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Overkill The Walking Dead: gli autori di Payday vanno a caccia di zombie

Gli autori di Payday presentano Overkill The Walking Dead, shooter a base di zombie fortemente incentrato sul multiplayer co-op, in stile Left 4 Dead.

Overkill The Walking Dead
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il brand di The Walking Dead è oramai diventato una piovra che si aggrappa ad ogni settore dell'entertainment di massa. Dai giochi per cellulare alle serie TV, l'universo narrativo di Robert Kirkman ha sostanzialmente invaso il mondo, proprio come i terribili zombie di cui racconta. Ed è grazie a Starbreeze e ai ragazzi di Overkill Software che The Walking Dead si appresta adesso a ritagliarsi un posto anche tra i videogiochi che contano, approdando nel settore degli FPS tattici. Il team di sviluppo che si trova al timone della produzione è quello di Payday, ed è proprio la formula dello sparatutto cooperativo che viene ripresa, estratta dal contesto criminale, ed adattata all'universo pestilente e mortale scritto da Kirkman. Dopo avere provato una missione alla Gamescom, ci siamo fatti un'idea più specifica dell'offerta contenutistica e ludica del gioco.

    Nè carne né pesce

    Overkill's The Walking Dead, dicevamo, si presenta come uno shooter in prima persona fortemente incentrato sulla cooperativa. La struttura complessiva assomiglia insomma a prodotti del calibro di Left 4 Dead e del già citato Payday: al controllo di personaggi dalle diverse caratteristiche e disposizioni, quattro giocatori devono superare missioni progressivamente più complesse. I ritmi di gioco sono comunque lontani da quelli arcade dello shooter di valve, e assomigliano invece a quelli dei precedenti prodotti di Overkill: l'avanzamento è più lento e calcolato, a tratti quasi compassato.

    Per avere una speranza di sopravvivere bisogna procedere coordinatamente, restare vicini e guardarsi le spalle, cercando per altro di non sprecare troppe munizioni: molto meglio ricorrere, quando si può, ad un attacco corpo a corpo, per spaccare la testa dei non-morti senza fare troppo rumore.
    All'interno del gioco sono state integrate alcune meccaniche tipiche dei survival: le armi, sia da corpo a corpo che a distanza, rischiano di incepparsi o rompersi, e vanno riparate o sostituite. Le armi da fuoco e le violente colluttazioni fanno rumore, allertando zombie e nemici e rischiando di causare l'arrivo di orde di non-morti. Le munizioni, come dicevamo, scarseggiano, e i materiali per e riparazioni di cui sopra vanno cercati in ogni anfratto. Le dotazioni più importanti come granate, molotov e bende mediche vanno ovviamente costruite.
    Spesso e volentieri l'avanzamento viene inframezzato da situazioni che, oltre allo scavenging, incentivano l'esplorazione degli ambienti e l'interazione con alcuni elementi dello scenario. Per riuscire ad aprire un cancello elettrico, ad esempio, è necessario alimentare un generatore recuperando, in giro per la mappa, del carburante e alcuni fusibili.
    Diametralmente opposti alle velleità survival, il gioco presenta però un gunplay prettamente arcade, che rende l'esperienza più leggera rispetto alle previsioni, riducendo l'importante della costruzione tattica dell'azione. Il respawn aggressivo dei nemici in certe sequenze, l'assenza di fuoco amico e la presenza di numerosi indicatori su schermo avvicinano l'esperienza a quella di in uno sparatutto tradizionale, facendo sì che il prodotto rimanga in un limbo imprecisato fra i due estremi: quello esagerato e sopra le righe (incarnato ad esempio da World War Z) e quello più realistico e strategico.

    Restare indietro

    Al netto delle caratteristiche ludiche, l'elemento che meno ci ha convinto del The Walking Dead di Overkill è il dettaglio tecnico. Purtroppo ciò che ci è stato mostrato non rincuora gli interessati al progetto, soprattutto tenendo conto della finestra di lancio prevista, che prevede l'uscita in versione PC per Novembre, seguita dalle versioni PS4 e Xbox One per Febbraio 2019. Il colpo d'occhio è davvero povero, i modelli dei nemici si ripetono ossessivamente, la telecamera è difficile da gestire, bug e compenetrazioni sono all'ordine del giorno.

    L'intelligenza artificiale degli avversari umani (gli zombi si limitano giustamente ad avanzare a mani tese verso la preda) risulta assolutamente inadatta a gestire nemici che dovrebbero rappresentare la minaccia più temibile all'interno del gioco: i tempi di reazione degli ostili risultano spesso tardivi, rendendo paradossalmente più presente e pericolosa la quantità dei non-morti, e contraddicendo così pure i temi dell'opera di riferimento, che ha sempre visto nell'uomo e nella sua natura animalesca il perno centrale della narrazione.
    Le animazioni di corsa e interazione con gli oggetti risultano decisamente arretrate, e il feedback delle armi tutt'altro che efficace. Se uniamo questi elementi alla scarsa pulizia visiva, di certo non nello standard dei competitor, emerge un quadro non rassicurante.

    Supporto continuo

    Se dal lato tecnico Overkill's The Walking Dead lascia molto a desiderare, l'esperienza pregressa con lo studio di sviluppo non può che lasciarci ottimisti riguardo al futuro, ovvero al supporto post-lancio ed alla capacità del prodotto di evolversi secondo i feedback dei giocatori. Anche per questo titolo la software house ha già stabilito un piano di pubblicazioni modellato sulle istanze della community, totalmente gratuito e costante: si partirà dalle modifiche dell'interfaccia grafica per arrivare a nuovi personaggi giocabili, magari recuperati dall'opera originale.

    Kirkman ha del resto riconosciuto come canonica la storia principale del gioco, dimostrando una certa fiducia sia sul lavoro già svolto, sia sulle future aggiunte.
    In tal senso sarà interessante scoprire quale genere di storie prenderanno corpo nel mondo di gioco, ma tenendo conto che l'ambientazione scelta per le prime missioni è Washington D.C., è probabile che l'opera videoludica cercherà di dare qualche risposta alle domande sui alcuni dei retroscena retroscena dell'opera originale.
    Come per Payday, spetterà ovviamente alla community partecipare attivamente ai lavori, avanzando suggerimenti e richieste per le prossime modalità, abilità o caratteristiche da implementare.

    Overkill's The Walking Dead La qualità dell'universo di Kirkman è eccellente, così come il lavoro svolto da Overkill sui due capitoli di Payday. Purtroppo, al momento, sembra che l'unione di queste due eccellenze non abbia generato i frutti sperati. Dato però che la missione provata era solo una di quelle disponibili al lancio, e che il titolo promette di evolversi costantemente in funzione del feedback dei giocatori, terremo di certo d'occhio questo The Walking Dead, cercando di capire se e quanto sarà possibile ripulire l'esperienza complessiva dalle sue incongruenze, dalle contraddizioni, e dallo stato non eccellente del colpo d'occhio. Le idee ci sono, speriamo che il team riesca a metterle a frutto.  

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