One Punch Man A Hero Nobody Knows: provata la demo, impressioni dalla Beta

La recente Closed Beta di One Punch Man A Hero Nobody Knows ci ha permesso di saggiare le interessanti trovate escogitate da Spike Chunsoft.

One Punch Man A Hero Nobody Knows
Anteprima: PlayStation 4
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Chi più chi meno, tutti gli anime e manga di maggior successo hanno ricevuto, col tempo, delle trasposizioni ludiche in grado di ricreare sulle nostre piattaforme da gioco preferite le dinamiche proposte dalle più fantasiose e travolgenti opere nipponiche. A questi si unirà a sorpresa anche One-Punch Man, una serie spassosa e tutt'altro che semplice da tradurre in termini ludici, in quanto il suo assoluto protagonista è infatti in grado di piegare qualsiasi avversario con un solo pugno.

    A lungo ci siamo domandati in che modo i principali sviluppatori di picchiaduro avrebbero aggirato questo ostacolo all'apparenza insormontabile, ma la recente closed beta di One Punch Man A Hero Nobody Knows ci ha infine fornito le risposte che cercavamo. Di seguito vi proponiamo dunque le nostre impressioni sul titolo e sulle trovate escogitate da Spike Chunsoft, che dopo i dimenticabili Jump Force e One Piece: Burning Blood sembra decisa a perseverare con fighting game tratti dagli anime del momento.

    Vecchie problematiche per nuovi eroi

    Tenutasi lo scorso weekend, la closed beta di One Punch Man: A Hero Nobody Knows ci ha infatti permesso di provare diverse modalità di gioco, nonché undici personaggi giocabili: Saitama, Genos, Tornado del Terrore, Silver Fang, Spatent Rider, Atomic Samurai, Sonic il Supersonico, il Re degli Abissi e due avatar (uno maschile e uno femminile) con mosse pre-impostate, che probabilmente, come avvenuto nel già menzionato Jump Force (recuperate la nostra recensione di Jump Force), saranno completamente personalizzabili all'uscita del prodotto finale.

    Pur essendo incentrata sui combattimenti online, la beta ha riservato ai partecipanti una sorpresa più che gradita: anziché trascinare direttamente i giocatori in campo aperto, come avvenuto nelle versioni di prova di molti altri titoli, gli sviluppatori hanno messo a disposizione degli utenti una modalità Tutorial essenziale per apprendere i comandi di battaglia fondamentali. Una volta giunti nel salone spartano adibito ad HUB, abbiamo quindi subito cercato di prendere dimestichezza con una mappatura dei comandi tutto sommato semplice e intuitiva.

    I vari combattenti dispongono infatti dei classici attacchi leggeri e pesanti da concatenare per creare combo devastanti, prese, lanci dal basso o dall'alto, vari attacchi speciali che consumano cariche di energia e un cambio di modalità che, in base al personaggio controllato, può terminare con uno spettacolare colpo mortale. Se a queste opzioni aggiungiamo poi una serie di schivate e di scatti per muoversi liberamente nella mappa tridimensionale, nonché un sistema di parata che funziona similmente alla tecnica della sostituzione della serie Naruto Shippuden: Ultimate Ninja STORM, il risultato finale assume un sapore a metà fra i passati titoli di Spike Chunsoft ed il capolavoro di CyberConnect2. L'innesto, ad ogni modo, è riuscito solo in parte, poiché nonostante i prestiti e qualche trovata interessante, come ad esempio la barra vigore atta a limitare i movimenti e l'abuso di determinate tecniche, il combat system si è dimostrato ancora ben lontano dal poter eguagliare la profondità della serie STORM.

    Come di consueto, Spike ha infatti optato per una soluzione rapida e basilare, nonché basata sull'alternanza fra l'accumulo dell'energia richiesta per accedere ai tre colpi speciali a quello che potremmo definire un "risveglio" à la Naruto. In compenso, i vari personaggi sono stati adeguatamente diversificati e ognuno di essi, come visto nella licenza originale, è specializzato in una particolare tipologia di combattimento: se, ad esempio, Sonic il Supersonico è ad oggi il più forte combattente a distanza ravvicinata, Tornado del Terrore dà il meglio di sé soltanto negli attacchi a lungo raggio.

    Considerando poi che gli scontri proposti dalla closed beta prevedevano la formazione di squadre da tre, la scelta degli eroi e la costruzione di un team bilanciato assume una gustosa valenza tattica da non sottovalutare. Peccato soltanto che proprio il bilanciamento rappresenti, al momento, uno dei principali difetti di One Punch Man: A Hero Nobody Knows. "Siamo alle solite", dirà a questo punto chiunque abbia già giocato Jump Force o One Piece: Burning Blood.

    E come darvi torto? Ancora una volta Spike Chunsoft ha riposto una scarsa attenzione nell'equilibrio dei personaggi, che dunque si traduce in moveset estremamente efficaci, come quelli dei già menzionati Sonic e Tornado, e soluzioni abbastanza improduttive come Atomic Samurai e Spatent Rider. Non solo Tornado ha la facoltà di evocare dal nulla delle piccole rocce con cui colpire i malcapitati avversari, ma addirittura dispone di un potente attacco in grado di raggiungere con facilità il capo opposto dell'arena, avvantaggiando non poco il proprio utilizzatore. Per quanto concerne Sonic, invece, lo spadaccino ha la capacità di compiere scatti laterali ben più rapidi di quelli utilizzati dal resto del roster, che di conseguenza lo rendono un combattente senza pari. La nostra speranza, a tal proposito, è che Spike riesca a riequilibrare gli eroi più potenti o che possa "donare" specializzazioni altrettanto valide agli altri componenti del roster.

    Corsa contro il tempo

    Al netto delle imprecisioni sottolineate poc'anzi, dobbiamo quantomeno riconoscere a Spike Chunsoft il merito di aver ideato un simpatico sistema per controbilanciare l'invulnerabilità di Saitama. Mettendo da parte il comparto narrativo di One Punch Man: A Hero Nobody Knows, che ancora oggi è avvolto da un alone di mistero, i combattimenti in locale contro il computer e quelli in multiplayer (in questo caso online) limitano in maniera abbastanza efficace la straordinaria capacità del pelatone di chiudere qualsiasi disputa con un colpo soltanto.

    Selezionabile solo e soltanto come terzo componente del team formato dal giocatore nelle modalità in cui ne è consentito l'uso, il buffo eroe comparirà sul campo di battaglia con un ritardo di 300 secondi, con tanto di timer sempre presente sullo schermo. Di conseguenza, chiunque scelga di inserire Saitama nella propria squadra dovrà combattere per cinque minuti con un handicap non da poco: dover affrontare fino a tre personaggi avversari solamente con due lottatori.

    Nel caso in cui questi vengano sconfitti prima dell'arrivo di Saitama, lo scontro sarà immediatamente perso; al contrario, l'arrivo del pelatone precluderà qualsiasi speranza di vittoria al nemico, in quanto il guerriero, oltre a non subire il benché minimo danno, potrà annientare gli sfidanti rimasti con un semplice pugno. Si tratta, come dicevamo poc'anzi, di un compromesso tutto sommato ingegnoso, che tuttavia potrebbe alla lunga creare situazioni molto spiacevoli durante i combattimenti in multiplayer.

    Già nella closed beta, ad esempio, ci siamo imbattuti in furbetti che adoperavano le già decantate capacità di Tornado per tenere lontano il nemico e guadagnare abbastanza tempo per permettere a Saitama di invadere il terreno e chiudere la partita in pochi attimi. Ancora una volta, un affrettato bilanciamento dei personaggi rischia di gettare alle ortiche quanto di buono escogitato dallo sviluppatore nipponico, che in questo caso ha dimostrato una certa dose di fantasia.

    Sul fronte tecnico, infine, si segnalano delle animazioni goffe e a tratti legnose, che inevitabilmente intaccano la resa finale di modelli poligonali già poveri di dettagli e affetti da un fastidioso input lag. Se a questo aggiungiamo i casi di latenza registrati durante i match online, che spesso hanno portato noi ed i nostri avversari a gettare la spugna e a ripetere il matchmaking, il percorso che porterà One Punch Man: A Hero Nobody Knows a raggiungere gli scaffali dei negozi appare quindi al momento leggermente tortuoso.

    One Punch Man A Hero Nobody Knows È ancora presto per esprimere un giudizio definitivo su One Punch Man: A Hero Nobody Knows, anche perché i contenuti limitati della closed beta non ci hanno permesso di farci un’idea ben precisa di quello che sarà il prodotto finale. Nel frattempo, non possiamo che dichiararci tutto sommato combattuti: da una parte, le problematiche tecniche che affliggono il gioco e la natura molto classica del sistema di combattimento minano i sogni di poterci ritrovare fra le mani un picchiaduro articolato e competitivo; dall’altra, la scelta di Spike di non escludere il protagonista Saitama dalle lotte e posticiparne invece il risolutivo intervento suggerisce la volontà di rispettare in maniera maniacale le caratteristiche dell’opera originale. Saranno dunque i prossimi appuntamenti a stabilire se One-Punch Man rimarrà un titolo indirizzato unicamente ai fan del brand o se invece avrà le carte in tavola per conquistare anche gli appassionati di picchiaduro.

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