E3 2018

Ori and the Will of the Wisps: rispondiamo al richiamo della foresta

Sullo Showfloor di Microsoft abbiamo potuto provare Ori and the Will of the Wisps, in arrivo nel 2019: le nostre impressioni dall'E3.

Ori and the Will of the Wisps
Videoanteprima: Xbox One X
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • Xbox One
  • La foresta di Ori si è ridestata dal torpore durato tre anni con la stessa delicatezza con cui, nel 2015, era entrata nei nostri sogni. Ori and the Will of the Wisps, presentato durante la conferenza Microsoft, recupera il delizioso estro artistico che avvolgeva l'avventura precedente e ne amplifica i confini, fino a farlo sfociare in pura poesia digitale. Il seguito di uno dei migliori Metroidvania della recente era videoludica si è fatto attendere a lungo, ma non sembra intenzionato a disilludere le altissime aspettative che porta con sé. Già dai pochi minuti del trailer si intravede una ricercatezza visiva con pochissimi eguali, che si nutre di echi fiabeschi ed onirici, mistici e sfavillanti. Nel rapido susseguirsi di immagini - paragonabili, per resa artistica, a quelli di un dipinto - l'opera di Moon Studios si nutre di contaminazioni che oscillano tra il sognante e l'orrorifico, la tenerezza e l'inquietudine: ipnotizzati dal richiamo degli spiriti, ci siamo così avvicinati ad una delle postazioni presenti sullo showfloor per guidare l'etereo Ori lungo il suo cammino, tra le insidie di panorami tanto meravigliosi quanto pericolosi.

    I sospiri del mio cuore

    L'uovo si è schiuso, e la foresta esulta. Il figlio di Koru ha preso vita tra le braccia di Naru e di Ori, ed ora è pronto a crescere. Si guarda intorno con aria spaesata, apprende i primi rudimenti del volo, osserva curioso il bosco che cambia, e poi si libra nell'aria, con in groppa il piccolo spiritello, verso una luna lontana. Che sia questo gufetto il nostro compagno di avventure? Ora come ora, non lo sappiamo per certo. Pad alla mano, infatti, il livello che abbiamo potuto saggiare ha visto la nostra candida creaturina - già protagonista indiscussa del primo capitolo - agire da sola, muovendosi all'interno di un'ampia area chiamata Windswept Wastes: un luogo lontano dal rigoglio della foresta, avvolta dal deserto ed irraggiata dalla calda luce del crepuscolo, con il sole che si addormenta, distante, tra le dune di sabbia. L'impatto con Ori and the will of the wisps è di quelli che annichiliscono ogni mascella, e nutrono ogni emozione: la cura nella direzione artistica è poderosa, e prende vita dinanzi ai nostri sguardi con pennellate pittoriche davvero sublimi.

    Non c'è un singolo dettaglio che non sia stato posizionato in modo tale da costruire un level design che sappia - oltre che incantarci - anche costruire una macro-area dove esibirsi in precisissime sequenze platform. Diretto seguito di The Blind Forest, questo secondo episodio ne recupera tutta la bontà delle fasi esplorative: senza mai allontanarsi dalle logiche di un metroidvania d'alta scuola, The Will of the Wisps ci chiede di analizzare l'ambiente con estrema attenzione, muoverci attraverso cunicoli segreti, esplorare ogni anfratto alla scoperta di sentieri nascosti, di potenziamenti inediti, di vie prima precluse, di incarichi secondari. C'è un che di labirintico nella composizione di Moon Studios, e sarà compito del giocatore trovare la strada corretta per raggiungere l'obiettivo finale.
    Benché sia chiaramente segnata sulla mappa, la meta conclusiva non potrà essere conquistata senza dar sfoggio di notevoli capacità di platforming: Ori è uno spiritello agile, che può sfruttare uno sprint per coprire in salto distanze maggiori, aggrapparsi alle sporgenze frantumabili e darsi uno slancio con cui atterrare su piattaforme apparentemente irraggiungibili. Sarà compito dell'utente guidarlo con cura, stare bene attento a dove far poggiare le sue fragili zampette, riuscire a dosare ottimamente le tempistiche del balzo, e afferrare appigli più sopraelevati per non finire tra le grinfie dei nemici.

    Ogni zona del gioco, del resto, pullula di ostacoli naturali pronti ad attentare alla nostra salute, tra bulbi spinosi ed animaletti piuttosto aggressivi che il nostro Ori potrà eliminare con le abilità in dotazione, che spaziano dall'attacco corpo a corpo ad un comodo arco di luce con cui bersagliare gli avversari da lontano. Tra i talenti attivabili spiccano anche la capacità di rigenerare un pizzico di salute consumando un po' di "mana", ed la facoltà di scagliare un proiettile esplosivo. Le riserve di energia spirituale e quelle della vita - com'è ovvio - potranno essere rimpinguate scovando appositi bulbi luminosi e pietre magiche sparse lungo l'area esplorabile, che segue una andamento bidimensionale con un fortissimo sviluppo in verticale. The Will of the Wisps non è certo un gioco lineare, né tantomeno facilissimo da approcciare. La squisita art design di stampo favolistico, d'altronde, non tragga in inganno i giocatori più disattenti: la medesima cura riposta nella delineazione dell'immaginario artistico si muove di pari passo con quella del gameplay, basato su un avanzamento meticoloso, attento e - a tratti - persino punitivo. Sebbene la porzione del livello fosse completabile in appena una quindicina di minuti, abbiamo già potuto farci un'idea abbastanza cristallina della complessità e della qualità del level design: al netto di un backtracking connaturato nel genere di riferimento, la struttura di Windswept Wastes era intricata al punto giusto, in cui ogni dettaglio è stato implementato per possedere una propria funzione ludica. Tornare indietro sui propri passi non è necessario solo al fine di ritrovare l'orientamento, ma anche per scoprire luoghi accessibili solo dopo aver acquisito nuovi poteri: nella demo, ad esempio, Ori ha ottenuto il talento di tuffarsi nel mare di sabbia e sgusciare come un sinuoso serpente, per poi riemergere in superficie a grandissima velocità. Simile capacità è utile non solo per "scavare più a fondo" nell'ambiente e rinvenire frammenti di spirito da equipaggiare, con i quali poi incrementare le skill della creatura, ma anche per incontrare alcuni NPC pronti a fornirci quest opzionali, tramite le quali immergerci con maggiore partecipazione all'interno dell'universo di gioco e beneficiare di succose ricompense.

    Nonostante la breve durata della versione di prova, The Will of the Wisps ci è parso sin da subito un titolo più rifinito e stratificato in confronto al predecessore: merito principalmente di una direzione artistica che travolge e delizia, scuote e commuove. La resa visiva dipinge un quadro in movimento, tra fonti luminescenti, colori avvolgenti e orizzonti desertici, in cui fanno capolino stralci della vegetazione che fu, piogge sabbiose e tessuti che danzano al soffio del vento. E siamo solo all'inizio: già dal trailer si intravedono scorci pregni di un'ispirazione immaginifica, dove la ferocia si mescola e si confonde con la tristezza, la malinconia e la poesia.

    Ori and the Will of the Wisp Ori and the will of the wisps è esattamente ciò che ci aspettavamo: un titolo che eleva quanto di buono inscenato dal primo episodio e conquista vette tecnico-artistiche davvero sublimi. All'altare della magnificenza visiva, però, il nuovo metroidvania di Moon Studios non sacrifica un'oncia del gameplay, proponendo un platform-adventure difficile ed appagante, che stimola l'esplorazione e stuzzica il giocatore con brillanti trovate ludiche, capaci di mettere alla prova le abilità degli utenti senza mai sfociare nell'insensata frustrazione. L'attesa per tornare nella foresta di Nibel è ancora molto lunga, e circa un anno ci separa dalla possibilità di riabbracciare il nostro adorabile spiritello. Per ora, tutto ciò che possiamo fare è rimanere in attesa di rispondere al richiamo della natura.

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