E3 2019

Project xCloud: Xbox sulla nuvola, lo abbiamo provato all'E3

Microsoft ha fornito all'E3 una dimostrazione di Project xCloud, in attesa dei test tecnici che partiranno nei prossimi mesi.

provato Project xCloud: Xbox sulla nuvola, lo abbiamo provato all'E3
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Che vi sia piaciuta o meno la conferenza Microsoft, una cosa è certa: il numero degli annunci e delle novità su cui discutere è davvero impressionante. Indifferentemente dai minuti effettivi di gameplay, dalle World Premiere e dagli indie, sessanta giochi non sono pochi, e poi c'è anche Scarlett, sussurrata all'orecchio come un mantra, eppure ancora troppo evanescente per poterla sognare. Addirittura c'è stato il tempo per l'annuncio di un nuovo controller Elite, nuove acquisizioni come quella dei Double Fine di Tim Schafer e perfino qualche importante conferma per il tanto chiacchierato Project Xcloud. Ed è proprio di quest'ultimo che vogliamo parlarvi, perché non appena si sono spenti i riflettori del Microsoft Theatre di Los Angeles, noi eravamo già lì, in fila davanti allo showfloor, pronti a saggiare con mano un pezzetto del futuro prossimo made in Redmond.

Un po' di chiarezza

E' un terreno assai sconnesso quello dei servizi di streaming; manca sempre qualche informazione all'appello, tutti ci vanno con i piedi di piombo e finisce che è difficile tirare le somme. Guardate Stadia, ad esempio, dopo due keynote interamente dedicati al programma di Google ancora non abbiamo tutti i pezzi del puzzle. Phil Spencer ha detto che Xcloud è nelle mani degli sviluppatori già da due mesi, che la prima vera fase di testing comincerà ad ottobre e che addirittura ogni Xbox (tutte le versioni?) potrà potenzialmente trasformarsi nel nostro server personale.

Quest'ultima è stata un po' la bomba del giorno, ed è un'informazione che ci interessa tantissimo, ma ovviamente per Microsoft non è ancora il momento di parlarne, perciò non ci resta che speculare. Potremo utilizzare la console verde come fosse un "node" casalingo, re-streammando l'intera libreria giochi su altri device come PC, Smartphone e tablet dentro e fuori casa? Se così fosse, quali sarebbero le limitazioni e i benefici del caso, e c'è forse qualcos'altro che bolle in pentola? E ancora, tale modalità sarà completamente gratuita?

Ovviamente si può fare anche in altro modo, alla maniera "classica" si potrebbe dire, ovvero tramite i server proprietari con tecnologia Azure, che permetteranno di bypassare la console fisica raggiungendo direttamente le nostre periferiche preferite, un po' come GeForce Now, Stadia ed altri servizi affini. Di fatto stiamo affittando un hardware e, connessione permettendo, potremo giocare a tutti i nostri titoli preferiti sfruttando la piattaforma e le infrastrutture già rodate di Microsoft. Non sappiamo però il prezzo di tale servizio, e nemmeno tutte le specifiche che la riguardano, ma una cosa è certa, l'idea di una integrazione con i già ottimi servizi del Game Pass Ultimate ci alletta non poco.

Raw Power

Ci siamo crogiolati anche troppo, ergo basta con le ipotesi e passiamo ai fatti. Sul palco erano disponibili più postazioni, ovvero una serie di smartphone Android connessi ad XCloud, inteso come streaming tradizionale. Nella fattispecie si trattava di Samsung Galaxy S10 Plus, scelti più che altro per via di una collaborazione fra brand, perciò non aspettatevi limitazioni su questo fronte, o almeno così ci ha assicurato lo staff.

Non c'erano tablet, e ogni device era connesso via cavo USB al controller tradizionale Xbox (in alternativa si può utilizzare la connessione bluetooth), il che significa che non abbiamo potuto testare la trasposizione dei comandi su interfaccia touch, un gran peccato. Parlando di resa, però, dobbiamo ammettere che l'impatto è davvero sensazionale: giocare a tripla A in completa mobilità fa un effetto incredibile, e ci vorrà ancora un po' prima di abbandonare lo stupore, anche perché i risultati ottenuti da Microsoft con Xcloud sono davvero eccezionali. Lo staff ci ha spiegato inoltre che i giochi sono esattamente gli stessi presenti nella libreria Xbox, sono trasposti in scala 1:1, "pixel per pixel" e questo significa che non necessitano di adattamenti o ulteriore lavoro da parte dei team di sviluppo. Il risultato finale, però, varia leggermente da titolo a titolo: Forza Horizon 4, ad esempio, è magnifico da vedere, gira a 30fps senza alcun drop o instabilità, ma presenta qualche piccola impurità nel render e nondimeno qualche artefatto.

Niente di trascendentale comunque, esattamente come in Gears 4, forse ancora più nitido dell'ultimo, ma ancora soggetto a piccole imperfezioni nonché a sporadici(ssimi) stutter isolati. Un bel passo avanti si è subito percepito una volta impersonata la Senua di Hellblade, forse anche per via della natura più tranquilla e riflessiva del gioco. Anche in questo caso gli fps erano lockati a 30, neanche l'ombra di un singhiozzo e una pulizia dell'immagine eccellente, ma non ai livelli di Halo 5.

Quest'ultimo, infatti, ci ha letteralmente impressionato: 60fps solidissimi, per un'esperienza praticamente perfetta. Anche in termini di reattività dei controlli, e quindi anche di lag, il risultato è assai buono. In linea generale non abbiamo avvertito défaillance particolari, l'input lag era più che accettabile fatta eccezione per Forza Horizon, dove in effetti a causa della velocità qualche ritardo era percepibile. In ogni caso nulla di invalidante, e si potrebbe dire che tutto è filato liscio come l'olio.

Project xCloud Project Xcloud appare come un servizio solido e completo, grazie ad una serie di feature davvero interessanti e ad una qualità tecnica fra le migliori che abbiamo mai avuto modo di testare in ambito streaming. Restano da capire ancora le modalità, i costi, ed anche qualche altra sorpresa che siamo convinti Microsoft vorrà aggiungere alla sua offerta finale. Per ora l’appuntamento con il futuro è rimandato al prossimo ottobre, o magari ne sapremo qualcosa addirittura prima, e chissà che non c’entri qualcosa anche la nuova Scarlett...