Rainbow Six Siege Anno 3: provata la nuova modalità Outbreak

Tom Clancy's Rainbow Six Siege entra ufficialmente nell'Anno 3 con Operazione Chimera e la nuova modalità Outbreak: l'abbiamo provata.

provato Rainbow Six Siege Anno 3: provata la nuova modalità Outbreak
Articolo a cura di
Giovanni Calgaro Giovanni Calgaro è avvocato per sbaglio, ma tuttologo per passione, cresciuto a pane e videogiochi sin dalla più tenera età. Allevato da un commodore 64 non ha mai smesso di stupirsi per l'immensità della forma d'arte videoludica, tanto da sentire molto presto il bisogno di sfruttare l'amore per la scrittura per raccontare, far conoscere ai più e condividere questa meravigliosa passione. Potete sempre trovarlo su Facebook e Twitter, sempre che non sia in qualche aula di tribunale.
Disponibile per
  • Pc
  • PS4
  • Xbox One
  • Ci siamo. L'Anno 3 ha finalmente preso il via dopo il consueto periodo di rodaggio nel PTR. Il debutto ufficiale avviene poche settimane dopo l'incredibile spettacolo andato in scena a Montreal, quel Six Invitational che non solo ha coronato campioni assoluti i Penta Sports ma ha rappresentato anche uno spartiacque tra il supporto così come l'abbiamo inteso sino a oggi e il futuro. Non c'è dubbio che, dalla sua uscita, lo shooter tattico targato Ubisoft sia maturato parecchio, tanto da non sembrare nemmeno "parente" di quel prodotto che debuttò, in maniera molto traballante, solo un paio di anni fa. Il team di sviluppo non si è mai fermato sul fronte del supporto e tale impegno si è concretizzato attraverso due direttrici: da un lato, nuovi contenuti con cui tenere attiva la sempre più numerosa community; dall'altro, invece, la messa in pratica di un piano di risanamento ben preciso e razionale, teso a migliorare l'esperienza di gioco e l'ecosistema generale. Tutto questo ha condotto al presente, incredibile stato di grazia di cui sta godendo il titolo, forte di un generale consenso da parte dei giocatori.
    Il team di sviluppo, ovviamente, non ha alcuna intenzione di fermarsi qui e punta diretto verso un futuro che vede Rainbow Six Siege trasformarsi, come ci disse Leroy Athanassoff, sempre di più in un "game as a service" il cui ciclo vitale è destinato a durare anni. Almeno per un decennio, secondo quanto rivelato dal team stesso. Dato che siamo ancora all'inizio della lunga vita di Rainbow Six Siege (con un piano decennale, il titolo è praticamente ancora in "fasce"), chissà cosa ci attende all'orizzonte. Considerando, però, come si è aperto questo terzo Anno siamo certi che ne vedremo delle belle.

    Buon compleanno, Operatori!

    Come vi abbiamo già raccontato, il piano di miglioramento continuerà anche quest'anno, con diverse novità, alcune delle quali hanno già debuttato. Prima di tutto, il costo in Fama dei venti Operatori iniziali per tutti i possessori della Standard, Advanced, Gold o Complete Edition è stato azzerato; ciò significa che ora tutti i giocatori possono attingere da un nutrito roster di venti Operatori senza per forza doverli sbloccare attraverso il farming della Fama. Non solo: è stato azzerato anche il costo in Fama degli accessori per tutti gli Operatori, passati e futuri. In questo modo, in pratica, tutti gli accessori saranno subito disponibili per tutti. Di conseguenza, ora potrete dedicarvi a raccogliere Fama per gli oggetti cosmetici nel negozio in game oppure per sbloccare gli Operatori dell'Anno 1, 2 e 3 (sempre che non vogliate acquistare i vari season pass).

    In secondo luogo, dato che entro fine anno gli Operatori diverranno ben 44 (e questo è un bel problema per i novizi che non conoscono le peculiarità di ognuno di essi), il team ha deciso di rivoluzionare il sistema di pick & ban, estendendolo anche alla selezione degli Operatori. Al momento, come sappiamo, è possibile effettuare il ban solo sulle mappe. Da maggio, invece, il sistema sarà esteso anche agli Operatori; ciò dovrebbe rivoluzionare il meta bilanciando l'esperienza di gioco e introducendo un buon grado di varietà agli scontri.
    Infine, verrà attuato un pesante restyling delle mappe. Con "pesante" non intendiamo solo il lato estetico ma anche - e soprattutto - quello "planimetrico". Significa che le location avranno nuove vie d'accesso, inedite aperture, una diversa posizione di elementi ambientali come scale, pannelli e arredi. Insomma di carne al fuoco ce n'è davvero tanta e, per iniziare nel migliore dei modi, la prima portata del ricco banchetto è giunta proprio questa settimana: nuova modalità di gioco, due Operatori inediti e il bilanciamento di alcuni esistenti, come Ela, Kapkan e Blitz.
    Riguardo a Ela, uno scudo tattico va a sostituire le sue granate a impatto. Ciò la rende meno "lupo solitario". Le granate a impatto, invece, sono andati a sostituire il filo spinato di Kapkan. Questo, al contrario di Ela, dovrebbe rendere l'Operatore più efficace e razionale tanto in fase di preparazione quanto nella fase d'azione. Le caratteristiche di Blitz, invece, sono state ricalibrate trasformandolo in un Operatore con Armatura 2 e Velocità 2. Prima, con un solo punto di Velocità, risultava risultava troppo lento.

    Aspetta, solo perché sono russo credi che...

    L'Operazione Chimera, però, non si ferma a qualche "semplice" cambiamento. Oltre a introdurre Finka e Lion, i due nuovi Operatori (entrambi, per la prima volta, Attaccanti) che vedremo nel corso di uno speciale dedicato, la prima espansione del terzo Anno ci porta in dote addirittura un'inedita modalità di gioco: Outbreak. Quest'ultima è una modalità co-op a tempo limitato (dura un mese esatto) per tre giocatori che stravolge - quasi - completamente l'impianto ludico di Rainbow Six Siege.
    Quel "quasi" sta a significare che li elementi ludici caratteristici di Siege (come il posizionamento degli strumenti difensivi e lo sfruttamento delle abilità degli Operatori) rimangono sostanzialmente inalterati. D'altro canto, però, l'azione si fa effettivamente più frenetica e simile ad altre modalità "zombie" viste in questi ultimi anni. La modalità, questo è evidente, si presenta come un puro e semplice diversivo rispetto a tutto quello che abbiamo visto sino a questo momento.

    Inoltre, come abbiamo detto, l'evento è pur sempre temporaneo e non comporterà alcun stravolgimento ai dogmi del titolo. Inoltre, essendo un contenuto totalmente gratuito, tutti i giocatori possono divertirsi senza dover per forza competere con altri.
    Nonostante tale modalità appaia come un semplice diversivo slegato dall'esperienza principale, dobbiamo riconoscere che il team di sviluppo ha comunque riposto una cura decisamente sopra le righe per ciò che concerne il map design, il gameplay e il "contorno". Ciò si traduce in nuove animazioni, stringhe di dialogo e un ampliamento del background narrativo che dona nuove sfaccettature a combattenti ormai storici.

    Verità o penitenza?

    Tre sono le nuove location disponibili in Outbreak (Resort, Hospital e Junkyard), ognuna con un differente map design, diversi approcci all'azione e obbiettivi da portare a termine.

    Messe da parte per un momento le planimetrie (a volte claustrofobiche) delle mappe tradizionali, gli scenari sono molto più ampi e portano i giocatori a spostarsi all'esterno e a percorrere le devastate stradine di una sperduta città del Nuovo Messico chiamata Truth or Consequences. Lì qualcosa è piombato dal cielo (pare un vecchio satellite sovietico) seminando il panico ma, soprattutto, un mutagene sconosciuto in grado di infettare la popolazione trasformandola in qualcosa di mai visto prima. Per questo, di fronte a una minaccia che rischia di far saltare il cordone di sicurezza eretto dalla squadra capitanata da Ash, sono stati chiamati i migliori specialisti del mondo nel trattare rischi di natura biochimica. Fa dunque il proprio ingresso il CBRN, con i nuovi Operatori Finka e Lion. I due nuovi innesti, comunque, vengono affiancati da una squadra di veterani come Smoke, Ying, Buck, Kapkan, Ash, Doc, Tachanka, Glaz. Tutti, a loro modo, possiedono abilità adatte per contenere le mostruosità partorite dall'infezione. Il buon Tachanka, ad esempio, può contare sulla sua devastante torretta; Ying può stordire e accecare le creature con le sue granate; Doc è sempre utile per la cura del team e Ash...beh, lei è l'agente responsabile della quarantena.
    Le creature rispondono a diversi archetipi, ognuno con specifiche caratteristiche e abilità. Nulla di particolarmente elaborato od originale, ma riescono comunque a far bene il loro lavoro. I Grunt sono nemici comuni che diventano altamente resistenti quando il parassita rileva una presenza nemica. Gli Arieti, invece, sono quelli più ostici, in quanto bombe in movimento capaci di far crollare qualsiasi cosa si trovi sul loro cammino, anche pareti rinforzate. I Rooter sono più rari. Svaniscono e ricompaiono all'improvviso immobilizzando i loro bersagli e causando danni continui.?

    Gli Smasher sono giganti dalla pelle coriacea che non permette di ferirli con i proiettili normali. Hanno solo un punto debole. L'Apex, infine, è una specie di creatura extracorporea in grado di fluttuare e richiamare un'orda di Grunt per lanciarli all'attacco. Come potete immaginare tutto questo costringe i giocatori a imparare alla svelta le routine comportamentali dei vari nemici, anche perchè ogni run sarà differente rispetto alla precedente. Lo spawn è casuale, quindi né il posizionamento, né la tipologia di nemici comuni si presenta sempre nello stesso ordine. Questo dovrebbe garantire un buon grado di longevità, rispetto alle previsioni iniziali. Ovviamente, la nuova modalità giunge anche con skin e oggetti cosmetici a tema da sbloccare prima che l'evento finisca. Infine, per stimolare ancora di più la sfida, Oubreak presenta due modalità: Normale e Pandemia. In Pandemia, oltre ad esserci un maggior numero di nemici (e più resistenti), viene attivato il friendly fire per portare l'azione a un nuovo livello. Riservata a operatori molto esperti e con doti comunicative elevate.

    Rainbow Six Siege L'inedita modalità co-op introdotta con la prima stagione dell'Anno 3 dimostra che il team di sviluppo ha ancora un bel po' di assi nella manica per il loro titolo dal ciclo decennale. Outbreak, ovviamente, non pretende di sostituire o sovrastare l'esperienza di gioco che da sempre rappresenta il cuore pulsante di Rainbow Six Siege. Anzi, si presenta come un perfetto diversivo, in grado di divertire tutta la fanbase con qualcosa di nuovo e, per la prima volta, molto distante da quanto proposto sino a questo momento. Inoltre, per essere una modalità della durata di un solo mese, le risorse messe in campo per la realizzazione devono essere state notevoli, a giudicare dalla cura riposta nel map design e nel "contorno" narrativo alle tre suggestive location che fanno da sfondo alla vicenda. Certo, non propone nulla di dissimile alle varie "zombie mode" che abbiamo potuto vedere nel corso di questi ultimi anni. Ciò nonostante Outbreak, se consideriamo che durerà solo un mese ed è gratuita per tutti, sa divertire e intrattenere i giocatori. E questa è la cosa più importante. Rainbow Six Siege, se queste sono le premesse (e il supporto continuerà con la stessa qualità e costanza dimostrate sino a questo momento), ha una grande futuro davanti a sé.

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