Nioh 2 per PS4: provata una nuova demo prima della recensione

Il nuovo gioco del Team Ninja arriverà a marzo su PlayStation 4: lo abbiamo provato, le nostre impressioni su gameplay e comparto tecnico.

Nioh 2 per PS4
Anteprima: PlayStation 4 Pro
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Disponibile per
  • PS4
  • PS4 Pro
  • Nel 1645, a una settimana dalla sua morte, Myamoto Musashi scrive le ultime parole del Libro dei cinque anelli, quello che è a tutti gli effetti il testamento spirituale del migliore spadaccino nella storia del Giappone, uno dei più grandi combattenti mai esistiti. A differenza del successivo Hagakure di Yamamoto Tsunetomo, un altro testo fondamentale per comprendere fino in fondo la filosofia guerriera dei samurai, l'opera di Musashi è figlia di un pragmatismo forgiato sul campo di battaglia, in un'epoca in cui l'Impero era ancora scosso da conflitti grandi e piccoli. Nel suo libro, oltre a fornire preziosi insegnamenti di tattica militare, il maestro riconduce l'anima del Bushido (la via del guerriero) a un concetto fondamentale: l'autoperfezionamento. Un principio che rappresenta anche una delle colonne portanti della serie action ruolistica di Team Ninja, che con Nioh 2 punta a offrire al pubblico nuovi modi per raggiungere - in punta di spada - la perfezione marziale, tramutando ogni decesso in un'occasione di doloroso apprendimento. Una dura lezione che, proprio di recente, è tornata a colpirci con impietosa efficacia nel corso di un nuovo hands-on presso gli uffici romani di Sony, lasciandoci la bocca impastata di sapori sanguigni e bloccata in un ghigno di silenziosa soddisfazione. Effetti collaterali che la dicono lunga circa il potenziale di uno dei titoli più attesi del prossimo mese.

    La fine di un'era

    Il nostro nuovo viaggio nel Giappone di Nioh 2 si apre in "medias res", durante un sanguinoso assedio collocato a metà della campagna del titolo, subito dopo una degli scontri più importanti dell'era Sengoku: la battaglia di Shizugatake (a tal proposito, potete approfondire il periodo storico nel nostro speciale sul Giappone feudale). Uno snodo narrativo che ci offre qualche informazione in più sull'ampiezza di una storyline che potrebbe portarci a ripercorrere, lungo un sentiero disseminato di conflitti e tradimenti, diversi decenni della storia giapponese, dall'ascesa del primo "grande riunificatore" Nobunaga Oda fino alla conquista del potere da parte di Toyotomi Hideyoshi.

    Sappiamo infatti che la trama di Nioh 2 si apre nel 1555, a quasi un ventennio dalla definitiva consacrazione di Nobunaga come uomo più potente dell'impero. È in questo periodo che, al fianco di Tokichiro Kinoshita (l'appellativo giovanile del primo leader del clan Toyotomi), metteremo i nostri talenti al servizio del capoclan degli Oda assumendo il "nome collettivo" di Hideyoshi. Possiamo dunque immaginare che le prime fasi della campagna ci vedranno rivestire un ruolo di spicco nelle imprese di Nobunaga fino alla sua morte (o presunta tale) durante il cosiddetto "incidente di Honno-ji", teatro della definitiva disfatta del daimyo ad opera del traditore Mitsuhide Akechi.

    Da lì la sceneggiatura potrebbe condurci al periodo delle lotte per la successione tra gli eredi del clan Oda sino al culmine della seconda riunificazione del paese, per aprire la strada all'ascesa di Ieyasu Tokugawa e, di conseguenza, alle vicende del primo capitolo.

    Quale che sia il ruolo dei demoni, e del nostro alter ego, nel mosaico narrativo composto da Team Ninja, il producer Yosuke Hayashi ha confermato che il Giappone di Nioh 2 sarà a tutti gli effetti la "terra degli yokai", un affresco carico di pennellate sanguigne tra le pagine di un racconto denso di sfumature sovrannaturali. Tornando alla demo, il livello affrontato durante l'evento romano era ambientato nel 1585 tra le mura diroccate del castello di Kitanosho, l'ultima roccaforte di Shibata Katsuie, uno dei nemici di Hideyoshi durante le guerre scoppiate tra i contendenti all'eredità di Nobunaga. Un tempo fiorente base degli Oda, la fortezza è ora l'ardente palcoscenico di una battaglia ben diversa da quella riportata dalle cronache del periodo: un monumento all'ambizione popolato da schiere di abomini famelici, pronti a mettere fine al nostro viaggio in un balenare di zanne e acciaio.

    Già al primo sguardo, il profilo fiammeggiante del maniero ci ha rassicurato circa i pregi di una direzione artistica in grande spolvero, che scolpisce a colpi di lama panorami dove il fascino tipico del Giappone feudale si sposa con le note più cupe del folklore. La resa generale rende palese la cura risposta nella costruzione di scenari che trascinano i sensi in un caleidoscopio di visioni infernali, tra le maglie di una cornice guerresca che esala atmosfere tanto inquietanti quanto suggestive.

    Sensazione sostenute dall'ampia gamma di migliorie apportate dal team di sviluppo al suo engine, che ora sfoggia un sistema di illuminazione globale ben più convincente rispetto al passato, a braccetto con un'effettistica potenziata capace di amplificare l'efficacia di ogni duello. Tra nebbie volumetriche, riflessi metallici e fiammate particellari, i primi passi verso il cuore rovente del castello ci hanno offerto istantanee di grande impatto, al netto di una mole poligonale sostanzialmente invariata rispetto a quella del capitolo precedente e a una gestione dell'antialiasing ancora piuttosto conservativa.

    D'altronde Nioh 2, proprio come il predecessore, non ambisce a conquistare il pubblico con la possanza muscolare del suo comparto grafico, motivo per cui alla modalità Cinema (30 fps a 1080p su console standard e 1800p su PS4 PRO) abbiamo subito preferito quella Azione (60 fps con risuluzione dinamica fino a 1080p), che ci ha stupito con un frame rate solido e privo di fluttuazioni particolarmente significative, perfettamente capace di supportare appieno l'incredibile dinamicità del combat system.

    Nuove abilità e vecchie certezze

    Dopo aver passato rapidamente in rassegna l'armamentario a disposizione del nostro personaggio, calibrato per poter affrontare le schiere yokai del mid-game senza incorrere in crisi di pianto isterico, abbiamo deciso di varcare i cancelli di Kitanosho impugnando un pesante falcione a scatto, uno dei nuovi strumenti letali introdotti in Nioh 2. Si tratta di un'arma in grado di assumere tre forme a seconda della "stance" utilizzata, tutte caratterizzate da combo, ritmi d'attacco e portate differenti.

    Usando l'impugnatura alta, il protagonista può dunque improvvisarsi tristo mietitore e falcidiare i nemici con attacchi tanto lenti quanto micidiali, con una buona possibilità di interrompere istantaneamente le combinazioni degli avversari meno massicci. La posizione media, invece, trasforma l'arma in un mortale ibrido tra alabarda e spadone, capace di proporre un buon equilibrio tra velocità e danno, mentre l'ultima stance consegna al nostro avatar una sorta di arco-sciabola efficacissimo per tartassare i nemici più rapidi con una gragnola di fendenti affilati.

    Questa nuova aggiunta alla dotazione bellica rappresenta, per molti versi, l'emblema di un combat system che fa della varietà uno dei suoi principali punti di forza, cuore di un comparto ludico sfaccettato e appagante, che impone ai giocatori sangue freddo, spirito d'adattamento e una buona dose di dedizione per sfruttare al meglio le capacità del personaggio. Un imperativo che, in Nioh 2, assume un valore ancor più importante, visto il bilanciamento del grado di sfida è stato modellato tenendo in considerazione lo spettro completo delle abilità a disposizione di Hideyoshi, decisamente più abbondante rispetto a quella del samurai canuto William Adams.

    Come ci ha spiegato lo stesso Hayashi, l'obiettivo del team di sviluppo non era quello di rendere il gioco più difficile rispetto al predecessore, ma di espandere la gamma delle opportunità offerte dal gameplay per garantire ai fan un'esperienza ancor più varia e soddisfacente, in linea con le prerogative della serie. Questo, in soldoni, vuol dire che non utilizzare appieno i talenti del mezzosangue al centro dell'inquadratura può generare dosi di sconforto alquanto consistenti, nonché un concerto di imprecazioni da scomunica per direttissima. Come anticipato nell'ultima prova di Nioh 2, la peculiare natura del protagonista, con un piede nel mondo degli umani e uno in quello degli yokai, gli permetterà di assumere tratti demoniaci per travolgere gli avversari con una selva di poderosi attacchi (una meccanica legata all'indicatore Amrita che sostituisce del tutto la modalità Arma Vivente), diventando momentaneamente immune ai danni ma accelerando il ritorno alla forma mortale ad ogni colpo subito.

    Anche senza trasformarsi, però, Hideyoshi può servirsi del suo potere per eseguire particolari counter che, se attivati col giusto tempismo (i contendenti emettono un'aura rossa quando sono sul punto di sferrare un colpo imparabile da neutralizzare), possono stordire i nemici e ridurre considerevolmente la loro riserva di Ki, offrendo una preziosa finestra d'opportunità per mettere a segno una tempesta di stilettate.

    Raccogliendo i nuclei generati dall'anima corrotta degli Yokai e usandoli per potenziare lo Spirito Guardiano equipaggiato (e i bonus passivi del personaggio), è inoltre possibile ampliare il nostro ventaglio di abilità con un massimo di tre tecniche speciali, i cui effetti dipenderanno dalle caratteristiche dei mostri "assorbiti". Queste attacchi, dotati di diversi tempi di ricarica e sfruttabili consumando la barra yokai (che si ricarica infliggendo danni), svolgono un ruolo di primaria importanza nel quadro del combat system, e si dimostrano una risorsa essenziale per avere la meglio sui demoni più virulenti e sui boss.

    La via del samurai è autoperferzionamento

    Nel corso delle nostre peregrinazioni tra le sale del maniero, abbiamo messo alla prova la nostra determinazione contro due boss, un umano e uno yokai, dotati di caratteristiche diversissime ma uniti da un talento in comune: la capacità di trasformare la nostra linfa vitale in un mix ben shakerato di adrenalina e risentimento.

    Il primo, il fiero lanciere Maeda Toshiie, ci ha messo all'angolo con una torma di stoccate alla velocità del pensiero, costringendoci a inanellare una lunga serie di schivate e parate per arginare il fiume in piena dei suoi assalti, cercando al contempo di mantenere su livelli accettabili la resistenza (il Ritmo Ki continua ad essere una risorsa imprescindibile) in attesa del momento ideale per un feroce contrattacco. Un combattimento intenso e impegnativo, tanto da spingerci - con un certo imbarazzo - a chiedere il supporto di un NPC evocato sacrificando qualche tazza Ochoko: il nostro nuovo migliore amico Sakuma Morimasa. In giro per i livelli di Nioh 2, oltre ai consueti punti di spawn dei revenant, è possibile imbattersi in spiriti ben più compassionevoli, che possono essere richiamati alla vita (massimo due alla volta) per supportarci durante le battaglie.

    Chiusi i conti con Toshiee, dopo aver segnato qualche ulteriore tacca sull'impugnatura della nostra lama, siamo giunti al cospetto del signore del castello Shibata Katsuie, trasfigurato in un colossale oni armato di possenti asce. Un avversario dotato di pattern e ritmi d'attacco agli antipodi rispetto al suo sottoposto, che si muoveva sul campo di battaglia come una valanga di muscoli e furia, seminando ovunque fuoco e fendenti.

    Se nello scontro precedente avevamo puntato tutto su stance media e schivate, questa volta abbiamo preferito affidarci alla posizione alta e all'utilizzo di un connubio ben calcolato di debuff con la magia Onmyo (malus alla difesa e alla velocità) e abilità Yokai, con l'obiettivo di spingere al minimo il Ki del boss per ridurre ulteriormente la sua mobilità e piazzare qualche buona "finisher". Una strategia perfezionata di sconfitta in sconfitta, trasformando ogni fallimento nell'occasione per raffinare il nostro modus operandi.

    Un percorso di automiglioramento che torna a ribadire i pregi di un combat system duro come l'acciaio di Muramasa, ma calibrato per non dare mai al giocatore più di quanto - con un bel po' di pazienza e impegno - non sia in grado di gestire. Neanche a dirlo, il definitivo trapasso del gigante scarlatto ha benedetto i nostri neuroni con una dose più che abbondante di appagamento, in linea con un copione ludico che punta a intrappolare gli utenti in un meraviglioso ciclo di batoste e gratificazione.

    Un proposito che, stando alle nostre impressioni, può contare su basi piuttosto solide, specialmente considerando che gli unici difetti imputabili alla produzione, almeno per il momento, sono legati a una gestione non sempre perfetta della telecamera che, a braccetto con un sistema di lock-on ancora da rifinire, può innalzare artificialmente il grado di difficoltà dei combattimenti. Difetti che speriamo di non ritrovare nella versione finale del titolo e che, per certi versi, rappresentano la contropartita di un level design più articolato rispetto a quello del capitolo d'esordio. In questo senso, sebbene il producer del gioco ci abbia spiegato che non tutti i livelli godranno della medesima complessità strutturale, la fortezza di Kitanosho portava su schermo una mappa con un ottimo equilibrio tra leggibilità e ampiezza, tale da riaffermare l'importanza di una buona consapevolezza situazionale per il successo dei nostri sforzi bellici.

    Raggiungere il fondo di una scalinata senza prestare la giusta attenzione, o varcare una qualsiasi soglia tenendo al minimo il livello di guardia, è un atto di sconsideratezza spesso premiato con una pugnalata a tradimento, specialmente girovagando nelle aree più anguste, dove le probabilità di incappare in una trappola o un'imboscata si fanno drammaticamente elevate. Molto meglio valutare sempre, e con debito anticipo, la conformazione di ogni zona, optando all'occorrenza per un'esecuzione a distanza con l'arco, il fucile o il cannone Ozutsu.

    Mille e uno modi per uccidere

    Il nostro ultimo incontro con il titolo di Koei Tecmo ci ha anche concesso una nuova occhiata al sistema di progressione di Nioh 2, che pare modellato per deliziare la platea ludens con una profondità ruolistica ben più marcata di quella offerta della precedente iterazione della saga. Se le dinamiche di base sono sempre le medesime (a ogni uccisione accumuleremo Amrita da spendere agli altari per il potenziamento del personaggio), la revisione e l'ampliamento degli skilltree lascia intendere che i giocatori godranno di una maggiore libertà nella messa a punto la propria build ideale, composta per assecondare il loro specifico stile di gioco.

    Tra nuove tecniche, abilità passive, magie Onmyo e arti ninja, l'avanzamento pare voler assecondare in pieno le priorità di un impasto ludico i cui ingredienti principali sembrano essere varietà e profondità. Difficile, a questo punto, stabilire se e come questi cambiamenti altereranno il bilanciamento complessivo dell'esperienza ma, dopo aver provato una sezione a metà dell'avventura, possiamo dirvi di non aver percepito squilibri evidenti.

    Un discorso che riguarda da vicino anche un sistema di looting forse meno generoso rispetto al passato (non sappiamo se fosse una limitazione della build testata), ma comunque capace di offrire grandi soddisfazioni. Sebbene la prospettiva di mettere le mani su una mole ancor più abbondante di pezzi d'equipaggiamento sia senza dubbio intrigante, ognuno con specifiche, bonus e poteri extra legati al livello di rarità, non vediamo l'ora di scoprire se la cura per il dettaglio e la diversità che caratterizzava gli oggetti della demo si confermerà come una costante delle nostre future razzie.

    Aspettative che riguardano anche l'assortimento delle truppe avversarie, che finora ci sono sembrate composte da un ricco parterre di abomini differenti, pregevoli nel design e dotati di moveset potenzialmente letali, da studiare con cautela e accogliere con implacabile prontezza. Pattern d'attacco che, al pari di quelli del protagonista, fanno sfoggio di animazioni fluide e credibili, che durante gli scontri danno vita a spettacolari danze di morte. Insomma, Nioh 2 pare avere tutte le carte in regola per bissare - alla grande - il successo del predecessore, proiettandoci nel crudele abbraccio di un'epopea guerriera tanto impietosa quanto appagante.

    Nioh 2 Il nostro ultimo viaggio tra le lande in tumulto del Giappone di Nioh 2 è tornato a confermate le ottime impressione accumulate in seguito ai precedenti hands-on. Pur non avendo alterato in maniera sostanziale la ricetta ludica della serie, Team Ninja ha provveduto a rinfrescare l’offerta con una manciata di dinamiche che esercitano sul gameplay un impatto più significativo del previsto. La natura del protagonista giustifica infatti l’introduzione di alcune meccaniche inedite che, in linea con le caratteristiche della produzione, vanno padroneggiate appieno per riuscire a imporsi sugli avversari senza incappare in un numero spropositato di decessi. Meccaniche che finiscono nel calderone di un gameplay tanto profondo quanto appagante, modellato per proporre agli utenti sfide sempre più impegnative. Interessanti anche le modifiche apportate al sistema di progressione, che non vediamo l’ora di mettere alla prova nella versione finale del titolo. A tal proposito, per quanto difficile e punitivo sia Nioh 2, sembra che il team di sviluppo abbia fatto un buon lavoro sul fronte del bilanciamento generale: una sensazione che speriamo di confermare in sede di recensione. Risultano sicuramente piacevoli anche le migliorie apportate al comparto tecnico, sebbene questo aspetto, come anticipato a più riprese, non rappresenta certo uno dei punti di forza della produzione. Discorso diverso per la direzione artistica, capace di deliziare i sensi con un mosaico di scorci infernali di grande impatto. Con marzo alle porte, insomma, sembra che presto gli amanti delle produzioni “hardcore” potranno infine appagare i loro appetiti sanguinari.

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