Pagan Online, provato il nuovo ARPG di Wargaming.net

Per quanto caratterizzato da diversi elementi che sanno di già visto, Pagan Online sorprende con una personalità ludica peculiare e intrigante...

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  • Pagan Online rappresenta un caso da manuale di come le aspettative siano spesso fuorvianti, specialmente se basate su considerazioni fortemente arbitrarie. Volando verso Belgrado per provare il nuovo gioco di Mad Head Games, tutto quello che avevamo in mano erano le impressioni superficiali legate alla vicinanza - almeno apparente - del titolo con la più classica delle formule Diablo-like, unite a qualche preoccupazione circa il passato curricolare del team serbo, costellato da soli "hidden object games". Una volta adagiate le grinfie su mouse e tastiera, però, ci sono bastati pochi minuti per percepire il buon potenziale del titolo di Wargaming, alimentato da una ricetta hack-n-slash piuttosto particolare e senza dubbio intrigante.

    Dei pagani, eroi e botte da orbi

    Parliamo dalle basi: Pagan Online è un action rpg (single player e cooperativo) ambientato in un universo fantasy ispirato alla mitologia dei paesi slavi, opportunamente rielaborata per offrire ai giocatori un contesto dai tratti epici popolato da eroi, divinità, minacce demoniache e dragoni fiammeggianti.

    A prescindere dalle peculiari radici del suo immaginario, però, il gioco di Mad Head non si discosta poi molto dai canoni classici di questo genere di prodotti, anche per quel che riguarda una direzione artistica tutto sommato gradevole, ma tutt'altro che fresca. Inoltre, per quanto il gioco abbia un suo impasto narrativo, non aspettatevi di trovare nella trama uno dei cardini della produzione: si tratta di un mosaico di piccole storie modellato per fornire un valido pretesto per l'azione battagliera, un obiettivo da perseguire martellando con le dita sulla tastiera. Come intuibile, quindi, il gameplay puro rappresenta la pietra angolare della godibilità del titolo, nonché il suo principale punto di forza in termini di identità e originalità. Fortunatamente, per quanto ancora in fase di bilanciamento, questo nodo centrale risulta sorprendentemente godibile e a fuoco, capace di offrire al pubblico una quantità alquanto imponente di ore spasso mazzuolatorio. In Pagan Online vestiremo i panni di uno degli eroi di un roster ricco e variegato, tutti caratterizzati da diversi stili di combattimento. Alle prese con istanze di gioco rapide e frenetiche, ambientate su mappe di dimensioni contenute, dovremmo quindi massacrare diverse ondate di nemici, in battaglie culminanti con uno scontro finale particolarmente impegnativo.

    A differenza di molti altri esponenti del genere, Pagan rende imperativo un approccio al combattimento più tattico e ponderato, che impone una notevole consapevolezza spaziale in relazione alle specificità di ciascun personaggio e degli avversari da abbattere, con routine ludiche che richiamano alla mente elementi tipici di MOBA e MMORPG. Il movimento dell'avatar viene quindi gestito con il quartetto WASD, e un corretto posizionamento sul campo diventa una delle chiavi di volta del successo bellico, assieme alla capacità di sfruttare al meglio le rotazioni più efficaci di ogni eroe.

    Nei panni del possente Istok, il martello gigante del guerriero barbuto ci permetterà dunque di stordire tutti le minacce raccolte su una linea d'attacco piuttosto ampia, utilizzando lo scudo per assorbire i danni e potenziare i successivi attacchi corpo a corpo. Le affinità elementali del misterioso Lukian richiederanno invece una maggiore attenzione alla distanza tra lo stregone e i suoi bersagli, da indebolire prima di infliggere una grandinata di effetti ad area, tenendo in debito conto la fragilità del personaggio. Una volta sbloccati, accumulando specifici oggetti (diversi per ogni eroe) durante gli scontri, i diversi avatar saranno selezionabili in qualsiasi momento per ottimizzare l'efficienza letale a seconda delle necessità dello scontro, anche in base al personaggio eventualmente selezionato dal compagno in coop, con il quale sarà possibile mettere a segno combinazioni d'assalti la cui efficacia dipenderà dalla compatibilità tra gli archetipi rispetto alle sfide proposte dal dungeon affrontato. Le dinamiche coop aggiungono quindi un ulteriore substrato strategico al gameplay, nel quadro di un titolo in cui le capacità dei giocatori contano molto di più rispetto all'equipaggiamento in dotazione.

    Non a caso il gioco permette di usare sin da subito tutte le skill dei vari avatar, successivamente potenziabili avanzando di livello con un sistema "a rami d'abilità" piuttosto tradizionale. Per evitare di costringere gli utenti a uno sforzo eccessivo in termini di grinding, ogni nuovo eroe potrà inoltre utilizzare sin da subito equipaggiamento avanzato (il cui livello massimo sarà equivalente alla somma dei livelli di tutti i combattenti sbloccati): una scelta di design che asseconda in pieno l'evoluzione delle preferenze dei giocatori. L'accumulo di loot ed esperienza rimane comunque una delle colonne portanti della progressione, lungo un percorso che, in linea con la tradizione del genere di riferimento, propone una continua reiterazione dei medesimi iter ludici: partenza dall'hub centrale (dove selezionare le missioni, craftare l'equipaggiamento e potenziare i personaggi), brevi sessioni di combattimento e ritorno "al forte".

    Con solo un paio d'ore di gameplay alle spalle, non siamo in grado di prevedere quando e se le succitare routine andranno a logorare il "fattore divertimento" di Pagan, ma è comunque un'eventualità da tenere in considerazione. Per quanto le caratteristiche del gameplay garantiscano all'azione una considerevole diversità di base, ulteriormente ampliata da condizioni uniche da soddisfare per ottenere ricompense aggiuntive, la varietà complessiva non si allontana poi molto dagli standard del segmento, a fronte di una mole contenutistica in linea con la natura di prodotto "premium" di Pagan Online. Il pacchetto base sembra infatti includere una quantità piuttosto abbondante di attività da portare a termine, che sarà successivamente rimpolpata con l'aggiunta di DLC a pagamento. Un modello di business il cui successo dipenderà interamente dalla qualità dell'offerta di lancio e delle successive aggiunte, per quanto questa strategia di pubblicazione abbia ormai da tempo cominciato a perdere buona parte della sua attrattiva.

    Resta il fatto che la proposta di Mad Head Games appare solida e appagante, capace di coinvolgere gli amanti degli hack-n-slash con una formula rinvigorita da guizzi di design decisamente interessanti, che danno corpo a un gameplay skill-based, tattico e brutalmente soddisfacente. Per quanto non particolarmente originale, anche il comparto grafico risulta piacevole e funzionale al tipo di esperienza proposta, con un character design piuttosto azzeccato (al netto di qualche fluttuazione qualitativa) e un level design modellato per assecondare le caratteristiche dell'azione ludica.

    Pagan Online Malgrado i dubbi legati all’inesperienza del team di sviluppo e a un’estetica innegabilmente derivativa, Pagan Online sorprende con una formula ludica particolare e ben ponderata. La proposta di Mad Head Games rielabora gli stilemi classici del genere hack-n-slash per offrire al pubblico un gameplay stratificato e dalle forti sfumature tattiche, dotato di un’identità riconoscibile e funzionale. Un titolo che impegna e diverte con furiose battaglie caratterizzate da un ritmo martellante, che non lascia spazio allo “spegnimento cerebrale” che a volte contraddistingue le routine ludiche del segmento. È chiaro che si tratta di una valutazione preliminare, che non tiene conto di elementi essenziali come bilanciamento ed efficacia a lungo termine (entrambi forti elementi di rischio), ma il gioco di Wargaming ha comunque tutto il potenziale per trovare uno spazio nel mercato degli action rpg. Il suo futuro dipenderà però dalle caratteristiche di un supporto post lancio già intrinsecamente problematico, perché articolato su un percorso costellato di DLC a pagamento che potrebbero influire negativamente sulle dimensioni della playerbase, specialmente considerando la natura “doppia A” della produzione.

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