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Predator Hunting Grounds: un nuovo shooter multiplayer in esclusiva su PS4

Alla Gamescom abbiamo potuto provare con mano anche Predator Hunting Grounds, sparatutto orientato al multiplayer in uscita nel 2020 su PlayStation 4.

Predator Hunting Grounds
Anteprima: PlayStation 4
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Disponibile per
  • PS4
  • Annunciato lo scorso maggio nel corso dell'ultimo State of Play di Sony, Predator Hunting Grounds si è presentato al pubblico con un trailer in computer grafica sottotono, fin troppo generico per catalizzare in pieno l'attenzione della platea. Seppur più intrigante, il primo video di gameplay aveva in parte confermato le perplessità del pubblico con panorami poligonali non particolarmente esaltanti, manifestazione di un comparto grafico piuttosto indietro rispetto allo standard generazionale. Malgrado tutto, però, il gioco di IllFonic porta su schermo degli spunti ludici interessanti, come abbiamo potuto provare con mano durante una sessione di prova alla Gamescom di quest'anno.

    Caccia grossa

    Con Predator: Hunting Grounds, IllFonic torna a spargere sangue su un campo da gioco che il team di sviluppo conosce ormai bene. Proprio come Friday the 13th, infatti, si tratta di un titolo multiplayer asimmetrico che affonda le radici nell'immaginario di uno dei grandi classici dell'horror anni ‘80, riportato su schermo in un turbinio di tensione e superviolenza.

    Sull'esclusiva di PlayStation si allunga però la lunga ombra di un altro dei tratti "curricolari" del team statunitense, quella definita da un comparto tecnico a dir poco claudicante, che influisce negativamente su ogni aspetto chiave della produzione. Ma andiamo con ordine. La premessa concettuale di Hunting Grounds recupera per molti versi quella di Evolve: nell'abbraccio soffocante di una giungla selvaggia e inospitale, 4 giocatori (nei panni di altrettanti soldati) devono resistere alle brutali angherie di un campione dell'arte predatoria, dotato di risorse letali ben superiori a quelle dei suoi avversari. A differenza di quanto accadeva nel titolo di Turtle Rock Studios, la sconfitta del Predator non è però la priorità numero uno della squadra d'assalto, ma solo un terrificante imprevisto.
    Proprio come nel film del 1987, gli specialisti saranno quindi chiamati a completare una serie di obiettivi nel sottobosco dell'America Centrale, cercando di raggiungere il punto di estrazione prima che l'alieno li trasformi in trofei venatori.

    Durante la prova in quel di Colonia, il nostro incarico era quello di sabotare le operazioni di un nutrito gruppo di guerriglieri arroccati nel cuore della foresta, comprensibilmente maldisposti a cedere le armi senza un cordiale scambio di piombo incandescente. Uno scontro decisamente impari perché, anche in assenza di qualsivoglia coordinamento strategico, la letargia dell'intelligenza artificiale riduceva gli avversari a blandi elementi di disturbo, scarsamente mobili e con evidenti tendenze suicide.

    Malgrado tutto, però, questa routine aggiunge al gameplay una sfumatura interessante che, almeno sulla carta, influisce in maniera positiva sulla varietà dell'azione. Dal canto suo, il cacciatore interstellare ha un unico e incontrovertibile scopo: tramutare la falange umana in un mucchietto di frattaglie in tenuta mimetica. Per soddisfare questo crudele proposito, l'invasore può contare su un ricco arsenale di giocattoli mortiferi, tra cui figurano l'immancabile cannone a spalla, una coppia di lame da polso e un'utilissima combo di visione termica e mimetizzazione ottica.

    Quest'ultima può essere utilizzata solo per un tempo limitato, fino all'esaurimento di una barra dell'energia che, una volta disattivata l'invisibilità, si ricarica nel giro di qualche decina di secondi. Nei panni del Predator, il gioco assume inoltre i tratti di uno shooter in terza persona, con l'aggiunta di dinamiche di movimento dedicate (e di facile gestione) che permettono al mostro di arrampicarsi rapidamente sugli alberi per piroettare di ramo in ramo al fine di guadagnare una posizione di vantaggio, limitando così al minimo le possibilità di essere individuato dai militari, che possono comunque "pingarlo" in modo da tracciare per breve tempo i suoi spostamenti.

    Durante le peregrinazioni acrobatiche del predatore è però impossibile non notare grossi problemi sul fronte delle animazioni: impacciate, legnose e a tratti evidentemente incomplete. Un discorso che possiamo tranquillamente estendere, seppur in misura minore, alle movenze di NPC e soldati. Alla guida di questi ultimi, rigorosamente in prima persona, si accusa anche il peso di un gunplay non particolarmente brillante, caratterizzato peraltro da un feedback piuttosto inconsistente. A prescindere dai difetti del gameplay, però, unirsi a un manipolo di coraggiosi commando garantisce una mole abbondante di stimoli ansiogeni, scatenati dall'impressione di trovarsi sempre a un passo da una fine cruenta. Su queste note, vale la pena sottolineare come il bilanciamento delle forze in campo sembri avere ancora bisogno di qualche intervento significativo, visto che il Predator si dimostra a tratti un osso troppo duro per le sue controparti, capace di assorbire quantità titaniche di danni prima di cadere al suolo e, non contento, innescare il conto alla rovescia verso un'esplosione in grado di annichilire tutti i giocatori nel suo raggio d'azione. Bisogna inoltre considerare che l'alieno può curarsi sfruttando un dispositivo con una manciata di cariche, preferibilmente dopo essersi allontanato dalla linea di tiro dei suoi nemici.

    Mentre la morte del Predator è però definitiva, gli assaltatori hanno a disposizione un respawn (attivato al raggiungimento di uno degli obiettivi) e possono inoltre rimettersi in piedi l'un l'altro dopo essere stati feriti. Nel complesso, il costrutto ludico messo insieme da IllFonic richiede dunque ad ambo le parti una certa dose di perizia strategica, chiaramente subordinata alle specifiche delle due fazioni in confitto.

    Ed è per questo che, al netto dei suoi attuali punti deboli, Hunting Grounds conserva un certo potenziale, che si manifesta in partite intense, ben ritmante e talvolta esaltanti. D'altronde, con tutti i suoi problemi, anche il precedente lavoro dello studio è riuscito a costruirsi una community affezionata e ancora numerosa, proprio in virtù del valore delle sue colonne ludiche.

    Considerando lo stato di pre-alpha della produzione, c'è inoltre la possibilità che il titolo possa migliorare - e anche in modo consistente - da qui al lancio, offrendo al pubblico un nuovo campo di battaglia sul quale sfidarsi a colpi di infamia e brutalità. A fare la differenza sarà probabilmente il prezzo di listino del gioco, che dovrà essere ponderato per riuscire a comporre, sin dal day one, una buona base d'utenza.

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