Pro Evolution Soccer 2019 scende in campo: provata la demo del gioco Konami

Orfano della prestigiosa Champions League, PES 2019 cerca di sopperire a una pesante mancanza con un comparto visivo mozzafiato e un gameplay realistico.

Pro Evolution Soccer 2019
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Quest'anno PES, all'anagrafe Pro Evolution Soccer, è chiamato a un banco di prova davvero importante. Lo storico simulatore calcistico di Konami, in vista dell'edizione 2019, sta passando sotto la gogna di uno scetticismo generale, figlio di una perdita importante per il team di sviluppo nipponico: l'assenza della licenza UEFA, che allontanerà la grafica e i colori della prestigiosa Champions League in favore della diretta concorrente canadese, che per l'imminente stagione calcistica è riuscita a strappare la coppa dalle orecchie giganti ai rivali giapponesi. In un panorama di licenze che, già di per sé, non facevano impazzire rispetto alla più vasta offerta di EA Sports, PES 2019 ha deciso di spingere l'acceleratore a tutto spiano verso le partnership esclusive, che porteranno una serie di squadre e competizioni in quello che si candida a diventare il roster più ampio di sempre per la serie. Molto spesso, però, ci si dimentica del vero e proprio cuore pulsante di un'esperienza simulativa, al di là dell'offerta contenutistica, delle maglie disponibili e delle licenze più ambite: il gameplay. Per questo motivo, a partire dall'8 agosto, sugli store digitali per PlayStation 4, Xbox One e PC è disponibile una demo di PES 2019, utile per permettere ai fan della serie e agli eventuali neofiti di toccare con mano le novità in arrivo sul versante tecnico. Dopo aver spolpato per bene la versione di prova del nuovo simulatore calcistico giapponese, abbiamo svolto il riscaldamento pre-partita necessario a scendere nuovamente in campo sulle nostre pagine. Siamo quindi pronti ad analizzare questo nuovo incontro pad alla mano con il nuovo Pro Evolution Soccer: or dunque, palla al centro e fischio d'inizio!

    La demo

    In termini contenutistici, la demo di PES 2019 - scaricabile gratuitamente via PlayStation Store, Xbox Store e Steam - offre 12 team giocabili tra squadre di club e Nazionali, due stadi e tre modalità di gioco. Siamo scesi in campo, dunque, impersonando i beniamini che compongono le fila di due compagini nostrane, Inter e Milan, insieme a Barcellona, Schalke 04, Liverpool, Monaco, Sao Paulo, Flamengo, Palmeiras, Colo-Colo, Argentina e Francia. Per quanto riguarda i palcoscenici in cui schierare i 22 atleti, Konami ha messo a disposizione dei giocatori lo spettacolare Camp Nou della società blaugrana e la VELTINS-Arena, la casa dell'unica squadra appartenente alla Bundesliga tedesca presente nella demo. Le rose presenti sono aggiornate secondo gli organici risalenti a maggio 2018, di conseguenza non è stato possibile usufruire dei più recenti trasferimenti di mercato che hanno infiammato la finestra estiva: calciatori come Leonardo Bonucci, ad esempio, figurano tra gli atleti in forza al Milan, mentre nelle scorse settimane è stato perfezionato il suo ritorno in casa Juventus; in ogni caso non bisogna disperare troppo, poiché la versione completa del gioco in uscita il 30 agosto dovrebbe permettere di giocare secondo tutti gli aggiornamenti derivati dal calciomercato (perlomeno, se non al day one, di sicuro tramite delle apposite patch post-lancio, dal momento che ogni trattativa nel mondo reale termina alla mezzanotte del 31 agosto). Sul versante delle modalità, invece, la demo di PES 2019 offre tre diverse possibilità: una normale Esibizione, che può essere giocata tanto in single player contro la CPU quanto in multiplayer locale; la Partita Veloce, che permette di esibirsi in alcuni match online tramite il matchmaking; e, infine, una modalità Co-op, in cui è possibile giocare partite fino a un massimo di 3 contro 3.

    Un'offerta che, al netto di un matchmaking a tratti traballante, possiamo definire piuttosto soddisfacente e che permette di saggiare ampiamente il gameplay confezionato da Konami per l'imminente stagione calcistica videoludica: mancano all'appello, ovviamente, modalità cardine per il parco contenutistico di Pro Evolution Soccer come il Campionato Master o myClub, feature che ovviamente saranno incluse nel gioco completo e che saranno valutate in fase di recensione del prodotto finale.

    Calcio spettacolo

    Dopo aver scelto il nostro club preferito, svolto tutte le preparazioni di rito - tra impostazioni e schemi di gioco - e selezionato dettagli come divise e stadio (tutti elementi che, in PES 2019, seguiranno la scia visiva e contenutistica delle iterazioni più recenti) abbiamo finalmente solcato i prati da gioco: ancora una volta, ciò che colpisce non appena prende il via un match all'interno del simulatore calcistico di Konami è il colpo d'occhio. Dal punto di vista visivo, Pro Evolution Soccer è in forma più smagliante che mai, proponendo un fotorealismo senza precedenti che alza ulteriormente l'asticella qualitativa dei suoi predecessori: dalle sequenze iniziali per l'ingresso in campo, che in termini di regia e inquadrature regalano un feeling in tutto e per tutto simile a un reale match di calcio, passando per le animazioni e gli scenari, il livello di dettaglio nel comparto grafico della produzione è semplicemente immenso. Il lavoro svolto in fase di scansione dei volti degli atleti è certosino e attento ai dettagli, alle imperfezioni presenti sui volti e a ogni elemento del look di ciascun giocatore, come gli eventuali tatuaggi presenti su tutto il corpo. Allo stesso modo, le panoramiche degli stadi o del pubblico e, in alcuni casi, persino del circondariale dell'impianto sportivo, sono ugualmente curati nei minimi particolari, al punto che le cosiddette vedute "a volo d'uccello" sugli stadi maggiormente blasonati regaleranno uno spettacolo urbano incredibile e del tutto simile a quello reale. A rafforzare i miracoli compiuti dall'ottimo Fox Engine interviene il nuovo sistema di illuminazione, l'Enlighten, che garantisce una resa cromatica ancora più realistica in cui l'utilizzo delle luci all'interno dell'ambiente di gioco rende il comparto visivo di PES 2019 il più mozzafiato dell'intera saga - e probabilmente, uno dei migliori di sempre nel genere dei simulatori sportivi.

    Insieme all'eccezionale motore grafico, è soprattutto pad alla mano che Pro Evolution Soccer 2019 sembra scacciar via ogni perplessità derivata dall'assenza di licenze ambite e prestigiose: sia chiaro, sul piano ludico sembra che il team di sviluppo non abbia rivoluzionato in maniera sostanziale il gameplay di questa nuova edizione, ma che abbia deciso piuttosto di migliorare ed espandere ulteriormente quanto di buono visto nella sua precedente iterazione. Ed ecco che torna la meccanica del First Touch Impact, implementata a dovere in PES 2018 e volta a permettere ai giocatori di effettuare un controllo totale sul pallone, non soltanto con i piedi ma anche con la gestione e il bilanciamento del fisico.

    Per PES 2019, Konami ha garantito che tale sistema verrà evoluto anche nelle dinamiche che regolano i contrasti e gli scontri fisici, nonché il parco di animazioni. Sul piano della fisica, in effetti, i movimenti degli atleti ci sono parsi piuttosto fluidi e realistici, restituendoci un feeling positivo sia palla al piede che in fase di non possesso. Il nuovo Pro Evolution Soccer promette anche di rivedere la fatica cumulativa in modo che la stanchezza abbia ripercussioni anche sul dinamismo dei calciatori in campo: se un atleta risulta particolarmente stanco, dunque, una serie di animazioni ad hoc potrebbero alterare una sua azione. Così come accaduto in occasione delle nostre precedenti prove, tuttavia, questa caratteristica non ha ancora mostrato tutti i suoi muscoli e davvero raramente ci è capitato di incappare in una situazione del genere: solo in un frangente, infatti, un giocatore dal fisico piuttosto possente, che aveva esaurito quasi totalmente la sua energia, è stato facilmente sbalzato da un avversario meno imponente durante uno scontro aereo, al termine di un rinvio del portiere.

    Fuorigioco?

    Per quanto riguarda l'intelligenza artificiale, ciò che si può evincere dalla demo di PES 2019 è che il nuovo simulatore calcistico di Konami presti il fianco ai soliti problemi, pur introducendo qualche piccola novità come le sostituzioni veloci, prese "in prestito" dall'ultima versione di FIFA: su tutti, la gestione della CPU e la difficoltà generale. Questa volta sembra che il comportamento degli arbitri sia più analitico, mentre i portieri ci sono sembrati maggiormente reattivi che in passato - sebbene, in qualche occasione sporadica, non siano mancati degli svarioni difensivi come un gol incassato durante un calcio di punizione, da una posizione ampiamente prevedibile e dal pericolo relativo. Allo stesso modo, gli schemi di gioco pre-impostati per ogni rosa (che siano di default o per tattiche definite dal giocatore) permettono ai compagni senza palla di muoversi con coerenza e di occupare intelligentemente ciascuna parte del campo, attaccando gli spazi ove necessario ed effettuando inserimenti insidiosi per gli avversari laddove la situazione lo richiede. Per quanto riguarda la CPU avversaria, anche stavolta abbiamo notato che il computer effettua un pressing davvero aggressivo e asfissiante soprattutto alle difficoltà più alte, una dinamica che rende l'intera partita un costante tiki-taka all'ultimo respiro per evitare che gli avversari ci rubino palla all'improvviso e partano in un micidiale contropiede.

    In tal senso, nel prodotto finale, ci si aspetta una gestione più attenta della CPU, in modo che il grado di sfida proposto risulti consono in ogni situazione piuttosto che ridursi a una fuga costante dalla pressione nemica. Sul piano generale, invece, la demo di PES 2019 non ci ha offerto un tasso di difficoltà particolarmente elevato: i livelli medi ci hanno permesso di terminare i match vincendo con diversi gol di scarto, mentre i gradi più alti come Campione e Superstar ci hanno sicuramente dato più grattacapi in occasione di partite contro squadre di livello pari o superiore. Contro nemici inferiori, o comunque in presenza di un elevato tasso tecnico, anche le modalità più ardue non dovrebbero impensierire più di tanto chi è riuscito a prendere ampia dimestichezza sui campi da gioco imbastiti da Konami.

    Pro Evolution Soccer 2019 Orfano di un elemento cardine della sua consueta offerta contenutistica, Pro Evolution Soccer 2019 promette di sopperire all'assenza della licenza UEFA con un numero elevato di partnership esclusive e con un gameplay quanto più vicino possibile al reale calcio giocato. Ciò avverrà grazie all'evoluzione del First Touch Impact, che garantirà un comparto di animazioni estremamente realistiche, e al motore grafico del gioco: quest'ultimo, coadiuvato dall'Enlighten e arricchito da una ricerca per il dettaglio a dir poco maniacale, renderà i volti e gli scenari di PES 2019 un vero e proprio inno al fotorealismo - soprattutto per gli atleti più blasonati, mentre saranno tutti da valutare quelli dei club meno prestigiosi e conosciuti. Konami non rivoluzionerà il suo simulatore calcistico, piuttosto sceglierà di espandere quanto di buono visto sul versante tecnico nelle più recenti iterazioni del franchise: il nuovo capitolo della serie, in uscita il 30 agosto, sembra tuttavia prestare il fianco a qualche vecchia perplessità, su tutte la gestione della CPU avversaria in alcuni frangenti e la difficoltà generale, che a giudicare dalla demo gratuita non sembra offrire un tasso di sfida particolarmente stimolante.

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