Nioh 2: provata la Closed Alpha del Soulslike Team Ninja

Presentato all'E3 2018 e poi scomparso dai radar, Nioh 2 si presenta al pubblico con una Closed Alpha molto interessante...

Nioh 2
Anteprima: Playstation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Annunciato ufficialmente durante lo scorso E3 e poi completamente sparito dalle scene per quasi un anno, Nioh 2 è tornato all'improvviso a reclamare l'attenzione dei giocatori, grazie ad un'alpha lanciata quasi a sorpresa dal Team Ninja. Questa versione di prova, pensata per testare le funzionalità online e raccogliere i primi feedback della fanbase, ha messo nelle mani degli utenti selezionati una coppia di stage, permettendo al contempo di dare un'occhiata ravvicinata alle novità del combat system.

    L'impressione che si ha una volta avviato il prodotto è che il team di sviluppo abbia preferito andare sul sicuro, senza allontanarsi troppo dal sentiero tracciato con il primo episodio. Ci sono alcuni innesti che rendono il combattimento più interessante, ma in generale l'esperienza risulta evidentemente conservativa. Considerando quello che fu il percorso del primo Nioh, che cambiò in maniera radicale sulla strada della pubblicazione definitiva, non ci stupiremmo se la software house dovesse decidere di operare modifiche sostanziali alle meccaniche o al bilanciamento. Per il momento, tuttavia, l'impressione è quella di trovarsi di fronte ad un Nioh "uno-punto-cinque", deciso a migliorare tutti gli aspetti principali della saga (level design, funzionalità online, varietà) senza la pretesa di stupire il pubblico.

    Impatto iniziale

    La prima schermata che accoglie il giocatore è quella legata alla creazione del personaggio. In Nioh 2 non vestiremo più i panni di William, il biondo samurai occidentale che fu protagonista dell'episodio originale, ma potremo personalizzare il nostro guerriero.

    Non avendo dettagli sulla trama e sull'incedere del racconto non possiamo sapere come questo aspetto verrà giustificato a livello narrativo, ma sembra chiaro che il Team Ninja preferisca rinunciare ad un personaggio fortemente caratterizzato in favore di una maggiore libertà estetica. Considerando il peso del racconto nell'economia del prodotto, diremmo che non si tratta di una cattiva idea, anche se per il momento diverse funzionalità dell'editor erano bloccate e non conosciamo quindi tutte le sue potenzialità. Osservando le voci dei menù ci è sembrato che il tool per la creazione del personaggio sia tutto sommato regolare, molto meno malleabile, ad esempio, di quello adocchiato in Code Vein. Scolpite le fattezze del nostro alter ego finiamo in un Dojo di allenamento dove assorbire i rudimenti del combat system, e poco dopo veniamo spediti in azione sul monte Tatara, un'area mineraria completamente infestata dagli Yokai.

    Basta poco tempo per riscoprire la piacevolezza di un action game rapido e tecnico, basato principalmente sul tempismo e sulla velocità di esecuzione. L'alternanza fra attacchi rapidi e colpi potenti non è l'unica da tenere in conto: il protagonista può infatti alternare tre diverse "stance", scegliendo di adottare una guardia bassa, media o alta. Ciascuna di queste posizioni ha un moveset ben preciso, oltre ad alcune funzionalità speciali legate per esempio alle parate ad impatto e ai contrattacchi.

    In Nioh 2, insomma, interiorizzare le animazioni d'attacco del protagonista e degli avversari è solo il primo passo per migliorare le proprie prestazioni: i giocatori più abili impareranno invece ad opporre a ciascun nemico la tipologia di guardia potenzialmente più efficace in quella specifica situazione.

    Non basta: mentre si combatte, fra schivate e colpi letali, bisogna sempre fare attenzione alla barra del Ki, che qui ha la stessa funzione della stamina. Esaurire l'energia interiore ci rende impossibilitati a fare qualsiasi movimento per qualche istante, lasciandoci in balia dei colpi avversari. L'aspetto più tecnico del combat system è la possibilità di recuperare in un lampo tutto il Ki sprecato nell'esecuzione di una combo, premendo il tasto della concentrazione nel giusto momento.

    In pratica l'obiettivo è quello di seguire in maniera fluida e naturale il flusso degli attacchi, in un'alternanza millimetrica di colpi, pause e recuperi. Se a questo si aggiunge la capacità di utilizzare anche armi da tiro per colpire i nemici a distanza, si capisce che il gameplay di Nioh 2 rimane uno dei più vari e stratificati in seno al macro-genere d'appartenenza. Questa marcata varietà è ribadita anche dalla facoltà di equipaggiare cinque tipi di armi, ciascuna con diversi ritmi e portata. Su questo fronte arrivano le prime novità del sequel, nella forma di qualche strumento completamente inedito. Al posto della doppia katana, ad esempio, in Nioh 2 sarà possibile imbracciare due asce, accedendo ad un moveset piuttosto aggressivo e martellante, fatto di attacchi in salto e colpi in rotazione. Per chi dovesse prediligere invece colpi pesanti e poderosi, c'è la lunghissima odachi, una spada imponente che rappresenta forse l'introduzione meno conservativa in termini di ritmi d'attacco.

    L'evoluzione dello stile

    Mentre chi non ha mai avvicinato il titolo pubblicato da Koei-Tecmo potrebbe sulle prime trovarsi spaesato, chi ha vissuto l'avventura nei panni di William ci metterà veramente poco per sentirsi a casa, avvinto anche dal sistema di crescita e sviluppo del personaggio. Su questo fronte Nioh 2 non è cambiato molto: il passaggio di livello è sempre gestito grazie alla raccolta di Amrita, dal funzionamento analogo a quello delle anime dei Souls. Pur divergendo in maniera netta dalla lezione dei titoli di Miyazaki, Nioh 2 ne recupera alcuni elementi, soprattutto legati al ciclo di morte e rinascita, ed alla presenza di santuari che hanno la stessa funzione dei falò (ripopolano le aree di nemici e ricaricano gli oggetti curativi).

    Molto approfondito il sistema di equipaggiamento: ciascuna arma e ciascun pezzo di armatura ha uno specifico potere d'attacco o di difesa e diversi bonus passivi, nonché un livello di rarità. La gestione della propria build assume quindi un'importanza chiave per la buona riuscita delle proprie spedizioni. Si consideri inoltre che certi bonus delle armature pesanti o leggere vengono sbloccati solamente una volta raggiunto un certo valore in alcuni specifici parametri, come Forza o Agilità.

    Incrementare le caratteristiche del personaggio non aumenta solo le statistiche, ma permette di ottenere punti da spendere negli skill stree, che in Nioh 2 sono molto più vasti e articolati. Visivamente strutturati come una sorta di "sferografia", danno la facoltà di migliorare le caratteristiche di base del proprio samurai, oppure di perfezionare l'uso delle cinque armi sopra citate. Spendendo punti è possibile allungare le combo, aumentare la potenza d'attacco, sbloccare bonus passivi che si ottengono dopo un recupero Ki, e ottenere parate a impatto e atterramenti. Ci sono ovviamente anche i rami del Ninjutsu e della Magia Onmyo, che concedono rispettivamente di preparare gadget di ogni tipo (sfere di fumo, triboli, kunai) e pergamene elementali (tra sfere di fuoco da lanciare contro i nemici e protezioni contro certe tipologie di attacchi).

    Nonostante lo sforzo per diversificare ulteriormente le build "magiche" rispetto al primo capitolo, e per aumentare il numero di abilità sbloccabili, per il momento non sembra che il combat system ne esca particolarmente rivoluzionato. Interessanti, invece, le nuove funzioni degli Spiriti Guida, che quando vengono evocati non si fondono con le armi imbracciate dal protagonista, ma con il samurai stesso, trasformandolo in una sorta di furioso demone elementale.

    Notevole anche il fatto che ogni Yokai sconfitto sul campo di battaglia lasci cadere un nucleo imbevuto del suo potere, che potrà essere poi armonizzato con il nostro Spirito. In questa maniera si ottengono in pratica due nuovi attacchi speciali, "rubati" al moveset del nemico che abbiamo sconfitto. Una meccanica interessante, che renderà molto più utile andare a caccia di boss secondari negli intricati livelli di gioco.

    Ecco: un aspetto che abbiamo particolarmente apprezzato in questa alpha è il level design delle due aree disponibili, decisamente elaborato, pieno di scorciatoie intelligenti e stracolmo di segreti ben nascosti. Sebbene non si raggiungano i picchi qualitativi dei migliori Souls, la struttura degli stage incentiva un'esplorazione metodica e curiosa, rappresentando uno dei punti di forza del prodotto.

    L'altro aspetto che sembra migliorato è la gestione del multiplayer, che adesso ci darà la possibilità senza troppe complicazioni di affrontare qualsiasi stage con una coppia di giocatori.

    Il comparto tecnico

    Prima di chiudere, qualche considerazione sul comparto tecnico. Il primo Nioh è ancora oggi uno dei pochi titoli a sfruttare in maniera virtuosa lo scarto di potenza delle console mid-gen, permettendo al giocatore di scegliere diverse combinazioni di risoluzione e framerate. Nioh 2 non sconfessa questa scelta, dandoci modo di selezionare (e stavolta anche nel bel mezzo della partita) fra modalità azione (che blocca il framerate a 60fps) e la modalità cinema, che imposta il framerate a 30 e massimizza la risoluzione (circa 1080p su PS4 e 1800p su PS4 PRO). Resta vero che, tecnicamente parlando, il gioco non riesce ad impressionare, soprattutto se consideriamo le conquiste dei suoi congeneri.

    I miglioramenti rispetto al primo capitolo sono moderati, ed interessano soprattutto la gestione degli effetti volumetrici e la qualità dell'illuminazione. Gli elementi dello scenario restano invece abbastanza poveri in termini di mole poligonale, e l'anti-aliasing non è del tutto efficace. Il tutto si accompagna a cali di framerate importanti anche nelle modalità di visualizzazione che dovrebbero garantire una fluidità stabile. Non è giusto tuttavia entrare troppo nel merito dei risultati che la produzione ottiene sul fronte tecnico, in quanto la versione testata rimane dichiaratamente una alpha.

    Si tratta, in pratica, di una build resa disponibile molti mesi prima della pubblicazione del prodotto, che ancora non è stata sottoposta al processo di polishing grafico e alle ultime ottimizzazioni. Il momento di valutare l'aspetto grafico non è questo, e se -come community- vogliamo che le software house e i team di sviluppo continuino a proporre versioni di prova preliminari, dobbiamo dimostrare di avere coscienza dell'iter produttivo a cui i titoli vengono sottoposti, sospendendo il giudizio fino all'arrivo di una demo.

    Nioh 2, nei prossimi mesi, potrebbe migliorare non poco, e non solo per quel che concerne il suo look. Noi di Everyeye continueremo a tenerlo d'occhio, sperando che anche in termini di contenuti possa esserci qualche altra sorpresa. Per il momento, ludicamente parlando, il titolo del Team Ninja ci è sembrato molto solido ma anche molto conservativo.

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