E3 2018

Pokemon Let's Go Pikachu e Eevee: Ritorno nella regione di Kanto

All'E3 di Los Angeles abbiamo potuto (finalmente) toccare con mano Pokemon Let's Go Pikachu e Let's Go Eevee per Nintendo Switch.

Pokémon Let's Go!
Anteprima: Nintendo Switch
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  • Switch
  • Annunciate lo scorso 30 maggio come piatto forte di un Nintendo Direct seguitissimo, le due versioni di Pokémon Let's Go, dedicate rispettivamente a Pikachu e Evee, hanno palesato sin dal primo istante la volontà del colosso di Kyoto di riunire su Swtch le diverse frange della "poké-community". Da una parte i giocatori saltuari, quelli che magari hanno scoperto pokémon solo dopo l'arrivo del brand su dispositivi mobile, e dall'altra lo zoccolo duro degli allenatori professionisti, quelli che si sono fatti le ossa nel corso di oltre un ventennio di cacce e sfide. Alcuni di questi non hanno visto di buon occhio la "deriva" casual del prodotto, lamentandosi per la dimensione atipica della produzione. Una critica solo in parte comprensibile, visto che i ragazzi di Game Freak hanno già annunciato l'arrivo di un capitolo "più tradizionale", attualmente previsto per il 2019. A prescindere dalle polemiche, Pokémon Let's Go Pikachu e Evee ci sono sembrati, sin dal primo istante, due capitoli in grado di dire la loro nel panorama delle produzioni per Nintendo Switch. Impressioni che abbiamo avuto modo di mettere alla prova solo qualche ora fa all'interno del Booh di Nintendo, dove era presente anche il prossimo capitolo di Pokémon.

    Ritorno a Kanto

    La prova losangelina dell'ultima fatica di Game Freak ci proietta, senza troppi convenevoli, su uno dei primissimi percorsi che i giocatori calpesteranno in occasione del ritorno degli allenatori nella regione di Kanto. Come noto, questo nuovo gioco avrà importanti punti in comune con l'originale Pokémon giallo, a partire proprio dall'ambientazione. Alle prese con la demo, il colpo d'occhio, in effetti, evocava subito una certa nostalgia, mentre le immagini in alta definizione di Let's Go Pokémon aggiornavano i nostri ricordi del capitolo originale, sostituendo la palette bicromatica del gioco con un'esplosione di colori accesi, di quelli che piacciono tanto sia a noi che a Nintendo.

    La resa complessiva non era certo sconvolgente, ma l'immagine risultava pulita e piacevole, mentre lo stile offriva una perfetta trasposizione poligonale d'immaginario amato dai fan storici di Pokémon, che in Let's Go si troveranno calati in un mondo decisamente familiare L'area della demo, in realtà, era decisamente contenuta, ma più che sufficiente per cogliere appieno, anche nelle dinamiche ludiche della produzione, le due anime del gioco. Da una parte abbiamo un sistema di cattura che ricorda in tutto e per tutto quello di Pokémon GO, l'app per dispositivi mobile che ha aperto il mondo dei mostriciattoli di Satoshi Tajiri a un pubblico più casual, e dall'altra un combat system più tradizionale, piuttosto vicino a quello dei primi capitoli del franchise. Per tentare rimpinguare la nostra squadra di picchiatori tenerelli, ci basterà muovere qualche passo nell'erba alta, portando il nostro avatar a contatto con uno dei pokémon presenti nell'area e chiaramente visibili tra le frasche.
    Una volta avviata la cattura, ci si ritrova in una schermata con al centro il pokémon da addomesticare, e una manciata di opzioni collocate sul lato sinistro. A questo punto potremmo tentare immediatamente la cattura, oppure migliorare la disposizione d'animo del pokémon lanciandogli una gustosa bacca. Un gesto che migliorerà le nostre chance di cattura, rendendo più improbabile la fuga dell'animaletto e, più in generale, aumentando le nostre possibilità possibilità di successo. Bacca o no, la fase di cattura vera e propria ripropone la routine vista in Pokémon GO, richiedendo al giocatore di lanciare la sfera poké nel momento il cui il cerchio pulsante davanti al pokémon ha raggiunto la sua circonferenza minima. Una sfida non particolarmente complessa con i pokémon comuni presenti nella demo, ma che sicuramente si farà sempre più ardua man mano che avanzerete nell'avventura.

    In queste primissime fasi abbiamo avuto comunque qualche piccola difficoltà a gestire la forza e la traiettoria del tiro, a maggior ragione visto che la demo permetteva di utilizzare esclusivamente il controller Poké Ball Plus, ovvero la periferica a forma di sfera che si renderà disponibile per l'acquisto al lancio del gioco.
    Stretto tra le dita di una mano, la superficie piacevolmente gommata del controller garantisce un buon grip, mentre le sensazioni tattili danno l'idea di un prodotto solido, che non rischia di finire in pezzi alla prima caduta (né alla seconda) Dopo un paio di lanci non proprio perfetti, la sfera si è rivelata una compagna di catture sorprendentemente efficiente, e le sue caratteristiche confermano la notevole semplificazione imposta alla formula ludica di questo Pokémon Let's Go. Il controller Poké Ball Plus dispone infatti di una serie limitatissima di strumenti di input, con una levetta cliccabile che viene utilizzata per muovere il personaggio, navigare per i menu e, in sostituzione del tasto A, effettuale ogni tipo di selezione. Una soluzione che non cede a fastidiose macchinosità neanche quanto il nostro personaggio si ritrova coinvolto in un duello all'ultimo pokémon. Le dinamiche, almeno in questa fase, sono quelle di sempre: basta passare nel campo visivo di un allenatore per solleticare la sua voglia di battaglia, manifestata chiaramente dal punto esclamativo sulla testa dello sfidante.

    All'atto pratico, come dicevamo, le battaglie riportano alla mente il canone dei primi pokémon, con scontri uno contro uno (con eventuali sostituzioni) da vincere sfruttando i rapporti di forza e debolezza tra i diversi tipi di pokémon, utilizzando attacchi fisici, elementali e stati alterati. Una dotazione di mosse che ciascun animaletto può rimpinguare, primariamente, salendo di livello.
    Anche dal punto di vista del sistema di progressione, Pokémon Let's Go non si allontana troppo dai capitoli classici della serie, offrendo ricompense in esperienza a tutti i pokémon della formazione portata in campo, sia un coda agli scontri che dopo aver catturato una nuova creatura. In tutta onestà, pur non potendo parlare per esperienza diretta, tendiamo ad escludere che questo capitolo offrirà un sistema di progressione profondo come quello dei capitoli per "handheld", ma si tratta di un appiattimento in linea con lo scopo primario della produzione: quello di creare un ponte tra l'utenza casual e la core community di Pokémon.

    Pokémon Let's Go, Pikachu! e Let's Go, Eevee! Pad alla mano... o meglio, sfera alla mano, il nuovo doppio capitolo della serie di Game Freak si dimostra un titolo animato da un forte desiderio di inclusività. Non si tratta di un nuovo capitolo canonico, e si vede a tutti i livelli, eppure il gioco ha tutto il potenziale per soddisfare il proposito ce l'ha generato. Pokémon Let's Go offre una versione semplificata del gameplay della saga ruolistica, ma non fallisce nel tentativo di consegnare al pubblico un capitolo divertente e facile da giocare, in grado di generare ottime dosi di assuefazione. Non è un capitolo della serie principale, e questo è chiaro sin dal primo istante, eppure il nuovo gioco dei ragazzi di Game Freak potrebbe finire col rivelarsi un eccellente passatempo. Un modo piacevole per ammazzare il tempo in attesa che il nuovo capitolo della serie regolare arrivi a inondarci di novità e soluzioni di gioco inedite.

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