Persona 5 Scramble The Phantom Strikers: testata la demo del nuovo musou

Sviluppato in collaborazione con Omega Force, Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers sembra più un action RPG che un comune musou.

provato Persona 5 Scramble The Phantom Strikers: testata la demo del nuovo musou
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Disponibile per
  • PS4
  • Switch
  • PS4 Pro
  • Mentre la divisione occidentale di Atlus si prepara a lanciare nel nostro lato del globo la ricca riedizione ampliata e corretta di Persona 5 (per tutti i dettagli vi invitiamo a consultare il nostro recente provato di Persona 5 Royal), i fan nipponici hanno finalmente potuto accogliere nelle proprie collezioni anche lo spin-off in chiave musou realizzato in collaborazione col team di Omega Force. Proposto come un vero e proprio sequel, il titolo non è ancora stato annunciato per l'Occidente (anche se tutti ci aspettiamo che l'annuncio vero e proprio arrivi subito dopo la pubblicazione del già menzionato Persona 5: Royal), ma una corposa demo lanciata sul Nintendo eShop e sul PlayStation Store giapponese ci ha infine permesso di mettere alla prova il prodotto e di fugare una serie di ragionevoli sospetti. Di seguito vi proponiamo quindi le nostre impressioni su Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers, il quale, esattamente come ipotizzato nella nostra precedente anteprima, sarà un musou atipico e dotato di una spiccata componente RPG.

    La ragazza sbucata dal cubo di luce

    Non sappiamo ancora se e come Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers si ricollegherà ai fatti narrati in Persona 5: Royal, che fra le altre cose includerà un intero semestre di storie affrontabili subito dopo la conclusione dell'intreccio originale, ma il titolo sarà in tutto e per tutto un sequel diretto del capolavoro già disponibile su PS3 e PS4. La nuova avventura dei ladri di cuori avrà inizio stavolta nell'ultima decade di luglio, con l'arrivo delle tanto attese vacanze estive. Dopo un periodo di assenza non meglio specificato, il protagonista Ren Amamiya (o Akira Kurusu, se preferite il nome utilizzato nell'adattamento a fumetti di Persona 5) tornerà infatti a Tokyo per trascorrere i mesi estivi in compagnia di Ann Takamaki e degli altri amici, i quali lo accoglieranno con una vivace festa a sorpresa all'interno del caffè Leblanc, ossia il locale poco frequentato in cui il ragazzo ha dimorato per un intero anno scolastico. Sarà proprio nel mezzo dei festeggiamenti che i Phantom Thieves of Hearts apprenderanno dell'esistenza dell'applicazione e assistente vocale nota come EMMA, che all'indomani finirà addirittura per trascinare Ryuji, Morgana e lo stesso Ren all'interno del Metaverse. I tre ladri di cuori, difatti, si ritroveranno solo per caso a gironzolare in quello che potrebbe essere il Palazzo dell'attrice Alice Hiragi, che dopo averne ordinato la cattura li rinchiuderà prontamente in una specie di discarica.

    Ancora sconvolti dall'inaspettato ritorno del Metaverse, i ladri si imbatteranno quindi in un bizzarro cubo di luce che, al contatto con Ren, si dissolverà per lanciare il posto ad una misteriosa intelligenza artificiale con fattezze umane. Non solo Sophie si offrirà di aiutare i ragazzi durante la fuga, ma addirittura si dimostrerà capace di ricorrere ai portentosi poteri di un Persona per la prima volta non legato ad alcuna carta dei tarocchi. Una ragione più che valida e sufficiente, insomma, per sospettare che la fanciulla possa ricoprire un ruolo di spicco all'interno dell'intreccio narrativo imbastito stavolta dai connubio Atlus-Omega Force.

    A giudicare dalla demo, che a conti fatti ci ha concesso di giocare i primi 60 minuti della nuova avventura di Ren e compagni, si direbbe che gli sviluppatori siano riusciti a mescolare sapientemente i principali elementi caratterizzanti delle serie Warriors e Persona. Anche grazie alla presenza della componente "slice of life" tanto amata dai fan di Persona 5 - che tuttavia non sappiamo quanto verrà approfondita e sfruttata - il titolo promette un comparto narrativo di tutto rispetto e in perfetta linea con le travolgenti tematiche pop del proprio prequel. Augurandoci che tutti i personaggi nuovi vengano caratterizzati a dovere, la nostra sincera speranza, quindi, è che lo spin-off riesca persino a rivelare delle sfaccettature inedite del già straordinario cast originale, già abbondantemente esplorato da Persona 5 e dai suoi molteplici derivati.

    La sottile linea che separa il musou dall'action RPG

    Se in passato avevamo ipotizzato l'assenza dei settori da conquistare che, in genere, caratterizzano l'avanzamento nelle missioni tipiche dei titoli di stampo musou, la versione di prova di Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers ha persino confermato la volontà del team di sviluppo di confezionare un prodotto classificabile, in buona parte, come un action RPG. In effetti il sistema di combattimento potrà anche basarsi prevalentemente sul frenetico button mashing necessario a concatenare centinaia di combo, ma stavolta i ragazzi di Omega Force hanno fatto del loro meglio per elaborare un gameplay ben più articolato e variegato del solito. Oltre ai consueti assalti fisici a base di spade, fruste e mazze chiodate, i ladri di cuori possono infatti ricorrere a pistole, fucili e varie armi da fuoco per focalizzare l'attacco su singoli nemici particolarmente potenti o problematici, proprio come accadeva nel videogioco originale. L'uso delle suddette, tuttavia, è limitato al numero di munizioni trasportate da Ren e compagni, i quali sono in grado di rifornirsi solo dopo essere tornati nel mondo umano. Di conseguenza, capire quando mettere da parte l'arma in bianca in favore di un mitra, e viceversa, al fine di non sprecare preziose pallottole che potrebbero tornare utili contro nemici di un certo rilievo, assume un'importanza strategica da non prendere alla leggera.

    Come in qualsiasi altro musou, il riempimento di un'apposita barra, in questo caso collocata accanto alla sagoma del personaggio controllato sul campo di battaglia, consente l'utilizzo di una devastante e cinematica mossa speciale. Ad eccezione dei boss, il cosiddetto "Showtime" consiste infatti in un portentoso attacco ad aria in grado addirittura di polverizzare tutti i nemici presenti sullo schermo, risultando a conti fatti una carta da utilizzare solo in casi di estrema necessità. Come se le opzioni d'attacco già menzionate non fossero già abbastanza, Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers pone sul piatto anche una sconfinata serie di skill che i vari Persona dei nostri eroi possono apprendere attraverso l'aumento di livello.

    Ryuji e gli altri, come già visto in P5, hanno quindi la facoltà di mettere in pausa l'azione in qualsiasi momento per scagliare micidiali tecniche elementali, sia fisiche che magiche, in grado di sfruttare le debolezze degli avversari per stordirli e innescare i rocamboleschi All-Out-Attack in tempo reale, che questa volta coinvolgono e danneggiano una vasta fetta di nemici circostanti. Un utilizzo scellerato delle suddette, ad ogni modo, può anche rivelarsi un'arma a doppio taglio, poiché il loro innesco richiede il sacrificio di preziosi punti MP (che infatti tendono ancora una volta ad esaurirsi troppo in fretta) o addirittura HP.

    Va inoltre specificato che tutti i Persona possono accumulare punti esperienza, salire di livello e apprendere nuove mosse, ma solo Joker ha la possibilità di legarsi a più ombre e, soprattutto, di cambiare il proprio Persona anche nel mezzo della lotta, adattando la lista delle skill disponibili a seconda delle necessità. Stavolta, però, non sarà necessario trattare con le ombre per aggiungerle alla squadra, poiché queste, nel mezzo delle battaglia, faranno cadere in maniera automatica e casuale le "maschere" necessarie per arruolarle e assegnarle come partner del nostro Joker. Poiché Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers ha visto anche il ritorno della Velvet Room, è assai probabile che il leader dei ladri di cuori, come nel gioco originale, possa persino fondere i propri Persona per ottenerne di nuovi, rimpolpando continuamente l'elenco delle magie elementali usufruibili.

    Infine, durante la nostra prova abbiamo potuto finalmente testare l'efficacia delle interazioni ambientali, che nel mezzo delle battaglie aprono le porte ad azioni imprevedibili e spesso spassose. I pali della luce posti per le strade, ad esempio, possono essere utilizzati per roteare vorticosamente e colpire tutti i nemici circostanti; far crollare le impalcature sopraelevate, invece, è un ottimo sistema per stordire un vasto numero di avversari e seminare il caos sulla mappa di gioco.

    Peccato soltanto che tutte le gustose trovate escogitate da Omega Force per variare la formula alla base non gameplay non facciano altro che abbassare un livello di difficoltà già tarato verso il basso, a causa della scadente intelligenza artificiale che ancora una volta caratterizza le sconfinate orde di nemici tutti uguali. Nonostante Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers presenti tre diversi livelli di difficoltà selezionabili dal menu opzioni, persino la modalità difficile ci è parsa abbastanza permissiva, ragion per cui ci auguriamo che il prodotto finale venga opportunamente ribilanciato o comunque munito di livelli di sfida aggiuntivi e più ostici.

    Un rispettoso remix

    Avendo potuto affrontare soltanto una minuscola porzione di gioco, sarebbe alquanto prematuro esprimere un giudizio sul comparto artistico di Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers. Durante la nostra prova, tuttavia, siamo rimasti a bocca aperta dinanzi alle superbe cutscene in stile anime, per non parlare dei superbi modelli poligonali e degli artwork dei personaggi, che oggi appaiono persino più dettagliati, fluidi ed espressivi di un tempo. Per il rovescio della medaglia, diverse texture in bassa risoluzione e per giunta sprovviste di anti aliasing potrebbero suggerire la solita e grave trascuratezza da parte di Omega Force nella cura delle ambientazioni.

    Quantomeno su PlayStation 4, la demo di Persona 5 Scramble The Phantom Strikers ci ha sorpresi con un frame rate granitico persino nei momenti più concitati, e che appunto si attesta sui 60 FPS (contro i 30 della versione per Nintendo Switch). È però il comparto sonoro il piatto forte del pacchetto, poiché include degli accattivanti remix dei brani più riusciti dell'originale Persona 5, come ad esempio una travolgente versione rock della già sensazionale "River in the Desert" composta da Shoji Meguro e cantata da Lyn Inaizumi.

    Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers Mese dopo mese, quello che poteva essere solo "un altro musou” sembra ormai diventato un promettente action RPG. La demo giapponese di Persona 5 Scramble: The Phantom Strikers ci ha fornito non solo un succulento assaggio di una storia a primo acchito intrigante e in linea coi toni del capostipite, ma ha posto sotto i riflettori i validi e numerosi accorgimenti ludici che i ragazzi di Omega Force hanno apportato alla formula classica (e un po’ stantia) che da tanti anni caratterizza i loro titoli. E sebbene sia ancora troppo presto per esprimere un giudizio sul prodotto, anche perché un livello di difficoltà tarato verso il basso rischia di vanificare completamente le ottime trovate del team, la sensazione di avere sul fuoco il miglior musou che la storia ricordi si sta facendo sempre più insistente. Toccherà attendere l'inevitabile localizzazione per fugare in via definitiva i nostri sospetti.

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