Open Country: sopravvivere in un vasto Open World, tra caccia e pesca

Open Country è un interessante ibrido: in parte survival, in parte hunting game. Noi ci siamo infilati gli scarponi e siamo partiti all'avventura.

Open Country
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Tra le uscite di questo ricco periodo videoludico figura anche Open Country, un'opera alquanto peculiare firmata dai ragazzi di FunLabs, ormai provetti narratori dell'arte venatoria digitale. Lo studio di sviluppo con base a Bucarest, infatti, tra i titoli distribuiti nel corso degli anni ha apposto la propria firma sulla maggior parte degli hunting game che abbiamo avuto modo di incrociare sul mercato. Ora FunLabs cerca di fare un passo ulteriore verso una sorta di nuova generazione di cacce digitali, proponendo una formula "ibrida", a metà strada tra un classico hunting game e un survival (se siete alla ricerca di un survival game, date un'occhiata a Stranded Deep, disponibile tra i giochi gratis PS4 e PS5 di maggio 2021 sul PlayStation Plus).

    Noi l'abbiamo testato per qualche ora, ci siamo immersi nelle bucoliche atmosfere della "wilderness" nordamericana, costruito il nostro rifugio e, davanti al crepitio del falò, ci siamo messi a scrivere, cullati dal rassicurante chiarore della luna.

    Idilliaci quadretti in compagnia di Madre Natura

    Alzi la mano chi, travolto dal caotico e frenetico turbinio di stimoli della città, non ha mai sognato di partire, zaino in spalla, alla ricerca di un po' di - sana - solitudine, magari cullato dal tenero abbraccio di Madre Natura? Certo, coloro che ne hanno la possibilità già lo fanno, magari anche solo per una escursione da completare in giornata.

    Il nostro Paese, sotto questo punto di vista, ci offre una quantità strabordante di possibilità e scorci naturalistici. Negli Stati Uniti, invece, chi vive nelle sconfinate città fatte di colate di cemento e smog non ha questa gran fortuna. Pertanto, quando accade, la cesura con la vita cittadina sembra avvenire in modo piuttosto netto. L'incipit di Open Country prende le mosse esattamente da queste semplici premesse.

    Il nostro protagonista, infatti, stanco di essere trascinato dall'indistinto flusso umano che anima le metropoli moderne, decide di allontanarsi per cercare un diverso destino nelle selvagge lande statunitensi. Una volta lasciataci alle spalle l'anonima vita di città, dunque, approdiamo in uno sperduto e ameno luogo fuori dal tempo, governato da ritmi compassati, dove la figura umana non è altro che una povera comparsa sul palco naturale allestito dai ragazzi di FunLabs. Noi, come vi dicevamo, ci siamo immersi (e persi più volte, lo confessiamo) per diverse ore nelle affascinanti e idilliache atmosfere di Open Country, per saggiarne le potenzialità e testare alcune delle principali caratteristiche che sosterranno l'esperienza ludica proposta al un prezzo concorrenziale, tanto su PC quanto su PS4 e Xbox One di 14,99€.

    Nelle Terre Selvagge

    Estrapolando la sua essenza, Open Country è un open world. La mappa imbastita dai FunLabs appare immensa e, sulle prime, dispersiva, nonché in grado di intimorire anche il giocatore più motivato. Non a caso saranno ben tre i "biomi" disponibili al lancio, ognuno caratterizzato da una diversa stagione dell'anno e, ovviamente, da flora e fauna uniche, rinvenibili in un solo ambiente.

    La nostra escursione virtuale si è concentrata principalmente nella zona di Colli Tranquilli, un angolo di mondo baciato dal sole e caratterizzato da boschetti, rigogliosi corsi d'acqua, prati fioriti e dolci pendii.

    La location è, come dicevamo, sostanzialmente priva di confini. Il camper con cui siamo giunti rappresenta l'unico "manufatto" umano nell'arco di miglia e ci permette di avere un tetto solido sotto cui riposare. Il resto è lasciato totalmente a noi. Possiamo esplorare, raccogliere materiali per costruire un bivacco, accendere un falò e anche realizzare armi rudimentali con cui cacciare, come un arco.

    All'inizio, insomma, il gioco ci invita letteralmente a perderci in quel territorio sconfinato, senza saper bene in che modo (e soprattutto dove) focalizzare i nostri sforzi. In verità siamo stati noi, in parte, ad adottare un approccio fallace all'esperienza di gioco che FunLabs vuole veicolare al pubblico. Già, perché nonostante il titolo sia stato studiato per lasciare la più ampia libertà possibile non significa che non preveda anche un preciso - e soddisfacente - percorso di crescita profilato attraverso una nutrita quantità di missioni. Alcune persone del posto, come il ranger e il buon Gary, della locanda del paese, fungono infatti da "quest giver": proseguendo nell'avventura ci chiederanno di portare a termine determinati compiti, i quali ci daranno modo di migliorare le nostre caratteristiche fisiche e l'equipaggiamento. A tal proposito, il titolo ci mette davanti a una discreta quantità di abilità da affinare e relative a tre rami dello skill tree del personaggio. I talenti connessi alle armi saranno ben 11, quelli di sopravvivenza addirittura 17 e le abilità di costruzione si fermano a 2. Ognuna di queste skill possiede tre ulteriori miglioramenti, acquisibili con i cosiddetti Gettoni abilità, ottenibili salendo di livello o al termine delle missioni dedicate alla storia.

    Non dimentichiamoci che una delle anime di Open Country è quella survival e perfezionare i valori generali del personaggio significa anche dare un deciso impulso alle possibilità di sopravvivere. Tutte le nostre attività devono infatti essere necessariamente rapportate ai parametri vitali del protagonista, da tenere sempre accuratamente d'occhio, ossia energia, fame, sete, resistenza.
    Diviene quindi fondamentale la raccolta di risorse naturali da utilizzare per il crafting e, ovviamente, per riempire lo stomaco.

    Non solo legno, pietre e foglie per costruire ripari e falò e acciarini, ma anche funghi, bacche, selvaggina, piante, pesci. Non tutto quello che si raccoglie sarà commestibile e, se non presteremo la dovuta attenzione, il nostro personaggio dovrà fare i conti con una pessima situazione.
    Nell'esplorazione e nella fase di caccia avremo comunque la facoltà di fare affidamento sul decisivo aiuto di un compagno canino, il quale ci faciliterà la vita in caso di pericolo e nell'individuazione di selvaggina e altre risorse. Inoltre, prendendosene cura, sarà possibile stringere un legame sempre più profondo e sbloccare nuove, utili feature.

    Caccia e pesca

    All'anima survival si affianca quella da hunting game (se siete appassionati del genere, la recensione di Hunting Simulator è a portata di clik). In Open Country potremo cacciare - all'occorrenza ci saranno diversi tipi di armi da fuoco e corpo a corpo - la fauna dei diversi biomi e andare a pesca. Per facilitarci l'esplorazione delle immense aree di gioco il team di sviluppo ha fortunatamente previsto anche la presenza di alcuni veicoli.

    Tra questi troveremo un quad per le strade di montagna e una motoslitta, oltre a una barca per spostarci su fiumi e laghi e raggiungere così i luoghi di pesca più lontani e ricchi di fauna ittica. Così come la caccia, anche l'atto del pescare sarà totalmente libero: potremo infatti calare l'amo in tutti gli stagni e i laghi presenti in ogni bioma (tranne quello innevato, causa ghiaccio). Inoltre, la fase di pesca sembra esser profonda e stratificata quanto basta per renderla quasi una modalità a sé stante, con proprie caratteristiche e un gameplay dedicato. Si può, ad esempio scegliere il tipo di esca, tra una viva o una di plastica, selezionare la canna più adatta per l'attività e la tecnica che si vuole usare (semplice, da spinning o da baitcasting - ovvero con un mulinello particolare) .

    Da soli o in compagnia

    Open Country, nonostante sembri voler proporre un'esperienza di gioco compassata e "solitaria", non disdegna affatto il multiplayer. FunLabs ha infatti previsto anche la possibilità, per due esploratori virtuali, di giocare sia in co-op sia addirittura in competitivo.

    Ebbene sì: sarà possibile cooperare con il proprio compagno, per esplorare e dare la caccia al bersaglio grosso...oppure confrontarci con un altro avventuriero. Il meccanismo del multigiocatore competitivo funziona in maniera concettualmente molto semplice: in sostanza, il primo cacciatore ad abbattere la preda designata verrà decretato vincitore. Da quanto abbiamo potuto intuire, in ogni caso, la caccia non sarà una banale "corsa" al bersaglio, ma gli utenti dovranno sempre tenere in debito conto le condizioni ambientali, i parametri vitali del personaggio, la presenza di altra fauna che potrebbe reagire aggressivamente oppure mettere in allarme la preda principale. In definitiva, il comparto multiplayer, pur rappresentando una parte secondaria dell'offerta ludica imbastita da FunLabs, ci sembra un divertente diversivo per aumentare un po' la longevità di un titolo già abbastanza ricco di attività da svolgere.

    Open Country Open Country ha sicuramente delle potenzialità. Il peculiare mix tra meccaniche survival e dinamiche tipiche di un tradizionale hunting game di sicuro catturerà lo zoccolo duro di appassionati del genere. Il titolo ci è parso vasto, ricco di contenuti e opportunità; d’altro canto, nonostante sia prevista una struttura narrativa che dovrebbe fungere da guida per la progressione, Open Country ci ha restituito la sensazione di esser talmente aperto e “vasto” da risultare abbastanza dispersivo e, forse proprio per questo, anche molto avventuroso.

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