Pokémon Let's Go Pikachu e Eevee: ritorno alle origini della saga

Pokemon Let's Go Pikachu e Eevee sono un vero e proprio omaggio ai primi anni del franchise. Li abbiamo rivisti in azione al Nintendo post-E3 di Milano.

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  • Switch
  • Dopo così tanti anni dalla nascita della serie ruolistica principale, è comprensibile che il franchise Pokémon, talvolta, senta l'esigenza di deviare dai binari classici per dedicarsi a qualche esperienza di natura complementare. Nondimeno, i mostriciattoli scaturiti dalla fantasia di Satoshi Tajiri sono un tesoro troppo prezioso affinché Nintendo e Game Freak possano permettersi il lusso di non approvarne anche i prodotti ancillari secondo dei canoni ben precisi; che è poi il motivo per cui, un paio di anni fa, Pokémon GO calamitò l'interesse di buona parte del pianeta, portandosi tutt'ora dietro degli strascichi importanti di quel successo. Il canone cui il gioco in realtà aumentata di Niantic aderiva, nello specifico, era quello della nostalgia idealizzata, di tutti quei bambini, ora trentenni o giù di lì, nati e cresciuti con il mito dell'allenatore il quale, Pokémon compagno al proprio seguito, si lasciava casa alle spalle per andarsene a zonzo in cerca di avventure incredibili.
    Il fattore nostalgia sarà altresì alla base di Pokémon Let's Go, Pikachu! e Let's Go, Eevee!, i due nuovi titoli in tre dimensioni per Nintendo Switch che, a metà strada tra il GO del 2016 e gli episodi fondativi del filone standard, si pongono come una sorta di tributo a tutto ciò che gli anni Novanta hanno prodotto in materia di Pocket Monster. Certamente ai videogiochi dell'era Game Boy, ma anche alle primissime serie animate con protagonista il giovane Ash Ketchum, come ci è stato confermato dalla stessa Nintendo in occasione di un recente evento milanese.

    Gotta catch'em all, throw the Poké Poké Ball

    Guardando la questione da un punto di vista leggermente spostato, si potrebbe anche dire che il dittico Let's Go, Pikachu/Eevee! rappresenti un buon modo per immergersi nelle origini di un fenomeno dell'intrattenimento ormai pluriventennale anche da parte di chi, all'epoca ancora in fasce, avesse conosciuto questo universo soltanto a partire dagli episodi più recenti. La "nuova Kanto", infatti, godrà di un colpo d'occhio moderno e coloratissimo, che sfrutta non solo i modelli poligonali dei Pokémon in alta definizione, ma anche un alternarsi di ambientazioni prosperose e vivaci come in nessun'altra iterazione portatile. Ne è un esempio la nuova veste di Bosco Smeraldo, la location scelta da Nintendo per mostrarci le principali novità del progetto. Diretti verso la palestra di Brock - ricordiamo che i due giochi, di fatto, sono dei "quasi remake" di Pokémon Giallo - è ad esempio possibile vedere i Pokémon selvatici girovagare tra i prati in tutta la loro bellezza, per altro attorniati da un'aura colorata che ne suggerisce le dimensioni rispetto agli altri esemplari esistenti della stessa specie. Una scelta contraria ai tradizionali random encounter - anche se le bestiole più microscopiche, oppure gli Oddish mimetizzati tra l'erba alta, spesso risultano pressoché invisibili - che farà senz'altro storcere il naso ai poké-allenatori più conservatoristi, ma che nella suddetta ottica di volere in qualche modo omaggiare anche l'anime, dove cioè i Pokémon scorrazzavano liberi e distinguibili, ha di certo una sua fondatezza. Sempre da questa prospettiva è facile comprendere il perché i tentativi di cattura non prevedano combattimenti "Pokémon a Pokémon" come nella serie RPG, ma si svolgano invece in una forma sostanzialmente identica a quella sperimentata, smartphone alla mano, nel tanto amato-odiato Pokémon GO. La differenza, rispetto all'arcinoto titolo mobile, è che il lancio della sfera poké avverrà per uso di un singolo Joy-Con oppure, per chi puntasse all'immedesimazione totale, della già ambitissima Poké Ball Plus. Un gingillo che, toccato con mano, non può che infondere in chi lo brandisce una certa soddisfazione, tra vibrazioni atte a simulare il classico dimenarsi di ogni creatura prima dell'acchiappo, effetti sonori in 8-bit fedeli ai versi originali dei singoli Pokémon in versione Game Boy e luci che cambiano colore in base all'esito dell'assalto - una naturale evoluzione del Pokémon GO Plus, da questo punto di vista.

    Ergonomico ed esteticamente appagante, del dispositivo lascia a desiderare più che altro la precisione legata alla meccanica di tiro, che in-game non ci è parsa del tutto inappuntabile.
    Se nella parte dedicata alla caccia e alla cattura si sentono tutte le influenze di Pokémon GO, i combattimenti tra allenatori sono invece l'aspetto di Pokémon Let's Go, Pikachu/Eevee! che più resta devoto alla serie di giochi di ruolo. Certo, le battaglie godono qui di una migliore resa visiva degli attacchi, di animazioni dei Pokémon piuttosto articolate, di qualche giro di camera, ma le dinamiche a turni restano le medesime dei capitoli in cartuccia. Così come dai classici videogiochi del brand ritornano anche gli EV e IV, le statistiche nascoste volte a decretare i migliori Pocket Monster da schierare in ambito competitivo (non fatevi ingannare dalla presenza di un indicatore dei CP, inserito dai dev solamente per dare un'idea di massima della forza del Pokémon ai giocatori meno esperti).

    Potremmo stare qui a scrivere per ore di come il nuovo design di Kanto, delle palestre e degli NPC sia una delizia per gli ormai geronti cresciuti tra un piccolo schermo dalla diagonale di 66 millimetri e le immagini trasmesse da Italia 1, oppure del lavoro compiuto sui corpi delle singole bestioline, le cui texture differiranno leggermente anche tra Pokémon della stessa razza, quasi il software voglia replicare quel rapporto unico e inscindibile che intercorreva tra Ash e il suo Pikachu. E potremmo ugualmente soffermarci per lungo tempo sui semplicismi che renderanno il titolo più che accessibile a tutti i neofiti, primo fra tutti l'aggiunta di tante spiegazioni scritte -la cui lettura è ovviamente facoltativa- volte a introdurre le leggi che regolano questo universo nel minimo dettaglio. Fatto sta che Pokémon Let's Go, Pikachu! e Pokémon Let's Go, Eevee! sembrano prodotti realizzati con grande intelligenza e dovizia, le stesse che accompagnano i giochi di Pokémon dalla nascita. Un biglietto da visita che, come sempre, ci fa ben sperare riguardo il risultato finale.

    Pokémon Let's Go, Pikachu! e Let's Go, Eevee! Saranno pure dei prodotti cerchiabottisti, ma è davvero molto difficile non rimanere in qualche modo incuriositi davanti a Pokémon Let’s Go, Pikachu! e Let's Go, Eevee! Furbo come pochi altri, il nuovo progetto di Nintendo e Game Freak guarda con un occhio alla recente deriva mobile e “on the road” del brand e con l’altro ai vecchi gamer borbottoni (come chi vi scrive) che non potevano andare a scuola senza “GB” e cartuccia bene in tasca, "acchiappando" tutti con la sua formula al crocevia tra omaggio e rimodernamento. Il connubio (sia effettivo che spirituale) con Pokémon GO e una riproposizione di Pokémon Giallo che, a un primo sguardo, pare assolutamente rispettosa nei confronti dell’originale fanno senz’altro dei Pokémon Let’s Go una coppia di produzioni a cui ogni poké-fan in possesso di Switch non dovrebbe in alcun modo voltare le spalle. Perché il prossimo gioco della serie principale non dubitiamo avrà tutt’altro sapore, ma un buon “antipasto” potrebbe di certo frenare l'appetito.

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