Overwatch 2: provato il sequel dell'hero shooter di Blizzard

La cerimonia d'apertura del BlizzCon 2019 si è conclusa con l'annuncio di Overwatch 2, e noi abbiamo provato con mano il sequel dell'hero shooter.

Overwatch 2
Anteprima: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Dopo un inizio di quelli imbattibili, il Blizzcon di quest'anno riesce anche a chiudere in bellezza, grazie al portentoso annuncio di Overwatch 2. Poco importa se era tutto telefonatissimo: perfino il logo era già finito online, e nonostante questo, quando parte la cinematica e vediamo finalmente "l'assemble" degli eroi Blizzard, impegnati a lottare fianco a fianco contro una minaccia comune, abbiamo sentito un tuffo al cuore. Poche altre IP hanno saputo farsi amare così tanto e in così breve tempo, ed anche per questo il primo Overwatch passerà alla storia.

    Adesso però è il momento di guardare avanti: prima di passare oltre, Jeff Kaplan ci ricorda che indifferentemente dalle nuove aggiunte, il core dell'hero shooter firmato Blizzard resterà concentrato sul PvP competitivo. A parte questo, le novità sono molte: innanzitutto, finalmente ci sarà uno story mode, affiancato poi da una seconda modalità PvE chiamata "Hero missions", dall'altissimo replay value, e in aggiunta anche un sistema di progressione basato sui livelli. Non mancheranno nuovi eroi, mappe e modalità, fra cui spicca sicuramente quella denominata "Push", e il tutto si avvale di una veste grafica migliorata e rifinita. Kaplan, prima di chiudere, ci tiene a specificare che i due capitoli di Overwatch condivideranno molti elementi, e paradossalmente è proprio questo l'interrogativo più grande.

    Alla scoperta dello Story Mode

    Per anni abbiamo sentito le loro storie, ci siamo commossi ed emozionati solo con qualche cortometraggio e una manciata di battute in-game, eppure la comitiva di Overwatch ci è rimasta nel cuore; una narrazione indiretta ed anomala, che ha fato forma ad un esperimento riuscitissimo, il quale tuttavia ci aveva sempre fatto sperare in qualcosa di più. Ed i nostri desideri sono stati esauditi.

    A primo acchito, la Story Mode sembra proprio quello che i fan chiedevano a gran voce, ovvero una trattazione diretta dei eroi mediante una campagna di tipo classico, fatta di missioni precedute (e inframezzate) da cutscene piuttosto corpose. Qui al Blizzcon 2019 abbiamo avuto modo di provare una di queste missioni, ambientata in una Rio de Janeiro semi-distrutta, in cui lo scopo era guidare un party premade composto da Mei, Reinhardt, Tracer e anche il padrone di casa Lucio. La demo cominciava nel bel mezzo dell'azione, perciò potremmo esserci persi l'incipit: in ogni caso, ci pare di capire che si tratta proprio dell'episodio che racconta l'ingresso in squadra di Lucio.

    Esattamente come nel cortometraggio ambientato a Parigi, anche Rio è assediata dai robot giganti, e sta a noi liberarla con ogni mezzo. Dopo una lunga sequenza introduttiva, costruita interamente in-engine e caratterizzata anche da una spettacolare regia di tipo action, il menu ci lascia scegliere il personaggio: come dicevamo in apertura, però, la scelta è limitata, e gran parte della difficoltà deriva proprio da questo, dal fatto che alcune team composition magari non sono esattamente nelle nostre corde; ciononostante, per avanzare dobbiamo necessariamente imparare a giocarle al meglio.

    Prima di iniziare c'è una novità: bisogna scegliere dei perk da assegnare al nostro personaggio, e questi sono divisi in tier legati al livello. Ad esempio con Lucio ci veniva proposto un upgrade della nostra abilità principale: in pratica potevamo scegliere se aumentare l'effetto di una singola canzone (velocità o cura), oppure la possibilità di usarle entrambe contemporaneamente. In poche parole un modo semplice ed efficace per aggiungere una variante strategica alle battaglie, con un occhio di riguardo per la build di squadra. La missione in sé, d'altro canto, è piuttosto lineare: si procede in una serie di corridoi e piazze (opportunamente arricchite in termini di verticalità) dove si trucidano centinaia e centinaia di avversari, che nel nostro caso andavano dai semplici mob terrestri via via più corazzati, fino ad arrivare a quelli volanti. Si tratta di un PvE decisamente interessante, ben calibrato, e infatti la cooperazione è vitale, pena l'annientamento quasi immediato, anche perché lo schema dei danni è simile a quello visto nel PvP, e un nemico qualsiasi fa una notevole quantità di danno, anche se l'IA -per ora- ci è sembrata aggressiva ma poco complessa. Staremo a vedere, perché un'altra bella fetta della difficoltà a nostro avviso dipende proprio da questo elemento.

    Le novità ovviamente non finiscono qui: man mano che si prosegue nel livello, dopo alcuni scontri chiave si avrà la possibilità di sbloccare altre abilità di tipo permanente, che si manifesteranno a noi sotto forma di forzieri con drop condivisi. Un esempio? Esistono oggetti per creare una barriera autonoma da 2000 punti scudo, oppure altri che rigenerano istantaneamente gli HP del team, o ancora delle torrette difensive (stile Torbjorn ma più grosse e veloci) da piazzare liberamente in giro per il livello. Queste abilità si aggiungono a quelle già in dotazione al nostro personaggio, e prevedono un cooldown piuttosto lungo (90 secondi).

    La missione è inframezzata da altre cinematiche, numerosi dialoghi e situazioni di battaglia che richiedono una comunicazione precisa, come ad esempio quando bisogna coprire un alleato finito a terra in attesa di essere riportato in vita (esatto, c'è anche questa meccanica). Una volta arrivati in fondo ed eliminate tutte le ondate che proteggono l'obiettivo, entra in scena anche un vero e proprio boss. Si tratta di un robot ben più grosso e corazzato di tutti gli altri, capace di cariche furiose e di un danno elevatissimo, praticamente impossibile da battere in solo. Bisogna saper gestire l'aggro, anche perché l'automa in questione pare molto più intelligente degli altri, e infatti mira dritto ai supporti e agli healer. Se Mei non è abbastanza veloce da riuscire a bloccarlo a mezz'aria si finisce "wipati", un po' com'è successo a noi. Per finire, a quanto pare il numero di try è limitato a tre, e una volta sconfitto definitivamente il team si ricomincia da capo. Vi ricorda qualcosa tutto ciò?

    Le Hero Mission ed il legame con il passato

    Per ora questo è tutto quello che sappiamo sullo story mode: la formula sembra interessante, soprattutto ben bilanciata e per niente semplice, per certi versi si potrebbe dire che somiglia ad una versione semplificata e declinata in salsa Overwatch dei raid su Destiny, il che non ci sembra affatto male. Ci piacerebbe ovviamente sapere quante sono queste missioni, quali saranno i party e soprattutto se man mano che si avanza diventeranno ancora più articolate, ma per questo dovremo ancora aspettare un po'.

    Quello che sappiamo è che le Hero Mission, descritte come altamente rigiocabili, saranno molto simili alla modalità sopracitata, con la differenza che ognuno potrà scegliere l'eroe che preferisce, creando party appositi per ogni occasione. Sulla progressione ancora tutto tace, ma ci viene da pensare che sarà un aspetto espressamente riservato al PvE, anche perché uno dei punti chiave di Overwatch 2 sarà il proprio contatto continuo con il capitolo precedente.

    L'intero modulo del multiplayer competitivo sarà un condiviso, nel senso che esisterà il cross-play, e se da una parte questo ci fa piacere perché citando Kaplan "nessuno deve rimanere indietro", dall'altra ci fa pensare che inevitabilmente Overwatch 2 resterà ancorato al suo passato. Cosa succederà con le nuove mappe ad esempio? E i nuovi eroi? L'esperienza potrebbe anche finire per frammentarsi eccessivamente, perché si sa: nel PvP è difficile prevedere i trend, e l'ecosistema potrebbe divenire fin troppo complesso.

    In ogni caso, una cosa estremamente positiva è che tutte le skin già sbloccate nel primo Overwatch verranno trasportate nel nuovo capitolo automaticamente, così come accadrà a tutti gli oggetti secondari o di natura cosmetica. Non è chiaro però fino a che punto i giocatori del vecchio capitolo potranno usufruire dell'upgrade grafico, che pur non essendo rivoluzionario è comunque un'ottima aggiunta. La conta dei poligoni è aumentata e si vede, ma l'introduzione più importante sono le nuove ombre, qualche luce e soprattutto l'arrivo dei riflessi, che conferiscono molta più profondità ad ogni modello. Il risultato finale è assai pulito, preciso e ancor più ricco di dettagli, caratterizzato sempre dallo stesso inconfondibile look che abbiamo imparato ad amare in questi anni.

    Overwatch 2 Ovewatch 2 è finalmente realtà, è legato a doppio filo al capitolo originale e porta con sé un mucchio di interessanti novità: prime fra tutte la Story Mode e le sue derivate PvE (come le Hero Mission), che promettono una valanga di contenuti stimolanti nonché una rigiocabilità invidiabile. Arriveranno anche un set di mappe inedite (come Rio e Parigi) e un gran numero di nuovi eroi, tutto supportato da un upgrade grafico essenziale ma alquanto piacevole. Resta da capire in che modo però questo sequel si relazionerà a quel predecessore, e non è una cosa da poco: gli sviluppatori affermano -con forza- che nessuno verrà lasciato indietro, e questo significa principalmente che ci sarà un PvP condiviso e cosmetici trasferibili, ma di riflesso ci lascia presagire anche qualche complessità sul fronte del bilanciamento generale, che nella peggiore delle ipotesi potrebbe trasformarsi in zavorra. Sicuramente è ancora troppo presto per parlarne, e bisognerà concedere un po' di tempo a mamma Blizzard prima di avere delle risposte. Al netto di qualche domanda che ci frulla nella testa, non possiamo che tornare a casa piuttosto soddisfatti.

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