Nioh 2: provata l'Open Beta per PS4, anche gli Yokai possono piangere

La lunga versione di prova del soulslike del Team Ninja ci ha posto dinanzi ad un sequel conservativo e davvero complesso.

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  • C'è una sorta di rituale che scandisce i pellegrinaggi all'interno del mondo di Nioh: si sguaina la spada, si combatte con onore, si muore, si rinasce, si prega, e si duella di nuovo. Il tutto avviene con un flusso elegante, con la serena consapevolezza che il fallimento si annida dietro ogni angolo. L'importante è affrontare la morte con dignità e pacatezza, assimilando di volta in volta altri modi per vincerla. È una ripetizione di stampo ritualistico, che solitamente appartiene a tanti altri soulslike, ma che nell'opera di Koei Tecmo e Team Ninja acquisisce un valore più pressante, considerata l'altissima difficoltà della produzione. C'è quindi bisogno di una forte spiritualità, di una grande solidità d'animo per superare gli ostacoli che il gioco ci pone a portata di lama: quando anche l'ultimo Yokai sarà stato debellato da questo mondo, allora forse potremo riposare, ma prima che ciò accada dovremo continuare a batterci, incuranti della frustrazione che potrebbe assalirci.

    Persino più di quanto avvenuto con il primo capitolo, la open beta di Nioh 2 ci ha impartito una lezione d'umiltà fondamentale. Non conta quanto abili siamo diventati dopo aver trionfato su altri esponenti del genere come Sekiro: Shadows Die Twice o The Surge 2: c'è ancora tanto da imparare per poterci definire guerrieri degni di tale nome. L'estesa demo di questo secondo capitolo ce lo ha ricordato a suon di sconfitte feroci e potenti soddisfazioni, fornendoci un bagaglio di esperienza e ferite che ci porteremo sulle spalle fino all'arrivo del titolo su PlayStation 4 il prossimo 13 marzo. E a quel punto sì che gli Yokai inizieranno a piangere.

    Un piccolo passo in avanti

    L'incipit di Nioh 2, dopo una fugace cinematica dall'alto tasso di spettacolarizzazione, ci pone dinanzi all'editor del personaggio, ossia la prima grande novità di questo sequel: svestiti i panni di William, il "samurai bianco", avremo modo di modellare a piacimento il nostro alter ego, attraverso un sistema di personalizzazione tutt'altro che basilare.

    È ancora presto per comprendere fino in fondo quali sono i lineamenti della narrazione, ma per approfondire la possibile collocazione temporale del racconto rispetto allo scorso episodio vi invitiamo a recuperare la nostra precedente prova di Nioh 2. Senza lasciare troppo margine al racconto, l'open beta ci catapulta nella parte settentrionale della regione di Mino, nello specifico presso Sunomata, un importante punto strategico ambito nientemeno che da Lord Nobunaga. Ed è qui che, tra boschi e roccaforti, dovremo agire per liberare il tragitto dalle forze ostili di soldati avversari e demoni implacabili, potendo contare - come vedremo - anche su un aiuto inaspettato. Al di là di scene d'intermezzo caratterizzate da un notevole livello di dettaglio, di primo impatto il colpo d'occhio di Nioh 2 non si distanzia considerevolmente da quello del capostipite. Potremo scegliere se massimizzare la resa visiva, privilegiando la risoluzione a scapito del frame rate, o se impostare la fluidità a 60fps sacrificando la ricchezza grafica sull'altare della giocabilità.

    Così come per il primo capitolo, la nostra scelta si indirizza sulla seconda opzione, dal momento che anche al massimo delle potenzialità tecniche l'opera di Team Ninja non si rivela un grande campione, con texture ancora poco rifinite e una densità poligonale non certo ai vertici della generazione.

    Diverso il discorso per quanto concerne la direzione artistica, che fa leva sul sempre suggestivo folklore orientale, tanto evocativo quanto inquietante, tra nebbie che annunciano la presenza di tremendi Yokai, tortuose caverne irte di mostruosità e foglie d'autunno che cadono come gocce di sangue.

    Combattere da vero samurai

    Subito dopo aver rifinito le sembianze del nostro personaggio dovremo selezionare le prime due armi che porteremo con noi all'inizio del viaggio. La scelta non è legata solo alla differente tipologia di strumento - con conseguente modifica del moveset - ma anche agli attributi dell'avatar, poiché ciascuna lama, lancia, falce o tonfa aumenta determinati parametri come Cuore o Coraggio, i quali a loro volta influenzano le statistiche complessive.

    Chiaramente, nel corso dell'avventura, avremo l'opportunità di aumentare a piacimento le diverse skill, nonché di imbracciare una buona quantità di armi ed equipaggiamenti sempre più potenti, da raccogliere negli scrigni o sui corpi dei nemici abbattuti.

    Oltre ad un arco utile per gli assalti dalla distanza, potremo portare con noi solo due tipi di lame principali, da alternare in qualsiasi momento: l'utilizzo prolungato aumenterà la familiarità con ciascuna di esse, dandoci modo di sbloccare appositi punti abilità tramite i quali ottenere nuove mosse offensive e difensive.

    Il parry, ad esempio, non sarà disponibile sin da subito, ma dovrà essere conquistato proseguendo tra i rami dello skill tree dedicato alla Katana e alle accette. Ogni arma possiede il suo specifico albero dei talenti, mentre il percorso di upgrade del nostro eroe si snoda attraverso quattro macro gruppi, legati alle abilità da Samurai, alla sua natura di semi-Yokai, alle doti da Ninja (che garantiscono, tra l'altro, l'uso delle bombe esplosive) e alla Magia Onmyo (con la quale preparare talismani di vario tipo). Si delinea in tal modo il profilo di un meccanismo di progressione decisamente intricato, composto da molteplici variabili che danno forma ad un combat system appagante, profondo, tattico e altamente personalizzabile. D'altronde, proprio come nel primo Nioh, anche in questa nuova avventura potremo alternare in ogni istante le tre stance (alta, media e bassa) che influiscono in maniera radicale sulle movenze, l'efficacia dei colpi, la velocità d'attacco e le salvifiche schivate.

    Qualunque azione è regolata dalla barra della stamina, che si ricarica con una certa lentezza, e rischia di impedire sia il pieno concatenamento delle combo sia l'utilizzo della parata: per questo, direttamente dal titolo d'esordio, torna anche il Ritmo Ki, con il quale è possibile recuperare l'energia consumata premendo con il giusto tempismo il dorsale destro del pad al termine di una serie di colpi andati a segno.

    Se riusciremo a dosare adeguatamente l'alternanza di attacco, difesa e Ritmo Ki, saremo capaci di inanellare una successione di passi che compongono una danza tanto acrobatica quanto mortale. In questo senso, il combat system di Nioh 2 sembra suggellare l'elevato livello di qualità a cui ci aveva abituato l'epopea di William, arricchendo ulteriormente la formula con alcune novità di spessore.

    Hai uno Yokai in me

    Il nostro protagonista possiede la capacità di unirsi agli spiriti guardiani per assumere una forma Yokai, con la quale incrementare a dismisura (e per un periodo di tempo alquanto ridotto) la forza dei suoi assalti. Inoltre, eliminando alcuni demoni di rango maggiore lungo l'area di gioco, che incarnano a tutti gli effetti dei mini-boss, otterremo i loro nuclei d'anima corrotti, i quali - dopo essere stati armonizzati con gli spiriti durante le soste agli altari - ci doneranno efficacissime mosse speciali.

    Esistono vari tipi di guardiani, e le diverse combinazioni - proprio come per le armi - offrono una versatilità sorprendente già nella fase di open beta. In aggiunta, avremo la possibilità di fondere tra di loro due nuclei d'anima in maniera tale da crearne uno più potente. In caso di morte, come in ogni soulslike, perderemo tuttavia sia il nostro spirito, sia il nucleo non armonizzato: entrambi i bottini saranno recuperabili sul punto della nostra dipartita, a patto di riuscire a tornare sul luogo del decesso prima di perire una seconda volta. E fidatevi: sarà molto arduo sopravvivere. Nioh 2 è un gioco di rara spietatezza, in cui ad ogni passo di annidano abomini di ogni genere. Al di là di Yokai sempre più feroci, grossi e cattivi, anche gli esseri umani in questo sequel ci sono parsi decisamente più rognosi, caratterizzati dalla capacità di entrare in uno stato temporaneo di frenesia demoniaca che li rende estremamente pericolosi. Tra accerchiamenti, trappole e boss fight piuttosto proibitive, il tasso di sfida di Nioh 2 si assesta su livelli a tratti annichilenti: una curva d'apprendimento così ripida non è legata allo scarso bilanciamento operato dal team, ma alla necessità di imparare a dovere quali stance, armi e moveset utilizzare a seconda delle minacce.

    Il giocatore deve insomma memorizzare quasi alla perfezione le tempistiche di attacco, apprendere i pattern dei nemici e valorizzare pienamente il level design, sfruttandolo a proprio vantaggio. Allo stato attuale, a nostro avviso l'unico neo evidente del combat system riguarda l'imprecisione di una telecamera che a volte si incastra nella conformazione dello scenario, rendendo poco leggibile la scena, specialmente nelle aree più ristrette e con più nemici a schermo.

    Il sistema di lock sul bersaglio poi non sempre segue in maniera impeccabile i movimenti, generando un pizzico di confusione che acuisce ancor di più la già elevatissima difficoltà del titolo. Fortunatamente, durante l'avanzamento non saremo sempre da soli: nel corso della open beta, ad esempio, siamo stati affiancati dal fortissimo guerriero Koroku, il quale ci ha supportati meravigliosamente in battaglia, traendoci spesso fuori dagli impicci.

    Nulla ci vieterà inoltre di evocare le anime di guerrieri dalle tombe disseminate lungo il percorso, a patto di avere i materiali sufficienti: così facendo otterremo due partner per aumentare le nostre chance di sopravvivenza. Non crediate però che Nioh 2 diventi più permissivo con l'aiuto dei compagni: gli alleati sono sì utili e resistenti, ma non certo invincibili, e gli avversari hanno comunque l'odiosa tendenza a prendere di mira principalmente il protagonista. E scappare alla cieca, in preda al panico, dalle grinfie di uno Yokai il più delle volte ci farà soltanto finire tra le fauci di un altro mostro che popola questa terra maledetta.

    Nioh 2 Nioh 2 sembra un sequel assolutamente rispettoso delle sue origini: recupera e amplifica il sistema di combattimento dell’opera d’esordio senza modificarlo in modo radicale, e allestisce a corredo una formula ludica solida e familiare. Brutale come pochi altri soulslike, Nioh 2 ha tuttavia ancora molto da dimostrare, a partire dalla componente narrativa fino ad arrivare al bilanciamento della progressione e alla varietà di nemici che incontreremo. La lunga open beta resa disponibile dal team di sviluppo ci ha però rassicurati sugli intenti e la qualità di una produzione intelligentemente conservativa, pronta a liberarci senza pietà delle nostre spoglie mortali.

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