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PES 2018: provata la demo del nuovo gioco di calcio Konami

Alla fiera tedesca abbiamo provato la demo di Pro Evolution Soccer 2018 (disponibile dal 30 agosto) in compagnia di Adam Bhatti.

Pro Evolution Soccer 2018 Demo
Anteprima: Playstation 4
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Xbox 360
  • Ps3
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • L'appuntamento con il grande Adam Bhatti, nella piccola saletta privata al Booth di Konami durante la Gamescom di Colonia, è oramai un evento fisso ed imperdibile: per il clima di familiarità che si respira, sembra quasi un incontro tra amici, quando giornalisti di settore e sviluppatori si radunano per fare il punto della situazione sull'ultima edizione di Pro Evolution Soccer ad un mese dal lancio ufficiale. Con il suo solito sorriso socievole e solare, il Global Brand Manager ci accoglie calorosamente, pronto ad elencarci le ultime novità in termini di partnership e contenuti che saranno presenti nella versione finale. PES, del resto, ogni anno "segna" un piccolo punto a favore del versante simulativo, provando a donare maggiore "realismo" non solo al gameplay, ma anche a tutto il contorno di licenze e modalità disponibili, così dà trasmettere all'utente l'illusione di trovarsi in un ricco compendio interattivo del calcio virtuale.
    Le evoluzioni, in tal senso, sono significative ma ancora molto limitate.

    E mentre da un lato ci troviamo dinanzi alla versione digitalizzata del Maradona dei tempi d'oro, e del corridore Usain Bolt come agente per il MyClub (ottenibile esclusivamente effettuando il pre ordine del titolo), dall'altro dobbiamo purtroppo di nuovo accontentarci di un campionato di Serie A ancora monco di una delle sue squadre più rappresentative, ossia la Juventus: su 20 club, difatti, quelli completamente licenziati saranno 19, con buona pace dei tifosi bianconeri. Allo stesso modo, la Seconda Divisione italiana comprenderà i veri nomi dei giocatori, ma non quello dei team coinvolti.
    A beneficiare di un accordo completo, in campo europeo, sono soltanto Francia ed Olanda, mentre le altre nazioni, tra cui l'Inghilterra e la Germania, presenteranno solo un numero limitato di team caratterizzati da specifiche ufficiali. È questo un antico problema di PES, con cui i fan più indefessi sono ormai scesi a patti, ma che comunque dispiace di dover ancora riscontrare anno dopo anno, specialmente in quest'ultima versione che, dal punto di vista grafico, ha svolto dei passi da gigante, garantendo al pubblico un grado di immersività mai così rimarchevole.

    Gli "acquisti" della società giapponese, i ogni caso, si estendono anche alla modalità MyClub, nella quale fanno capolino campioni del calibro di Michael Owen e Ian Rush, cui si affiancano, tra gli altri, gli indimenticabili Socrates, Salas, Zamorano e Beckham. Un pizzico di "storia" del calcio, in sostanza, che evidenzia come PES stia tentando di rivolgersi non soltanto ai semplici appassionati, ma a veri e propri cultori, con l'obiettivo di scrivere una propria, piccola enciclopedia digitalizzata che, in qualche modo, diffonda la conoscenza di questo meraviglioso sport anche ai giocatori più giovani. Ma l'intento di PES 2018 consiste nel far breccia non solo dei cuori della fanbase europea (con 34 team presenti all'appello) ma anche di quella sudamericana, asiatica ed africana, in cui, poco alla volta, Konami sta cercando di estendere la propria influenza. A rendere l'ultima edizione di Pro Evolution Soccer più desiderabile per gli estimatori del lato maggiormente "spettacolare" del calcio, contribuiscono le licenze della Uefa Champions League, della Uefa Super Cup, della AFC Champions League e della Uefa Europa League, pronte a regalare momenti di pura atmosfera agonistica alle nostre competizioni. Che lo studio di sviluppo, quest'anno, abbia puntato molto del so appeal sul lato "visivo" e "coinvolgente" della produzione è un dato di fatto indiscutibile: ne abbiamo avuto ulteriore conferma nel momento in cui Adam Bhatti ha deciso di focalizzare gran parte della presentazione a porte chiuse sugli incredibili miglioramenti grafici del FOX Engine, sia sui volti dei giocatori più famosi, sia nella raffigurazione virtuale dei 36 stadi inclusi nel pacchetto, di cui Konami ha riprodotto fin nel minimo dettaglio persino gli ingressi da cui sfilano, trionfanti, le squadre prima di un match.

    E a proposito di "partite": oltre a ribadire quanto la società punti molto sugli scontri online in cooperativa, Bhatti ci ha invitati a provare con mano la stessa demo che, il 30 agosto, sarà messa a disposizione per il download su console di corrente e passata generazione (ma non su PC, una piattaforma che, per fortuna, quest'annata godrà di un porting finalmente all'altezza delle controparti PS4 e Xbox One). Tra le 12 squadre inserite nella build in arrivo, non mancano club come l'Inter, il Barcellona, il Liverpool ed il Colo Colo, accompagnati dalle nazionali della Germania, dell'Argentina e del Brasile. Avevamo già avuto modo di parlare, nel corso dei nostri precedenti hands-on, delle novità di PES 2018 in termini di puro gameplay: il fugace test sulla postazione allestita per l'occasione non ha fatto altro che confermare tutte le impressioni già espresse in passato: un ritmo più ragionato, un maggior controllo palla al piede ed una deriva più "tattica" concorrono a dar forma a quello che - come ribadisce a chiare lettere anche Adam Bhatti - è un PES pensato per essere non un pigro punto d'arrivo, bensì le fondamenta ludiche da cui erigere il futuro della serie. È per questo che l'edizione del 2018 si porta dietro uno smodato numero di aspettative che verranno disattese o concretizzate solo dopo che a settembre il fischio d'inizio segnerà il principio di questa nuova e combattuta stagione calcistica.

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