Oculus Rift Core: provata la versione 2.0 Beta con tante novità

L'evoluzione del software di sistema di Oculus Rift si chiama Core 2.0 ed è disponibile in versione Beta per tutti gli utenti del visore VR.

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L'abituale appuntamento con Oculus Connect, l'evento annuale in cui l'azienda di proprietà di Facebook incontra gli sviluppatori e rivela nuovi prodotti e servizi, quest'anno è stata caratterizzata da numerose novità in campo hardware.
Oculus Go è infatti in dirittura d'arrivo e sarà il primo visore completamente autonomo prodotto dalla società fondata da Palmer Luckey, mentre l'headset wireless Santa Cruz è stato mostrato in una forma molto più avanzata rispetto alla scorsa edizione, rappresentando di fatto l'anello di congiunzione tra le esperienze di fascia mobile e i visori connessi ad un PC.
Seppur con eco minore, infine, è stato annunciato anche Core 2.0: si tratta del software di sistema di Oculus e dei suoi componenti, rivisti in ogni aspetto e disponibili attualmente per il pubblico in versione beta.

Evoluzione, non rivoluzione

Il software di Oculus è suddiviso in tre macro componenti, tutti riveduti e corretti in questa seconda iterazione, uscita a circa un anno di distanza dal lancio dei controller Touch.
Si tratta di un update necessario: infatti, nonostante Rift venne commercializzato in bundle con un piccolo telecomando abbastanza intuitivo ed un controller di Xbox One, col tempo il motion control ha cambiato interamente la percezione dell'esperienza ludica in realtà virtuale.
A pochi mesi dall'uscita, d'altronde, la coppia di controller Touch è diventata il sistema di input più utilizzato su Rift: in tal modo, anche l'interfaccia degli strumenti necessitava ormai di una decisa svecchiata, soprattutto in virtù dei numerosi passi avanti compiuti dalla concorrenza. L'app per desktop è stata quindi rielaborata e resa più funzionale, ed anche lo store è stato ripensato dalle fondamenta, specialmente ora che i giochi e le applicazioni per VR hanno ormai raggiunto un numero tutto sommato rilevante, un aspetto che potrebbe rendere un po' più difficoltosa la navigazione all'interno dei menu, allo scopo di trovare i prodotti più confacenti a propri gusti.
E' poi stato rivisto leggermente il processo di configurazione del visore una volta connesso al PC, in particolare con l'uso del terzo sensore che abilita il Room Scale Tracking, equiparando di fatto l'offerta di Oculus al pacchetto Vive prodotto da HTC.
Il piatto forte dell'update di Core 2.0 è però rappresentato da due feature, ossia Home e Dash. Il primo è l'ambiente in cui verremo trasportati una volta indossato il visore e che funge proprio da "abitazione virtuale", poiché ospita tutto il software installato. I progressi compiuti da SteamVR devono aver convinto il team di Oculus ad una revisione quasi totale di Home, ed ora gli spazi sono più ampi e completamente navigabili, con la possibilità di interagire con oggetti ed elementi dello scenario.

Gli ambienti si possono modificare radicalmente, scegliendo il colore delle pareti, il materiale dei pavimenti e persino posizionando il mobilio e suppellettili di vario genere.
La propria Home può insomma essere personalizzata fin del minimo dettaglio, anche grazie alla possibilità di scaricare delle vere ambientazioni digitali, come la vista della città in stile Gotham City, in grado di provocare un curioso senso di vertigine.
D'altro canto, Dash rappresenta invece il tentativo di unire lo spazio virtuale con il sistema operativo del PC che lo sta generando. Basterà premere un pulsante e il desktop di Windows comparirà quindi davanti a noi, come se fosse ospitato su un monitor di dimensioni gigantesche.

Il movimento della propria mano viene seguito senza alcun ritardo dal puntatore del mouse ed avremo così l'opportunità di lavorare al nostro PC in maniera abbastanza agevole, anche se la tastiera virtuale è ovviamente meno immediata rispetto a quella fisica.
A livello puramente funzionale sembra che questa prima beta pubblica di Core 2.0 non sia ancora del tutto ottimizzata ed anche il tracking, utilizzando il Room Scale a tre visori, ci è parso leggermente meno reattivo del software precedente. Pur al netto di simili prime impressioni, in ogni caso, le ore spese a scalare le pareti di The Climb o attraversando i gelidi ambienti innevati di Arktika.1 hanno saputo comunque restituirci l'abituale grado di immersione che Oculus Rift ci ha sempre assicurato.

Oculus Rift Con Core 2.0 Oculus fa evolvere la propria piattaforma software, rimettendosi al pari con SteamVR e proponendo alcune soluzioni interessanti, in particolar modo per quanto riguarda la feature "Dash". Si tratta comunque di un update e non di una rivoluzione vera e propria, che manifesta però la volontà da parte di Oculus di rimanere al vertice dell’offerta VR in ambito PC, anche e soprattutto in previsione dell’arrivo di Oculus Go fissato per i primi mesi del 2018.