Overwatch 2: inizia la lunga strada verso la recensione

Abbiamo provato per qualche giorno Overwatch 2 e adesso possiamo raccontarvi le nostre impressioni, in attesa della recensione!

Overwatch 2: inizia la lunga strada verso la recensione
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Blizzard ci ha permesso di testare con mano Overwatch 2, il nuovo capitolo dell'hero shooter finalmente pronto a debuttare dopo uno sviluppo piuttosto travagliato. Tra le varie novità abbiamo provato Kiriko, il nuovo eroe, e la Regina dei Junker, che farà capolino nelle fila dei tank. Non ci saranno solo personaggi inediti, comunque. Diversi cambiamenti attendono tutti i giocatori: dal passaggio al modello free-to-play al formato 5v5, fino alle sei mappe (avete visto l'arena portoghese di Overwatch 2?) e al rework completo di eroi e abilità. Insomma, le migliorie all'esperienza e le novità introdotte sono evidenti, quindi - in attesa delle recensione - siamo pronti a parlarvi della nostra prova sul campo con la versione completa dello sparatutto.

    Cambia tutto? Quasi...

    Avviare nuovamente l'hero shooter ci ha trasmesso una piacevole sensazione di familiarità. Da possessori della prima ora della Origins Edition di Overwatch datata maggio 2016 - e dopo migliaia di ore trascorse sulle più disparate piattaforme - il tempo pare essersi fermato. La schermata principale del sequel ci accoglie con il suo rassicurante stile minimalista. Persino la navigazione nella vetrina in cui sono "esposti" gli eroi con tutte le loro ricompense ci permette di ammirare tutte le skin guadagnate nel corso degli anni (e chiaramente trasposte nel gioco). Sotto il profilo meramente estetico, quindi, sembra che Overwatch non sia cambiato. In effetti Blizzard ha ben pensato di dare continuità alla propria creatura, mantenendo il tratto visivo che ormai rappresenta da la cifra stilistica dell'IP.

    Se escludiamo il rework dei modelli base degli eroi, le nuove mappe, gli inediti effetti particellari e una generale "pettinata" al comparto grafico, s'intende. I veri cambiamenti si trovano appena sotto quella superficie patinata e cartoonesca. Il primo e più evidente è il passaggio al modello di business free to play e il conseguente abbandono delle loot box. Riguardo a questo punto abbiamo potuto approfondire la conoscenza del Battle Pass della Stagione 1 e del cosiddetto "Seasonal Model" adottato da Blizzard. Non possiamo che confermare quanto vi abbiamo già affermato in altre occasioni: si tratta semplicemente del moderno concetto - già ampiamente adottato da altre compagnie - di "game as a service".

    Ad ogni modo il Battle Pass si compone di due percorsi, quello free e quello a pagamento, che permettono ai giocatori di guadagnare svariate ricompense completando le missioni giornaliere, settimanali e mensili. Proprio attraverso il pass sblocchiamo il nuovo eroe Kiriko, di cui vi parleremo a breve ma non prima di aver fatto una precisazione. Il combattente sarà già giocabile per tutti i possessori di Overwatch. In generale i giocatori si troveranno non solo tutti gli eroi classici, ma anche Sojourn e la Regina dei Junker. Messe da parte le loot box, Overwatch 2 presenta un negozio tutto nuovo, con offerte e bundle a tempo limitato acquistabili con le monete Overwatch, ovvero l'equivalente digitale del denaro reale. Queste ultime possono essere guadagnate anche attraverso il pass.

    Gli eroi non muoiono mai!

    Le modalità di gioco presenti in Overwatch 2 non mutano molto rispetto alla versione precedente: svariate sottocategorie arcade consentono ai giocatori di sfidarsi mettendo al primo posto il divertimento caciarone. La modalità non competitiva, invece, permette agli utenti di combattere degli sfidanti col medesimo livello di abilità. Infine, la sezione competitiva sarà ovviamente riservata ai giocatori che vorranno cimentarsi nella scalata della classifica per essere i migliori alla fine di ogni stagione. Doveroso ricordarlo, coloro che non hanno mai affrontato quest'ultima dovranno prima disuptare cinquanta partite prima di potersi gettare nella mischia competitiva.

    Una volta scesi sul campo di battaglia la sensazione di cui vi abbiamo parlato in apertura, ovvero quella di "familiarità", ci ha travolto in maniera ancor più energica. La particolarità sta nel fatto che, questa volta, è durata davvero poco. Al netto del poter impersonare gli eroi di sempre, non abbiamo impiegato molto a notare degli stravolgimenti importanti, che mutano l'esperienza ludica in modo avvertibile. Il formato 5vs5 a nostro avviso rappresenta la modifica più importante nell'economia di gioco. Ora, in effetti, i ruoli hanno un peso specifico maggiore, a partire dal tank. Scendere nell'agone con un solo personaggio di questo tipo rende tanto gli attaccanti quanto gli healer vulnerabili. La configurazione che priva la squadra di eroi di peso influisce in modo piuttosto intenso sul gameplay, facendo acquisire particolare importanza al computo delle uccisioni.

    Eliminare gli eroi di supporto o gli attaccanti del team avversario impatta in misura più decisiva sulla strategia in game e, ovviamente, sull'esito del match. Inoltre tra i piccoli, grandi, interventi di ristrutturazione dell'esperienza, sono stati eliminati (oppure fortemente ridimensionati) i più importanti effetti di "crowd control" degli eroi, una caratteristica questa che ha fatto virare in maniera decisa il gameplay verso un flow più frenetico e godibile.

    Kiriko, Junker Queen...e gli altri

    Nei mesi scorsi vi abbiamo raccontato dei due maggiori rework che arriveranno nella prima stagione, ossia quelli legati a Orisa - trasformata in una macchina da guerra dalla grande mobilità - e Doomfist. Abbiamo analizzato anche Sojourn, l'eroina attaccante che ci ha ricordato molto da vicino Soldato-76. Se volete approfondire vi rimandiamo dunque alla nostra precedente anteprima della Beta di Overwatch 2. Invece, durante la nostra breve prova della versione completa, abbiamo potuto testare Kiriko e la Regina dei Junker, ovvero i primi veri eroi "2.0".

    Originaria del Giappone, Kiriko andrà a rinfoltire le fila del roster dei combattenti di Supporto. La ragazza, nonostante debba essere considerata primariamente una "healer", riesce comunque ad aiutare il team non solo con la sua elevatissima mobilità (possiede l'abilità di arrampicarsi sulle pareti come Genji e Hanzo), ma anche riversando una più che discreta quantità di danno sugli avversari con i suoi kunai, che di fatto costituiscono il suo attacco principale. Riguardo all'abilità associata al suo ruolo da healer, Kiriko può contare sui cosiddetti "Ofuda curativi". L'eroina può lanciare fino a cinque di queste speciali benedizioni alla volta prima che l'abilità si ricarichi, curando a distanza i compagni di squadra.

    Un'altra skill peculiare della combattente è la sua capacità di teletrasportarsi. Con Swift Step può raggiungere istantaneamente un compagno di squadra designato che si trova a una distanza di circa trenta metri, persino attraversando barriere fisiche. Questa abilità non solo ci è sembrata estremamente utile per aiutare la squadra ma ci ha anche tirato fuori da un bel po' di situazioni pericolose. Con un cooldown piuttosto breve (parliamo infatti di sette secondi), questa skill è forse la più interessante del pacchetto a disposizione dell'eroe. La terza abilità è la Protezione Suzu, una specie di "bomba" di energia spirituale che se lanciata cancella la maggior parte degli effetti negativi di stato e rende invulnerabili gli alleati nell'area in cui dispiega il suo effetto, almeno per un breve periodo. Quest'ultimo ha una durata davvero limitata, ecco perché prima di usare la Protezione è sempre utile leggere e capire l'azione di gioco, altrimenti si rischia di sprecarla nel momento meno opportuno.

    Per quanto riguarda la sua Ultimate, Kitsune Rush, ci riferiamo a uno spirito Volpe che corre davanti all'eroina e fornisce un enorme buff a tutta la squadra se questa si trova sulla sua traiettoria. Insomma, da quanto abbiamo potuto vedere, Kiriko ha davvero le carte in regola per entrare nel meta sin da subito. Più situazionale, invece, Junker Queen. Il tanto favoleggiato debutto della Regina dei Junker è finalmente giunto. Sua Maestà è appositamente pensata per essere un tank berserk specializzato nel combattimento ravvicinato e non a caso la sua arma primaria è uno shotgun.

    Molte delle abilità, poi, puntano a prosciugare la salute degli avversari nel corso del tempo curando contemporaneamente la Regina. Perciò è preferibile metterla nelle mani di quei giocatori che sono in grado di controllare i parametri della combattente in maniera accorta e autosufficiente. La Regina possiede anche un coltellaccio che può essere sfruttato sia nel corpo a corpo che lanciato e richiamato, ferendo così i malcapitati che si trovano nella traiettoria. Non solo: la reggente di Junkertown può incitare sé stessa e i compagni con il suo urlo, aumentando le statistiche di velocità e salute di tutta la squadra, e scagliarsi con una furia inaudita sul team avversario.

    Overwatch 2 Tornare ad abbracciare gli eroi di Overwatch è stata un’esperienza divertente e anche rassicurante. Abbiamo infatti potuto dare uno sguardo al modello di business che caratterizzerà il titolo d’ora in avanti e abbiamo avuto l’opportunità di testare il multiplayer PvP. Ci manca dunque tutta la parte dedicata al PvE, su cui attendiamo con ansia di mettere le mani. In ogni caso, al contrario di ciò che si potrebbe pensare, Overwatch 2 porta con sé piccoli e grandi cambiamenti all'esperienza ludica, che sembrano renderlo molto più di un semplice upgrade della prima iterazione del franchise. Ora non ci resta che tuffarci nuovamente nella mischia e darvi appuntamento alla recensione!

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