Odin Sphere Leifthrasir - Demo

Quasi dieci anni dopo l'uscita su PlayStation 2, Odin Sphere torna con un'edizione arricchita e migliorata, che presenta un comparto tecnico rivisitato

provato Odin Sphere Leifthrasir - Demo
Articolo a cura di
    Disponibile per:
  • Ps3
  • PSVita
  • PS4
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.

A volte ritornano. Non stiamo parlando della raccolta di racconti brevi di Stephen King, bensì della recente tendenza dell'industria videoludica a riproporre titoli del passato sotto una nuova veste. Parole come "rimasterizzazione" e "remake" sono entrate nel linguaggio comune tanto da non fare quasi più notizia. Quasi, appunto. Ci sono ancora opere che, quando tornano a gravitare nei nostri radar, riescono a guadagnarsi la nostra totale (e incondizionata) attenzione. Soprattutto quando il titolo in questione porta la firma di Vanillaware. La software house nipponica, pur non conquistando le masse, è riuscita comunque a ritagliarsi un posto al sole grazie allo stile visivo marcato e inconfondibile dei propri titoli, paragonabili a piccole opere d'arte bidimensionali in movimento. Nomi come Muramasa, GrimGrimorie e, da ultimo, lo splendido Dragon's Crown hanno lasciato un segno indelebile nella storia videoludica. Cosa manca da questo elenco? Forse l'opera più importante. Quella che, in poche parole, ha rappresentato il debutto della software house: Odin Sphere. Sono passati quasi dieci anni dalla release originale di questo particolare side scrolling RPG e, ora, la prima fatica di Vanillaware tirata a lucido per l'occasione sta per assurgere a nuova vita sulle tre console di casa Sony. Abbiamo avuto occasione di provare la demo statunitense del titolo la cui uscita, ovviamente in Nord America, è ormai imminente. Noi utenti europei invece dovremo attendere almeno sino al 24 giugno per poter mettere le mani su Odin Sphere: Leifthrasir. Una buona notizia, però, c'è. Il titolo godrà della traduzione in lingua italiana, almeno per ciò che concerne i sottotitoli.

Cinque eroi per evitare il disastro

Anzitutto, che significato dare al sottotitolo "Leifthrasir"? La parola, quasi impronunciabile, non è altro che la traslitterazione di un antico nome proprio norreno. Tradotto, il termine suonerebbe come "colui che aspira all'aldilà". Leifthrasir e Lìf, nell'escatologia nordica, rappresentano gli unici due esseri umani che riuscirono a sopravvivere al Ragnarok. Dopo la distruzione del mondo, dalla coppia avrà origine il nuovo genere umano. Insomma, un nuovo inizio per Vanillaware e, probabilmente, un augurio affinché la loro opera possa essere ricordata per sempre nelle sale del Valhalla videoludico. Toni epici per quella che, probabilmente, rimarrà solo una nostra fantasiosa interpretazione. Il punto è che Odin Sphere è tremendamente bello da vedere e questa ristrutturazione in "accadì" non ha fatto altro che esaltarne il carattere. La breve demo che abbiamo avuto modo di provare, nonostante non faccia alcun cenno all'articolato comparto narrativo, ci ha comunque permesso di tornare a calcare le lande di Erion saggiando la consistenza di tutti e cinque i protagonisti dell'epopea narrata dalla piccola Alice. Il cuore pulsante del titolo rimane sostanzialmente lo stesso che abbiamo lasciato quasi dieci anni fa: un picchiaduro a scorrimento laterale, composto da quadri bidimensionali connessi fra loro, che mesce sapientemente elementi action e ruolistici in modo da risultare un ibrido ben bilanciato e brillantemente retrò. Per ciò che riguarda la mappatura dei controlli, la demo ci ha fatto intendere che questi saranno improntati sulla semplicità e immediatezza, riducendo la quantità di opzioni disponibili ai quattro tasti fondamentali. Ad esempio, la semplice combinazione tra la croce direzionale e il tasto deputato all'attacco fisico consentirà di prodursi in diversi tipi di mosse offensive a seconda del movimento desiderato. Invece, premendone un altro sarà possibile richiamare velocemente l'inventario e selezionare, attraverso una ghiera circolare, l'oggetto che si vuole utilizzare. Ciò consente al giocatore di prendere velocemente dimestichezza con i controlli, consentendogli di sperimentare e approfondire la conoscenza delle meccaniche di gioco e delle molte combinazioni d'attacco in modo graduale. Insomma, come al solito il vecchio detto "facile da imparare, difficile da padroneggiare" sembra un mantra che ben si adatterà alla creatura di Vanillaware. Inoltre, ognuno dei cinque eroi possiede abilità, mosse e stili di combattimento peculiari e tratti unici. Mercedes, ad esempio, ha a disposizione una balestra con cui tempestare di colpi i nemici mantenendosi a distanza, mentre Oswald e Velvet prediligono rapide concatenazioni di attacchi che sfruttano le combo aeree e le juggling. Purtroppo la versione di prova, essendo limitata ad una manciata di stage, non consente di approfondire le meccaniche legate alla crescita di personaggi, all'utilizzo degli oggetti, dell'alchimia e del cibo. Quindi attualmente non sappiamo se gli sviluppatori hanno messo mano ad alcune criticità presenti nel titolo originale.

Un'opera d'arte in due dimensioni?

A stupire più d'ogni altra cosa è, ovviamente, il comparto stilistico di Odin Sphere: Leifthrasir. Il lavoro di ristrutturazione ha giovato in modo alquanto marcato al titolo che, ora, si presenta più bello che mai. Gli incredibili fondali dipinti a mano con una cura maniacale per il dettaglio e la loro caratterizzazione rubano quasi la scena agli sprite degli eroi e dei molti nemici che si dovranno affrontare. Certo, siamo molto lontani dalle esagerazioni artistiche viste in Dragon's Crown, ma lo stile rimane comunque inconfondibile (anche se più acerbo rispetto alle opere successive). Ad ogni modo, la demo ci ha consentito di esplorare diversi ambienti, dal riarso deserto a lande innevate, sino a rigogliose foreste inondate di un verde smeraldo pulsante di vita. La veste grafica e il comparto sonoro si presentano, insomma, superbi e rifiniti in modo certosino. Non solo, il passaggio all'alta definizione ha permesso una drastica pulizia dell'immagine, come se il restauro avesse donato nuova vita ad un'opera velata dal tempo. Inoltre l'azione di gioco non soffre di rallentamenti di sorta permettendo un'azione sempre fluida senza compromessi.

Se proprio vogliamo trovare un difetto nel lavoro svolto dal team di sviluppo, potrebbe essere il fatto di "costringere" il giocatore a fermarsi di tanto in tanto per ammirare gli splendidi acquerelli sullo sfondo. Le novità, per la seconda giovinezza dell'opera targata Vanillaware, non si fermano certo qui. Odin Sphere: Leifthrasir promette di aggiungere un quarto livello di difficoltà e una grande quantità di nuovi FoE disegnati per l'occasione, caratterizzati da nuovi pattern d'attacco. Oltre alla versione rivisitata, il titolo permetterà di ripercorrere l'avventura in modalità classica, con le meccaniche originali viste su PlayStation 2. Infine, la funzionalità cross-save consentirà di condividere i dati di salvataggio ed esplorare Erion dove siete più comodi. Insomma, Vanillaware sembra aver fatto un lavoro con i fiocchi. Odin Sphere: Leifthrasir non sembra voler coniugare apparenza e sostanza. Non ci resta che attendere qualche settimana per mettere le mani sulla versione definitiva e assicurarci della reale bontà del titolo.

Odin Sphere Leifthrasir Abbiamo passato qualche ora in compagnia di Odin Sphere: Leifthrasir e, stando alla nostra prova, il lavoro di restauro svolto da Vanillaware è assolutamente degno di nota. Il team si è posto l'obiettivo di riportare a nuova vita l'opera che ha segnato l'inizio della loro storia senza snaturarla con soluzioni troppo "moderne". A stregare subito i sensi del giocatore è, manco a dirlo, la sfolgorante veste grafica, vero e proprio marchio di fabbrica di Vanillaware. Anche le rifiniture apportate al gameplay e le feature promesse dagli sviluppatori, però, ci portano a credere che per Odin Sphere sarà una splendida seconda giovinezza.

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