Onrush: provato il nuovo adrenalinico racing game degli autori di Driveclub

In una suggestiva cornice londinese, abbiamo avuto modo di mettere le mani su Onrush, racing game arcade a metà tra passato e innovazione.

Onrush
Anteprima: PlayStation 4 Pro
Articolo a cura di
Disponibile per
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sono diversi anni che, salvo rarissime eccezioni, non abbiamo più il piacere di confrontarci con un panorama di racing game arcade vivo e prolifero. La maggior parte dei publisher, infatti, complice anche l'enorme evoluzione compiuta sotto il profilo tecnico, ha preferito puntare su esperienze corsistiche di stampo simulativo, focalizzandosi perciò sul realismo del modello di guida e sulla resa grafica piuttosto che sul divertimento più scanzonato garantito da titoli iperbolici come MotorStorm e affini. Ai nostalgici della velocità, delle acrobazie e dei takedown, insomma, è toccato ingoiare il boccone in silenzio, accontentandosi di quei pochi giochi - anche un po' più sperimentali - giunti sugli scaffali, come lo strepitoso Rocket League.
    Non tutti gli sviluppatori, tuttavia, sono disposti ad arrendersi a questo triste impoverimento, lavorando sottotraccia per tenere in vita un segmento di mercato davvero troppo prezioso per essere abbandonato definitivamente. Tra questi vanno annoverati i ragazzi di Codemasters, che sono pronti, con Onrush, a ributtarsi nella mischia dei racing game più adrenalinici e spensierati. L'idea alla base del titolo è quella di recuperare e al contempo rinfrescare i pilastri ludici di genere, ispirandosi ai grandi capisaldi, come Flatout e Burnout, ma anche prendendo in prestito da altre produzioni filosofie di gioco abbastanza lontane e - sulla carta - difficilmente compatibili. Noi, in attesa della release definitiva su PlayStation 4 e Xbox One, fissata per il 5 di giugno, lo abbiamo provato in quel di Londra. Eccovi le nostre impressioni.

    Arcade, ma anche "hero racing"

    Come anticipato, Onrush intende offrire agli appassionati un'esperienza tanto familiare quanto originale. I suoi dogmi principali si possono all'incirca riassumere con queste tre parole: adrenalina, compattezza e teamplay. La prima si spiega abbastanza da sola, e riguarda ovviamente la volontà del titolo di recuperare gli elementi più iconici e sopra le righe tipici dei racing game arcade, per poi piegarli ovviamente alle necessità del nuovo impasto, che analizzeremo nelle prossime righe. Troveremo perciò il classico trittico "acceleratore, freno e turbo" e diversi tracciati off-road che prediligono lunghi rettilinei, curve paraboliche dall'ampio respiro, e tante rampe da cui spiccare balzi spettacolari. Non mancheranno naturalmente anche gli incidenti tra giocatori, con la strenua lotta a sportellate e speronate per cercare di eliminare l'avversario nei modi più brutali e distruttivi.

    Ma dove risiede, dunque, la novità? Qual è l'inedita chiave di volta che dona un tocco di innovazione al titolo? A suggerirvi questa risposta ci pensano le altre due parole citate poc'anzi. Onrush, infatti, possiede una struttura corsistica tutta basata sulla compattezza del gruppo di corridori, che in ogni partita si troveranno a sfidarsi per gli obiettivi delle diverse modalità rimanendo sempre vicini, senza spezzettamenti di sorta. Ciò è possibile grazie al cosiddetto Stampede System, che è stato appunto introdotto con il compito di nuclearizzare tutti quei tempi morti e distacchi che di solito - vedi per gli incidenti, vedi per un miglior accumulo dei boost da parte dei giocatori più reattivi - si vanno a creare durante queste folli competizioni automobilistiche. All'inizio della partita (ma anche al respawn successivo a uno schianto o dopo che si è accumulato troppo ritardo), dunque, ci si ritrova sempre teletrasportati nel mezzo dell'azione, insieme a tutti gli altri giocatori e ad almeno 12 veicoli "bot", detti flodder, che fungono da boost semoventi, ricaricando una piccola porzione della barra del turbo di chi li sperona per primi. Si tratta di scelte di design particolarmente azzardate, poiché di fatto, in assenza di una canonica classificazione delle vetture in gara, detronizzano quasi del tutto il ruolo solitamente centralissimo della competizione, che vorrebbe il più forte (o il più scaltro) in testa, con tutti gli altri dietro a inseguire e a pagare dazio per ogni errore commesso. Dietro a questa scommessa, tuttavia, c'è una motivazione tangibile: spostare il focus della gara dalla prestazione dal singolo giocatore a quella di un'intera squadra, che dovrà collaborare al meglio per sperare di ottenere la vittoria. A prescindere dalla modalità affrontata, infatti, a gareggiare in Onrush ci saranno sempre due team da sei corridori ciascuno, i quali, prima di gettarsi nella mischia, saranno tenuti, quasi come se si trovassero in un titolo "hero based", a selezionare una delle otto classi messe a loro disposizione: Blade, Outlaw, Vortex, Charger, Interceptor, Dynamo, Titan ed Enforcer. Due motociclette e sei macchine, che differiscono per stile e maneggevolezza, ma anche per due abilità speciali: una passiva, che si attiva ogni volta che si compie una particolare azione (tipo colpire i flodder), e una sottospecie di "ultimate", detta rush, che permette al suo utilizzatore di sprigionare per circa 10 secondi un potere immenso e in grado potenzialmente di ribaltare le sorti di una gara.
    Il rush di Charger, ad esempio, gli dà l'opportunità di moltiplicare la sua velocità, distruggendo all'istante ogni avversario colpito; quella di Dynamo conferisce un boost continuativo di turbo a tutti gli alleati vicini; mentre Enforcer lascia cadere una serie di barricate, che rallentano i rivali alle sue spalle.

    Ogni rush ha una tipologia di ricarica differente, legata a specifiche manovre (come l'esecuzione di un takedown o la vicinanza alla vettura di un compagno). In base alla classe selezionata diventa ovviamente necessario adattare il proprio stile di guida, così da risultare più efficaci nell'utilizzo (e nella ricarica) delle abilità, sfruttando anche a dovere la sinergia con le skill degli altri membri della squadra. Nel caso in cui si volesse variare il proprio compito, è naturalmente possibile eseguire un cambio di classe, ma solo nella schermata precedente a un respawn. Purtroppo, la nostra prova limitata non ci ha permesso di comprendere a fondo la presenza di eventuali limitazioni relative alla possibilità di avere due o più classi identiche nello stesso team; noi, comunque, ce le aspettiamo sicuramente, quantomeno per le partite ranked.

    Nessun traguardo da tagliare

    Lo Stamped System e la strutturazione a classi hanno inesorabilmente costretto gli sviluppatori a introdurre in-game delle nuove regole corsistiche, che riuscissero a valorizzare al meglio l'inedita esperienza di gioco offerta. Non troveremo infatti delle classiche gare a giri, bensì quattro modalità che puntano tutto sulla competizione a squadre: in Overdrive ogni giocatore dovrà cercare di portare punti al proprio team semplicemente tendendo attivo il più a lungo possibile il suo turbo, occupandosi anche di difendersi dagli avversari e al contempo di portare a segno qualche takedown; in Countdown bisogna invece guidare attraverso dei classici checkpoint per aggiungere 1 secondo di tempo alla propria squadra e impedire che il timer raggiunga lo zero prima di quello degli avversari; in Switch si è costretti a cambiare classe a ogni respawn, un po' come se ci si trovasse nella modalità arcade "Eroi Misteriosi" di Overwatch; mentre in Lockdown le squadre combattono per il controllo di alcune zone di cattura che appaiono lungo il tracciato a pochi metri dal gruppo.

    Si tratta di modalità originali e sicuramente interessanti. Quantomeno sulla carta. La nostra prova, infatti, ci ha sollevato più di un dubbio relativamente al divertimento offerto da questa esperienza. Tanto per cominciare le ultimate, che dovrebbero rivestire un ruolo centralissimo, si utilizzano solamente un paio di volte per match, aspetto che rende il loro impatto effettivo tutto da verificare. Poi, la presenza dei bot, che già di per sé sconfessa una certa pigrizia nel game design (si sarebbe sicuramente potuta trovare una soluzione ludica più elegante, come la disposizione di classici power up lungo il tracciato), aggiunge confusione a una scena a schermo che soffre di una leggibilità non sempre ottimale. Ma le potenziali problematiche di Onrush risiedono anche nel suo sistema di guida. Questo, nonostante l'avvertibile differenziazione nella maneggevolezza delle diverse classi, presenta una sorta di effetto "magnete" che tiene le vetture quasi ancorate al terreno, troppo stabili, nonostante i balzi e le sbandate che possono capitare durante la corsa. Ciò rende difficoltoso lanciarsi in adrenaliniche derapate e avere un controllo totalmente responsivo sul proprio veicolo, specialmente in frenata. Selezionando le classi a due ruote le cose migliorano leggermente, data anche la loro possibilità di eseguire dei trick aerei spericolati durante i salti (per ricaricare il rush), anche se si ha ovviamente meno potenza d'impatto durante gli urti con gli avversari. Complessivamente, comunque, i controlli non risultano sempre reattivi alla perfezione, anche forse a causa di un leggerissimo imput lag, che però potremo valutare più a fondo solamente con una prova più sostenuta.

    Tutte queste sensazioni, assieme alla mancanza del sopracitato gusto della competizione pura, si avvertono, purtroppo, anche in multiplayer, il quale può perlomeno contare su una migliore coordinazione con i compagni dovuta alla comunicazione vocale (che è ovviamente anche uno stimolo in più al divertimento).

    Il resto del pacchetto

    Oltre al comparto multigiocatore, vero cuore pulsante della produzione, Onrush presenta una modalità in singolo, chiamata Superstar, giocabile anche in co-op con un amico. Essa è strutturata come una classica campagna single player, suddivisa in diversi capitoli, a difficoltà incrementale, ognuno con eventi differenti (ce ne sono circa 100) incentrati sulle quattro modalità che vi abbiamo raccontato poco sopra.

    Per sbloccare le competizioni successive è necessario guadagnare dei punti, che si accumulano compiendo delle sfide speciali legate alle singole corse: a volte dovremo rimanere in vita per un determinato lasso di tempo, oppure di centrare più checkpoint consecutivi durante una gara Countdown, mentre altre volte saremo chiamati ad eseguire dei takedown contro i flodder e gli avversari.
    Al lancio del 5 giugno troveremo ad attenderci anche una modalità classificata del tutto simile a quella di Overwatch, con 10 partite di piazzamento preliminari da affrontare per stabilire il proprio livello di skill, e diverse season che permetteranno di accaparrarsi dei succosi premi finali.
    Al termine di ogni gara, a prescindere dalla modalità giocata, è possibile spulciare delle (interminabili) schermate di ricapitolazione, dove viene elencato l'MVP del match e le medaglie ottenute. Si ricevono anche dei punti XP, che permettono di livellare il proprio profilo e ottenere nuove skin e altre ricompense (oltre che delle lootbox con crediti e oggetti di personalizzazione per il proprio avatar).
    Per quanto riguarda il comparto tecnico, Onrush ci è sembrato un titolo discreto, seppur con diverse pecche. Se da una parte la sensazione di velocità viene restituita abbastanza bene, dall'altra l'illuminazione appare un po' povera, non sempre capace di valorizzare al meglio il design dei circuiti. Anche le texture appaiono un po' sottotono a livello di risoluzione. In generale, comunque, la scena soffre di una certa staticità, causata anche da un modello fisico d'impatto delle vetture un po' troppo blando. Fortunatamente, a tale arretratezza corrispondono delle prestazioni ottimali, che puntano quasi sempre ai 60 frame per secondo. Il team ci ha inoltre garantito il pieno supporto alla risoluzione 4K su PS4 Pro e Xbox One X. Vi ricordiamo, inoltre, che il titolo al lancio non supporterà i volanti, anche se si tratta di un aspetto su cui il team di sviluppo lavorerà sicuramente nel prossimo futuro. Chiude il pacchetto grafico la presenza di un photo mode come se ne vedono spesso in tante produzioni odierne.

    Onrush Onrush è un racing game arcade sicuramente interessante e con spunti potenzialmente innovativi per il genere di riferimento. Tuttavia, nel tentativo di ritagliarsi un suo bel posticino nel mare magnum dei titoli corsistici attuali, Codemasters potrebbe aver compiuto un azzardo molto (troppo) rischioso: svalorizzare l'importanza della competizione e dell'agonismo, per spostare invece il focus sul gioco di squadra. Perché è sicuramente fantastico poter vivere la velocità sulla propria pelle, schiantare gli avversari e aver modo di collaborare con dei compagni, ma lo è ancora di più se lo si fa per dimostrare la propria supremazia solitaria in una gara dai contorni più premianti. Allo stato attuale, infatti, Onrush presenta delle modalità di gioco interessanti ma che peccano un po' d'incisività, a causa di un sistema, lo Stampede, che nuclearizza in parte i rapporti di forza tra i corridori. Anche il modello di guida non sempre reattivissimo concorre a questa sorta di appiattimento dell'esperienza, trasformando spesso le gare in bolge che impediscono al giocatore di leggere alla perfezione ogni situazione e di tenere sotto controllo la propria vettura in modo ottimale. Speriamo che i ragazzi del team riescano a rendere un po' più vario e spettacolare il gameplay in vista dell'uscita, così da poter accontentare tutti palati di coloro che aspettavano un buon erede spirituale dei grandi classici, come FlatOut, MotorStorm e Burnout.

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