TGS 2019

Nioh 2: si torna a caccia di Yokai nel nuovo Soulslike per PS4

Il gioco del Team Ninja torna a mostrarsi in occasione del Tokyo Game Show: grazie a Sony abbiamo potuto provare la nuova demo di Nioh 2.

provato Nioh 2: si torna a caccia di Yokai nel nuovo Soulslike per PS4
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  • PS4
  • PS4 Pro
  • Annunciato durante la conferenza di Sony all'E3 del 2018, Nioh 2 era riemerso lo scorso giugno con un'alpha che aveva concesso a una fetta del pubblico un piccolo assaggio di un gameplay all'apparenza conservativo ma efficace, dotato di un ottimo potenziale. L'esclusiva PlayStation è poi tornata a mostrarsi, proprio in questi giorni, sullo showfloor del Tokyo Game Show, con un trailer e una coppia di brevi demo giocabili, una delle quali riservata alla stampa. Per gentile intercessioni di Sony, anche noi abbiamo avuto la possibilità di testare con mano queste due sezioni di gioco, nel corso di un evento che - come prevedibile - ha ricalibrato con veemenza la nostra soglia del dolore videoludico, elevata da un gameplay tanto duro quanto dannatamente appagante.

    Al servizio del Re Demone

    Nioh 2 ci riporta tra le lande di una terra in tumulto, devastata dalle fiamme di una guerra soprannaturale. Un affresco sanguigno e avvolgente, che trova vigore nel fascino senza tempo di una mitologia millenaria, trasformata in un mosaico di pura oscurità e disperazione. Nei panni di un nuovo maestro di spada (personalizzabile tramite un editor alquanto basilare), forgiato dalla battaglia e temprato per diventare un guerriero impacabile, il nostro compito sarà ancora una volta quello di sottrarre il Giappone alle grinfie di un nemico spietato, in testa da un esercito di abomini demoniaci.

    Questo è in buona sostanza tutto quello che sappiamo sulla trama portante del nuovo titolo di Team Ninja, sebbene il trailer pubblicato nel corso del Tokyo Game ci abbia offerto delle indicazioni piuttosto importanti sul setting di quello che, malgrado la numerazione, potrebbe essere a tutti gli effetti un prequel. Prima di procedere oltre, nel caso non abbiate ancora portato a termine la campagna di Nioh, vi consigliamo caldamente si saltare a pié pari alla prossima sezione dell'articolo, al fine di evitare una carrellata potenzialmente molesta di spoiler. Ci siete ancora? Bene. All'inizio del video del TGS vediamo il protagonista interagire con un personaggio che si presenta come Toukichiro, e che in seguito partecipa con lui a un giuramento di fedeltà rivolto a un personaggio che ha tutto l'aspetto di un nobile feudale. Toukichiro propone al suo nuovo signore di assumere, assieme al suo compagno in armi (il nostro alter ego), il "nome collettivo" di Yoshihide, ma l'uomo ribatte che entrambi saranno chiamati Hideyoshi. Caso vuole che uno dei più celebri daimyo del periodo Sengoku sia stato proprio un certo Toyotomi Hideyoshi, lo stesso uomo che, in giovane età, si era unito al clan Imagawa con nome di - udite udite - Kinoshita Toukichiro.

    Un dato che ci permette, senza grandi sforzi, di identificare anche al signore di cui sopra, ovvero Nobunaga Oda, un personaggio presente in Nioh nei panni di uno dei boss finali dell'avventura, resuscitato da Edward Kelley per assumere il ruolo del crudele Re Demone. D'altronde la somiglianza tra i due è innegabile, e la differenza d'età, assieme alla cronologia del rapporto tra Hideoyoshi e Oda, ci offre basi solide per collocare la storia di Nioh 2 nei pressi dell'assedio di Inabayama del 1567, a una trentina d'anni dall'inizio del primo capitolo.

    Non ci stupiremmo quindi se la nuova epopea battagliera di Team Ninja ci conducesse nel violento abbraccio di un conflitto leggendario: quello tra il clan Oda e le forze dello shogunato Ashikaga, con un pizzico d'inferno nel mezzo.
    Se quelle riportate finora sono solo un cumulo di teorie, c'è un aspetto della produzione sul quale nutriamo pochi, anzi pochissimi dubbi: questo nuovo viaggio nel Sol Levante vi farà un male cane, e probabilmente lo adorerete anche per questo.

    Ritorno all'inferno

    Una volta posate le mani sul pad, si viene immediatamente investiti da un fiume impetuoso di sensazioni familiari, quelle legate a un combat system profondo e sfaccettato, tanto veloce quanto brutale. È un po' come tornare a casa, sempre che il vostro concetto di focolare domestico includa una dose straordinariamente abbondante di clamorose mazzate e demoni iracondi.

    Il sistema di combattimento di Nioh 2 ripropone per la gran parte le meccaniche che avevano reso il capitolo precedente un gioiello di virulenza poligonale: alla consueta alternanza tra colpi rapidi e potenti si aggiunge quindi la possibilità di utilizzare tre diverse "stance" d'attacco (bassa, media e alta), ognuna caratterizzata da un moveset differente sia in fase offensiva che difesiva.

    Il risultato è un action game dai ritmi balistici, che però punisce severamente il ricorso al "button mashing", premiando invece la capacità dei giocatori di inanellare assalti, parate e schivate con il giusto tempismo e un occhio sempre puntato alla barra del Ki, la misura della resistenza del protagonista. Come di consueto, scialacquare la riserva di stamina con una selva di fendenti imporrà al nostro alter ego una paralisi momentanea, offrendo agli avversari una preziosa finestra d'opportunità per avviarci sulla strada per l'altro mondo. Per non incappare in questo genere di situazioni, e ottimizzare al contempo il flusso degli attacchi, diventa quindi necessario padroneggiare il prima possibile "l'Impulso Ki", una meccanica che permette di ripristinare la barra premendo R1 nel momento giusto al termine di una combo.

    A tal proposito, sembra che il sistema abbia subito qualche lieve cambiamento che potrebbe richiedere ai veterani un po' di tempo per tornare alla massima efficienza. La velocità di rigenerazione del Ki, infatti, è ora determinata dalla nuova statistica "Coraggio", che di conseguenza può alterare il tempismo ottimale della mossa.

    Si tratta di una modifica che, almeno all'apparenza, non influisce direttamente sul bilanciamento dell'esperienza, ma piuttosto tende ad aumentare lo spessore tecnico di ogni battaglia. Una modifica assolutamente coerente con i tratti distintivi di Nioh 2, che punta chiaramente ad ereditare il trono del suo predecessore tornando a offrire al pubblico un gameplay punitivo ed eccezionalmente stratificato, col contributo di un'ampia serie di strumenti letali.

    Ognuna delle armi che compongono la dotazione bellica del samurai ha infatti caratteristiche uniche, che si manifestano in combinazioni differenti in ritmo e portata, che variano ulteriormente a seconda della guardia selezionata. Tenendo premuto uno dei tasti d'attacco sarà inoltre possibile lanciare dei particolari colpi caricati, variabili a seconda dell'arma impugnata. Con le dual hatchets, al momento l'unica aggiunta all'armamentario del primo capitolo, è ad esempio possibile scatenare un letale assalto a distanza, lanciando le asce verso il nemico per danneggiarlo con una serie di vorticosi fendenti a mezz'aria.

    Spirito guerriero

    Tra le novità del gameplay vanno sicuramente citate le capacità aggiuntive degli Spiriti Guardiani, che ora hanno un ruolo molto più "fisico" nella gestione delle battaglie. I nostri fedeli compagni possono infatti fondersi con il protagonista per dargli le fattezze di un possente oni, accrescendo le sue capacità offensive e donandogli poteri che cambiano in base al Guardiano equipaggiato.

    Raccogliendo i nuclei generati dall'anima impura degli Yokai più potenti e legandoli ai diversi Spiriti, potremo inoltre modificare la gamma dei bonus ricevuti e aggiungere al nostro arsenale ben due attacchi speciali, i cui effetti dipenderanno dalle caratteristiche dei demoni utilizzati per questo processo di "armonizzazione". Una dinamica intrigante, che invoglia ad esplorare ogni anfratto della mappa alla ricerca di boss secondari e battaglie opzionali. Rispetto a quanto visto nell'alpha, peraltro, ci è sembrato che il team di sviluppo abbia migliorato il bilanciamento generale di queste abilità, in modo da limitare l'efficacia delle nuove meccaniche. Tra queste figura anche un contrattacco speciale che, col supporto dello Spirito Guardiano, permette di bloccare le mosse più potenti a disposizione degli Yokai, a patto di aver interiorizzato a dovere i loro pattern per riuscire ad attivare (premendo R2 e cerchio) la tecnica al momento giusto. Si tratta di un altro tassello importantissimo nel quadro delle strategie combattive di Nioh 2, specialmente considerando il duplice valore di questa controffensiva, che da una parte ci eviterà una bordata potenzialmente mortale, e dall'altra ci permetterà di lasciare il nemico stordito e malconcio.

    Per quanto queste aggiunte contribuiscano ad incrementare la varietà complessiva e lo spessore del combat system, il feeling generale è rimasto sostanzialmente invariato, così come il livello di difficoltà medio di una produzione con tutte le carte in regola per intensificare l'attività imprecatoria della platea ludens.

    In questo senso, le due boss fight testate durante l'evento ci sono state di grande ispirazione. Nella prima ci siano scontrati con un abominevole demone equino, un colosso determinato a frantumarci le ossa con una massiccia clava, mentre la seconda ci ha messo contro una diabolica reinterpretazione della Katawa-guruma della mitologia giapponese, una donna (dai tratti felini, in questo caso) a cavallo di una coppia di ruote fiammeggianti. In entrambi i casi ci siamo trovati di fronte ad avversari tanto feroci quanto pregevoli dal punto di vista del design, sia in termini estetici che per quel che riguarda animazioni e moveset.

    Due battaglie caratterizzate da ritmi molto diversi, quelli scanditi da sinfonie guerresche che, come nella migliore tradizione di genere, richiedono al giocatore di imparare a leggere e anticipare tutte le mosse del nemico, a sfruttare ogni apertura per massimizzare l'efficacia delle proprie tattiche offensive e concludere il duello prima di esaurire sangue freddo e risorse curative.

    Varietà letale

    Se le modifiche al combat system spostano di poco il bilancio ludico di questo sequel, il sistema di progressione sembra aver subito una messa a punto decisamente più incisiva, almeno in termini quantitativi. Le dinamiche di base sono le stesse di sempre: seminando morte tra le schiere degli Yokai accumuleremo Amrita, "anime" da dilapidare per rafforzare il nostro avatar.

    A ogni passaggio di livello potremo - in base alla nostre preferenze guerresche - incrementare il valore delle diverse statistiche, e otterremo così punti da spendere tra le maglie di skilltree molto più estesi e strutturati rispetto a quelli del capitolo d'esordio. Investendo nei rami dedicati alle diverse armi saremo quindi in grado di rimpinguare il nostro bagaglio di tecniche, aumentare il potere d'attacco, estendere le combo e guadagnare una lunga serie di perk passivi, mentre dedicandoci a Magia Onmyo e Ninjutsu potremo mettere le mani su incantesimi e oggetti via via più efficaci. Sebbene la revisione in chiave "sferografica" degli skilltree suggerisca una maggiore diversità nella composizione delle build, per esprimerci in via definitiva dovremo necessariamente mettere le mani sulla versione finale del gioco, anche per valutare l'impatto a lungo termine di questi cambiamenti sul bilanciamento complessivo dell'esperienza. Una considerazione che estendiamo senza fatica anche al sistema di equipaggiamento, di nuovo una delle colonne portanti della progressione.

    Anche in questo caso parliamo di una replica abbastanza fedele di quello in dote al primo Nioh, con una valanga di armi e armature a diversi livelli di rarità, da cui dipendono valori di attacco e difesa, bonus statistici e poteri aggiuntivi. Utilizzando come metro relativo la varietà del loot conquistato in appena 40 minuti di gioco, possiamo dirvi che lo studio sembra aver ampliato in maniera consistente la gamma delle dotazioni equipaggiabili: un'altra sensazione che speriamo di confermare in sede di recensione.

    Anche l'occhio vuole la sua parte

    Passando al comparto tecnico, la nuova build del titolo conferma in pieno le impressioni della nostra precedente anteprima. Allo stato attuale, Nioh 2 non mostra passi avanti particolarmente significativi rispetto al suo predecessore, specialmente per quel che riguarda la gestione dell'antialiasing (ancora piuttosto conservativa) e la ricchezza poligonale delle ambientazioni. I miglioramenti più netti si notano sul fronte dell'effettistica, con un sistema d'illuminazione più sofisticato che, a braccetto con l'HDR, esalta e arricchisce le atmosfere tipiche della serie.

    Attraversando la lieve foschia di un tempietto montano e le esalazioni infernali di un forte dato alle fiamme, abbiamo inoltre apprezzato la pregevolezza degli effetti volumetrici, in grado di rinvigorire il cupo fascino di panorami dai tratti mefistofelici. Per quanto la brevità dei livelli affrontati non ci abbia permesso di approfondire al meglio il lavoro fatto sul level design, la qualità degli scenari si è sempre mantenuta su ottimi livelli, se non altro dal punto di vista della direzione artistica.

    Sul fronte del frame rate abbiamo notato una situazione ben più rosea rispetto a quella dell'alpha, con cali meno frequenti e incisivi sia in modalità azione (60 fps con risuluzione dinamica fino a 1080p) che in modalità cinema (30 fps a 1080p su console standard e 1800p su PS4 PRO). Vale la pena di precisare che, con una finestra di lancio collocata nei primi mesi del 2020, Team Ninja ha ancora tempo in abbondanza per sottoporre il gioco a una serie di interventi di polishing e ottimizzazione, che potrebbero migliorare sensibilmente l'impatto del comparto grafico.

    Nioh 2 Il nostro nuovo giro sulla giostra sanguinaria di Nioh 2 ha confermato in larga parte le impressioni accumulate in seguito all’alpha dello scorso giugno. Team Ninja sembra voler giocare sul sicuro con un sequel che non mette in campo particolari innovazioni rispetto alla formula del predecessore, ma si limita a raffinarne tutti gli aspetti principali. Se quindi elementi come sistema di progressione e meccaniche di combattimento hanno subito modifiche più o meno consistenti, l’esperienza complessiva risulta chiaramente conservativa, anche sul versante grafico. Considerazioni che non minano in alcun modo la qualità generale di un gameplay eccezionalmente stratificato e appagante, che trae beneficio da alcune aggiunte secondarie ma efficaci, capaci di valorizzare le caratteristiche di un combat system tanto veloce quanto tecnico. Rispetto all’ultima prova abbiamo inoltre notato un miglioramento piuttosto marcato del bilanciamento generale, così come una maggiore solidità dal punto di vista tecnico. Considerando i precedenti di Team Ninja, poi, non ci stupiremmo più di tanto se Nioh 2 si presentasse all’appuntamento con i giocatori (previsto per i primi mesi del 2020) in una forma nettamente migliore rispetto a quella vista finora, e magari anche con qualche sorpresa inaspettata.

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