E3 2018

PES 2019: il gioco di calcio Konami scende in campo all'E3 di Los Angeles

Con PES 2019, Konami vuole alzare ulteriormente l'asticella proponendo un gioco di calcio sempre più coinvolgente: lo abbiamo provato.

Pro Evolution Soccer 2019
Anteprima: Playstation 4 Pro
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Il Convention Center di Los Angeles, nei giorni dell'E3, si trasforma in uno Stadio nel quale assistere all'amichevole pre-campionato tra lo sportivo di Electronic Arts e quello di Konami, sempre pronti a darsi battaglia per la corona di migliore simulazione calcistica. Dopo aver già osservato gli allenamenti di FIFA 19, ci siamo fiondati negli spogliatoi di Konami per capire in che modo il club nipponico si prepara alla sfida. Buona parte della presentazione a porte chiuse ci ha illustrato principalmente le novità in termini contenutistici e ludici di questa edizione, che si limita a rifinire la formula di gameplay dello scorso capitolo senza - ovviamente - apportare grossi cambiamenti. Cercando di resistere al contraccolpo della perdita della Champions League, PES si concentra soprattutto nella costruzione di una simulazione sempre più verosimile, rifinita nel dettaglio e priva di orpelli. Ogni anno che passa è un piccolo tassello in più verso il realismo: il team giapponese, infatti, sa quello che i suoi fan vogliono da un nuovo episodio della serie, e cerca di accontentarli al meglio delle sue possibilità.

    Addii e nuovi arrivi

    Anzitutto, è bene specificare un dettaglio molto importante: PES 2019 non sarà disponibile su console della passata generazione. Si tratta di una precisa dichiarazione di intenti, con l'obiettivo di focalizzare tutte le attenzioni della produzione al perfezionamento del Fox Engine, senza sacrificare alcunché in termini di risorse. Una rottura totale con il passato, mentre l'occhio si orienta verso il futuro: il consolidamento del motore grafico, del resto, non è un semplice orpello visivo, ma si muove di pari passo con l'evoluzione del gameplay.

    Nel tentativo di rimediare, almeno in parte, all'assenza dell'importante partnership con la UEFA, Konami ha inserito nell'ultima edizione del suo sportivo un maggior numero di licenze, alcune delle quali aspettano ancora di essere svelate nei mesi che verranno. Allo stato attuale, è stata confermata la presenza della International Champions Cup e - in esclusiva - quella della Premiere League russa. Quest'ultima, nello specifico, non possiede certo un grande appeal per gli utenti nostrani, incapace di controbilanciare il fascino imperituro ed internazionale della Champions. Tuttavia, non è da escludere che il team asiatico abbia in serbo qualche sorpresa un po' più succulenta per la sua fanbase. Sempre in termini di offerta contenutistica, fanno il loro ritorno le immancabili Leggende del passato, tra cui Nedved, Maldini e Cafu, ricostruiti con una grandissima attenzione per il dettaglio, proprio come PES ci ha ormai abituato. Stupefacente, com'era prevedibile, anche il motion capture degli atleti più celebri, come i classici "calciatori copertina" quali Cutinho e Beckham, digitalizzati con una cura che ha del maniacale. Ad influenzare sia il colpo d'occhio sia il gameplay ci pensa poi la cosiddetta fatica visibile, tramite la quale gli atleti daranno in campo evidenti segni di stanchezza, tramite l'utilizzo di animazioni contestuali. Spetterà quindi a noi cambiarli in corso d'opera ed adeguare di conseguenza le strategie di gioco: per l'occasione - seguendo l'esempio di FIFA 18 - sono state inserite le sostituzioni rapide, da attuare con la pressione di un semplice tasto quando la partita si interrompe, pur senza mettere in pausa il gioco. Strettamente connessa alla fatica visibile è poi la personalità individuale dei calciatori, che reagiscono diversamente a seconda delle diverse sollecitazioni in campo.
    È chiaro che simile rifinitura è legata per lo più alle superstar del pallone, ossia quegli atleti "premium" che hanno fagocitato buona parte dell'impegno dello studio. Sempre in nome di un realismo assai ricercato, è stato aggiunto il cosiddetto "first touch impact" con il quale la reattività del corpo dei calciatori varierà in base alla posizione sul campo, all'impatto ed alla distanza dalla palla.

    Leggermente modificati e resi più eleganti e fluidi nelle movenze d'esecuzione, sono sia i dribbling, sia i tiri: quest'ultimi, in particolare, si modificheranno a seconda della fisicità, dell'inclinazione del corpo e della distanza dalla sfera. Fa il suo ritorno anche la neve, che riempie il manto erboso e muta il ritmo della corsa e rallenta le traiettorie rasoterra del pallone.
    Apparentemente rielaborata anche la gestione delle partite sotto la pioggia, che inficiano inevitabilmente il modo dell'utente di approcciare la partita. Le condizioni climatiche, insomma, mai come quest'anno, sembrano cambiare davvero in modo considerevole l'andamento dei match. L'incontro a porte chiuse con Konami ha però rivelato anche alcune informazioni per quanto concerne le modalità di gioco: da una parte l'iconica Master League, che sulla carta dovrebbe incrementare e limare le dinamiche delle compravendite e la gestione economica, mentre dall'altra l'immancabile myClub che - stando alle parole del team - ha subito notevoli mutamenti, sia dal punto di vista del design, sia da quelli dell'offerta ludica.

    È stato messo da parte il meccanismo di "pesca delle sfere" di varia rarità, con le quali sbloccare nuovi giocatori, sostituito da una serie di pacchetti che - una volta aperti - ci garantiranno nuovi atleti con cui rimpolpare la nostra rosa, le cui prestazioni saranno basate sul rendimento delle loro controparti reali nei campi erbosi. Anche in questo caso si tratterà però di una "lotteria" basata quasi esclusivamente sulla fortuna.
    Pad alla mano, in ogni caso, PES 2019 si è dimostrato un gioco solido, decisamente migliorato sotto il profilo tecnico e delle animazioni, che restituiscono una dinamica di controllo palla più soddisfacente rispetto al passato. Le poche partite che abbiamo potuto affrontare non ci permettono, in ogni caso, di formulare giudizi più approfonditi sulla competenza degli arbitri e sull'efficacia dei portieri. Affrontando un paio di match al grado di sfida Regolare abbiamo purtroppo notato qualche svarione di troppo per quanto riguarda gli estremi difensori, problematiche che si sono attenuate di parecchio aumentando il grado di sfida fino a Superstar. Si tratta chiaramente di una demo preliminare, e di tempo per smussare qualche spigolo ce n'è in abbondanza. Al momento siamo rimasti comunque moderatamente sorpresi da quelle piccole limature che interessano in particolare l'interazione tra i calciatori, il colpo d'occhio complessivo e la sensazione di avvertibile pesantezza corporea a seconda degli atleti sotto il nostro controllo. In attesa dell'uscita il prossimo 30 agosto, avremo ancora modo di intrufolarci negli spogliatoi dei supercampioni di Konami per valutare l'avanzamento dei lavori e la preparazione atletica delle star. Dal bordo campo dell'E3 per ora tutto, a voi la linea.

    Che voto dai a: Pro Evolution Soccer 2019

    Media Voto Utenti
    Voti: 42
    6.7
    nd