Nobody Saves the World: un esilarante action rpg dagli autori di Guacamelee

Un omino bianco, tante trasformazioni, un mondo magico e risate assicurate: ecco gli ingredienti del nuovo gioco Drinkbox.

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Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • Xbox Series X
  • I ragazzi di Drinkbox ormai si sono fatti un nome di tutto rispetto nel panorama indie: il team canadese è del resto la mente dietro i due Guacamelee!, apprezzati Metroidvania che, pur senza magari toccare l'apice del loro genere di appartenenza (in particolare il secondo capitolo, come testimoniato dalla nostra recensione di Guacamelee! 2), sono riusciti a conquistare il cuore dei giocatori grazie ad un sistema di combattimento spettacolare ed articolato, oltre ad uno stile visivo inconfondibile e alle evocative atmosfere del foklore messicano.

    Con questo buon curriculum di partenza, l'annuncio di Nodoby Saves The World, nuova opera di Drinkbox, ha subito attirato l'attenzione dei fan. Lo studio ha preferito mettere da parte (momentaneamente?) il suo franchise di punta per sperimentare qualcosa di diverso, esplorando i territori dei giochi di ruolo d'azione con visuale dall'alto ma mantenendo intatta la vena umoristica che ha già caratterizzato i loro precedenti lavori. La demo giocabile pubblicata in seguito ai The Game Awards 2021 è stata la perfetta occasione per testare con mano il promettente Action/RPG, la cui uscita, ricordiamo, è fissata per i primi mesi del 2022. Riuscirà Nobody Saves The World a divertirci proprio come i due Guacamelee!?

    Omino bianco trasformista

    Il gioco strappa un sorriso già dai primissimi momenti dell'avventura, quando ci risvegliamo all'interno di una vecchia capanna vestendo i panni di un omino bianco volutamente brutto ed anonimo, che tutto sembra tranne il grande eroe pronto a salvare il regno dalla minaccia delle creature mostruose che lo hanno appena invaso. Come se non bastasse, il nostro inconsueto protagonista è anche affetto da amnesia e deve capire esattamente per quale motivo si trova nel villaggio e perché tocca a lui dover salvare una situazione che sta lentamente precipitando.

    La sua missione, però, è chiara: deve scoprire dove è finito il Mago Nostramagus, il protettore del mondo che sembra essere scomparso nel nulla. Alcuni indizi fanno capire all'eroe da che punto iniziare la sua ricerca, portandolo ad esplorare una mappa discretamente ampia e piena di dungeon. Certo però che lo strambo omino bianco senza pantaloni non trasmette l'idea di essere un gran guerriero, e le sue capacità combattive sembrano confermare questa impressione.

    Per sua fortuna, però, l'omuncolo è in possesso di un dono speciale: trasformarsi a piacimento in altre creature. Che si tratti di un topo (la prima che avremo a disposizione una volta iniziato il dungeon introduttivo), di un ranger, di un soldato o di un cavallo, tanto per citare alcune mutazioni che potremo utilizzare durante la demo, adesso il nostro eroe sembra davvero avere tutte le carte in regola per affrontare le orde di mostri pronti ad eliminarlo, ma anche per raggiungere aree altrimenti inaccessibili (un piccolo topo può attraversare piccoli cunicoli ed evadere da una prigione, no?).

    Ciascuna trasformazione è dotata di proprie caratteristiche ed abilità da sbloccare man mano che si guadagnano i punti esperienza necessari per salire di livello. Per ottenerli bisogna non solo portare avanti le missioni principali, ma anche completare alcuni incarichi minori legati ad ogni evoluzione disponibile: si tratta in genere di compiti semplici, come eliminare un tot di nemici con una specifica mossa, utilizzare ripetutamente un altro attacco e così via. Portati a termine queste attività verremo ricompensati con XP che miglioreranno sia quella specifica trasformazione, sia il nostro eroe aumentando tutti i suoi parametri vitali, di attacco e difesa.

    In questo modo, inoltre, sarà possibile anche sbloccare "personaggi" sempre più potenti, portando ad una varietà nel combat system non indifferente: tra chi è maggiormente portato per lo scontro a distanza, e chi è invece indicato per il combattimento ravvicinato, Nobody Saves The World offre una gran varietà di approcci al gameplay già solo nella prima ora di gioco (la durata della demo all'incirca), aumentando la curiosità di scoprire quali sorprese riserveranno le mutazioni avanzate nel gioco completo.

    Non mancano comunque alcune perplessità durante la partita: il grado di sfida sembra tarato verso il basso e raramente si viene messi alle strette, anche per via dell'abbondanza di oggetti curativi che è possibile trovare sconfiggendo i nemici o rompendo le numerose casse sparse in giro per gli scenari. Recuperare mana, indispensabile per eseguire gli attacchi più efficaci, è tra l'altro molto semplice dato che basta colpire gli avversari con le mosse standard. Si nota infine una certa monotonia nelle tipologie di creature da affrontare, sebbene le orde avversarie si facciano sempre più copiose avanzando nel gioco. È bene precisare che queste sono sensazioni legate alla versione dimostrativa, e non è quindi da escludere che il gioco - in arrivo nel 2022 - possa al contrario dimostrarsi molto più vario ed impegnativo rispetto alla sua prima fase.

    Esplorando un regno magico e fuori di testa

    Anche l'esplorazione riveste un ruolo centrale all'interno di Nobody Saves The World: la mappa di gioco, pur non essendo troppo vasta, offre bivi e punti d'interesse in buona quantità, sebbene diverse aree siano inaccessibili per la mancanza del potere o della trasformazione adatta per raggiungerle. La demo segue di conseguenza uno schema abbastanza lineare ma lascia comunque al giocatore un discreto margine di manovra, utile per scoprire i vari segreti e le risorse nascoste tra nelle ambientazioni.

    Questa linearità è presente anche nei dungeon disponibili nella demo, in particolare i primissimi. Perdersi è difficile anche grazie alla comoda mappa che tiene traccia di tutte le stanze già scoperte, e solo l'ultimo "sotterraneo" ambientato nel castello dimostra di essere un minimo più elaborato e stimolante rispetto a quanto visto nei minuti precedenti.

    La sensazione è quindi che il titolo Drinkbox possa rivelarsi sempre più ampio e complesso una volta superate le prime ore di gioco: la mappa principale trasmette l'idea di avere molto da offrire, lasciando la speranza di ritrovarsi in ambientazioni avanzate che possano stimolare sempre di più l'impegno e la creatività del giocatore, offrendo magari rompicapi più complessi rispetto a quelli assai scolastici della prima parte dell'avventura.

    Stile ed ironia

    Proprio come nei Guacamelee!, lo stile visivo elaborato dagli artisti di Drinkbox è uno dei fiori all'occhiello di Nobody Saves The World. Il titolo non è solo uno splendore da vedere, grazie all'ottima caratterizzazione del mondo di gioco ed una colorazione sgargiante che lo rende ancora più affascinante, ma colpisce anche per il buon character design generale, ispirato già a partire dal suo protagonista, talmente generico nella sua forma base da riuscire stranamente a catturare l'attenzione.

    Umorismo, battute e dialoghi surreali sono un altro ingrediente chiave delle atmosfere che si respirano in Nobody Saves The World, che a tratti risulta ancora più fuori di testa rispetto ai Guacamelee! o alle altre produzioni dello studio canadese. Bastano già i primi minuti di gioco per rendersi conto dei toni del titolo, tra chi schernisce il nostro personaggio per non volersi nemmeno mettere addosso un paio di pantaloni, e lo stesso eroe che con le sue espressioni mostra chiaramente quanto sia seccato dalle inevitabili interazioni con gli NPC che lo circondano. A valorizzare il tutto troviamo un accompagnamento sonoro azzeccato sia nelle musiche che negli effetti, che valorizza ulteriormente tutto l'estro creativo dimostrato dagli autori con il loro quinto videogioco. A maggior ragione, il desiderio di mettere le mani sopra la versione definitiva è forte, anche solo per scoprire quanti altri scenari e conversazioni sopra le righe Drinkbox ha elaborato.

    Nobody Saves the World Nobody Saves The World sembra dimostrare ancora una volta le qualità di Drinkbox nel creare mondi spettacolari, atmosfere esilaranti e, soprattutto, giochi capaci di intrattenere con gusto senza l’obbligo di strafare. La demo ci ha dato un chiaro assaggio di cosa questo Action/RPG è in grado di fare: non intende certo stravolgere nulla del suo genere di appartenenza, ma mette in campo alcune buone idee come le trasformazioni, ciascuna dotata di proprie abilità specifiche che consentono al combat system di raggiungere una buona varietà già nella prima ora di gioco. Il loro ruolo è centrale all’interno del gameplay, considerato che specifici nemici o rompicapi possono essere superatii soltanto utilizzando uno specifico personaggio. Oltre a lasciare un discreto spazio anche all’esplorazione, a colpire è anche lo splendido comparto audiovisivo, che valorizza ulteriormente i toni umoristici che caratterizzano l’intera produzione. A lasciare qualche dubbio, invece, sono la poca varietà di mostri da affrontare, un grado di sfida tarato forse troppo verso il basso, e la linearità dei dungeon. Se il gioco completo e le sue fasi avanzate dovessero smentire queste sensazioni, allora Nobody Saves The World avrebbe tutte le carte in regola per rivelarsi una delle più gradite sorprese dei primi mesi del 2022.

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