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Outcast 2 A New Beginning: un open world alieno pieno di segreti e pericoli

Alla Gamescom 2022 abbiamo provato Outcast 2 A New Beginning, il sequel dell'action adventure uscito nel lontano 1999.

Outcast 2 A New Beginning: un open world alieno pieno di segreti e pericoli
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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Alla GamesCom 2022, tra la prova della demo prequel di Alone in the Dark e l'anteprima di Wreckreation, il folle corsistico sviluppato dalle menti dei creativi che ci hanno regalato Burnout Paradise, siamo riusciti ad avere un concreto assaggio del futuro del gaming secondo THQ Nordic, un publisher legato anche a un'altra IP di valore ma che nel tempo - per innumerevoli motivi - è del tutto scomparsa dai radar. Parliamo di Outcast, il cui sequel è attualmente in sviluppo presso Appeal Studios, il collettivo con base in Belgio che nel 1999 ha partorito l'originale avventura di Cutter Slade. Oltre ad aver assistito a una presentazione dedicata ad Outcast 2: A New Beginning, abbiamo provato il gioco in prima persona e siamo finalmente pronti per parlarvene.

    Ritorno su Adelpha

    Nel 2007 il governo statunitense lancia una sonda su un mondo alieno situato in un universo parallelo. Le immagini trasmesse al controllo missione sono stupefacenti ma all'improvviso una forma di vita aliena danneggia la sonda, provocando uno sconvolgimento energetico che genera un buco nero in grado di minacciare la Terra stessa. Da qui l'ex Navy Seal Cutter Slade viene mandato in spedizione sul pianeta alieno assieme ad altri tre scienziati nel tentativo di sventare l'immane catastrofe ma le cose sono destinate a complicarsi.

    Arrivato su Adelpha il soldato viene separato dai compagni e, contro ogni sua previsione, viene accolto dai nativi come una sorta di messia. Queste le premesse dell'originale Outcast, un action adventure che sapeva di fresco e pieno di misteri da svelare, che nel '99 riscosse le sincere lodi della stampa. Purtroppo l'originario sequel dell'avventura (The Lost Paradise) non ha mai visto la luce, perché l'ombra della bancarotta si è abbattuta su Appeal.

    L'Outcast 2: A New Beginning attualmente in gestazione presso lo studio rappresenta a tutti gli effetti un vero e proprio nuovo inizio per il team di sviluppo, che anche per questo motivo non ha alcuna intenzione di tenere a freno le ambizioni, come ci ha raccontato. In primis, l'open world di Adelpha sarà popolato da tanti animali da scoprire, tra piccole creaturine, bestie simili a lupi e vermoni carnivori (i Garondar) e si rivelerà a misura di coloro che non hanno mai giocato al primo Outcast.

    Caratterizzato da colori vivaci e vibranti, è permeato da un clima positivo e non vuole proporre un'atmosfera distopica o tinte fosche. Esplorando foreste lussureggianti e rovine antiche con una tuta alare high tech, il protagonista si imbatterà in diversi popoli e avrà l'opportunità di scoprire i segreti della lore e della religione di Adelpha, fondata sull'idea che le essenze elementali degli esseri viventi ritornino alla terra alla dipartita dei rispettivi involucri fisici. Tra l'incontro con personaggi vecchi e nuovi e la volontà di trovare un modo per tornare sulla Terra, Slade compirà un viaggio che gli sviluppatori hanno definito a metà tra Indiana Jones e Stargate e francamente non vediamo l'ora di scoprire il perché. Stando alle loro parole, si sono assicurati di realizzare missioni e attività di valore significativo, evitando di proporre al giocatore una mappa sconfinata con una lunghissima lista di cose da fare. Non ci saranno torri da scalare e spesso i compiti secondari saranno collegati all'avanzamento della storia.

    Prendersi cura di un uovo misterioso, difenderlo dagli attacchi dei nemici, significherà veder nascere e crescere la creatura al suo interno, fino a poterla cavalcare per solcare i cieli. Si tratta indubbiamente di premesse interessanti ma vista la brevità della demo non siamo riusciti a poter apprezzare l'effettiva messa in pratica di questa visione creativa (ci auguriamo di poterlo fare in futuro).

    Faccia a faccia col Garondar

    La nostra prova è cominciata in una sorta di percorso di addestramento in cui siamo stati chiamati a eliminare alcuni robot da guerra facendo uso dell'attacco melee, così come della pistola e del fucile dell'ex Navy Seal. Sin da subito abbiamo notato la grande importanza delle raffiche aeree - permesse dall'uso del jetpack - e delle schivate rapide, perché gli opponenti robotici sono tanti e i colpi dei loro blaster infliggono danni da non sottovalutare. In generale, il sistema di shooting ci è parso abbastanza solido, sebbene il sistema di mira si sia rivelato a tratti scivoloso.

    Gradita è la possibilità di alzare lo scudo energetico per fermare la corsa dei proiettili (chiaramente col tempo diventa rosso e si disattiva) ma avremmo preferito qualche opzione in più in termini di combattimento all'arma bianca. Chiaramente non possiamo escludere la presenza di strumenti di morte di questo tipo e la nostra è una considerazione legata solo a ciò che abbiamo potuto vedere nella demo. A tal proposito, pur senza aver potuto testare queste possibilità offensive, sappiamo che il terrestre potrà servirsi di colpi anti gravità per spingere i nemici in aria o chiamare stormi di creature volanti per dar vita a un bombardamento di pustole esplosive.

    Più aiuterà i nativi del posto, in altre parole, e più Cutter Slade diverrà temibile in battaglia. Se a ciò aggiungiamo la presenza di moduli per modificare le armi, pensiamo allo shotgun o ai proiettili esplosivi, Outcast 2 sembra avere le carte in regola per garantire una buona varietà d'approccio agli scontri. Nell'esplorare il vilaggio di Bidaa, coi suoi mulini e le coltivazioni tutt'attorno, abbiamo apprezzato la cura riposta dal team nel caratterizzare le civiltà aliene e, parlando con gli abitanti del luogo, ci è stato possibile apprendere dettagli sulle tradizioni e perfino sui loro prodotti tipici, tra cui una bevanda simile alla birra. I dialoghi ci son parsi più che discreti ma purtroppo i modelli dei nostri interlocutori tendevano a ripetersi ed erano caratterizzati da un livello di dettaglio non all'altezza degli standard di PS5 o Xbox Series X. In compenso, tra l'efficace rendering dell'acqua, la buona illuminazione globale e il contributo di una direzione artistica che al momento non potremmo che definire ispirata, il mondo di Outcast 2 è gradevole a vedersi e riesce a suscitare una certa curiosità legata al volerlo esplorare per scoprirne i biomi. Dopo aver parlato col capovillaggio Hiron, abbiamo prima distrutto un nodo di corruzione e poi ci siamo lanciati in battaglia, per abbattere il feroce Garondar resosi responsabile della morte di diversi abitanti.

    Prestando attenzione ai suoi movimenti sottoterra, così da evitare i suoi attacchi rocciosi, siamo riusciti ad abbatterlo piuttosto agevolmente e poi ci siamo concessi una veloce esplorazione in tuta alare per ammirare creature simil ovine accompagnati da una musica rilassante. Tutto ciò è ancora poco per farsi un'idea più circostanziata su questa produzione per PC e console next-gen ma se non altro siamo convinti che A New Beginning vada tenuto d'occhio, perché - dati i presupposti - in futuro potrebbe sorprenderci in positivo.

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