A Plague Tale Requiem è un sequel ambizioso: provato prima della recensione

Abbiamo giocato due capitoli centrali della nuova avventura di Amicia e Hugo: scoprite com'è andato il nostro viaggio verso l'isola La Cuna.

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Disponibile per
  • Pc
  • PS5
  • Xbox Series X
  • Un requiem solenne e inquietante riecheggia nel destino dell'umanità. Non è un canto, non è la melodia conciliante di un coro ecclesiastico. È morte e putrescenza che avanzano al ritmo di milioni di ratti neri, orde di minuscoli corpi aggrovigliati che rosicchiano e divorano e infettano. Sapevamo che la storia raccontata in A Plague Tale: Innocence non era che il prologo di qualcosa di più grande, e infatti non è passato troppo tempo prima che Asobo Studio ci desse conferma dell'ambizioso sequel: A Plague Tale: Requiem, per l'appunto, che vedrà la luce il prossimo 18 ottobre su PS5, PC, Xbox Series X e catalogo Game Pass.

    Siamo ormai vicinissimi a scoprire come proseguirà il viaggio di Amicia e Hugo, ma prima di mettere mano al prodotto finale abbiamo potuto provare una nuova demo dell'action adventure ambientato nella Francia del 1300. Vi raccontiamo com'è andata.

    A Plague Tale, più grande e più bello

    La nuova versione di prova che abbiamo giocato includeva i capitoli 6 e 7 dell'avventura, dunque siamo stati catapultati in una fase piuttosto avanzata della storia, nella quale figurano personaggi e riferimenti a fatti accaduti nelle ore precedenti che non vediamo l'ora di scoprire nel dettaglio.

    Provando a rimettere insieme i pezzi, anche considerando la nostra recente anteprima sul ritorno di Amicia e Hugo in A Plague Tale Requiem, sappiamo che dopo gli eventi di Innocence la famiglia De Rune ha potuto godersi soltanto un brevissimo periodo di tranquillità. Trasferitisi in Provenza, credendo di aver ormai debellato l'oscurità della Macula, i protagonisti conducono una vita apparentemente serena, finché il piccolo Hugo non si ammala nuovamente. Il bambino è ancora tormentato dalla Macula e sembra che le sue condizioni siano destinate a peggiorare. Sappiamo dunque che, dopo aver provato ogni tipo di rimedio medico e alchemico, Amicia prenderà una decisione drastica: assecondare una bizzarra visione di Hugo, raggiungendo un'isola remota con due montagne aguzze apparsa in sogno al ragazzino. Un luogo che, stando alle elucubrazioni di suo fratello, potrebbe nascondere il segreto per la guarigione dalla pestilenziale Macula. Pur con la disapprovazione dei suoi alleati, tra cui il giovane Lucas, Amicia si imbarca in un nuovo e pericoloso viaggio, e ci sembra chiaro che questo percorso la porterà inevitabilmente sulla via della dannazione.

    Nel capitolo 6, che inizia con i due fratelli a passeggio per una bellissima pianura fiorita, siamo in medias res nella trama di A Plague Tale: Requiem, e attraverso alcune particolari situazioni ci viene fatto capire che la protagonista deve essersi macchiata di nuovi crimini, per i quali è attualmente ricercata dalla legge. Sospettiamo che l'impavida guerriera abbia sfidato le autorità nel tentativo di proteggere Hugo, il quale potrebbe aver manifestato nuovamente i poteri devastanti della Macula, aizzando o provocando orde di ratti furiosi contro civili o soldati.

    La Peste è infatti tornata a dilaniare le città francesi, e il legame con le abilità mistiche del piccolo è praticamente assodato. Dopo un breve e rilassato vagabondare, i due fratelli vengono attirati da dolci canti religiosi provenienti da un campo nomade, e si imbattono in una compagnia cattolica errante. Decidono di rivolgersi al leader del gruppo per ottenere informazioni sull'isola, ma vengono interrotti sul più bello quando un manipolo di soldati irrompe nell'accampamento. Sono in cerca dei due ragazzi, ed è solo grazie alla benevolenza dei nuovi anfitrioni che i nostri riescono a scappare, non senza scatenare un nuovo inseguimento da parte di dozzine di militari armati.

    Da questo momento in avanti il sesto capitolo di Requiem ci mostra ciò che Asobo Studio e Microsoft ci avevano illustrato nell'evento dedicato di A Plague Tale Requiem. Siamo alla disperata ricerca di un riparo, abbiamo guardie agguerrite alle calcagna e ci troviamo in una cava labirintica, alla mercé dei nostri nemici.

    Qui sperimentiamo (si suppone per la prima volta) una novità esclusiva di questo sequel, un potere che Hugo illustra ad Amicia: il bimbo è ora capace di instaurare una connessione più profonda con i ratti presenti nel terreno, riuscendo a configurare il territorio circostante e individuando i nemici a grande distanza. Si tratta di una meccanica simile alla Modalità Ascolto di The Last of Us, pur con le dovute differenze: una volta premuto il comando apposito per innescare la vista, i protagonisti non possono muoversi. Il giocatore dovrà quindi memorizzare la presenza degli avversari, che rimarranno visibili a schermo per pochi altri secondi, per poi muoversi velocemente in un'altra zona per volgere la situazione a proprio vantaggio. In più, come abbiamo potuto notare in una fase più avanzata della demo, Hugo si rivelerà capace persino di controllare piccoli gruppi di ratti, così da volgerli contro guardie ignare che finiranno divorate atrocemente dai letali roditori. L'utilizzo di questo potere, però, consuma l'energia del giovane: quando la barra dello stress raggiunge l'apice, il piccolo perde il controllo dei ratti, che esplodono dal terreno divorando tutto e tutti, compresi i protagonisti.

    Le due condizioni appena descritte sono, a parere di chi scrive, fondamentali perché questa meccanica non risulti fin troppo tediosa e semplicistica: occorrerà utilizzarla con parsimonia, alternandola con una buona strategia di movimento lungo tutta la mappa. A tal proposito è opportuno citare due elementi chiave dell'esperienza di gioco: l'ambientazione e l'intelligenza artificiale. Per quanto riguarda la prima, possiamo confermarvi che le mappe sono molto più grandi ed elaborate rispetto al primo capitolo. Ne è dimostrazione proprio lo scenario del capitolo 6, che ci ha chiesto di muoverci attraverso una cava estremamente ampia, disseminata di nemici e possibilità di approcci differenti.

    L'ampiezza del terreno rispecchia le ambizioni del team di sviluppo: A Plague Tale: Requiem non inventa nulla rispetto a Innocence, ma espande e arricchisce il gameplay del primo episodio, rendendolo più ricco e piacevole. Per quanto concerne l'IA, l'impressione è che gli sviluppatori abbiano migliorato sensibilmente il comportamento dei nemici: il risultato non grida al miracolo e siamo ancora lontani dalle eccellenze del genere, ma quanto meno adesso le guardie si spostano con maggiore varietà, mantenendosi spesso in piccoli gruppi così da rendere più difficile la possibilità di essere isolati e colpiti individualmente.

    Inizia il viaggio

    È solo nel capitolo 7, però, che inizia davvero il viaggio di Hugo e Amicia. Se fino a quel momento i due fratelli non hanno ancora veleggiato verso la famosa isola, la sensazione è che la prima metà di Requiem abbia ancora tanto da raccontare. A confermarcelo è proprio l'inizio della sezione, quando i De Rune si imbattono in un nerboruto soldato di nome Arnaud.

    Si tratta di un personaggio che i due hanno chiaramente già incontrato, e a quanto pare non deve essere stata una conoscenza piacevole. Arnaud deve aver tentato di catturare Amicia, poiché la ragazza porta una ferita alla testa procuratagli proprio dal guerriero. In ogni caso, Arnaud è affezionato a Hugo ed è intenzionato ad aiutarli a fuggire. Pur con riluttanza di Amicia, i tre si mettono in viaggio con l'obiettivo di raggiungere un covo di contrabbandieri guidati dalla pirata Sofia. La donna, a detta del condottiero, dovrebbe possedere una nave in grado di traghettarli verso l'isola dei sogni di Hugo, che scopriamo chiamarsi La Cuna. Prima di congiungersi alla nuova alleata, però, il trio deve superare una serie di caverne infestate dai topi. Questo livello permette di sperimentare alcune feature classiche della produzione: combinando con l'alchimia svariate sostanze - reperibili tramite le risorse sparse nel mondo di gioco - è possibile sfruttare la fionda o i vasetti per volgere l'ambiente a proprio favore, superando svariati "pestilenziali" enigmi ambientali.

    Su questo fronte il gioco non di discosta di un millimetro dal suo predecessore: abbiamo la possibilità di creare fuoco con il quale accendere torce e falò, così da proteggerci dalle orde di ratti all'interno di zone circoscritte; figura poi l'Extinguis, che al contrario spegne le fiamme, una sostanza molto utile se vogliamo mettere in difficoltà le guardie nemiche, privandole di luce protettiva ed esponendole alle zanne dei roditori. La pece, d'altro canto, amplifica il calore, rendendo un'area ancora più sicura per breve tempo; e poi abbiamo l'Odoris, una miscela che attira i ratti in uno specifico punto, distraendoli dal nostro passaggio.

    La grande novità nel gameplay di Requiem è la balestra, che stavolta era finalmente a nostra disposizione: i dardi sono micidiali per i nemici - basta un solo colpo per ucciderli - tuttavia le munizioni scarseggiano. Occorre quindi dosare con parsimonia l'utilizzo di quest'arma, che può essere anche combinata con le sostanze alchemiche. Un esempio pratico è proprio la sezione che abbiamo attraversato nel settimo capitolo: in questo caso il terzo membro del gruppo, Arnaud, si è rivelato un'aggiunta preziosa per la risoluzione di un enigma.

    Bloccato in un punto lontano dal nostro, e in balia dei ratti, il soldato ha dovuto attendere che Amicia utilizzasse l'Odoris per allontanare le creature, così da potersi muovere verso un'altra zona. Si è poi avvicinato ad una manovella, che se attivata muoveva verso di noi un'asse di legno. Abbiamo lanciato un dardo impregnato di Odoris, per poi comandare ad Arnaud di abbassare nuovamente la trave. In questo modo i topi si sono concentrati su di essa, dando modo al guerriero di raggiungerci.

    Il supporto dell'energumeno si è rivelato centrale per tutto il capitolo 7, al punto che immaginiamo possa fornire una vera e propria meccanica aggiuntiva per il resto dell'avventura. Dopo aver superato le grotte, ad ostacolarci sulla via verso il covo dei contrabbandieri erano nuovamente dei soldati. Questa volta, però, abbiamo potuto contare sul possente Arnaud: è infatti possibile ordinargli di ingaggiare uno scontro a viso aperto contro i nemici di pattuglia. Nel duello uno contro uno Arnaud è un lottatore impareggiabile, ma dovremo stare attenti a non attirare l'attenzione di altre guardie: se il nostro compagno viene accerchiato, infatti, per lui non c'è scampo.

    Per fortuna, nei panni di Amicia possiamo fare la nostra parte: fionda, balestra, sassi e alchimia possono essere utilizzati anche in battaglia, inoltre la protagonista ha l'opportunità di innescare un contrattacco che destabilizza l'avversario per qualche secondo. Purtroppo, a meno che non si possieda un'arma letale in grado di ucciderlo, il corpo a corpo rappresenta sempre un ostacolo troppo grande per la minuta protagonista. Ecco perché lo stealth rimane l'approccio prediletto con cui affrontare ogni situazione in A Plague Tale Requiem. Abbiamo attraversato un litorale, un cimitero navale e un villaggio di pescatori prima di raggiungere Sofia: tutti luoghi infestati di guardie, nei confronti delle quali - grazie alle molte possibilità offerte dal gameplay - abbiamo potuto sfoderare una buona varietà di strategie. Che fosse mandandogli contro Arnaud, o sfruttando l'alchimia di Amicia, o utilizzando i poteri della Macula di Hugo, siamo riusciti a salpare indenni verso La Cuna, ansiosi di capire come proseguirà il viaggio dei fratelli De Rune.

    In conclusione, sembra che le ambizioni produttive di Asobo Studio siano palpabili: il team ha sensibilmente migliorato ogni aspetto del primo capitolo, arricchendolo senza stravolgerlo troppo sul piano del contenuto ludico. A restituire un feeling tutto nuovo è invece la veste grafica, rinnovata nelle animazioni e traboccante di dettagli. Anche il design dei personaggi, e la loro conseguente espressività, risultano sensibilmente migliorati rispetto ad Innocence: Amicia e Hugo, in particolare, hanno ora dei volti più convincenti, più vivi. Un elemento indubbiamente fondamentale in un prodotto come questo, in cui la scrittura - e, di conseguenza, le emozioni dei protagonisti - giocano un ruolo fondamentale in questo viaggio mortifero e pestilenziale.

    A Plague Tale Requiem A pochissime settimane dal lancio ufficiale di A Plague Tale Requiem siamo convinti che il sequel di Innocence abbia tutte le carte in regola per superare il suo predecessore, arricchendone svariate idee concettuali senza stravolgere troppo una formula che, tutto sommato, funzionava alla grande. Requiem è, in tutto, più grande e più bello del primo capitolo, e dopo questa ulteriore prova pad alla mano chi vi scrive è piuttosto convinto che le ambizioni del team di sviluppo siano pienamente percepibili. Non resta che attendere l’uscita del gioco per scoprire fin dove si estenderà questo nuovo viaggio di dolore e perdizione per la famiglia De Rune.

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