E3 2019

RAD: provato all'E3 2019 il nuovo roguelike di Double Fine

Il creatore di Stacking e Headlander si lancia nel genere roguelike con un action a tinte nucleari pubblicato da Bandai Namco.

RAD
Anteprima: Multi
Articolo a cura di
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Switch
  • Nel folle, colorato e bizzarro universo di RAD, le radiazioni sono la scheggia impazzita attorno a cui ruota ogni cosa. Immaginatevi una realtà post-apocalittica che pesca a piene mani dai gloriosi anni ‘80, un delirante retrofuturo in cui l'umanità non esiste più e piccole tribù di adolescenti che sembrano usciti da un fumetto underground sopravvivono come possono in uno sterile deserto nucleare, tra improbabili creste punk e un incalzante sottofondo synthwave. Uno scenario non certo idilliaco, anche se quello che nemmeno troppo velatamente sembra voler suggerire RAD è che il sacrificio, la mutazione, l'affidarsi al caso possano diventare l'insperata via per la salvezza.

    A caccia di funghi (atomici)

    Il gioco di parole risulta in effetti chiaro già a partire dal titolo: RAD diventa così sia l'abbreviazione di radiations sia un vero e proprio giudizio di merito (letteralmente "rad" significa "figo" in slang anglosassone). Insomma, in un contesto in cui un olocausto nucleare ha ormai distrutto ogni cosa per ben due volte, tanto vale abbracciare con indole rock'n'roll tutto ciò che è dichiaratamente tossico e prepararsi a una catartica rinascita. Pazienza se, nel frattempo, dovesse spuntarvi un addome da ragno con qualche paia di gambe extra o chissà che altro. Mors tua, vita mea, no?

    Una simile premessa narrativa è servita a Double Fine (ora parte della famiglia Xbox Game Studios) per proporre un roguelike di stampo action che, pur senza minimamente stravolgere il genere di appartenenza, sembra godere appieno della sua dichiarata stranezza sopra le righe. A tutto vantaggio della personalità e del carattere, probabilmente il vero punto forte di RAD.

    Insieme alle immancabili mutazioni, il vostro carico di isotopi impazziti porterà nuova vita nel mondo, lasciando una traccia di strana vegetazione lungo il vostro cammino.

    L'idea, in pieno stile roguelike, è presto detta: armati soltanto di una mazza, ci si deve avventurare in una serie di livelli generati in maniera del tutto casuale, cercando di farsi largo tra schiere di mutanti e mostruosità di vario genere. Esplorando un po' a casaccio, raccogliendo risorse e aprendosi faticosamente la via verso l'uscita (con dungeon sotterranei che sembrano richiamare a una misteriosa tecnologia perduta, di matrice forse aliena). Fino a qui sarebbe tutto assolutamente standard, se non addirittura banale considerando le limitate possibilità di azione - il combattimento corpo a corpo funziona ma è piuttosto basico, con pochi attacchi a disposizione e un feeling generale che pad alla mano funziona senza però mai esaltare davvero.

    Si diceva tuttavia del peculiare elemento radioattività, eletto a simbolo indiscusso di RAD: la continua esposizione alla tossicità dell'ambiente andrà infatti a riempire progressivamente un'apposita barra, provocando pazzesche mutazioni random nel vostro avatar, con ripercussioni radicali sul gameplay.

    Qualche esempio? Durante la mia primissima run sulla schiena del protagonista è sbocciato una sorta di blob senziente con indole da parassita, una sorta di torretta che poteva essere posizionata sul campo di battaglia con R1: un alleato che, oltre a dare supporto come fuoco secondario dalla distanza, serviva anche come potenziale esca per distrarre i nemici (a maggior ragione contando la possibilità di farlo esplodere a comando premendo di nuovo R1). O ancora, nella run successiva la testa del mio alter ego si è trasformata in un teschio fiammeggiante in stile Ghost Rider, da lanciare all'indirizzo degli avversari come fosse una granata (diventata poi addirittura una granata a ricerca nel corso della partita).

    Considerando la presenza di decine e decine di mutazioni attive ma anche passive - mi è capitato di sbloccare un tocco vampirico che permetteva di recuperare energia infliggendo danni, oppure una sorta di campo di forza psichico che rallentava i nemici nelle vicinanze - capirete che le frecce all'arco di RAD sono ovviamente molteplici. E proprio in questa sua costante mutevolezza, in questo suo continuo gusto per la sorpresa in senso lato (pare che alcune trasformazioni possano addirittura comportare dei malus invece che dei bonus, anche se non ne ho avuto testimonianza diretta) si nasconde il segreto del grande fascino del titolo Double Fine.

    Perché all'apparenza RAD sembrerà l'ennesimo action senza fronzoli con visuale dall'alto, ma in pratica il meccanismo delle radiazioni diventa la scusa perfetta che ti invoglia ad avviare una run dietro l'altra. E scusate se è poco.

    RAD Anche se da vedere è meno speciale di quel che vorrebbe essere e da giocare non ha poi nulla di così eclatante, RAD è un gioco che funziona. Anzi, è un gioco che, in modo abbastanza insperato, funziona dannatamente bene: all'appuntamento con l'hands-on presso lo stand Bandai Namco sono rimasto venti minuti più del previsto, solo e soltanto perché non riuscivo a posare il controller. Niente male per quello che, al di là dell'indole mattacchiona in perfetto stile Double Fine, sembrerebbe essere un roguelike un po' generico. Da tenere rigorosamente d'occhio, perché potrebbe scapparci una delle sorprese dell'estate 2019 (RAD sarà disponibile a partire dal prossimo 20 agosto in formato digitale su Nintendo Switch, PlayStation 4, Xbox e PC).

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