Quake Champions: Provata la Closed Beta

Quake è tornato: abbiamo provato la beta di Quake Champions, nuovo episodio che arriverà su PC come gioco Free-To-Play.

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  • L'annuncio di Quake Champions, durante lo scorso E3, venne accolto dai fan con un misto di malcelata turgidità e comprensibile preoccupazione. Da una parte l'eccitazione per il ritorno di uno delle Ip più care agli amanti degli arena shooter della vecchia scuola, contestualmente amplificata dalla dicitura "PC only", dall'altra un filo d'ansia per le possibili implicazioni, sul piano del gameplay, di quel "Champions". Il timore era infatti che Bethesda avesse intenzione di infilare a forza un "pizzico di Overwatch" tra le meccaniche di Quake, nel tentativo di rendere il gioco più appetibile per i fragger di nuova generazione. Ora, dopo aver passato un intero weekend ad accompagnare ogni decesso con estemporanei haiku imprecatori, siamo più che felici di fugare le vostre ragionevoli paturnie con tre semplici parole. Quake è tornato.

    New old school

    Bastano pochi minuti alle prese con Quake Champions per rendersi conto di come id Software abbia fatto il possibile per aggiornare la formula del brand senza alterarne in alcun modo i canoni storici. Champions accoglie i fan con quel riuscitissimo mix di sci-fi e richiami dark fantasy che da sempre caratterizza l'estetica del brand. Malgrado la scelta, ragionevolmente ambigua, di lasciare da parte il poderoso id Tech 6 di DOOM in favore dell'anonimo Saber 3D Engine, il motore grafico del nuovo Quake sembra in grado di offrire un buon livello di gioia oculare, senza richiedere all'hardware sforzi titanici per mantenere alto il contatore degli fps, un valore chiave trattandosi di uno shooter eccezionalmente dinamico.
    Le ragioni dietro l'affidamento del comparto tecnico di Quake Champion a un team, quello di Saber Interactive, dotato di un curriculum tutt'altro che stellare non sono ancora del tutto chiare, eppure i risultati sembrano - per il momento - confermare la bontà della scelta di id Software. Mouse alla mano, Champions colpisce subito nel segno con una pletora di sensazioni di brutale familiarità. In linea i suoi predecessori, il nuovo Quake impone ai giocatori un costante senso di minaccia, alimentato da un gameplay velocissimo che richiede tempi di reazione fulminei e una conoscenza perfetta di ogni arena di gioco.

    La vittoria, oggi come 10 anni fa, dipende dalla capacità dei giocatori di raccogliere e sfruttare tatticamente le armi e i potenziamenti distribuiti in giro per le mappe, in un'orbita costante attorno alla posizione di respawn del Quad Damage. Strafe jumping, bunny hopping e rocket jumping, tutti termini che gli aficionados della serie conoscono bene e che Quake Champions ripropone come elementi chiave della sopravvivenza battagliera, durante i tesissimi "aim duel" che riempono ogni istante di ogni partita. Ora come allora, Quake si dimostra un titolo fortemente "skill based", qualifica sulla quale la presenza di un ricco roster di campioni esercita un impatto - fortunatamente - molto limitato.

    QuakeWatch? No, grazie

    Durante la beta abbiamo avuto la possibilità di testare ciascuno dei nove "eroi" attualmente annunciati, ognuno dotato di un buon livello di caratterizzazione, tanto dal punto di vista estetico, quanto da quello funzionale.
    Sebbene ogni personaggio sia provvisto di una specifica abilità speciale, e caratterizzato da diversi valori di vita, armatura e velocità, la sensazione è che le differenze tra i membri del roster siano calibrate in modo da non alterare in maniera realmente significativa l'esperienza di gioco. Quake Champions non vuole essere uno shooter team-based, e questo è più che evidente. Il bilanciamento dei diversi personaggi non è ancora perfetto, sia chiaro, ma si tratta di disparità che, in generale, non pesano incisivamente sul gameplay.

    I problemi più concreti, a proposito del roster, hanno in realtà un profilo squisitamente tecnico. Vista l'ovvia disparità di stazza tra campioni "tank" come Clutch e Scalebearer rispetto a velocisti come Anarki e Slash, era lecito aspettarsi un diverso dimensionamento delle rispettive hitbox; cosa che in realtà avviene, ma con risultati a volte imprevedibili. Durante la nostra prova, abbiamo riscontrato qualche inconsistenza nella gestione delle hitbox, particolarmente evidente - anche a distanza ravvicinata - in personaggi di medie dimensioni, come la paladina sacrilega Galena. Parlando del gunplay, tutte le armi (per la gran parte "recuperate" dalle precedenti iterazioni di Quake) ci sono sembrate bilanciate a puntino, fatta forse eccezione per la Lightning Gun, con una portata fin troppo generosa in rapporto alla letale efficienza della lancia-fulmini. Un apprezzamento che, va da sé, va inquadrato nelle specifiche dinamiche di un gioco nel quale la "corsa all'arma" rappresenta uno degli elementi chiave della resa bellica.
    L'unica vera nota dolente, a proposito dell'arsenale, riguarda il Rocket Launcher, attualmente afflitto da un input delay piuttosto marcato. Allo stato attuale, però, il vero tallone d'Achille di Quake Champions è rappresentato dal suo sistema di matchmaking. Tanto per cominciare, il gioco non offre alcuna continuità tra un match e l'altro, e riporta gli utenti alla schermata principale al termine di ogni battaglia. Bisogna poi considerare che, tra l'avvio del matchmaking e l'effettiva discesa in campo, trovano spazio un numero eccessivo di tempi morti, tra cui spiccano ben 50 secondi di "warm up" dei quali, onestamente, non si sente il bisogno. Viste le caratteristiche "cinetiche" del gioco, parliamo di rotture ritmiche difficilmente digeribili.
    Per lo stesso motivo, non abbiamo apprezzato particolarmente la modalità Duel, una delle tre - assieme a Deathmatch e Team Deathmatch - disponibili nella Closed Beta. La modalità in questione, che sfida due giocatori ad affrontarsi al meglio di tre round con altrettanti campioni schierati, ha un buon potenziale tattico, ma finisce spesso per trasformarsi in una gara di nascondino decisamente dissonante con il feel generale del titolo. Un problema ritmico che id potrebbe in futuro risolvere supportando la modalità con arene dedicate. Parlando degli scenari guerreschi offerti da Quake Champions, le tre mappe incluse nella Beta ci hanno convinto grazie a un design ispirato e piacevolmente multi-livello, tra passerelle, teletrasporti, salti potenziali e una giusta dose di verticalità strutturali. Nessun guizzo realmente originale su questo fronte, ma va bene così: con Quake Champions, id Software non vuole riscrivere la formula di un brand leggendario, i fan lo vedrebbero come un intollerabile tradimento.

    Un'identità di genere marmorea, che rischia però di scoraggiare fortemente i neofiti, sebbene l'accessibilità di alcuni dei campioni potrebbe facilitare la fruibilità iniziale del titolo. In questo contesto, la scelta di lanciare il Champions come prodotto free-to-play ci pare più che sensata, visto che la prospettiva di non dover sborsare neanche un tallero potrebbe spingere una nuova generazione di seguaci tra le grinfie appaganti del gameplay di Quake. Al momento permane qualche dubbio sull'effettiva qualità della formula free-to-play scelta da Bethesda, visto che per sbloccare in via definitiva il roster è necessario investire pecunia sonante. Va comunque detto che l'utilizzo giornaliero di ciascun eroe ha un costo piuttosto ragionevole in termini di valuta di gioco, mentre i "pack" guadagnati a ogni livello permettono di sbloccare una buona quantità di elementi estetici.
    Come nota di coda, non possiamo che constatare l'ottimo potenziale competitivo del gioco, seppur con alcune "conditio" inalienabili. Se l'intenzione di Bethesda è quella di andare ad occupare la stessa nicchia esportiva dei precedenti titoli della serie, è necessario che il team rispetti fino in fondo il concept di Quake, eliminando dall'equazione tutte le variabili - per quanto minime - non legate all'abilità di ciascun giocatore. A tal proposito, id ha già confermato che la release finale includerà una "Classic Mode" senza statistiche o abilità, ed è del tutto possibile che alcuni eroi vengano esclusi dalla scene competitiva.

    Quake Champions Inutile girarci attorno, Quake Champions promette davvero bene. Il titolo free-to-play di Bethesda ha tutto il potenziale per soddisfare le velleità fraggatorie dei veterani della serie, garantendo al contempo - e nei limiti del possibile - una certa accessibilità ai neofiti della formula ipercinetica del brand. Allo stato attuale Champions ha senza dubbio più pregi che difetti, e speriamo che il team di sviluppo riesca a limare tutte le asperità (in particolar modo per quanto riguarda il matchmaking) in tempo per la release finale, ancora senza data.

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