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A Plague Tale Requiem: il ritorno di Amicia e Hugo

Grazie al Tribeca Games Festival, abbiamo avuto l'occasione di testare una demo di 40 minuti di A Plague Tale Requiem, ecco le nostre impressioni.

A Plague Tale Requiem
Anteprima: PC
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Prosegue sulle pagine di Everyeye il nostro coverage dedicato alla II edizione del Tribeca Games Festival. Dopo avervi proposto il nostro provato di Immortality e la nostra prova di As Dusk Falls, è tempo di passare alla principale star dell'evento videoludico. Se lo scorso anno il grande protagonista del festival era stato Kena: Bridge of Spirits, questa volta lo scettro è infatti passato all'atteso A Plague Tale: Requiem, da tempo in lavorazione presso la sede di Asobo Studio.

    Per l'occasione, il sequel diretto dell'apprezzato A Plague Tale: Innocence (se vi siete persi il primo capitolo, potete recuperare la recensione di A Plague Tale: Innocence) non si è solamente palesato durante il Tribeca Games Spotlight, ma si è reso disponibile sullo showfloor del festival newyorkese. Pur distante dalla Grande Mela, anche la Redazione di Everyeye ha avuto l'opportunità di testare A Plague Tale: Requiem, grazie ad una ricca demo della durata di circa 40 minuti. Poggiato il pad e impugnata la tastiera, siamo ora pronti a raccontarvi il nostro viaggio nel Medioevo europeo.

    La notte della speranza

    Ancora una volta, le ombre della Francia del XIV secolo calano cupe attorno ad Amicia e Hugo. I due fratelli si stringono l'uno all'altro, nella speranza che l'affetto reciproco sia sufficiente a salvarli dal buio che li avvolge. Sono gli anni della Peste Nera e dell'Inquisizione, frammenti di storia umana che annegano nell'orrore, nella paura e nella superstizione. Eppure, in A Plague Tale: Requiem possiamo scorgere ancora una luce che brilla, incastonata nelle speranze dei due giovani protagonisti.

    La demo di A Plague Tale: Requiem proposta da Asobo Studio ci ha catapultati nel bel mezzo del terzo capitolo dell'avventura. Dal titolo "Burden of Blood " - che potremmo tradurre come "Il fardello del sangue" - , quest'ultimo si apre con una cut-scene che ci fa immediatamente comprendere la difficile situazione in cui versa la famiglia De Rune. In una piccola casa, riecheggiano i lamenti disperati di Hugo, che lontano dagli occhi di Amicia è sottoposto ad un non meglio precisato trattamento medico. A somministrarlo, è un rinomato studioso di alchimia, che, almeno secondo la madre dei due ragazzi, dovrebbe avere una approfondita conoscenza della Macula, la misteriosa malattia dai risvolti sovrannaturali che scorre nel sangue di Hugo.

    La terapia, tuttavia, non sembra star generando risultati concreti, con il bambino che non mostra significativi segni di miglioramento. Amicia, nuovamente in rotta di collisione con la madre, diffida delle competenze degli alchimisti ai quali è stato affidato al fratello.

    Con la mediazione di Lucas (il giovane apprendista che avevamo potuto incontrare in A Plague Tale: Innocence), la ragazza accetta però di recarsi in città, per procurarsi un'erba officinale presso la bottega di un noto erborista. Dalle parole che i due amici si scambiano lungo la strada, intuiamo che dopo la fuga dal Grande Inquisitore, la famiglia De Rune ha trovato rifugio in Provenza, nel sud della Francia. Dopo un'apparente calma, le condizioni di Hugo sono però tornate a peggiorare, al punto che Amicia è ora seriamente preoccupata per le sorti del fratellino.

    Scettica in merito all'utilità degli studi alchemici per affrontare la maledizione della Macula, la giovane è invece favorevole ad una soluzione alternativa: veleggiare in direzione di una misteriosa isola, che da tempo popola i sogni di Hugo. Lucas, con un atteggiamento pragmatico, considera la proposta un delirio fanciullesco, ma Amicia avrà ben presto ulteriori argomentazioni da portare a supporto della sua tesi.

    I ratti son tornati

    Come avevamo già avuto modo di raccontare in una precedente anteprima di A Plague Tale: Requiem, i ratti sono infatti tornati a infestare il Medioevo francese.

    Appena entrati in città, Amicia e Lucas si rendono immediatamente conto che qualcosa non va. La gente bisbiglia preoccupata agli angoli delle strade e l'accesso al quartiere dell'erborista è completamente bloccato da soldati armati. Nostro malgrado, non ci resta che condurre i due giovani protagonisti verso una strada alternativa, che si dipana attraverso gli angoli più angoscianti del distretto dei macellai. Mentre rivoli di sangue scorrono tra i ciottoli delle strade e i corpi di animali morti si prosciugano appesi a pesanti ganci di ferro, Amicia e Hugo sono costretti a procedere in un disgustoso pantano di sangue e putrefazione. Immersi sino alle ginocchia, i due avanzano lentamente, avvolti dal ronzio delle mosche che si nutrono delle carni decomposte. Il passaggio è breve ma intenso, capace di generare un sincero senso di repulsione e disgusto nel giocatore.

    Superata questa prima fase, è tempo di scoprire alcuni primi dettagli sul gameplay di A Plague Tale: Requiem. Per superare le nere onde dei ratti, il cui pulsare è ancora più inquietante di quanto visto nel primo capitolo, Amicia può ancora una volta fare affidamento sulla sua fidata fionda, con la quale è possibile accendere bracieri o spezzare le catene che reggono le carcasse degli animali destinati al macello. Se il fuoco provoca l'immediato diradarsi dei ratti, terrorizzati dalla luce delle fiamme, la carne sembra invece attirarne la ferocia, consentendo ad Amicia e a Lucas di superare illesi le creature. Nella demo è inoltre tornata in scena anche la possibilità di estinguere fiamme grandi e piccole, così da influenzare la direzione della pestilenziale orda di ratti. Nel corso del nostro test, abbiamo ad esempio potuto sfruttare la fionda per spegnere le torce dei soldati di pattuglia, tramutati così in vittime sacrificali per l'onda nera.

    L'incipit del Capitolo III di A Plague Tale: Requiem ci ha inoltre consentito un piccolo assaggio del sistema di combattimento, con Amicia che ha potuto mettere fuori combattimento un paio di soldati, con un colpo alla testa ben assestato tramite un sasso scagliato con la fionda, oppure con una violenta pugnalata nelle reni. Le colluttazioni corpo a corpo restituiscono un buon feeling, con la violenza e la brutalità della protagonista che in certi frangenti ci hanno riportato vagamente alla mente la furia vendicativa di Ellie in The Last of Us: Parte II. Anche Amicia, del resto, ci pare essersi incamminata lungo un pericoloso sentiero di perdizione, che ipotizziamo possa manifestarsi con particolare violenza nelle fasi più avanzate dell'Action Adventure.

    La demo proposta da Asobo Studio si è purtroppo interrotta nel momento in cui avevamo finalmente raggiunto il quartiere abitato dal nostro erborista. Non abbiamo così potuto scoprire il suo destino, che in effetti temiamo possa essere stato infausto. I soldati di Provenza in cui ci siamo imbattuti erano infatti impegnati in una chirurgica epurazione di ogni essere umano rimasto vivo nel quartiere assalito dalla fiumana di ratti. Agendo nell'ombra, lontano dagli sguardi del resto della popolazione, le autorità si preparavano a celare a occhi indiscreti gli eventi occorsi in quest'area della città.

    Quale tipo di sequel?

    A fronte della brevità e della natura della nostra prima esperienza con A Plague Tale: Requiem, vi sono aspetti di rilievo sui quali al momento ci è impossibile pronunciarci. Tra questi ultimi spicca il livello di linearità del gameplay confezionato da Asobo per questo sequel.

    Le vie cittadine lungo le quali ci siano mossi - più o meno furtivamente - rappresentavano infatti un ambiente claustrofobico, oltre che blindato dai numerosi posti di blocco. Il sentiero da percorrere nei panni di Amicia era dunque sostanzialmente obbligato, salvo piccole deviazioni la cui esplorazione si è rivelata essenziale ai fini della raccolta di risorse utili.

    Ancora una volta, accumulare nitrato, zolfo, alcol e altri materiali rappresenterà un aspetto essenziale del viaggio della protagonista, che dovrà sfruttare i componenti per dar vita a proiettili speciali per la sua fionda. Nel corso della nostra avanzata, la giovane ha inoltre discusso con Lucas della possibilità di migliorare il proprio equipaggiamento presso un banco da lavoro, nel quale tuttavia non ci siamo imbattuti. Assente dalla demo anche la balestra di Amicia che abbiamo potuto ammirare in azione nell'ultimo gameplay trailer di A Plague Tale: Requiem. Calati in una sorta di tutorial introduttivo, ci è ovviamente impossibile esprimerci su elementi complessi come l'IA dei nemici o l'efficacia delle fasi stealth.

    Quello che tuttavia possiamo sin da ora assicurare, è che tutti i principali pregi riscontrati dal pubblico in A Plague Tale: Innocence sembrano essere destinati a fare ritorno in forma amplificata. Sin dalla prima cinematica - e nonostante i limiti tecnici imposti da una prova a distanza -, il colpo d'occhio offerto da A Plague Tale: Requiem è imponente. Gli ambienti sembrano essere stati confezionati con una cura certosina, che ha reso le strade della cittadina francese vibranti di vita. Il già citato quartiere dei macellai, in particolare, risulta plasmato con dettagli che trasportano il giocatore direttamente al cuore di questo angosciante e truculento angolo di mondo medievale.

    A contribuire a generare un colpo d'occhio invidiabile, è anche la pioggia battente

    che ci ha accompagnato nei primi minuti di gioco. A sorprendere sono anche i volti dei nostri protagonisti, in particolare quello di Amicia, che risulta notevolmente espressivo. Buone percezioni anche per quanto riguarda le prove attoriali, anche se purtroppo ci è stato possibile testare esclusivamente la resa della lingua inglese. A lasciarci un'impressione estremamente positiva è stato inoltre il comparto audio, che può contare su dettagli carichi di fascino, come l'eco generato dalle voci dei personaggi mentre transitano fugacemente sotto un arco di mattoni.

    L'atmosfera, insomma, sembra aver compiuto intatta il passaggio da A Plague Tale: Innocence, con la Francia di Asobo Studio che ha ottime possibilità di riuscire ad affascinare i giocatori anche in A Plague Tale: Requiem. Purtroppo, dobbiamo invece in gran parte sospendere le nostre valutazioni sull'eventuale evoluzione del comparto più prettamente ludico, difficile da valutare in una sessione di tutorial della durata di poche decine di minuti. In attesa di poter testare fasi più avanzate dell'avventura, non ci resta che guardare con ottimismo agli indizi offerti dall'ultimo trailer di A Plague Tale: Requiem. Il filmato, infatti, sembra suggerire una struttura del mondo di gioco molto più aperta rispetto a quanto visto nella prima avventura di Amicia e Hugo. Una circostanza, che, se confermata, potrebbe portare con sé anche una maggiore libertà di azione per il giocatore, resa ancora più stimolante da un'eventuale limatura dell'IA degli avversari.

    A Plague Tale Requiem Dopo questo primo assaggio di A Plague Tale: Requiem, siamo ancora più ansiosi di poter scoprire la data di uscita del titolo, che verrà annunciata molto presto. Asobo Studio e Focus Home Interactive hanno infatti dato appuntamento al pubblico per il prossimo 23 giugno, con uno speciale showcase che includerà una versione estesa dell'ultimo gameplay trailer e la conferma del giorno del debutto dell'Action Adventure. Per il momento, la seconda avventura di Amicia e Hugo resta attesa per il 2022, su PC, PlayStation 5, Xbox Series X|S e Nintendo Switch (in versione Cloud). L'opera di Asobo Studio, inoltre, troverà spazio nel catalogo Xbox Game Pass, sin dal Day One. Per ingannare l'attesa, ricordiamo che questo potrebbe essere il momento perfetto per recuperare A Plague Tale: Innocence.

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