pubblico più giovane, quello che per il momento non è andato oltre certi free-to-play per giovanissimi sul tablet o sullo smartphone della mamma.
    Con la Casa di Labo, Nintendo sembra in qualche modo voler attirare l'attenzione proprio di quel pubblico, proponendo una piccola e deliziosa abitazione interattiva in cui vive un buffo animaletto con il quale giocare e scoprire i numerosi segreti presenti. Per molti bambini potrebbe essere il primo contatto con il mondo Nintendo e il primo in assoluto con una console da gioco.

    Moto
    Il modulo Moto non è certo la star del Kit Assortito ma come gioco è forse uno dei migliori. Da montare non è tra i più complessi ma certe parti mobili, come la manopola del gas, mantengono la sfida interessante. Il gioco vero e proprio è molto ben fatto, non può che ricordare l'ultimo Mario Kart anche se con grafica semplificata, ed è naturalmente pensato appositamente per manovrare il kit Labo, che in questo caso va inforcato tra le gambe, proprio come una vera moto.

    I circuiti sono soltanto tre, come sono tre i livelli di difficoltà disponibili, ma è possibile scansionare attraverso i joycon un oggetto, come per esempio una mano, per trasformarla in tempo reale in una nuova pista pronta per essere affrontata a tutta velocità. Non aspettativi nulla di complesso, ma garantisce stupore e quel pizzico di rigiocabilità che non fa mai male.

    Piano
    Per i più grandi è senza alcun dubbio il pezzo forte. Ci vuole un po' a costruirlo e durante non è raro avere un po' di timori sull'esatta riuscita del progetto ma poi, come per magia, ci si ritrova tra le mani una vera tastiera elettrica, solo che all'80% riciclabile. Il piano è naturalmente un elemento fine a se stesso, e non prevede giochi pensati appositamente, almeno non nel senso più stretto del termine.

    Al piano è infatti abbinato non un gioco ma un software per suonare molto interessante, che può essere utilizzato per una strimpellata classica, oppure come un sintetizzatore. La parte più interessante è innegabilmente la funzione Studio che permette, oltre di stravolgere totalmente i suoni già presenti, di registrare delle basi da utilizzare per comporre motivi molto più complessi. Il Piano rischia di trasformarsi in una sorta di rifugio perpetuo di molti Switch, l'unico vero Labo da lasciare in bella vista e sempre funzionante su un mobile di casa. Per molti potrebbe valere da solo l'acquisto del kit!

    Nintendo Labo Se Nintendo Labo sarà un successo commerciale lo scopriremo soltanto strada facendo, ma oggi possiamo dirvi che si tratta senza dubbio di un prodotto ben fatto, interessante e molto, molto intelligente. Non va visto e giudicato come un videogioco, o come un giocattolo: come suggerisce il suo stesso nome si tratta di un vero LABOratorio di idee. Il divertimento e le nozioni che è possibile trarne dipendono tantissimo dal tipo di persona che ad esso si approccia: c'è chi si fermerà all'assemblaggio e ai giochi proposti, e forse potrebbe non valerne la pena, e chi invece, grazie anche alle continue sorprese del "manuale digitale", proverà ad andare sempre più a fondo, fino a creare stralci di software e costruzioni di cartone tutte nuove. L'unico vero punto debole di Labo? Decidere dove mettere i kit una volta montati...

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