Ode: provata la nuova avventura musicale di Ubisoft Reflections

Realizzato da Ubisoft Reflections, Ode è un'esperienza sensoriale che ci porterà a scoprire il mistero della vita attraverso la musica.

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  • In mezzo ad un manipolo di titoli Tripla A, Ubisoft riserva spesso un posticino dedicato alla produzione di opere meno roboanti e costose, ma non per questo meno ambiziose dei suoi rinomati best seller. Già in passato lo studio francese ha alternato la lavorazione di prodotti ad altissimo budget con lo sviluppo di piccoli giochi che fanno della "creatività" il loro riconoscibilissimo marchio di fabbrica.
    Accanto ad un Assassin's Creed: Origins, ad esempio, troviamo uno splendido Child of Light; a fianco ad un Far Cry 5 un commovente Valiant Hearts; e vicino ad un Watch_Dogs 2 un peculiare Grow Home (e relativo seguito, Grow Up). Ode, nuovo parto artistico di Ubisoft Reflections, va ad inserirsi esattamente nella stessa nicchia già abitata dai suoi predecessori spirituali: un'esperienza sensoriale più che un gioco vero e proprio, un viaggio interattivo alla scoperta di sonorità primordiali, pure ed espressive. Le stesse da cui, forse, ha avuto origine la vita.

    The Song of Life

    La vita è musica, una gioiosa sinfonia...
    Felice ascoltavo le stelle con euforia.
    Raggiante per nome le ho chiamate,
    e loro hanno risposto di gioia illuminate.


    Inizia così Ode, con questa leggiadra filastrocca, lasciando subito intuire i toni favolistici che avvolgono tutta l'avventura: dalla volta stellata piomba quindi sulla terra un microscopico frammento cosmico, dalla forma adorabilmente tondeggiante, evanescente come una goccia d'acqua celeste.

    Precipitata in un mondo silenzioso, questa creaturina comincerà a muoversi, a rotolare con fare fanciullesco, finché tutto, intorno a lei, non emetterà un suono, un canto, una melodia. Ode non è altro che un percorso sinestetico che ci porterà a dare una "voce" - e quindi un'esistenza - a ciò che ci circonda.
    Ogni singolo elemento dell'ambiente produce un differente tipo di musica, dalle rocce alle piante: continuando a vagare lungo i livelli verremo pertanto circondati da un turbinio incessante di note, come se l'intera area esplorabile fosse un enorme spartito musicale con cui interagire.
    Sparsi di qua e di là per gli stage troveremo anche delle minuscole sfere luminose, che verranno calamitate dal corpo del nostro sferico avatar, fino a formare una sorta di coda, sgargiante e puntiforme. Il sistema di controllo prevede esclusivamente l'utilizzo del tasto per il salto, del trigger destro del pad per "attrarre" a noi i suddetti bulbi dorati ed infine del dorsale sinistro per "lanciare" queste palline in modo tale da colpire oggetti lontani.

    Il nostro obiettivo, al di là della semplice sperimentazione uditiva, consisterà nell'azionare dei macro bulbi fluorescenti che puntellano nelle ambientazioni: per farlo dovremo però prima sfiorare con la nostra essenza alcuni interruttori organici solitamente nascosti nelle vicinanze, i quali, una volta risvegliati, comporranno una deliziosa sinfonia che, aleggiando nell'aria circostante, trasmetterà al bulbo gigantesco energia sufficiente per emettere un anelito di vita, in grado di condurci ad uno stadio successivo dell'evoluzione. Ode si figura, con ogni probabilità, come un cammino simbolico ed "ascensionale" che prova a raccontarci, attraverso la musica, l'origine dell'esistenza, della natura e degli esseri che la popolano. Inizieremo la nostra missione tra le profondità del sottosuolo, dove saranno le rocce e qualche organismo, apparentemente simile a microbatteri, ad emettere un suono ogni qual volta verranno toccati. Lo scenario si riempirà così ben presto di note, particelle elementari e pennellate multicolori che si amalgameranno in un concerto capace di ammaliare contemporaneamente orecchie ed occhi. Non crediate, tuttavia, che Ode sia un'avventura del tutto passiva, da fruire come semplici "ascoltatori" intenti ad avanzare in modo quasi inerziale, al solo scopo di lasciarsi travolgere dalle sonorità ambientali. Man mano che si prosegue nei livelli, d'altronde, il design si fa un po' più elaborato e contorto, tale da rendere lievemente più complesso scovare tutti i bulbi che fungono da cassa di risonanza per il canto della natura.
    A tratti, Ode assume le sembianze di un semplicissimo platform game: immergendoci in pozze di diversi cromatismi, infatti, il nostro sferico protagonista muterà colore, assumendo proprietà e capacità differenti. Nel caso in cui si tinga d'oro, ad esempio, la creatura celeste sarà in grado di saltare molto più in alto, coprendo distanze e baratri che prima le erano preclusi. Alle volte sarà necessario anche afferrare delle propaggini penzolanti, dalle quali dondolarci con slancio sempre maggiore, allo scopo di volteggiare più a lungo e raggiungere piattaforme più distanti.
    In altre istanze, inoltre, Ode affianca al platforming un accenno di puzzle solving, quando ci chiederà di comprendere il modo corretto di azionare gli interruttori disposti nelle aree di gioco. Nulla che possa davvero impensierirci, né crearci troppi grattacapi, in ogni caso: lo scopo del nuovo titolo Ubisoft infatti è soltanto quello di incantarci e deliziarci con un potpourri di colori e note, mentre osserviamo lo sprigionarsi di pirotecnici effetti particellari.

    Il level design, ora molto ampio, ora parzialmente labirintico, stimola invece la nostra curiosità, riempiendo gli scenari con forme organiche che ricordano alghe, meduse, amebe e piante primitive. In base agli indizi visivi che il gioco suggerisce, è facile ipotizzare che lungo tutta l'esperienza si annidi un significato simbolico che aspetta di essere sviscerato fino in fondo.
    Resterà ovviamente da verificare quanto la direzione artistica riuscirà a mantenersi sempre evocativa, e quanto la colonna sonora, supervisionata da Romain His (music director di Rayman 2 e 3), possa stimolare il nostro senso dell'udito senza mai inciampare nella ridondanza. Al termine della breve prova, con la piena consapevolezza di trovarci dinanzi ad un'opera sui generis, la nostra sola speranza è che, nella versione definitiva, la partitura musicale di Ode non suoni nessuna nota stonata.

    Ode Ode nasce come un particolare esperimento musicale, come un gioco che prova a stimolare i sensi dell'utente attraverso un connubio indubbiamente affascinante di sonorità, immagini e colori. Un'orchestra interattiva, fiabesca e delicata, la quale tuttavia ha ancora molti spartiti da eseguire prima che questa ouverture videoludica possa concludersi con l'applauso dei giocatori. Palesemente rivolta ad un pubblico non intimorito da produzioni originali ed difficilmente etichettabili, l'ultima opera di Ubisoft Reflections condivide insomma con gli altri lavori “sperimentali” della casa francese il medesimo obiettivo: tramutarsi in una “ode” alla creatività.

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