Q.U.B.E 2: Provata una demo del puzzle game ispirato a Portal

Il sequel di Q.U.B.E, puzzle game del 2011 ispirato a Portal, sta per arrivare: abbiamo provato una demo del gioco.

provato Q.U.B.E 2: Provata una demo del puzzle game ispirato a Portal
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  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Difficile dire che Q.U.B.E. si sia guadagnato una posizione di spicco nell'albero genealogico dei puzzle game. Il primogenito dello studio Toxic Games, classe 2011, ha evidentemente pagato lo scotto di esser stato recepito come derivazione un po' fioca di quel fuoriclasse che risponde al nome di Portal, motivo per cui, pur dando discreta prova di sé, non è mai riuscito a entrare nel cuore dei suoi interlocutori. Ciononostante, è chiaro che il team britannico riponga ancora molta fiducia in quel concept "in prima persona ma senza Portal Gun", tant'è che entro breve potremo mettere le mani su Q.U.B.E. 2, seguito che ha più l'aria di essere una sorta di reboot sotto mentite spoglie. Annunciato per Xbox One, PlayStation 4 e PC, abbiamo avuto modo di curiosare tra i primi novanta minuti della sua build attuale, scoprendo una formula che non innova, ma certamente rifinisce alcuni aspetti dell'originale.

    Puzzle al quadrato

    La prima novità di Q.U.B.E. 2, rispetto all'episodio che l'ha preceduto, è la presenza di una componente narrativa un po' più strutturata, che si palesa fin dalla sua breve sequenza introduttiva. Nei panni dell'archeologa Amelia Cross, il giocatore viene catapultato tra le lande di un pianeta sconosciuto, proprio nel bel mezzo di una violenta tempesta di sabbia. La donna tenta invano di comunicare via radio per ricevere assistenza, poi perde conoscenza e si risveglia all'interno di una base artificiale dalle pareti asettiche, fatta per la maggior parte di cubi smaltati di bianco. Riesce a entrare in contatto vocale con Emma, un'altra superstite che inizia a condurla dalla distanza tra i locali di quello che sembra essere un laboratorio a sviluppo verticale, che Amelia -le viene detto- deve percorrere da fondo a cima per essere infine portata in salvo. Nella prima ora e mezza la ragazza realizzerà di trovarsi in un luogo davvero strano, cosparso di quadrati bianchi con cui è possibile interagire da lontano grazie a un paio di guanti che subito sarà chiamata a indossare. Alcune stanze del laboratorio appaiono poi del tutto fuori contesto rispetto alla struttura che le ospita: una, ad esempio, ha nel suo centro un grande albero che ad Amelia appare familiare, mentre un'altra contiene una statua che sembra emettere suoni molto simili a delle voci umane. Difficile dire dove andrà a parare la vicenda, così come quale sia il vero ruolo di Emma, figura misteriosa della quale fidarsi ciecamente non sembra essere la decisione più sensata.
    In mancanza di altri elementi utili a giudicare il racconto, possiamo comunque concentrarci sul gameplay di Q.U.B.E. 2, che attinge a piene mani da quanto sperimentato con la prima iterazione della serie. Abbiamo accennato ai guanti indossati da Amelia, che altro non sono se non il pretesto per entrare in contatto con il piglio enigmistico attorno cui ruota tutta la produzione. I rompicapi prevedono che l‘utente, grazie al suo nuovo indumento, possa tingere i suddetti quadrati bianchi con il colore adeguato alla necessità di turno. Infatti, colorare i quadrati significa infondergli delle caratteristiche molto peculiari, che variano a seconda della colorazione prescelta. Nello specifico, e limitatamente a quanto visto nella demo, il rosso permette alla protagonista di estrarre e ritrarre dal quadrato piatto un lungo parallelepipedo; il verde di produrre un cubo che, a differenza del solido rosso, si stacca dalla sua base e, con la giusta spinta, può anche essere spostato; e il blu di creare un trampolino dall'effetto rimbalzante particolarmente energico.

    La meccanica "a colori", unita alle collocazioni spaziali sempre diverse dei quadrati da tinteggiare, è quindi, ancora una volta, la vera e propria anima dei puzzle studiati dai ragazzi di Toxic Games. Superate le fasi iniziali di apprendimento, dove cioè le dinamiche sono sacrificate alla linearità dei primi rompicapi, la conformazione delle stanze si fa via via più ingarbugliata, zeppa di grossi pulsanti, pannelli semoventi, turbine respingenti e chi più ne ha più ne metta.
    La chiave per accedere al test successivo è insomma il giusto utilizzo -o la corretta combinazione- delle varie energie "coloranti" rispetto al setting. Per fare un paio di esempi, plasmare un cubo e farlo piombare sopra un interruttore potrebbe aprire la strada verso un quadrato che, pitturato di blu, fungerà poi da superficie elastica per saltare al di là di un precipizio; oppure, innalzare un pilastro rosso davanti a una grossa ventola d'aria servirà come escamotage per ripararsi e poter poi procedere senza essere spazzati violentemente contro il muro opposto. Quel che abbiamo provato preliminarmente dimostra una buona differenziazione dei puzzle ambientali e una sfida ben bilanciata. È naturale che bisognerà sondare quanto la difficoltà degli enigmi saprà mantenersi in equilibrio nel corso del gioco intero e definitivo, dove ci aspettiamo altresì di provare i restanti, eventuali poteri del guanto. Rispetto a Q.U.B.E, infine, Q.U.B.E. 2 sembra contare su una fisica degli oggetti decisamente più verosimile e su un abito grafico molto più particolareggiato e realistico, migliorato sia in termini di modelli poligonali che d'illuminazione ed effettistica generale.

    Q.U.B.E. 2 Q.U.B.E. 2 sceglie insomma la strada sicura della reiterazione pedissequa, per cui la ricetta di Q.U.B.E. si prepara oggi a fare ritorno nel videoludo senza stravolgimenti consistenti. L’operazione ha comunque una sua ragion d’essere, dato che tutto quello che abbiamo più o meno apprezzato nel primo titolo ha in quest’occasione un aspetto migliore. Da una storia meno accessoria che in passato a un comparto tecnico rinnovato, fino a un puzzle design che non sembra affatto disprezzabile, la formula appare sicuramente più moderna. Un punto di partenza ideale in favore di chi non conoscesse il capitolo di sette anni fa ma, amante delle esperienze dal look “simil-Portal”, volesse dare al gioco un’opportunità, all’atto della futura release. Di cui, a questo punto, non rimane che attendere l’annuncio ufficiale, che, a sensazione, potrebbe arrivare molto presto.

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