Outriders per PS5 e Xbox Series X: un frenetico sparatutto next gen!

Gli autori di Bulletstorm tornano con un nuovo shooter pubblicato da Square Enix, in arrivo anche su Xbox Series X e PlayStation 5.

Outriders
Anteprima: Multi
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Se non l'umorismo dissacrante e la scrittura sopra le righe, Outriders conserva almeno i ritmi e la foga dell'ipercinetico Bulletstorm, il precedente lavoro di People Can Fly. I due giochi sono evidentemente diversi: il cambio di registro, di struttura e di prospettiva (dalla prima alla terza persona) distanziano in maniera netta le due produzioni, eppure bisogna ammettere che una linea di continuità c'è. La software house polacca sembra aver mantenuto, fin dai tempi di Painkiller, una passione smodata per l'azione trottante e furiosa, per un gustoso spirito arcade che si concretizza in uno shooting accessibile, esplosivo e intenso.

    Nel caso di Outriders, titolo che uscirà entro la fine dell'anno anche su PS5 e Xbox Series X, questa filosofia si concretizza in uno sparatutto cooperativo per tre giocatori, un looter shooter che strizza l'occhio ai fan dei più recenti Game as a Service. Oltre ad un'ambientazione sci-fi che dovrà dimostrare il proprio valore, in Outriders troviamo infatti un'attenzione incredibile per il loot, un sistema di progressione e sviluppo dei personaggi, una divisione in classi che a detta del team influenzerà in maniera consistente l'approccio alle partite. Per inaugurare il percorso di comunicazione che ci porterà fino al lancio, attraverso una serie di dirette che presenteranno le varie caratteristiche della produzione, il team ci ha invitato a provare (rigorosamente in streaming) una build del gioco. Abbiamo così impugnato le armi, preparato il nostro devastatore, e ci siamo lanciati a testa bassa contro i predoni che popolano le lande brutali di un pianeta ostile.

    Una terra selvaggia e pericolosa

    Outriders è ambientato su Enoch, una terra aliena che l'uomo ha deciso di colonizzare in cerca di risorse. Le operazioni di insediamento sul misterioso corpo celeste non sono andate proprio come previsto, dal momento che le colonie sono state investite da una tempesta energetica nota come l'Anomalia: un evento traumatico che ha raso al suolo le strutture allestite dai coloni e ribadito quanto possa essere pericolosa questa nuova frontiera spaziale.

    Enoch è tornato ad essere un luogo inospitale, popolato da predoni, riottosi e creature aggressive. Per fortuna che a seguito dell'Anomalia alcuni degli abitanti di Enoch abbiano sviluppato poteri sovrannaturali, grazie ai quali affrontare le tremende avversità e tentare la riconquista di uno spazio per l'umanità. A livello di racconto e immaginario, Outriders si presenta inizialmente con i tratti di una science fiction molto regolare.

    Enoch ci viene presentato come un territorio selvaggio, che ancora conserva le cicatrici della grande catastrofe e della guerra che le ha fatto seguito. C'è una grande città devastata, un ammasso di palazzi spaccati e detriti, e baraccopoli ormai abbandonate. Ci sono panorami alieni popolato da una flora bizzarra e - per amor di varietà - aree innevate e zone completamente trasformate dalle radiazioni dell'Anomalia, come se ci trovassimo nel bel mezzo dell'Area X di VanderMeer.

    A livello visivo il design di queste zone è un po' altalenante, e a tratti rischia di risultare leggermente anonimo e troppo regolare. Nel corso del nostro playtest, ad esempio, non siamo rimasti molto impressionati dalla complessità, dall'impatto e dall'efficacia dei panorami. C'è da dire che, a sentire il team di sviluppo, l'avventura di Outriders è strutturata come un viaggio alla scoperta di Enoch e delle sue bizzarrie: comincia in aree devastate ma in qualche modo urbanizzate, per poi spostarsi in zone molto più stravaganti e misteriose. Outriders potrebbe quindi avere qualche sorpresa in serbo per i giocatori. Siamo rimasti colpiti invece da una scrittura che si prende estremamente sul serio, mettendo in scena situazioni forti e veicolando in maniera efficace l'idea di un ambiente spietato e sanguinario. A livello di regia e di impatto visivo le scene d'intermezzo non hanno grandissime ambizioni, ma il team ha riposto molta attenzione nella sceneggiatura e nella struttura del setting, ovvero in quello che viene definito "world building".

    La costruzione del mondo di Outriders avviene anche attraverso una serie di collezionabili, di side quest e di dialoghi opzionali che danno qualche dettaglio in più sul contesto, sulla tempesta e sulla società dei coloni. Creare un universo coerente e affascinante non è impresa facile, ed è troppo presto per pronunciarsi sulla riuscita dell'operazione, ma i ragazzi di People Can Fly sembrano aver chiara la lezione di Destiny o The Division: per "agguantare" il pubblico non basta solo un gameplay frenetico e divertente, deve esserci anche una cornice interessante e ben rifinita.

    Un gameplay frenetico

    Sul fronte del gameplay, Outriders si presenta come uno sparatutto in terza persona piuttosto tradizionale. L'elemento distintivo è rappresentato, oltre che dal ritmo sempre sostenuto, anche dalla presenza di abilità speciali votate al massacro indiscriminato delle ondate di avversari. Un altro dei tratti che caratterizza il gioco è la volontà di rifiutare del tutto un approccio passivo e attendista.

    Idealmente c'è la possibilità di sfruttare un sistema di coperture alla Gears of War, ma in verità si finisce per usarlo ben poco; anche perché restare al riparo e lontano dallo scontro non innesca il recupero automatico della vita. Anzi, quando ci si trova in difficoltà e con la barra dell'energia residua pericolosamente vicina allo zero, è meglio gettarsi verso l'avversario più vicino, visto che ogni uccisione ci permetterà di recuperare un po' di vitalità.

    Il risultato è un gioco in cui si corre a perdifiato, aggredendo furiosamente i nemici e alternando l'utilizzo delle bocche da fuoco classiche a quello delle skill. Queste ultime sembrano avere un peso preponderante nell'economia dell'azione, dal momento che hanno un enorme potenziale distruttivo. Fermo restando che ogni classe avrà le sue abilità specifiche, gli attacchi ad area del Devastatore ci hanno permesso di eliminare folti gruppi di nemici, mentre la sua "pelle di pietra" ci ha tirati fuori da alcune situazioni critiche, fornendoci uno scudo aggiuntivo per ridurre l'efficacia dei colpi avversari.

    Nel corso del playtest abbiamo potuto dare un'occhiata al sistema di potenziamento del personaggio, sbloccando una serie di abilità passive per aumentare i parametri dell'eroe. I rami del ricchissimo schema che regola lo sviluppo dell'avatar paiono ben diversificati, in modo da lasciare all'utente la possibilità di puntare su resistenza, mobilità, danno o tempo di ricarica delle skill. In questo momento, tuttavia, è impossibile valutare l'impatto concreto di questo sistema sul ritmo degli scontri.

    Anche le abilità attive potranno essere selezionate da una gamma sufficientemente ampia (saranno 8 per ogni classe), e in questo caso ci è sembrato di notare una buona diversificazione. A tal proposito, i ragazzi di People Can Fly confermano che sarà possibile trovare armi uniche e leggendarie in grado di alterare le funzioni e l'efficacia di alcune skill, creando delle sinergie che amplieranno ulteriormente l'assortimento di approcci a disposizione del giocatore.

    Sotto questo aspetto, tuttavia, non possiamo raccontarvi la nostra esperienza diretta, dato che siamo stati un po' sfortunati con il loot, finendo per accumulare soltanto armature e bocche da fuoco un po' generiche. Peccato: ci sarebbe piaciuto dare un'occhiata all'equipaggiamento più "esotico", anche per capire quanto lavoro ci sia stato sul versante estetico. Per un looter shooter, del resto, la foggia ed il carattere dei pezzi rari è un dettaglio fondamentale, e Outriders dovrà essere estremamente convincente anche su questo fronte, se vuole sperare di far breccia nel cuore di chi approderà su Enoch.

    Il sistema di Loot adattivo

    A proposito di Loot vale la pena citare il sistema degli "World Tier": si tratta in pratica di un meccanismo di difficoltà adattiva, pensato per assicurarsi che ogni giocatore abbia un'esperienza piacevole e stimolante. Accumulare esperienza non serve soltanto a salire di livello, ma anche a far crescere il "Rango" della partita.

    Un World Tier più alto vuol dire nemici più forti e resistenti, con perk devastanti (come ad esempio danni elementali aggiuntivi) ed una maggiore aggressività. La contropartita è rappresentata da un cospicuo incremento delle probabilità di drop leggendari. In pratica i giocatori più abili, determinati e alla ricerca del loot migliore dovranno far salire il rango del loro mondo falcidiando nemici sempre più potenti e agguerriti, ed evitando di morire troppo spesso. Cadere sul campo di battaglia significa infatti perdere un bel po' di punti e rischiare la "retrocessione" al Tier precedente. Anche in questo caso, tuttavia, giudizio rimandato: ci sarà da capire se questa trovata riuscirà a tenere inchiodati gli utenti durante l'endgame, rendendo tutte le missioni e tutti i contenuti potenzialmente intriganti anche per chi ha raggiunto il level cap e cerca una sfida all'altezza. Per quel che riguarda il livello di difficoltà, tra l'altro, Outriders lo modificherà a seconda del numero di giocatori presenti in partita, anche per favorire l'utilizzo sinergico delle abilità delle tre classi e la coordinazione tra i partecipanti al match.

    Outriders Outriders è uno sparatutto co-op accessibile, rapidissimo e furioso. Per chi cerca uno shooter senza troppe complicazioni, basato sul ritmo e sulla mobilità, la proposta di People Can Fly può funzionare. Ancora di più se si riesce ad assemblare un piccolo gruppo di amici pronto a falcidiare le bestie e i predoni di Enoch in compagnia. Le incognite sono ancora molte: il colpo d'occhio è pulito ma non certo straripante di dettagli, e sebbene su PC il gioco giri a 60 fps senza nessun calo, bisognerà vedere come se la caverà sulle console dell'attuale e della prossima generazione. Uno stile sci-fi un po' generico, sia per quel che riguarda certe ambientazioni che per le armi in cui ci siamo imbattuti, rischia di far perdere al titolo un po' di appeal, ma d'altro canto nei trailer si sono intravisti scenari ben più evocativi e pezzi di equipaggiamento molto più estrosi. Forse dobbiamo solo attendere che l'avventura entri nel vivo. A tal proposito, sarà fondamentale anche farsi un'idea di quello che sarà l'endgame della produzione: c'è solo il sistema degli World Tier a sorreggere le fasi di gioco avanzate, oppure possiamo aspettarci iniezioni di contenuti post-lancio? Tutti questi dubbi verranno probabilmente sollevati nel corso delle prossime dirette in streaming, o grazie a playtest più avanzati. Per il momento Outriders mette in mostra lo stile classico di People Can Fly, tutto focalizzato sull'immediatezza, sul divertimento puro, sul vibrante piacere della distruzione. Per gli early adopter della next-gen, potrebbe rivelarsi un’opera a suo modo preziosa.

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