RAGE 2: la rabbia di Bethesda esplode prima della recensione

Un nuovo viaggio nel mondo post atomico dello shooter di id Software ed Avalanche Studios ha messo in mostra tutta la follia dell'opera.

RAGE 2
Anteprima: PC
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Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Xbox One X
  • PS4 Pro
  • Sono stati in molti a sottovalutare il primo Rage nel 2010: fu un piccolo, grande errore. D'altronde, lo shooter di id Software sapeva il fatto suo, e proponeva una solidità ludica che meritava un bel po' di rispetto. Bethesda ne è consapevole, ed ha pertanto patrocinato un sequel che - in apparenza - sembra capace di rendere pienamente giustizia al suo predecessore, nonché di superarlo di diverse lunghezze in termini di gameplay e costruzione del mondo di gioco. Rage 2 si è presentato più volte tra le nostre mani carico di una furia estremamente positiva: lo sparatutto in prima persona, progenie della combo (potenzialmente letale) di id Software ed Avalanche Studios, incanala tutta la sua rabbia in un concentrato di follia, adrenalina ed esaltazione.

    Dovete immaginare Rage 2 come se fosse il figlio pazzo di DOOM e Mad Max, costantemente in bilico tra genio e squilibrio: la stessa ambivalenza si riflette anche in un gameplay che si dimostra piuttosto esaltante pad alla mano ed al contempo meno soddisfacente quando si passa all'esplorazione del microcosmo "punk-atomico" imbastito dal team di sviluppo. Abbiamo avuto modo di farci una lunga scampagnata di tre ore coi nervi a fior di pelle tra le lande di Rage 2, saggiando ora l'incipit dell'esperienza, ora una fase più avanzata in cui massacrare i predoni dalle creste blu cobalto con gran parte dei talenti già sbloccata. Inutile ribadirvi che, com'era prevedibile, quando c'è da vomitare piombo, id Software non è seconda a nessuno.

    Altrimenti ci arrabbiamo

    Sono trascorsi circa tre decenni dai fatti del primo capitolo, ma il mondo non è riuscito a rimettersi del tutto in sesto. C'è una "rifioritura" di alcune aree, e le Wasteland non sono più così desertiche come lo erano in passato, eppure nel complesso - per ricostruire la civiltà - c'è ancora molto da lavorare. L'Autorità, una minaccia ben nota ai frequentatori delle lande post apocalittiche del precedente episodio, sembra nuovamente intenzionata ad allungare le sue mire di dominio: ma dovrà fare i conti con noi, o meglio, con il nostro Ranger Walker, di cui potremo scegliere il sesso all'inizio dell'avventura. Maschio o femmina che sia, il protagonista - dopo la distruzione della comunità di Vineland alla quale apparteneva - sarà talmente furibondo da non guardare in faccia a nessuno, pronto a scorrazzare per le terre desolate di Rage 2 e brutalizzare tutti coloro che si frappongono sul suo cammino di vendetta. Con violenza sì, ma anche con un certo stile. Perché - ed è bene chiarirlo sin da subito - l'opera di Bethesda va approcciata con l'intento di sfogare, nel modo più creativo possibile, la propria ira repressa, dando vita a sparatorie ed uccisioni visivamente appaganti e ritmicamente mozzafiato. Ad aiutarlo nella sua missione, il ranger Walker troverà lungo il cammino qualche faccia nota, tra cui il buffo dr. Kvasir e Loosum Hagar, ora sindaco di Wellspring.

    Volti e personalità che compongono un quadro narrativo sopra le righe, tagliente ed esagerato, fatto di maschere dal carattere pungente e dalla lingua affilata. A delineare il cast c'è una sceneggiatura che, dalle prime battute, ci è parsa alquanto a fuoco, ben contestualizzata ed adeguatamente doppiata in italiano.

    È ancora molto presto per giudicare la bontà del comparto narrativo di Rage 2, ma dagli accenni iniziali pare proprio che il team si sia concentrato non tanto sull'orchestrazione di una storia sorprendentemente coinvolgente, quanto sulla messa in scena di un micro cosmo post-atomico coerente, credibile e peculiare.

    Nelle fasi d'apertura, la frammentazione della main quest ci ha portato a conoscere i capisaldi dell'alleanza di Walker contro l'Autorità, in modo tale da ripristinare il progetto DAGA e piantare la suola del nostro stivale sulle chiappe del generale Cross: accanto ai già citati Kvasir e Hagar troviamo anche John Marshall, ognuno dei quali è legato ad una specifica città ed al sistema di progressione del gioco. La crescita e l'acquisizione delle abilità del nostro alter-ego "punk-killer" passano infatti attraverso la necessità di acquisire la fiducia dei suddetti co protagonisti, in modo tale da apprendere talenti sempre più letali e sradicare alla radice le ambizioni dell'Autorità.

    Progressione post-apocalittica

    Non aspettatevi, insomma, che Rage 2 mostri tutto il suo potenziale fin da subito, anzi: le prime ore di gioco sono dedicate alla conoscenza del mondo, all'esplorazione, ed all'incontro con i personaggi principali. Ed è per questo che, inizialmente, tra le sabbie delle wasteland - più che l'impronta di id Software - si notano le orme di Avalanche e del suo open world.

    L'obbligo di esplorare le terre di Rage 2 si muove di pari passo con l'esigenza di recuperare quante più risorse possibili per potenziare le doti di Walker e mettere così in risalto lo shooting imbastito dagli autori di DOOM: in questo modo, le due anime del progetto agiscono in simbiosi, completandosi a vicenda. Assaltare gli avamposti dei predoni, purificare le tane dei mutanti ed infiltrarsi nei siti iper-tecnologici dell'Arca sono attività imprescindibili al fine di raccogliere materiali e feltrite con cui aumentare i nanotriti del protagonista e sbloccare i potenziamenti più efficaci, da affiancare all'uso delle intramontabili bocche da fuoco. Ed è solo in questo modo che il vero cuore di Rage 2 comincia a mostrare la sua forza dirompente. Prima che ciò accada però ci sarà bisogno di un periodo di rodaggio, che dura all'incirca un abbondante paio d'ore: occorrerà insomma avventurarsi nell'open world, visitare le città, dialogare con i personaggi e portare a termine alcuni incarichi per attivare i quattro diversi skill tree che compongono la progressione di Walker. Stringendo un'alleanza sempre maggiore con Marshall e distruggendo quindi i covi dei banditi o i nidi degli abomini, apprenderemo nuove abilità legate al combattimento, come la facoltà di trasportare più oggetti lanciabili e resistere maggiormente al dolore.

    Quando acquisiremo la fiducia di Loosum, invece, liberando le strade dai convogli e dai posti di blocco, guadagneremo - tra le altre cose - bonus sulla velocità di lancio degli oggetti e sulla vendita degli strumenti. Se decideremo di assecondare il dr. Kvasir, infine, ci toccherà rintracciare i siti dell'Arca per ottenere upgrade come un quantitativo superiore di infusioni da portare con noi.

    Man mano che saliremo di livello con ognuno di questi comprimari, sbloccheremo ulteriori segmenti dell'albero delle abilità: in questo modo, lo sviluppo di Walker cresce in parallelo con la narrazione, provando a creare un ecosistema unitario. Superati i primi momenti di gioco, un po' frammentari, si nota come l'orchestrazione degli upgrade sia stata approntata con intelligenza, permettendoci di familiarizzare poco alla volta con i poteri e le armi in dotazione.

    Nelle ore iniziali quindi, quand'ancora non avremo preso confidenza con le doti sovrumane di Walker, ci toccherà ricorrere allo shooting di stampo un po' più tradizionale: in questi momenti, la mano di id Software si avverte con convinzione, regalando momenti di pura adrenalina, e dando forma a sparatorie veloci, precise, dinamiche e rigorose.

    Anche se l'intelligenza artificiale non fa gridare al miracolo, nel complesso gli scontri a fuoco - soprattutto quando saremo circondati dai nemici - sanno regalare una buona dose di sfida, e nessun incontro andrà insomma preso sottogamba. Quando recupereremo un maggior quantitativo di poteri, invece, le cose inizieranno a prendere una piega diversa: la possibilità di ricorrere al sovraccarico (che ci garantisce un devastante boost temporaneo), al salto gravitazionale ed al defibrillatore, grazie al quale tornare in piedi con uno sputo di energia dopo l'atterramento, alleggerisce un po' la difficoltà dei duelli, dando modo al giocatore di sfogare la sua fantasia senza impegnarlo più di tanto. La combo di barriere protettive, vortici che risucchiano i bersagli e sprint travolgenti riesce ad dare alle battaglie una marcia in più sul piano della spettacolarità e della vivacità, ma andrà comunque valutato più nel dettaglio il bilanciamento complessivo prima di esprimere un giudizio definitivo.

    C'è da ammettere che, con alcune delle abilità già sbloccate, Rage 2 si rivela in grado di adempiere a dovere al suo scopo primario: divertire e stuzzicare la creatività distruttiva degli utenti. Ciononostante, in sede di recensione sarò opportuno analizzare la lentezza del sistema di avanzamento e l'equilibrio della complessità generale.

    Nelle sezioni avanzate che abbiamo affrontato, nessuno scontro ci è parso particolarmente arduo da completare, ed anzi abbiamo proseguito a testa bassa consapevoli della nostra strabordante potenza combattiva. Tutto questo in parziale contrapposizione con i momenti iniziali, in cui - con risorse limitate ed un arsenale più contenuto - ciascuna battaglia andava approcciata con una certa attenzione, per non soccombere sotto il fuoco incrociato dei predoni o tra gli artigli dei mutanti.

    Le impressioni preliminari, in ogni caso, sono indubbiamente positive: anche le armi infatti andranno guadagnate a suon di sudore e pazienza, poiché il recupero di alcuni gingilli, tra cui il BGF 9000, sarà indissolubilmente connesso all'esplorazione. Per usare specifici strumenti di morte, del resto, ci toccherà scovarli lungo l'open world, in modo da rendere ancora più coerente il legame che unisce il gameplay di id Software con la conoscenza del mondo architettato da Avalanche. Ed è proprio quando si viaggia attraverso l'ambientazione che, come già sostenuto nei nostri precedenti incontri col titolo, Rage 2 inizia un po' a scricchiolare.

    Tra dune e paludi

    Senza girarci troppo intorno, attualmente il problema più evidente del gioco è rappresentato dal suo sistema di guida. Anche se rispetto alle build precedenti il controllo dei veicoli si è rivelato più solido, in generale c'è ancora un po' da limare.

    A prescindere dalla tipologia di mezzo, che siano moto, dune buggy o auto corazzate (tutte selezionabili nel menù, a patto di averle precedentemente sbloccate), la fisica non risponde sempre nel migliore dei modi alle sollecitazioni dei vari terreni. Benché la sensazione di instabilità sia coerente con l'immaginario post apocalittico, composto perlopiù da rottami di fortuna, a tratti si ha l'impressione che l'handling sia più raffazzonato del dovuto.

    Nulla di particolarmente insostenibile, sia chiaro, ed in rapporto alla scorsa prova di Rage 2 il miglioramento è percepibile, eppure in un gioco che fa così tanta leva sull'esplorazione si sente comunque il bisogno di una maggior cura nella gestione dei mezzi di trasporto. In ogni caso, saltando a bordo della nostra "Polverizzatrice" o di un colossale Monster Truck, girovagare nell'open world di Avalanche ha generato sensazioni contrastanti.

    Da un lato c'è la piacevolezza di una direzione artistica che mescola ottimamente diversi biomi, tra dune desertiche, città ben differenziate e rigogliose paludi in cui la vegetazione inizia a ripopolare l'ambiente; dall'altro si avverte una densità di eventi e località non sempre del tutto convincente. Quando ci siamo addentrati più a nord della mappa, nelle Terre Selvagge nei pressi della cittadina di Dreadwood, il colpo d'occhio si è fatto più vigoroso ed appariscente, e la speranza è che anche le altre zone inesplorate sappiano distinguersi a sufficienza tra di loro per garantire sia una buona varietà, sia una notevole ricchezza di attività da completare.

    RAGE 2 Furioso e spassoso, Rage 2 convince a più riprese nella sua anima da shooter. Il meccanismo di progressione, connesso alla narrativa ed all’esplorazione, ci accompagnerà lungo un viaggio che fa della follia e dell’esuberanza le sue carte vincenti, all’insegna dello sterminio di banditi, dittatori e mutanti. In Rage 2 c’è tanto del talento di id Software, che si manifesta ovviamente negli scontri a fuoco, il cui bilanciamento andrà però valutato sul lungo termine, confidando che il tasso di sfida si mantenga sempre piacevole anche dopo aver sbloccato un gran numero di poteri. Nelle pause tra un’orda e l’altra di bestie e predoni, ci sono sequenze esplorative che però risentono di un sistema di guida non proprio solidissimo e di una densità ambientale un po’ scarna. Le attività da svolgere non mancano comunque, ed anche la diversità dei biomi ci è parsa dotata di un proprio carattere distintivo. E questo ci basta, al momento, per attendere con un sorriso sardonico il prossimo 14 maggio, quando ribadiremo a suon di piombo che nelle lande di Rage 2 esiste solo un’Autorità: la nostra.

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